Antonio Spallino 1925-2018) è stato ed E’ un grande

 

Stile è riuscire a portare bene un peso assegnato.
Significa reggere tale peso tentando di utilizzare in maniera concentrata tutte le energie disponibili, anche e soprattutto quelle minime.
Stile è quell’obbligo morale che dovremmo imporci per essere all’altezza delle situazioni e delle attese.
Stile è la capacità di comprendere e agire con equilibrio, adattando la propria forza ai compiti che ci aspettano.
Giovano ancora in questo augurio due antiche esortazioni.
Age quod agis, “Fai bene quello che stai facendo”, dicevano i latini.
Ne quid nimis, “Nulla di troppo, senza esagerare”, dicevano i greci e, ancora, ci hanno riportato i latini.
In queste massime ci sembra di trovare un invito alla moderazione ed al controllo più che mai adatti alla situazione del momento.
La consapevolezza dei nostri limiti ci potrebbe aiutare ad accettare e comprendere anche le altrui limitatezze e a rimanere all’interno di un gioco delle regole che è la sola garanzia di sopravvivenza.
Nota: i riferimenti linguistici sullo stile sono tratti dal libro di Vincenzo Guarracino, Antonio Spallino, uomo, amministratore, sportivo, intellettuale, Casagrande editore, Lugano 2013

 

Spallino

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Sulla figura di intellettuale e politico di ANGELO SPALLINO, ricordo anche questo libro:

Le regole del gioco
titolo Le regole del gioco
sottotitolo Carlo Ferrario intervista Antonio Spallino
autore Carlo Ferrario
Antonio Spallino
editore NodoLibri

vai a: http://www.nodolibrieditore.it/scheda-libro/carlo-ferrario-antonio-spallino/le-regole-del-gioco-9788871850191-156048.html

Spallino

CREDEVO di essermi iscritto al PD Partito Democratico. In questi mesi (referendum sulla riforma costituzionale 4 dicembre 2016) scopro che c’è un ALTRO PD: il PD2 (di d’alema, bersani e altri), 7 dicembre 2016

Quando nel 2014 (dopo una lunga militanza nel Pci/Pds/Ds) mi sono iscritto al PD Partito Democratico

CREDEVO di essermi iscritto al PD Partito Democratico

in questi mesi (referendum sulla riforma costituzionale 4 dicembre 2016)

scopro che c’è un ALTRO PD

il PD2 (di d’alema, bersani e altri)

Questo mette fortemente in crisi quella decisione.

Tutto dipende dalla Direzione del PD di questo pomeriggio.

Spero di non dover fare un altro “to cross the line”

pd2014-20163865


  • PCI/PDS/PD dal 1973 al 2001
  • poi iscrizione “a tempo” al  PD, direzione Matteo Renzi

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Psicoanalisi e politica, MASSIMO RECALCATI “quando guardo la sinistra del no non posso non vedere tre grandi sintomi: CONSERVATORISMO, FASCINAZIONE MASOCHISTICA per il no e sintomo del PATERNALISMO”. intervento alla #leopolda7, 6 novembre 2016

“sono il padre di Telemaco. Il padre adottivo di Telemaco”

“Telemaco è l’immagine del figlio giusto”

“essere un figlio significa saper ereditare”

“per ereditare occorre riconquistare il passato”

“è innovando che si rimane fedeli ai principi del passato”

“il no della sinistra interpreta la fedeltà come rapporto di venerazione della conservazione immobile”

“il cambiamento genera angoscia. E piuttosto di passare dal guado stretto dell’angoscia è meglio conservare quello che c’è”

“Matteo Renzi doveva essere ucciso nella culla. E ci hanno provato”

“Il cambiamento genera angoscia. Il cambiamento destabilizza. Il cambiamento allarga gli orizzonti. Il cambiamento impone il viaggio di Telemaco. Il cambiamento impone che non dobbiamo rimanere ad aspettare il ritorno del padre”

“Berlinguer ci ha insegnato che se l’uomo di sinistra resta solo un uomo di lotta e non riesce anche ad essere uomo di governo, si finisce per cadere nella pietrificazione del masochismo del no, del godimento della distruzione”

“L’anima affascinante del riformismo è la capacità di costruzione della visione e del progresso”

“L’insopportabile corteo dei padri che non sanno imparare dai figli”

“La saccenza più l’impotenza uguale al paternalismo”

“C’è un odio per la giovinezza … bisogna dare fiducia ai figli”

“La giovinezza si conquista evocando il sogno e nel non avere paura di evocare il sogno”

MAPPE nelle POLITICHE SOCIALI e nei SERVIZI

AUDIO


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Il 1948 a Como e quel “Palazzo Elettorale” simbolo di un ventennio da dimenticare, da QTime

questa foto dell’ormai ex Casa del Fascio, utilizzata per la propaganda elettorale come un qualsiasi muro dove incollare i manifesti dei maggiori partiti di allora: la DC, il Pci, il Psi. Chiaro che nel 1948, visto  cosa aveva rappresentato quell’edificio fino a pochi anni prima, nessuno si facesse alcun tipo di problema sul valore architettonico di una struttura destinata poi nel tempo a diventare il simbolo per eccellenza del razionalismo e del genio di Giuseppe Terragni.

Il 1948 a Como e quel “Palazzo Elettorale” simbolo di un ventennio da dimenticare.

PUTIN, l’amico fraterno del frequentatore di minorenni BERLUSCONI, per ora invade la Crimea e mira a provocare una guerra civile in Ucraina

PUTIN, l’amico fraterno del frequentatore di minorenni BERLUSCONI, per ora invade la Crimea e mira a provocare una guerra civile in Ucraina.
Per non dimenticare queste immagini
foto di Paolo Ferrario.
foto di Paolo Ferrario.
foto di Paolo Ferrario.