la STRADA REGIA: il tratto da BRUNATE a NESSO (passando per Blevio, Torno, Pognana). Il post va letto dal basso verso l’alto, come se fosse una cartina topografica

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TUTTO L’ITINERARIO:

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DA POGNANA A NESSO:

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DA TORNO A POGNANA:

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DA BRUNATE A TORNO,

PASSANDO PER BLEVIO:

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Mostra fotografica dell’ex Sindaco di Como ANTONIO SPALLINO e inaugurazione dell’archivio sulla sua attività, venerdì e sabato 21-22 giugno 2019. Articolo di Stefano Ferrari in La Provincia 7 giugno 2019 e di Alessio Brunialti in La Provincia del 20 giugno 2019. La mostra sarà liberamente visitabile dalle ore 15:00 fino alle 18:30 di venerdì 21 giugno e dalle 10:00 alle 12:30 di sabato 22 giugno

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MOSTRA FOTOGRAFICA E PRESENTAZIONE ARCHIVIO ANTONIO SPALLINO

21/22 giugno 2019

Antonio Spallino

Dopo un anno di lavoro, nella mattinata di venerdì 21 giugno presenteremo alla stampa l’archivio “Antonio Spallino.

Contenendo l’archivio anche numerose immagini, con Enzo Pifferi abbiamo colto l’occasione per organizzare una mostra fotografica che ne ripercorre il sentiero di vita, mentre in salone sarà proiettato un video di circa 200 immagini digitalizzate.

La mostra sarà liberamente visitabile dalle ore 15:00 fino alle 18:30 di venerdì 21 giugno e dalle 10:00 alle 12:30 di sabato 22 giugno.

Risorse:

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anni ’60 e ’70 a COMO: ricordare il disegno tessile di FIORIO (e il “lucidista” Guido Ferrario) attraverso una conversazione. Fotografie di un gruppo di FOULARD e un grafico di Giovanna Baglio sul ciclo della stampa tessile

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“A quei tempi FIORIO

faceva storia per la QUALITA’ DEL DISEGNO TESSILE

e per la produzione dei FOULARD”

frase presa da una conversazione con Anna Bignami, a Como, il 3 aprile 2019

Questo ricordo è associato alla STAMPERIA ANGELO MAESANI , che stampava solo la SETA

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da una dispensa di Giovanna Baglio (in https://coatesa.com/2019/04/03/il-prodotto-tessile-fibre-e-filati-slides-di-giovanna-baglio-ccia-como-2007/):

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vai al sito della AZIENDA FIORIO

http://www.fioriomilano.it/it/category/azienda

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CAMMINARE: i luoghi possibili nel TEMPO che resta

ogni vivente dotato della capacità di pensare e pensarsi
sta sulla Terra errando fra
TEMPO, LUOGO, EROS, POLIS e DESTINO
  • TARTARUGOSI
  • MUSEO DELLA SETA, COMO
  • PINACOTECA
  • VILLA GENO
  • VILLA OLMO
  • BRUNATE IN FUNICOLARE (SAN MAURIZIO E PRIMA PARTE DEI SENTIERI PER BLEVIO)
  • TORNO, PIAZZAGA, MONTEPIATTO
  • FRAZIONI DI BLEVIO (DA TORNO)
  • I VARI PERCORSI DELLA “VIA VERDE” DA CERNOBBIO A BRIENNO
  • COLICO (CORRIERA)
  • PALANZO (CORRIERA)
  • BELLAGIO (ALISCAFO O CORRIERA)
  • BISBINO (PER VEDERE MONTE GENEROSO E MAGARI I CAVALLI)
  • VARI LUOGHI DI MILANO (SULLA BASE DELLE GUIDE SUL “CAMMINARE A MILANO”)
  • TRENTO
  • VENEZIA
  • TRIESTE

camminare nel CENTRO STORICO DI COMO per 2.992 PASSI: Via 5 Giornate; Piazza Duomo; Via Vittorio Emanuele; Via Indipendenza; Piazza San Fedele; Via Adamo Del Pero; Via Rovelli; Via Cesare Cantù; Via Giovio; Via Odescalchi; Piazza San Fedele; Via Bernardino Luini; Via Boldoni; Piazza Perretta; Piazza Mazzini; Piazza Volta; Via Garibaldi, 3 novembre 2018

1967-1969: il giornale studentesco LA VASCA, Como. Il ricordo indelebile di Lorenzo Arduini, Lorenzo Dominioni, Giorgio Legrenzi, Bruno Veronelli, Enzo Facchetti, Maria Colombo … Copertine e indici

Mostra organizzata da Chiara Milani

  in collaborazione con l’Istituto Pier Amato Peretta,

alla Biblioteca di Como, Aprile 2018

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FRONTESPIZI E INDICI della VASCA

1967-1969

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Paolo Ferrario dialoga con Ettore Maria Peron sul libro: STORIA DI COMO dalle origini ai giorni nostri, Edizioni Biblioteca dell’immagine, 2017, pag. 300, alla Fiera del Libro di Como in Piazza Cavour, sabato 2 settembre 2017. Video Youtube

EL ME’ INDIRIZZ, idea scenica da una idea di Gianni Giolo, con le MUSICHE di Fo, Jannacci, Della Mea, Carpi, Strehler e i TESTI di Pietro Collina, Riccardo Borzatta e Federico Piadeni, Fondazione CA’ D’INDUSTRIA, Via Brambilla, 61, COMO. Organizzazione: Pierangela Torresani, Marco Bonacina, Omar Dodaro, 22 DICEMBRE 2016. VIDEO postato su youtube da O. Dodaro, 1 ore e 8 minuti

fare FLANERIE nel centro storico di COMO: il cosiddetto percorso della “VASCA”. Piazza Cavour; Portici Plinio; Piazza del Duomo; Via Vittorio Emanuele; Via Indipendenza; Via Pantera; Piazza San Fedele; Via Natta; Via Adamo del Pero; Via Rovelli; Via Cantù; Porta Torre e Mura, 16 novembre 2016

vai al post orginario in

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chi è il “flaneur”?

https://traccesent.com/2011/07/29/tartarugosa-ha-letto-e-scritto-di-gaspare-armato-2011-il-senso-storico-del-flaneur-autorinediti-napoli/


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CLICCA SULLA PRIMA FOTOGRAFIA

PER VEDERLE IN SEQUENZA



I possibili LUOGHI DI RISTORO nelle vicinanze di questo percorso:

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3065 PASSI attorno il centro storico di Como: il cerchio Piazza Cacciatori delle Alpi, Torre Gattoni, Torre San Vitale, Piazza Cavour, Piazza Cacciatori delle Alpi

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  • 1. Viale Varese, da Piazza Cacciatori delle Alpi alla Torre Gattoni: 925 passi
  • 2. Torre Gattoni/Viale Cattaneo/Viale Battisti/Torre di San Vitale: 635 passi
    • Torre Gattoni/Porta Torre: 300
    • Porta Torre/Via Carducci: 120 passi
  • 3. Torre di San Vitale/Via Balestra/Via Vittorio Emanuele/Piazza del Duomo/Piazza Cavour: 905 passi
    • Torre San Vitale/angolo Via Perti: 300 passi
    • angolo Via Perti/Piazza del Duomo: 325 passi
    • Piazza Duomo/Piazza Cavour: 280
  • 4. Piazza Cavour/Piazza Volta/Piazza Cacciatori delle Alpi: 600
    • Piazza Cavour/monumento ad Alessandro Volta: 300 passi
    • Piazza Volta/fine Via Garibaldi: 300 passi

 

passi centrostorico misura

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Appunti Video su: Gli AFFRESCHI DI SANT'ABBONDIO a Como: – Cronaca illustrata del dramma (Gerardo Monizza); – Storia della basilica e degli affreschi (Fabio Cani), dal sito della Nodolibri, ore 17,30-19,30 del 11 dicembre 2014

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ImmagineNews Nodo”Gli affreschi di Sant’Abbondio a Como”
Resoconto filmato
Resoconto video, a cura del professor Paolo Ferrario, del pomeriggio di giovedì 11 dicembre presso l’Università dell’Insubria e la Basilica di Sant’Abbondio (via Regina):

– Cronaca illustrata del dramma (Gerardo Monizza);

– Storia della basilica e degli affreschi (Fabio Cani).

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ho ripreso con molta intensità la fine della DIGA FORANEA, facendo pensieri miei sulla contrastata storia del dono di DANIEL LIBESKING quasi rifiutato

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“guardavo” e vedevo che Daniel Libesking ha “visto” giusto
la sua scultura acquea accrescerebbe la potenza del paesaggio
proprio per le connessioni con gli altri soggetti di quelle viste:
il Duomo, la linea della  diga foranea, il tempio Voltiano, la torre del Baradello, monumento alla Resistenza
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care *** e ***
grazie per la telefonata, ***!
questo pomeriggio devo interpretarlo come un sogno
allora, vediamolo
vado in battello a cernobbio del tutto convinto che la mostra ORTICOLARIO oggi fosse aperta al pubblico interessato
cammino fino alla entrata
lì mi fermano: “no oggi è solo per gli OSPITI INVITATI”.
immagino vedano la mia faccia delusa.
persone con una minima sensibilità prossemica (non credo capiscano questa parola)  mi avrebbero “invitato lì per lì” . bastava un foglio di carta. Ero solo io
vedevo fuori dal cancello, come un vigile da guardia, il *** (una specie di della valle nostrano)
rien a faire: solo per gli INVITATI

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ANTONIO SPALLINO, uomo, amministratore, sportivo, intellettuale, di Vincenzo Guarracino, Giampiero Casagrande editore, Lugano, 2013. Intervista a cura di Espansione Tv

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ANTONIO SPALLINO, uomo, amministratore, sportivo, intellettuale, di Vincenzo Guarracino, Casagrande editore, 2013. Intervista a cura di Espansione Tv

Spallino

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Sulla figura di intellettuale e politico di ANGELO SPALLINO, ricordo anche questo libro:

Le regole del gioco
titoloLe regole del gioco
sottotitoloCarlo Ferrario intervista Antonio Spallino
autoreCarlo Ferrario
Antonio Spallino
editoreNodoLibri

vai a: http://www.nodolibrieditore.it/scheda-libro/carlo-ferrario-antonio-spallino/le-regole-del-gioco-9788871850191-156048.html

Spallino

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Bastano duemila passi al giorno, da Tebano | Altri Mondi

Passi :

Bastano duemila passi al giorno, pari a una camminata da un chilometro e mezzo, cioè 20 minuti, per ridurre dell’8% il rischio di disturbi cardiovascolari mortali. Lo dice uno studio dell’università britannica di Leicester, appena pubblicato sulla rivista The Lancet (Tebano, CdS).

da Tebano | Altri Mondi.

Ascoltando Nat King Cole assieme ad HARUKI MURAKAMI nella “confortevole tana” che dà sul centro storico di Como, 8 dicembre 2013

South Of The Border (Down Mexico Way)

La canzone preferita nei pomeriggi da Shimamoto, che i due ragazzi ascoltano senza comprendere le parole, immaginandole più interessanti di quanto non siano. Si tratta del classico brano country reso celebre da Frank Sinatra e interpretato da moltissimi altri cantanti, e del quale esiste anche una nota versione italiana (Stella d’argento). Non risulta però una versione interpretata da Nat King Cole, si tratta infatti di un errato ricordo di Murakami, da lui stesso ammesso nel libro “Portrait of Jazz”

Murakami dice nel libro Portraits of Jazz:

“Someone pointed out to me that Nat Cole had never sung(at least recorded) the song. I couldn’t believe him and looked into Cole’s discography. To my surprise he never ever sang it. He made several albums of Latin songs, but it is not included in them. Then it follows that I wrote a book based on a recording that never existed. But (I’m not trying to defend myself) I feel it was not so bad after all, for you “breathe air in the world which does not exist anywhere” when you read novels.”

“Qualcuno mi ha fatto notare che Nat Cole non ha mai interpretato né inciso questa canzone. Non potevo crederci ed ho consultato la discografia di Cole. Con mia grande sorpresa (ho appurato) che non l’ha mai cantata. Ha fatto molti album di musica latina, ma non è inclusa in nessuno di essi. Quindi ne consegue che ho scritto un libro basato su una registrazione che non è mai esistita. Ma (e non sto tentando di difendermi) penso che non sia una cosa così negativa, dopo tutto, perché in fondo voi quando leggete un romanzo “respirate un’aria del mondo che non è mai esistita da nessuna parte”.

(tratto da http://www.musicaememoria.com/a_sud_del_confine.htm)

grazie a CHIAVE DI VOLTA, MILLY BRUNELLI POZZI, e il fotografo ENRICO CANO per il progetto OBIETTIVO CITTA’ MURATA

cari amici della associazione chiave di volta

vorrei in particolare ringraziare la dottoressa milly brunelli pozzi e il fotografo enrico cano per la cura davvero amorevole del progetto OBIETTIVO CITTA’ MURATA.
ieri (martedì 23 aprile ore 18 e 30) ) ero allo spazio natta e ho girato più volte per la sala
si percepiva il minuzioso e faticoso lavoro organizzativo (tutto vostro) per rendere disponibile le immagini fotografiche (perfino nella attenzione su come appendere i quadri). e poi la grande idea di fare subito il catalogo: davvero splendida idea.
per quanto mi riguarda IL RISULTATO E’ ECCEZIONALE
ho 65 anni. ancora oggi sono un pendolare del lavoro (gravito su milano). ma il luogo dove desidero stare è solo a como. in questa città murata così mirabilmente rappresentata nella sua struttura complessiva  dalle fotografie di pag 3, 11, 135
trovo di grande effetto visivo ed emotivo  guardare le fotografie appese e poi riportate nel catalogo (continuo a sfogliarlo: non mi capita di frequente)
ma è ancora più straordinario scorrere le 650 fotografie che girano sullo schermo
questa città che si stratifica dalle paludi, alla pianta romana e poi a quella medievale, ancora ben visibile viene riflessa nei circa duecento occhi che l’hanno guardata
e il risultato confina perfino nel sogno, cioè in quella forma di percezione che unisce per vie non razionali la vita vissuta con la coscienza e quella della parte di noi fluttuante ed inconscia
angoli, visuali, pietre, persone, bambini, innamorati, simboli, piante, archi, piccioni, gatti, selciati, finestre, porte, ritagli di cielo …
frammenti a noi riportati dall’occhio che girano come in un caleidoscopio.
c’è un sociologo della città e  scrittore francese che si chiama georges perec che parla della IMPOSSIBILITA’ DI ESAURIRE UN LUOGO. perchè, se è bello, esso attira le attenzione e cambia in ogni istante
la como storica ci consente di camminare sulla storia (dunque dentro passato). ma è il presente, l’attimo presente, ad essere l’unico bene prezioso di ciascuno di noi.
la fotografia è il mezzo tecnico che ci consente di fissare l’attimo
la mostra (dovuta , ripeto, al vostro generoso lavoro) produce questo risultato davvero indimenticabile: unire nell’attimo presente la storia intera della nostra città
fare cultura è questo: produrre atti di coscienza sostenuti dalle dinamiche del “cuore”
grazie ancora
tornerò spesso in queste giornate a sedermi davanti al proiettore per vedere le immagini
vi sono grato
un caro saluto
Paolo Ferrario
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piccolo pranzo a PANE&TULIPANI/CAFE’ FLEURS nel centro storico di Como

Oggi non c’era da mangiare a casa e così ho avuto l’autorizzazione di andare al ristorante.

Naturalmente sono andato al centro storico di Como.

Esattamente qui:

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L’ambiente è un meraviglioso recupero e restauro di una casa di struttura medievale.

Soppalchi in legno, travi a vista, arredo country di lusso, camino acceso con legna ardente …

Mi dicono che è l’opera di un  investimento di una imprenditrice comasca. Il ristorante dà lavoro, come minimo a 10 persone: complimenti alla capacità di intraprendere e produrre . Davvero: tanta ammirazione per chi migliora il valore dei luoghi e contribuisce alla vita quotidiana delle persone.

Ho mangiato del pollo scottato con puntarelle e un bicchiere di vino.

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E’ frequentato da persone molto snob.

E ho avuto la malaugurata sorte di incrociare ***, ahimè conosciuto nella errata mia passata militanza nel Pci/Pds/Pd vai  QUI  in tema di errore/errare).

Dovrò cercare altri luoghi del centro storico di Como (davvero bellissimo). Non desidero vedere più nel mio orizzonte visivo quei personaggi, le loro ideologie, i loro giudizi, il loro parlarsi addosso.

Temo che PANE&TULIPANI sia stato la mia prime e ultima volta.

Peccato: bel luogo per abitatori evitabili.

Camminare attraverso Como, guardando …

vai a: https://traccesent.com/2012/12/19/camminare-per-il-centro-storico-di-como-guardando/

 

Percorso:

Viale Varese, Via Cinque Giornate, Piazza Verdi, Piazza del Popolo, Via Dante  e l’Ospedale Valduce, Via Tommaso Grossi,  Viale Cesare Battisti, Piazza Vittoria, Via Milano fino all’angolo con Via XX Settembre

Imitando Georges Perec. Primo “tentativo di esaurimento di un luogo”: Piazza San Fedele, Como, 2011

 

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Piazza San Fedele, ore 13

Il sole illumina la facciata e il campanile nascosto dalla casa col porticato.

A quest’ora il sole ha già fatto il suo giro parziale della giornata e da questa parte c’è ombra.

L’osservatorio è ampio.

Da sinistra: Trombetta foulard; una vetrina senza insegne evidenti; Moglia abbigliamento; un portone di legno marrone; negozio Vodafone; sulla facciata del porticato: “Piazza del mercato del grano”; “Piazza San Fedele”; sotto il porticato un altro negozio di abbigliamento con saldi al 50%. Facendo girare lo sguardo in senso orario, poi, la piazza si allarga fino ad arrivare alla facciata ed al portale della chiesa. Dopo ancora negozi: Daniela Vecchi; Cherie; abbigliamento And … And; quattro vetrine del Verga accessori cucina; l’inizio della Via Odescalchi e della Via Natta. Sopra quest’ultima una casa con la facciata medievale in mattoni in cotto. Di lato l’altro bar/tabaccheria e il porticato che corre alle mie spalle.

Due piccioni mangiano le briciole che ho loro gettato. Poco dopo arrivano due passerotti che becchettano quello che resta.

I tavolini da 4 persone che si sporgono sulla piazza sono 17. Ma dietro ce ne sono altri, sotto al portico.

Se dovessi contare le finestre, i balconi, i portoni, i vasi potrei “esaurire” la parte statica della piazza.

Per la parte dinamica oggi registro solo questo. Prima passa un’auto di ordinanza del carabinieri, con due persone a bordo. Si ferma un attimo e poi se ne va lentamente. Poi passa un’auto della finanza, con tre persone a bordo con gli occhiali neri. Non posso fare a meno di associarli alle guardie del corpo del dittatore Doc Duvalier di Haiti.

Apro il Corriere di Como: “è caccia aperta all’uomo – probabilmente straniero – che nella notte fra sabato e domenica ha violentato una ventenne a Cantù”

Nota:

Il concetto di “esaurimento di un luogo” è una suggestione di estremo interesse cognitivo e sociale del letterato/sociologo francese Georges Perec (1936-1982)

Splendido è : Georges Perec, TENTATIVO DI ESAURIMENTO DI UN LUOGO PARIGINO (1975), a cura di Alberto Lecaldano, Libri Piccoli Voland, 2011

Fra autobiografia e politica: la pericolosa notte metropolitana, 11 marzo 2011

Milano – Como, 11 marzo 2011

Era una giornata lungamente attesa. Mercoledì 9 marzo ho partecipato alla “Maratona del silenzio“, pensata e organizzata alla Casa della cultura di Milano da Duccio Demetrio, Nicoletta Polla-Mattiot ed Emanuela Mancino.

La trasferta da Como a Milano comincia alle quindici e ventitré.

Arrivo puntuale e alle diciassette sono nella storica saletta (mi giunge alla mente il ricordo di Laura Conti, che fu presidente di quest’associazione, a suo tempo legata al Pci, negli anni 50/60). Vedo solo tre volti conosciuti. E’ la situazione ideale per immergermi senza distrazioni e con molta concentrazione nella sequenza davvero impegnativa di tanti interventi, uno dietro l’altro, di circa dieci minuti ognuno. Registro tutto e faccio delle piccole pause mentali leggendo il Corso Istituzioni di filosofia di Emanuele Severino (1968).

C’è equilibrio fra i sessi nella sala. L’età mediana mi sembra di persone che hanno più di quarantacinque anni. Molti capelli bianchi e rughe sul viso. E anche alcuni giovani. Ma la prevalenza è: alle soglie della prevecchiaia.

L’anonimato mi preserva dal brusio conversazionale che s’instaura nella pausa. davvero molto distonico rispetto agli intenti personali e culturali di “fare spazio” dentro ed attorno a sè. Terribili i cellulari che suonano, che si accendono e che sono compulsati ritualmente per rispondere sui tastierini piccolissimi. E’ un fatto di dissonanza cognitiva: il processo sociale (ipercomunicazione) è comunque più forte dell’intenzionale e ricco progetto del silenzio. Occorrerebbe, almeno, congedarsi per qualche ora dal controllo invadente di queste tecnologie. Tutti qui conoscono e apprezzano Michel Foucault: ma non c’è relazione fra le sue ipercritiche teorie e la loro dipendenza dalla tecnica, qui incarnata dai telefonini.

Avrò modo, altrove, di far sedimentare questa esperienza.

Alle ventitré l’incontro finisce con la commovente presenza di Franco Piavoli, pioniere dell’ascolto del silenzio della natura con il suo Il pianeta azzurro del 1982. Gli chiedo una firma autografa per me e Luciana. Sono commosso per questo incontro.

Ma è alle 23 che cambia del tutto la mia situazione. Comincia il duro viaggio di ritorno a Como che durerà tre ore: come andare a Venezia. Dopo le 22 e 30 non ci sono quasi più treni. Vado alla stazione Nord: niente da fare, Como è scollegata. Occorrerebbe aspettare la mattina. Vado alla stazione Garibaldi: niente da fare: il primo treno sarebbe alle cinque e trentotto della mattina.

Sulla metropolitana sono l’unico italiano/lombardo: vedo solo cinesi, sudamericani, slavi, africani. Provo la straniante sensazione di essere io lo Straniero, l’Altro. Di notte la città cambia il suo registro culturale. Nella notte metropolitana un europeo/italiano/lombardo/comasco non è più a casa sua, è l’Estraneo in ambiente ad altra Dominanza.

I confini fra “società multiculturale” e “società pluralistica” sono davvero molto labili. Dice Giovanni Sartori: “pluralismo e multiculturalismo sono concezioni antitetiche e neganti l’una dell’altra” (in Pluralismo, multiculturalismo e estranei, Rizzoli, 2000, p. 9).

In metropolitana, nel buio della notte, è poi evidente un conflitto evidentissimo: non solo sono il solo europeo/italiano/lombardo/comasco. Sono anche il solo anziano/prevecchio in mezzo a ventenni che parlano lingue diverse. Qui le persone sono giovani, giovanissimi, scattanti, forti, elastici. Io sono in equilibrio precario, lento, debole (fragile), impedito. Di notte le persone vecchie sono insicure. Eppure la comunicazione politica di questi giorni esalta la giovinezza erotico procreativa dei migranti, mettendo del tutto in ombra che ne è dei vecchi dentro questi vortici di cambiamento demografico.

La notte metropolitana è pericolosa. L’ho sperimentato.

Ho due prospettive: trovare un albergo a Milano o passeggiare per tutta la notte in una metropoli finalmente silenziosa e acquietata ma pericolosa. Allora provo a tornare alla Stazione Centrale. Qui il non-luogo, di notte, è ancora più inquietante. Percepisco dentro di me un senso d’insicurezza altissimo. Per arrivare alla linea dei treni devo attraversare spazi ampi abitati da gruppi di persone africane, meticcie, asiatiche. Mi osservano mentre cammino, per vedere se mi avvicino alle macchinette dei biglietti: lì dovrei estrarre la carta di credito. Non c’è nessuna squadra di pubblica sicurezza. La situazione di puro sguardo potrebbe trasformarsi in un attimo di minaccia e attacco.

Nella notte metropolitana una persona prevecchia, isolata può diventare preda e vittima del micro-crimine in una frazione di minuto.

Il massimo del paradosso mi arriva alla coscienza quando vedo i manifesti cubitali di Bersani del PD che annuncia i dieci milioni delle firme contro il Governo Berlusconi. Realizzo lì, nel deserto della notte metropolitana, nel non-luogo della Stazione Centrale a mezzanotte, che la novecentesca e ottocentesca cultura politica della sinistra è del tutto fuori centro con la mutazione in atto.

Il prevecchio rimasto solo nella notte multietnica percepisce lucidamente che c’è molto che non funziona più: le dinamiche dell’insicurezza individuale, quella che passa attraverso il camminare in queste ore, prevalgono. Nella notte metropolitana la società del welfare europea si ritrae e fa spazio ai gruppi pericolosi di cui parlano i libri di Cormac McCarthy e i film di Aldo Lado.

C’è un convoglio/tradotta alle ventiquattro e trentotto.  Le carrozze sono tutte buie. Cammino fino a quella in cima, vicino al guidatore: il vagone è abitato da otto persone. Due giovani (svizzeri, per la verità sociologica) con documenti di viaggio irregolari litigano minacciosamente con il controllore, in quel momento unico e pure lui solo rappresentante del mondo delle regole.

Il viaggio è lentissimo. Arrivo a Como alle due di notte. Anche qui il non luogo della stazione è popolato da fantasmi inquietanti. Zombi notturni acquattati nelle zone buie. Scendo per il parco, sobbalzando per i passi veloci di un giovane che corre e che, per fortuna mi sorpassa.

Sotto casa un altro giovane posteggia l’auto e va a rifornirsi di droghe sintetiche nel bar delle slot machine che hanno preso il posto del glorioso cinema Politeama.

Apro il cancello. Sono arrivato. Solo ora mi sento un po’ più sicuro.

Ma fino a quando?

Sarebbe utile che le anime belle della sinistra antagonista e riformista uscissero dai loro condomini con portineria e facessero qualche volta un viaggio da Milano a Como attorno a mezzanotte.

Diecimila passi

Che cosa si può fare in una città? Si può passeggiare, considerando attentamente che questa azione è un aspetto minore, ma fondamentale, della marcia: il passo può anche essere lento, eppure è un movimento che simula e sottintende qualcosa di più energico e sportivo. Nello stesso tempo, in queste passeggiate cittadine, si può riprendere quotidianamente contatto con la storia del nostro luogo di vita che il tempo dedicato al lavoro ci ha impedito di scoprire. Apriamo una mappa della nostra città, metropoli o provincia che sia, e annotiamo su di essa i singoli luoghi che ne hanno fatto la storia. Poi uniamoli con delle righe e associamo a ciascun percorso la quantità di passi che contribuiscono ad arrivare a 10.000. Medici e cardiologi ci esortano ad iniziare con gradualità, a non esagerare, ma difficilmente ci diranno che ci sono controindicazioni.
Nella mia città (Como), per esempio, potrò fare una passeggiata  … verso Villa Olmo ….

segue qui:

da Tracce e Sentieri

con un buon ritmo in 1 ora e 3/4 si fanno i 10.000 passi.

sono 500 passi ogni 5 minuti

da: Coatesa sul Lario e dintorni | dal Luogo del Destino: “Forse per scoprire la verità basta fare una passeggiata intorno a un lago”, Wallace Stevens.

Lettera a F.: … Sì: siamo i pionieri della prevecchiaia. Nessuna generazione è mai stata nella nostra condizione storica …

Caro F.
è un vero piacere leggerti
vuol dire che ho avuto l’intuizione giusta: quella di collezionare una serie di indirizzi che ho chiamato “amici intimi” (del passato e del presente) cui inviare i miei “messaggi nella bottiglia”.
Sì: siamo i pionieri della prevecchiaia. Nessuna generazione è mai stata nella nostra condizione storica: nati e cresciuti nella seconda metà del 900 per finire dentro una delle più colossali trasformazioni demografiche (l’età lunga, che ho messo a tema) e culturali (la vittoria ormai irreversibile dell’islamismo politico e relazionale, dal 700 dopo Cristo)
Diciamo che la prima condizione (salute permettendo) esalta la mia esistenza, mentre vivo male, malissimo (da ex sessantottino libertario) la seconda
Come vedi ci sarebbe di che parlare a lungo: e credo che entreremmo facilmente in conflitto comunicativo, visto che sul secondo tema la penso come i leghisti.
Ho sempre lì da leggere il tuo libro biografico su Raul Merzario. l’ho sfogliato ed apprezzato il tono da vero amico del cuore e del tempo con cui hai impastato ricordi e scrittura.
Il fatto è che devo leggere altri libri per il mio lavoro e così rimando.
Ma arriverò a dirti il mio pensiero e sentimento
Parli di scambiare opinioni
Ci sono due soluzioni: una è vederci a Coatesa questa primavera od estate. Trascorriamo là tutto il tempo che ci è possibile e ci piace molto vedere le persone in quel luogo che ha il potere di produrre benessere
L’altra è di incontrarci per le vie di Como
Da questo punto di vista Como è città ospitalissima. Si potrebbe parlare in qualche bar del centro
Io faccio ancora avanti e indietro Como – Milano (sai che calcolando una giornata di 8 ore lavorative è come se fossi stato sui treni per 10 anni di fila nella mia vita lavorativa!) ma spesso sono a Como, nel mio studio, fra i libri, musica, radio 3 e tecnologie internettiane
Dài: si potrebbe fare
Una volta che tu sei libero di pomeriggio scrivimi o lasciami un messaggio al …. e vedrai che troviamo il modo.
Ti assicuro che piacerebbe molto anche a me. E non sarebbe in alternativa a Coatesa sul lario (http://coatesa.blogspot.com/)
Dunque a presto e grazie per il piacere che mi hai dato con la tua presenza.
buoni giorni
Paolo

PS Ho in progetto di recuperare tutti i materiali e appunti sulla nostra esperienza della Associazione Dino Campana e di memorizzarli sul rete. Ho un bisogno profondo di non perdere neppure un brandello delle cose che ho vissuto e realizzato

Muro sul lungolago di Como

Per il quotidiano La Provincia di Como

Egregio Direttore
condivido con trepidazione e dolore la campagna informativa fatta dalla Provincia e ripresa su Facebook.
Il rapporto fra la linea di terra e le onde del lago è un elemento straordinario della bellezza del nostro lago.
E’ il suo valore stilistico.
E’ storia inscritta nelle pietre e nelle onde che vi si rifrangono.
Solo delle persone che non amano questa terra e queste acque potevano essere così superficiali.
Il linguaggio dell’assessore Caradonna riportato oggi (“Il lettore che ha scritto al giornale si preoccupi della sua vita, dei muri di casa sua ..”) è impressionante per cinismo, arroganza e villania, visto che quel cittadino ha alzato il suo grido proprio per amore del paesaggio e di questa irripetibile forma che i comaschi conoscono da generazioni.
Vorrei solo che La Provincia mettesse assieme altre informazioni e in particolare collegasse questo sfregio alla bellezza comasca con i lauti “premi di produzione” contrattuali assegnati ai dirigenti ed alla catena di comando (sindaco, direttore generale, dirigenti, funzionari) che ha approvato, tollerato e (eventualmente) non controllato il progetto.
La ringrazio per l’attenzione
Prof. Paolo Ferrario



Como: chiude il CineplexAstoria di Via XX Settembre. Il Cinema Astoria si lega al ricordo di mio padre Guido, 2009

Chiude il CineplexAstoria di Via XX Settembre.
Per certi versi cambia anche la struttura dei miei ricordi.
Fu mio padre a vincere il concorso per dare il nome a quel cinema. Erano gli anni 1945-1947 e lui, da filo-americano, propose ASTORIA.
Ebbe per anni, come premio l’accesso gratuito alle proiezioni. E poi, durante le scuole elementari che erano proprio lì di fronte ne approfittai anch’io. Il proprietario era persona buona e paziente e così per qualche anno andai al cinema “a gratis”.
Dunque in epoca della immagine è l’hardware del cinema a risentirne di più.
Sento questo cambiamento i modo forte e con nostalgia.

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Chiuderà i battenti il 30 giugno
CHIUDE IL CINEMA ASTORIA
Como – Lutto per gli amanti del cinema, chiude il Cineplex Astoria di via XX Settembre.
La notizia è stata data tramite un comunicato stampa: «La Società Astoria propietaria del complesso immobiliare adibito a multisala cinematografica, ritiene doveroso comunicare che a seguito degli accordi in essere con un operatore economico, sarà ceduta l’intera partecipazione societaria e immobiliare, con la conseguenza che l’attività cinematografica verrà a cessare dall’1 luglio». Difficoltà di gestione ed elevati costi hanno portato la proprietà alla decisione di abbassare per sempre le saracinesche. Al posto del cinema, abitazioni e negozi. La notizia era nell’aria da tempo ma solo in questi giorni è diventata ufficiale. Dispiacere per i cinefili che perdono l’unico multisala della città ma anche, e soprattutto, per i 5 dipendenti che hanno perso il lavoro. Martedì 30 giugno l’ultima proiezione.

tornato in liberta’ GS.B., il pidiessino arrestato in maggio perche’ accusato dai magistrati di Mani pulite di concorso in concussione, 27 giugno 1993

tornato in liberta’  ****, il pidiessino arrestato in maggio perche’ accusato dai magistrati di Mani pulite di concorso in concussione.

La scarcerazione e’ stata decisa dal giudice per le indagini preliminari, Italo Ghitti, su parere conforme del pubblico ministero Elio Ramondini, che questa settimana ha interrogato ***  per la seconda volta dal giorno del suo arresto. L’ ex segretario amministrativo del Pci regionale continua a negare di aver incassato le due tangenti (40 milioni in tutto) che il commercialista milanese Gianfranco Sattin dice di avergli portato nella sede milanese del partito, in via Volturno, per conto di Ottavio Pisante, l’ ex azionista del Gruppo Acqua che nell’ 88 si aggiudico’ i lavori per il teleriscaldamento di Como.

La scarcerazione sarebbe quindi da mettere in relazione al venire meno delle esigenze di custodia preventiva. ***, che subito dopo il suo arresto si e’ dimesso dal consiglio regionale e si e’ autosospeso dal partito, in una lettera ai suoi colleghi del Pirellone aveva polemizzato con i giudici per la mancata concessione della liberta’ provvisoria, negata dal Tribunale del riesame “per il sussistente pericolo di reiterazione del reato”.

La mia carcerazione . aveva scritto ai colleghi della Regione chiedendo contemporaneamente di accettare le sue dimissioni . e’ giustificata soltanto dalla pretesa della confessione. Ma questa e’ una tortura psicologica contraria ai principi del diritto“. 

da: Como, in liberta’ il pidiessino *** , scarcerati gli imprenditori Nidoli.