Wim Wenders , Palermo Shooting, Feltrinelli

Palermo Shooting
Wim Wenders

Collana: Le Nuvole
Contenuto: DVD + libro di 112 pagine
Feltrinelli

Una riflessione sul tempo e sul procedere della vita firmata da uno dei grandi artisti del cinema contemporaneo. Con Dennis Hopper e Giovanna Mezzogiorno. Con il libro Gli spazi di un’immagine, a cura di Frank J. Martucci.

Il film
Finn è un fotografo di successo. La sua vita è un flusso ininterrotto di azioni: telefonate, lavoro, musica nelle orecchie, viaggi. Finn dorme pochissimo, il suo sonno è abitato da incubi. Il suo animo è torturato: scegliere ciò che davvero preme, scegliere cioè l’arte o proseguire nella lucrativa carriera della fotografia di moda? Finché una sera la morte si presenta sotto forma di un incidente d’auto, a cui il protagonista sfugge per miracolo. L’incontro sfiorato con la morte cambia la sua vita. Con la scusa di un servizio fotografico da realizzare a Palermo, Finn parte. Ciò che vuole veramente è ricominciare da zero, riavviare la sua vita come si fa con un computer bloccato. Qui, con la leggerezza e la libertà cui Wenders ci ha ormai abituato dai tempi de Il cielo sopra Berlino, il fantastico, o meglio il sovrannaturale, si affianca al reale. Finn si sente inseguito dalla morte, che gli appare in un personaggio misterioso sempre accanto a lui, quasi che l’appuntamento con la Fine fosse stato soltanto rimandato. Sarà l’incontro con Flavia, restauratrice impegnata a recuperare un grande affresco raffigurante il trionfo della Morte, a richiamare Finn verso la vita.

Selezione ufficiale Cannes 2008
Approfondimento
Negativi fotografici. Brevi flash di luce fra l’uno e l’altro, il rumore meccanico dello scatto. Titolo: Palermo Shooting. Le prime inquadrature sono un incubo. Una galleria di cadaveri mummificati, i corpi della cripta dei Cappuccini palermitana. Atmosfera decrepita, generale sensazione di polvere e di angoscia. Ci sono orologi distorti, mutevoli, vagamente mostruosi. Quando l’uomo che sta sognando si sveglia, non ha la minima idea di che giorno sia. Non riesce più a dormire, ogni sonno è una piccola morte.
Seconda scena: l’uomo che in principio sognava è in piscina. Non sa tuffarsi, teme l’acqua.
Terza scena: l’uomo guida, ascolta musica rock, scatta fotografie. È un fotografo.
Quarta scena: in uno studio, l’uomo e i suoi collaboratori manipolano immagini di città. Le rendono migliori. Mettono insieme nuvole dell’Arizona con un tramonto dell’Australia. Con pezzi di alba e di tramonto creano luoghi immaginari, più belli del reale.
Non sono passati cinque minuti di film e Palermo Shooting è già una foresta di simboli sfuggenti, strabordanti, eccessivi: ci sono tutti i temi di Wenders, insieme con il suo modo filosofeggiante e rigoglioso di esprimerli. C’è un personaggio in crisi personale, la cui vita ha a che fare con le immagini, con lo sguardo, con l’arte. Ci sono i luoghi: Palermo, che dà il titolo al film, e la città immaginaria che il protagonista ricrea con la manipolazione digitale. C’è il tempo. C’è la morte, che del tempo è quasi sinonimo. Sono linee profonde che attraversano tutta l’opera del regista tedesco, ricorrenti, che si inseguono film dopo film, simboli e temi che tornano ossessivamente da quasi quarant’anni con precisione maniacale.
Umberto Ledda, tratto dal libro Gli spazi di un’immagine, in allegato al dvd.

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