Nella fotografia non esiste il frattempo …, in Geoff Dyer, L’infinito istante. Saggio sulla fotografia, il Saggiatore

Nella fotografia non esiste il frattempo.

C’era quel momento e ora c’è questo e in mezzo non esiste nulla”

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in 

Geoff Dyer, L’infinito istante. Saggio sulla fotografia, il Saggiatore

Geoff Dyer, L’infinito istante. Saggio sulla fotografia, il Saggiatore

Geoff Dyer, L’infinito istante. Saggio sulla fotografia, il Saggiatore

L’infinito istante – Il Saggiatore

Per Geoff Dyer la fotografia non è altro che un mezzo attraverso cui avviene il racconto delle piccole e grandi storie dell’umanità. Come la scrittura e il jazz, anche la fotografia sa andare oltre il significato del soggetto dell’opera, ma è necessario affinare la propria sensibilità.

Nell’Infinito istante, è una sorta di ordine entropico a guidare il viaggio nelle sterminate possibilità del mezzo fotografico. Dyer prova a distinguere quei fili che, come in un romanzo, legano generazioni di fotografia che pur non essendosi mai incontrati entrano in contatto incuranti del tempo e dello spazio grazie alla ripetizione dell’identico. Raccoglie quindi gli scatti di Alfred Stieglitz, Paul Strand, Walker Evans, André Kertész, Dorothea Lange, Diane Arbus e William Eggleston e scopre come il fotografare le stesse scene e gli stessi oggetti (panchine, cappelli, mani, strade, finestre, negozi di barbieri, fisarmonicisti) crei tra di loro un dialogo costante, una conversazione a più voci. Il suo è lo sguardo di uno scrittore che non possiede una macchina fotogra  ca per sua stessa ammissione, e che può quindi abbandonarsi all’esperienza intima e personale dell’immagine.

La fotografia cambia il modo in cui vediamo il mondo, Geoff Dyer cambia il modo in cui guardiamo entrambi.

«Ho tentato, per quanto mi è stato possibile, di essere aperto a tutto “come un pezzo di materiale non esposto, sensibilizzato”.»

«Dopo averlo letto, la vita sembra più grande.» John Berger

«Dyer mette a fuoco una serie di intuizioni sagaci e originali sul lavoro di un gruppo di artisti su cui sembrava si fosse già detto tutto.» The New York Times

Traduzione di Maria Virdis

Geoff Dyer (Cheltenham, 1958) è considerato uno dei più importanti scrittori inglesi contemporanei. Le sue opere di narrativa e saggistica sono state tradotte in ventiquattro lingue. Il Saggiatore ha pubblicato Sabbie bianche (2017), Il colore della memoria (2017), Zona (2018), Natura morta con custodia di sax (2019) e Fuga (2020).

 

SCOPRI DI PIÙ SULL’AUTORE

MARCO CALABRESI, A occhi aperti, ContrastoBooks, 2013

Negli ultimi cinque anni Mario Calabresi ha raccolto una serie di interviste ai più grandi fotografi della  scena internazionale. Il risultato dei suoi incontri è questo libro: un appassionante tuffo nella storia attraverso le immagini e le parole di grandi testimoni che hanno immortalato e vissuto alcuni dei momenti più intensi e drammatici del nostro passato. Con una prosa coinvolgente in grado di restituire la forza e le emozioni dei protagonisti Calabresi porta il lettore in un viaggio affascinante nel tempo, offrendogli contemporaneamente una prospettiva incredibilmente privilegiata: gli occhi di fotoreporter che hanno creato la comune memoria storica. Ecco allora Paul Fusco che racconta i funerali di Bob Kennedy o Josef Koudelka che descrive i primi istanti dell’ingresso dei carri armati a Praga. E poi ancora Steve McCurry, Don McCullin, Elliott Erwitt, Alex Webb, Gabriele Basilico, Abbas, Paolo Pellegrin e Sebastião Salgado.

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Sorgente: A occhi aperti, ContrastoBooks