MARIO BENEDETTI, “Come farti capire che c’è sempre tempo? Che uno deve solo cercarlo e darselo, Che non è proibito amare, Che le ferite si rimarginano …

Mi hanno “regalato” questi versi, e io te li regalo.

Patrizia


 

COME FARTI CAPIRE

Come farti capire che c’è sempre tempo?

Che uno deve solo cercarlo e darselo,

Che non è proibito amare,

Che le ferite si rimarginano,

Che le porte non devono chiudersi,

Che la maggiore porta è l’affetto,

Che gli affetti ci definiscono,

Che cercare un equilibrio non implica essere tiepido,

Che trovarsi è molto bello,

Che non c’è nulla di meglio che ringraziare,

Che nessuno vuole essere solo,

Che per non essere solo devi dare,

Che aiutare è poter incoraggiare ed appoggiare,

Che adulare non è aiutare,

Che quando non c’è piacere nelle cose non si sta vivendo,

Che si sente col corpo e la mente,

Che si ascolta con le orecchie,

Che costa essere sensibile e non ferirsi,

Che ferirsi non è dissanguarsi,

Che chi semina muri non raccoglie niente,

Che sarebbe meglio costruire ponti,

Che su di essi si va all’altro lato e si torna anche,

Che ritornare non implica retrocedere,

Che retrocedere può essere anche avanzare,

Come farti sapere che nessuno stabilisce norme salvo la vita?

Come farti sapere che c’è sempre tempo?

 

Parte della poesia “COME FARTI CAPIRE”

[Mario Benedetti, scrittore uruguayano 1920-2009]

nel centro storico di Como nella notte del 24 Dicembre 2015: e se le vetrine volessero scambiarsi i doni non donati?

LUOGHI del LARIO e oltre ...

E se,  scomparso l’ultimo nottambulo dalle vie della città,  le vetrine avessero iniziato a strizzarsi l’occhio e qualcuna, più ardita, avesse gettato là l’idea di scambiarsi i propri  inquilini, i doni – non – donati?

E se questa idea fosse stata ben accolta?

E se molti tra questi si fossero allora accomodati al bar più disponibile, quello con i lumi sui tavolini all’aperto, per scambiare quattro chiacchiere? In fondo, che noia, stare sempre borsette con borsette e al massimo dare una toccatina a una pochette o essere forzatamente appesi a una cintura di coccodrillo (sarà vero? sarà finto?);  e  che noia essere abiti firmati accanto ad altri di colore diverso ma con la stessa firma, appoggiati a golfini di cachemire che con la temperatura anomala di questi giorni danno quasi fastidio; non è divertente neppure essere bottiglie di vino tutte in fila come soldatini,  tutte pregiate certo, ma in fondo…

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P sul mio libro

Caro Paolo,

ricevere il tuo libro mi ha emozionato tantissimo! Un impegno ben grande hai sostenuto e  non puoi che essere orgoglioso del risultato.

Grazie di cuore della bellissima dedica nella quale ripercorri i sentieri; come nelle “tue/nostre” mappe conducono a una meta precisa… ricordandole tutte ho punte di nostalgia, ma senza rimpianto, anzi.

Ho solo sfogliato il libro sentendo  come sempre il piacere della carta sotto le dita ma anche cogliendo – pur in superficie – la densità del lavoro.

A cominciare dalla citazione di Altan (1) che fa da guida al lettore perché non dimentichi,  lungo le pagine,  la tensione etica che sta alla loro base.

Un grande abbraccio, carissimo Paolo!

P

(1)

Un popolo non vive solo di memoria storica trasfigurata in epos, ma anche e soprattutto di concreti comportamenti individuali e collettivi, conformi a determinare regole e principi, che ne stabiliscono le modalità di convivenza e di solidarietà.

Questo tema è particolarmente importante, se si vogliono comprendere meglio molti aspetti della storia d’Italia.

Carlo Tullio – Altan, 1999

(1)

Pensiero per il 2013 di Patrizia

UN   PENSIERO  PER  IL  2013

 

L’essenza  dell’ottimismo non è soltanto

guardare al  di  là  della situazione presente,

ma è una  forza  vitale,

la forza  di  sperare quando gli altri si rassegnano,

la forza di tenere alta la testa quando

sembra che tutto  fallisca,

la forza di sopportare gli insuccessi,

una forza che non lascia mai il futuro agli avversari,

il  futuro lo rivendica per sé.

 

(Dietrich Bonhoeffer)

l’augurio di “saper stare” dentro alla possibilità, Paolo e Luciana, 31 dicembre 2012

L’ERRORE E LA POSSIBILITA’

Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà,

poiché è chiuso alla ricerca

Eraclito

Dove eravamo rimasti?

Esattamente un anno fa eravamo qui: “Continua il tempo della crisi e, proprio per questo, il 2012 sarà più che mai centrato sulle risorse della Polis, ossia sul vincolo del “tenersi assieme”, perché nessuno può farcela da solo” (31 dicembre 2011 )

Qualcuno ha tenuto la barra del timone e, nonostante una ciurma tutt’altro che responsabile, ha evitato che la nave affondasse.

Una crisi sociale, culturale, personale come quella in cui ancora siamo, mostra l’evidenza dei fatti: abbiamo attraversato decenni di ERRORI.

Il significato letterale di errare è: vagare e sbagliare.Ancora più precisamente è: mancare il bersaglio.

La storia insegna, solo dopo gli eventi, che sempre si cade in errore perchè le nostre menti seguono lo schema idea-realizzazione-esito.

Tuttavia, nel nostro tempo più che mai, dovremmo prendere atto che l’esito non dipende mai unicamente dagli ideali che hanno mosso il progetto iniziale (sempre che la storia del “secolo breve” abbia insegnato qualcosa).

Ogni risultato da ciascuno di noi auspicato dipende dalle infinite altre volontà che sono in gioco a livello planetario.

Prendiamone coscienza: non sappiamo e non possiamo più fare previsioni.

Ma, proprio per questo, ogni persona diventa protagonista della POSSIBILITA’.

Possibile deriva da posse, cioè da potis esse,  nel senso di “essere padrone di”. Il primo significato è “ciò che posso fare” o “ottenere”. In senso più ampio, possibile è “ciò che può accadere”, verificarsi, entrare nella nostra esperienza.

E’ proprio la situazione di incertezza che incrementa la responsabilità dell’agire di ciascuno.

Sostiene Massimo Cacciari:

anche laddove tu non riesca a definire un senso, puoi cercare di agire come se in quel momento ne andasse della tua vita nella sua interezza. Noi siamo chiamati comunque a decidere, a risolverci. L’interrogarci è una risoluzione

BUON FUTURO

con l’augurio di “saper stare” dentro alla possibilità

Paolo e Luciana, 31 dicembre 2012

Fonti:

Eraclito, Fr CXIX, nella traduzione di Giorgio Colli

voce Possibilità di V. Mathieu in: Enciclopedia filosofica Bompiani, pag 8821

Massimo Cacciari, lezione su Storie ed errore, Monza 23 febbraio 2012

cara …, sull’articolo di Barbara Spinelli sull’essere vecchi nei prossimi decenni

cara …
questa mutazione antropologica non mi piace per nulla. è ineluttabile, ma non mi piace per nulla.
ho davanti a me tre scenari: 10 anni di vita se la genetica sarà quella di mio padre; 20 se quella di mia madre, 30 se quella di mio nonno. se fosse per gli zii sarei già morto
e tutte e tre le profezie sono infauste.
i vecchi attuali (intendo quelli che vanno dai 70 ai 100 anni) sono coloro che hanno goduto il meglio delle politiche di welfare del 900: famiglie curanti e servizi professionali. la somma di due risorse.
nè io nè luciana fra 10, 20, 30 anni avremo nulla di tutto questo. saremo ciascuno solo o sola alla morte dell’altro
in questo articolo la spinelli ha dato struttura e respiro culturale ad un mio racconto di ritorno di notte da milano (articolo che tu in parte avevi criticato. ma forse lo avrai capito: non trovo niente di positivo, ma proprio niente, nelle migrazioni irregolate e microscoscpicamente disgregatrici di duemila anni di “civiltà europea” – e uso “civiltà” in modo esplicito)
http://paolodel1948.com/2011/03/11/fra-autobiografia-e-politica-la-pericolosa-notte-metropolitana/
fintanto che il cammino è ancora in salute si può ancora sperare in ogni giorno che passa.
ma se la prospettiva sarà la banalità del gesto banalmente violento dell’immigrato di seconda o terza generazione, allora spero – un attimo prima – di chiudere io il ciclo del mio vivente (e , naturalmente sono del tutto contrario – ma che conta il mio parere dentro a questo flusso ineluttabile ? – all’elogio politically correct che la spinelli fa della cittadinanza non condizionata per il solo ius soli dei figli immigrati)
leggo che italia solo giovanni sartori dice queste cose senza esitazione.
ma giovanni sartori ha sempre politicamente ragionato per la “buona società”
quella che lucidamente disegna la spinelli è la “pessima società”
quella che con severiniano dolore dovrò attraversare
un caro saluto e grazie per il tuo sereno commento

26 novembre 2010: 62 anni

Valore

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente
e quello che oggi vale ancora poco.

Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe,
tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordare di che.

Considero valore sapere in una stanza dov’è il nord,
qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.

Considero valore l’uso del verbo amare e l’ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.

Erri De Luca

Al mio amico Paolo, un buon nuovo anno da portare a compimento insieme alle persone,agli angeli, ai luoghi del suo cuore

e un piccolo dono:

una poesia che mi sorprende e mi com-muove ogni volta che la leggo.

Patrizia Milanese

Lettera ad una amica che conosco da 35 anni, 15 ottobre 2009

ciao …
grazie per la tua lettera.
mi fa molto piacere sentire qualche racconto sulla tua attuale biografia, sempre nell’intreccio lavoro e famiglia
sì , abbiamo ricevuto la partecipazione del matrimonio di …. Ho una citazione augurale che ti invierò per farla avere ai due amanti che saranno sposi. Il vostro romanzo familiare chiude un ciclo. Ma continua con le generazioni dei nipoti.
Ho indietro tutta l’annata di Prospettive sociali e sanitarie da leggere. Devo metterci mano: comincerò con il tuo articolo.
Noi due stiamo psicologicamente bene, ma … ha (da un anno!) una esofagite da reflusso che non l’abbandona ed è resistente alle cure. Ieri ha fatto la visita gastroenterologica. Dovrà fare una seconda gastroscopia. Siamo , come tutti nella modernità, dipendenti dalle tecniche biomediche. Esiti accurati, che talvolta diventano sentenze
Vorrei vivere ancora un periodo quasi equivalente a quello della nostra unione (stiamo assieme dal 1982), perchè questi sono gli anni in cui si tirano le reti in barca.
Come ti dicevo la mia pre-vecchiaia è estremamente ricca di personalità e cultura. Voglio dire che le possibilità di studio, il contatto con le tecnologie internettiane e quello con la concretezza della terra (casa Amaltea di Coatesa) mi fanno persona produttiva e realizzata.
E’ un equlibrio dovuto al rapporto intersoggettivo con …
Non so come ne uscirei in una vita a Uno, dopo avere vissuto la compiutezza della vita a Due.
Da qualche tempo ho sottotitolato così il mio Blog Tracce e sentieri: Spazio Tempo Polis Destino
Mi ritrovo nella contemplazione di quei crinali, che sono al centro della filosofia.
Domani inizio un ciclo seminariale per la Bicocca/Provincia di Milano: sono sempre in fibrillazione quando inizio un corso di aggiornamento. E questa è la Polis
Il filosofo che mi accompagna in questo periodo è Emanuele Severino: e questo è il Destino
Lo Spazio è Coatesa
E il Tempo è …

Cara … , grazie ancora
Ti saluto caramente con un abbraccio
e ti auguro buone ore nei giorni
Paolo