REVERIE: come nasce un progetto di comunicazione dopo un sogno

CARISSIME
giro a tutte voi autrici del libro SGUARDI SUL SERVIZIO SOCIALE il messaggio che questa mattina ho inviato a M. L. , sull’onda del mio entusiasmo per questa idea che (pensate) mi è stata suggerita da un sogno
. .. sì da un sogno, … sapete quei pensieri che si fanno quando ci si sveglia e si riflette sul sogno appena fatto e che sta sfumando nella dimenticanza. allora bisogna afferrarlo. i francesi  chiamano questa operazione REVERIE. in questi casi io scrivo o registro in quei momenti
questa è la mail con un mio audio:
cara M.
non mi sono dimenticato del progetto di dare continuità al convegno di presentazione di SGUARDI SUL SERVIZIO SOCIALE
mi è venuta una idea che ti espongo in questo audio
se sei d’accordo comincio a lavorarci
ti assicuro che la gestione dei blog è una mia capacità tecnica ed è facilissimo (una volta che si impara)
ti assicuro che sarà un modo formidabile per promuovere i CONTENUTI del libro
e questo è il blog come si presenta in rete:
nel giro dela giornata lo completo con i rimandi a tutti i SINGOLI INTERVENTI
e poi ci sarà da estrarre dal convegno anche lì tutti i singoli interventi
l’obiettivo è non perdere nulla di questo vostro eccezionale progetto
ciao a tutte e buon 2017

Reverie sui CIMITERI, 31 ottobre/1 novembre 2016, 2 tracce AUDIO


VAI ALLO SCAFFALE “SOGNI E REVIERIE DI PAOLO”:

https://traccesent.com/category/5-destino/autobiografia/sogni-e-reverie-di-paolo/


Caro Paolo

Ho ascoltato con molto piacere le tue riflessioni e mi ha fatto molto piacere che tu abbia voluto condividerle con me.

Ai temi che tu hai trattato aggiungerei anche quello di un incontro con noi stessi, o, meglio, di un incontro con il ricordo di noi stessi ai tempi in cui le persone ora morte erano ancora vive – per questo, credo ci soffermiamo spesso su tombe di persone morte da diversi anni, quando ‘noi’ eravamo giovani o giovani adulti….

Un carissimo saluto

Carla

la TERRA e le TRACCE, sogno/rêverie del 2 agosto 2016

AUDIO di  la TERRA e le TRACCE,  sogno/rêverie del 2 agosto 2016


Carteggio con CLAUDIA ROSI (contatto Linkedin)

  • è un sogno tranquillo rispetto ai cambiamenti.  Il taglio dei capelli sembra mostrare l’azione di “darci un taglio”, smettere qualcosa, perché si è riusciti a prendere una decisione rispetto alle cose che veramente contano in questo momento, cose che hanno un futuro di semplicità e di autenticità. la terra rimanda al contatto con la realtà, ma ad una realtà antica e nuova, dimenticata e ritrovata. Forse c’è ora una sintonia con la madre terra che permette al vero sé di manifestarsi. le tracce,poi, sono frammenti luminosi, per come vengono descritti, sembrano scintille primordiali, pezzi della creazione che dopo il big bang vanno cercando con pazienza, senza la persecuzione del cronos, uno spazio ,,un tempo ed un luogo in cui essere e magari non per sempre. pezzi, tracce, che non pretendono di essere messe in ordine, ma di brillare al momento giusto. alcune parti di noi sono così, disordinate, ma non prive di valore o di creatività. indicano, sogno un segno, una traccia. rispettano il divenire e mi sembrano simboliche della non azione sistematica, pratica, veloce, che dia senso sempre a tutto. tracce. si capisce che questo sogno mi è piaciuto perché appartiene un po’ a tutti. si inizia con un taglio di capelli, poi si vive semplicemente, si dà un taglio.
  • cara Claudia, devi sapere che io sono quasi calvo (calvizie da vecchiaia). dunque hai ragione: il taglio dei capelli è una sottolineatura attraverso cui il sogno mi comunica l’esigenza di cambiare. visto che si può e deve cambiare ad ogni fase del ciclo della vita. saluti cari e buon lavoro psicanalitico 
  • è, comunque, un bel sogno…lascia tracce. Saluti è Buon lavoro anche a te

Sogno mio padre: "Su Duke Ellington avevi ragione tu"

Sono abbastanza certo di non avere mai sognato mio padre (Guido Ferrario, 1917-1988).

Questa notte, invece, arriva questo sogno

Lo vedo, e lo abbraccio dicendo:

Su Duke Ellington avevi ragione tu

E’ sorpreso, ma anche compiaciuto

rêverie

rêverie / reveˈri*, fr. ʀɛvˈʀi/
[vc. fr., da rêve ‘sogno’, deriv. di rêver ‘sognare’, comp. di re- e un v. non attest. *esver ‘vagabondare’, che risale al lat. parl. *ĕxvagus ‘vagabondo’ (da văgus ‘vago’) av. 1808]
s. f. inv.
● sogno, abbandono fantastico | nel linguaggio della critica, opera dalla quale traspaiono sogni, fantasie, fantasticherie: una rêverie musicale, poetica

La parola è tratta da:
lo Zingarelli 2014
Vocabolario della lingua italiana
di Nicola Zingarelli
Zanichelli editore

il sogno dell'edicola specializzata: OCCIDENTE, notte del 29 agosto 2014

Mi trovo ospite in una casa non mia.

Esco e mi perdo nella città.

Finisco in una edicola specializzata. Vado nel settore Politica Internazionale e cerco riviste e giornali. Il tema chiave è OCCIDENTE.

Fra gli scaffali delle vendite di seconda mano vedo libri e riviste che mi appartenevano nel passato. In particolare c’è la collezione de La Vasca.

Sogni con Massimo Cacciari: lezione sulla città e canto con un gruppo di giovani, 28 agosto 2014

1) Faccio fare a Massimo Cacciari una lezione sulla città. Il luogo è una cantina, ma la lezione produce contatti e relazioni.

Mi entusiasmo per lui e con lui.

2) Massimo Cacciari è in un luogo aperto, mi sembra una spiaggia sassosa.

Interagisce e canta con un gruppo di giovani che stanno su un palchetto di legno.