NINA SIMONE, 5 audio , a cura di Marcello Lorrai, in Birdland

NOOR, Tua Amelie, a Sanremo Giovani, 2022

biografia di Noor:

https://www.tpi.it/spettacoli/tv/noor-sanremo-giovani-2022-chi-e-20221216959455/

Testo della canzone:

Distruggimi
prima che riesca a vederti di schiena
quando mi guardi quei pochi secondi
diventano un invito a cena
Dolce Amelie
dicevi così
occhi lucidi bruciano ancora
sei fatta così
ma non stringermi
ho bisogno di cadere sola
ma ti ho fatto più male di me
per salvarti
Amelie
Puoi cercarmi sul tardi
avrai fame a guardarmi
hai lasciato veleno Chanel
luce blu e tanti graffi
saprai ricordarti
di strade che portano a me
oh Amelie, Amelie
resta la stessa
la stessa Amelie
la stessa Amelie,
tua Amelie.
Non mi hai spogliato solo col pensiero
ma se ci penso metto l’odio in tasca
forse davvero non valevi il tempo
di riconoscerti in mezzo a una festa
vestito corto solo per piacerti
diamanti addosso sono maledetti
che ci siamo detti
stringi forte i denti
e Amelie, proteggiti
Però hai fatto più male tu a me
per salvarti
Amelie
Puoi cercarmi sul tardi
avrai sete a guardarmi
hai lasciato due gocce Chanel
luce blu e tanti schiaffi
saprai ricordarti
di strade che portano a me
Oh Amelie, Amelie
resta la stessa,
la stessa Amelie
la stessa Amelie
tua Amelie.
Chiusa dentro una stanza
Amelie, non ti basta?
Hai paura di tirarti su
ma se poi non ti passa
Amelie le tue labbra
si chiudono e non ridi più
e sei bellissima per chi ti guarda
sei tua e di nessun’altra
e sei bellissima anche senza forze
sei tua solo se ne hai voglia
Puoi cercarmi sul tardi
avrai fame a guardarmi
hai lasciato veleno Chanel
luce blu e tanti graffi
saprai ricordarti
di stanze che portano a me
oh Amelie, Amelie
resta la stessa
la stessa Amelie
la stessa Amelie,
tua Amelie


dice Noor su questa canzone (da https://www.allmusicitalia.it/news/sanremo-giovani-2022-tua-amelie-testo-significato-video-canzone-noor.html):

È un grido di aiuto e di liberazione allo stesso momento. È la mia storia e quella di tante ragazze. In questa canzone c’è sicuramente un po’ della mia sofferenza che ho cercato nel tempo grazie alla musica di trasformare in consapevolezza di chi sono e di chi voglio essere. La musica per me è: costante, necessità, libertà. La mia musica è il connubio dei 2 mondi che mi porto dentro, che sono quelli della mamma e papà. Il primo è un mondo emotivo, l’anima. Il secondo è un mondo razionale, il corpo. Mia madre e io siamo nate in Kirghizistan, in Asia centrale, vicino il Kazakistan, mentre mio padre è di Bergamo. Sono cresciuta tra queste culture e questo influenza la mia musica. Forse la musica è un collante tra queste parti di me un po’ diverse. Quando sono in Kirghizistan mi manca Bergamo e viceversa, quindi la musica mi aiuta a sentire meno queste mancanze”.

Paolo Conte, Questo mondo non è più azzurro, intervista di Luca Valtorta in Robinson/La Repubblica, 3 dicembre 2022

letto in edizione cartacea cerca in:

https://www.repubblica.it/cultura/2022/12/02/news/paolo_conte_intervista_robinson_repubblica_3_dicembre-377074402/

https://www.repubblica.it/cultura/2022/12/02/news/paolo_conte_un_cantautore_alla_scala-377103011/?ref=search

https://ricerca.repubblica.it/repubblica/topic/luoghi/a/asti

Måneskin – THE LONELIEST

You’ll be the saddest part of me
A part of me that will never be mine
It’s obvious
Tonight is gonna be the loneliest
You’re still the oxygen I breathe
I see your face when I close my eyes
It’s torturous
Tonight is gonna be the loneliest

There’s a few lines that I have wrote
In case of death, that’s what I want
That’s what I want
So don’t be sad when I’ll be gone
There’s just one thing I hopе you know
I loved you so
‘Cause I don’t evеn care about the time I’ve got left here
The only thing I know now is that I want to spent it
With you, with you
Nobody else here
Tonight is gonna be the loneliest

You’ll be the saddest part of me
A part of me that will never be mine
It’s obvious
Tonight is gonna be the loneliest
You’re still the oxygen I breathe
I see your face when I close my eyes
It’s torturous
Tonight is gonna be the loneliest

I’m sorry but I gotta go
If you’ll ever miss me give this song
Another go
And I just keep on thinking how you made me feel better
And all the crazy little things that we did together
In the end, in the end, it doesn’t matter
If tonight is gonna be the loneliest

You’ll be the saddest part of me
A part of me that will never be mine
It’s obvious
Tonight is gonna be the loneliest
You’re still the oxygen I breathe
I see your face when I close my eyes
It’s torturous
Tonight is gonna be the loneliest

You’ll be the saddest part of me
A part of me that will never be mine
It’s obvious
Tonight is gonna be the loneliest
You’ll be the saddest part of me
A part of me that will never be mine
It’s obvious
Tonight is gonna be the loneliest
You’re still the oxygen I breathe
I see your face when I close my eyes
It’s torturous
Tonight is gonna be the loneliest

The Loneliest traduzione Maneskin

Tu sarai la parte più triste di me
Una parte di me che non sarà mai mia
È ovvio che
Questa notte sarà la più solitaria
Sei ancora l’ossigeno che respiro
Vedo il tuo volto quando chiudo gli occhi
Questa notte è una tortura, sarà la più solitaria

Ci sono alcuni versi che ho scritto
In caso di morte, questo è ciò che voglio
Questo è ciò che voglio
Quindi non essere triste quando me ne andrò
C’è solo una cosa che spero tu sappia
Ti ho amato così tanto
Perché non mi importa più del tempo che mi resta qui
L’unica cosa che so ora è che voglio passarlo
Con te, con te
Nessun altro qui
Questa notte sarà la più solitaria

Tu sarai la parte più triste di me
Una parte di me che non sarà mai mia
È ovvio che
Questa notte sarà la più solitaria
Sei ancora l’ossigeno che respiro
Vedo il tuo volto quando chiudo gli occhi
Questa notte è una tortura, sarà la più solitaria

Mi dispiace ma devo andare
Se mai ti mancherò, ascolta questa canzone
Un’altra volta
E continuo a pensare a come mi hai fatto stare meglio
E a tutte le piccole cose folli che abbiamo fatto insieme
Alla fine, alla fine, non ha importanza
Se questa notte sarà la più solitaria

Tu sarai la parte più triste di me
Una parte di me che non sarà mai mia
È ovvio che
Questa notte sarà la più solitaria
Sei ancora l’ossigeno che respiro
Vedo il tuo volto quando chiudo gli occhi
Questa notte è una tortura, sarà la più solitaria

Tu sarai la parte più triste di me
Una parte di me che non sarà mai mia
È ovvio
Questa notte sarà la più solitaria
Sarai la parte più triste di me
Una parte di me che non sarà mai mia
È ovvio
Questa notte sarà la più solitaria
Sei ancora l’ossigeno che respiro
Vedo il tuo volto quando chiudo gli occhi
È una tortura
Questa notte è una tortura, sarà la più solitaria

La TOPOLINO AMARANTO: “Nelle colline sopra Asti, Paolo Conte bambino ascoltò la telefonata con cui la donna delle pulizie fu avvertita che i suoi cinque figli erano stati fucilati dai nazisti” in Aldo Cazzullo, Giuro che non avrò più fame, Mondadori, 2018, pagina 17

“Nelle colline sopra Asti, Paolo Conte bambino ascoltò la telefonata con cui la donna delle pulizie fu avvertita che i suoi cinque figli erano stati fucilati dai nazisti …

anni dopo scriverà la più bella canzone italiana sul dopoguerra”

(in Aldo Cazzullo, Giuro che non avrò più fame, Mondadori, 2018, pagina 17):

Bionda, non guardar dal finestrino
che c’è un paesaggio che non va.
È appena finito il temporale,
sei case su dieci
sono andate giù.

Meglio che tu apri la capote
e con i tuoi occhioni guardi in sù.
Beviti sto cielo azzurro e alto
che sembra di smalto
e corre con noi.

Sulla Topolino amaranto
si va che è un incanto,
nel quarantasei.

 

 

FRIDA BOLLANI MAGONI, a Via Dei Matti n°0 – 5 settembre 2022

Il talento musicale di Stefano Bollani e la sua capacità di divulgazione, che spazia dalla classica al pop, dal jazz alla musica leggera, tornano al servizio del canale culturale della RAI. Stefano Bollani, insieme a Valentina Cenni, spalanca le porte virtuali di una casa sempre aperta all’incontro con artisti, scrittori, attori, registi, comici, performer, esperti di musica e di cultura e racconta la sua visione sul mondo delle note, in modo chiaro e coinvolgente. Nella prima puntata si potrà ammirare il talento di Frida Bollani Magoni

vai a

Via Dei Matti n°0 – RaiPlay

gli australiani THE NECKS: Pele

vai a:

https://thenecksau.bandcamp.com/track/pele

  • la batteria dà la struttura fondante e segnala il cambio della velocità
  • il basso tiene assieme
  • il piano intarsia la melodia
  • parte dimesso e cresce lentamente

CASA FANNO ì The Necks ? CREANO UNO SPAZIO

i loro pezzi mi emozionano sempre

I Necks sono un trio jazz d’avanguardia australiano formato nel 1987 dai pilastri della fondazione

Chris Abrahams al piano e organo Hammond,

Tony Buck alla batteria, percussioni e chitarra elettrica

e Lloyd Swanton al basso e contrabbasso.

Suonano brani di improvvisazione della durata massima di un’ora che esplorano lo sviluppo e la scomparsa delle figure musicali ripetute.

Il loro doppio album in studio Unfold è stato nominato da Rolling Stone come “uno dei 20 migliori album avant del 2017”.

in https://en.wikipedia.org/wiki/The_Necks

I testi di Paolo Conte sono porte che si spalancano verso il sogno, di Curzio Maltese, in Domani, 20 giugno 2022

letto in edizione cartacea

cerca in: https://www.editorialedomani.it/idee/commenti/paolo-conte-auditorium-parco-musica-roma-asbhwv4j

  • Via via, vieni via con me, il refrain più commovente della mia gioventù e di quella di molti altri della mia generazione.
  • Paolo Conte è ritornato a Roma dopo la pandemia e ha infiammato per due serate le migliaia di anime della cavea all’Auditorium Parco della musica.
  • Bellissimo vedere tanti giovani. A 85 anni ha cantato per due ore con il gruppo di amici di sempre, i suoi straordinari musicisti. Il pubblico romano lo ha accolto con immenso affetto.

Via via, vieni via con me, il refrain più commovente della mia gioventù e di quella di molti altri della mia generazione. Paolo Conte è ritornato a Roma dopo la pandemia e ha infiammato per due serate le migliaia di anime della cavea all’Auditorium Parco della musica. Bellissimo vedere tanti giovani. A 85 anni ha cantato per due ore con il gruppo di amici di sempre, i suoi straordinari musicisti. Il pubblico romano lo ha accolto con immenso affetto. 

Aveva cominciato come autore. Ha scritto alcuni dei capolavori della musica. Azzurro per Adriano Celentano, e Insieme a te non ci sto più per Caterina Caselli, tanto per intenderci. Ha scritto per Patty Pravo, per Gigliola Cinquetti, per Bruno Lauzi. Pensare che da ragazzo non voleva cantare, scriveva solo per altri, che secondo lui avevano la voce più giusta. Per fortuna per noi, alla fine se ne è infischiato e ci ha accompagnato con la sua indimenticabile e straordinaria voce per decenni.

È legato da una lunga amicizia con Roberto Benigni e Nicola Piovani. Tutti e tre appassionati di enigmistica, si scambiano sofisticatissimi rebus da una vita. Lo si capisce bene dalle loro opere. Benigni ha interpretato con finezza diverse canzoni dell’amico Paolo, tra cui appunto Via con me e Sud America. Ha poi composto l’appassionata Mi piace la moglie di Paolo Conte, per la bellissima e spiritosa Egle. Il coniuge ha risposto dedicando una canzone alla zia di Benigni.

Paolo Conte ci ha portati via da questo tempo grigio, difesi dalle mode, nella libertà provvisoria di un sogno. Il suo grande fascino deriva dalla straordinaria musica, naturalmente, ma anche dalla capacità onirica dei testi. Noi adolescenti ne avevamo un gran bisogno. Azzurro era perfetto per questo. In un pomeriggio fermo e deprimente potevo immaginarmi i colori del cielo e un viaggio in treno per andare altrove.

Ricordo una sera a Torino, con i suoi musicisti. Hanno suonato per gioco Insieme a te non ci sto più e abbiamo cominciato a interpretare la frase «chi se ne va, che male fa». Per alcuni voleva dire quanto è doloroso essere abbandonati, per altri invece, che a volte si deve andare via ma non si hanno colpe. Scivoli dentro i testi dell’ex avvocato di Asti grazie a questi doppi significati e ai suoi mondi fantastici. Come in Onda su onda, invenzione geniale di un malcapitato con una fidanzata che lo tradisce, e invece di cadere nel dolore, si immagina di cadere in mare e di finire su un’isola incantata, una terra di gioia e di donne bellissime, «ci sono palme e bambù/ è un luogo pieno di virtù. Steso al sole ad asciugarmi/ il corpo e il viso,/ guardo in faccia il paradiso.» 
“Razmataz” è la sua opera europea. Scritta in italiano, in inglese, francese, tedesco e spagnolo. Un’orchestra di venti elementi, compresi quartetti d’archi e coriste. Ci ha trascinato nel mondo di sogno degli anni ’20 e ’30, culle dell’estetica del Novecento. È un musical, un film senza cinema. Si trovano molti miti di Conte: il jazz dei pionieri, l’avanguardia, la Babele dei linguaggi, la “sensualità” delle vite disperate, il mare di luci di una Parigi popolata di “commissari e farfalle”, la nostalgia per qualcosa che non si è vissuto.
Anni fa mi disse: «Sono stanco. Ho più di sessant’anni e mi domando che senso ha questo invecchiare accanto a un pianoforte». Per fortuna è stato un gran bugiardo. Ha girato il mondo in questi 25 anni e io ho avuto l’onore di seguirlo come cronista. Siamo stati in Germania, Olanda, al Barbican Hall di Londra, ovviamente all’Odéon di Parigi, negli Stati Uniti, a New York, Boston, e infine anche in Canada.

I suoi testi sono porte che si spalancano verso il sogno e la fantasia, che spesso significano salvezza. Per me ascoltare Conte è come entrare in paradiso.

Boccadoro Carlo, Battiato. Cafè Table Musik, La Nave di Teseo, 2022. Recensione di Francesco Bianconi in Corriere della Sera / La Lettura, 15 mag 2022

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Battiato. Cafè Table Musik

“Franco Battiato ha attraversato molti luoghi differenti lungo l’arco del suo percorso musicale, durato oltre quarant’anni. Tuttavia, all’interno di questo ampio cammino, la produzione che va dalla fine del 1974 a tutto il 1978 rimane ancora oggi troppo poco conosciuta. Durante gli ultimi venti anni ho sollecitato più volte lo stesso Battiato e alcuni dei musicisti che avevano partecipato alla realizzazione di questi album in modo da poter ritrovare qualcosa di scritto, ma senza risultati: nessuno ricordava che fine avessero fatto i materiali originali. Nel 2021, il ritrovamento di alcune partiture ha gettato una luce diversa sullo sviluppo autorale di Battiato, che abbandona il suo amato sintetizzatore con cui ha realizzato i primi dischi da solista per esplorare a fondo l’universo sonoro degli strumenti acustici: il pianoforte, la voce e il violino. Questo libro vuole gettare uno sguardo dettagliato sulla produzione sperimentale di un compositore che si è sempre rifiutato di utilizzare il proprio talento in maniera prevedibile, evitando di dare importanza alle aspettative sia dei critici che del pubblico. Anche quando il successo lo aveva raggiunto, egli ha sempre proposto a chi lo seguiva delle scelte controcorrente. Nessuno sapeva mai cosa aspettarsi da lui e questo era indubbiamente uno dei suoi punti di forza.” Dall’introduzione di Carlo Boccadoro

Un saggio sorprendente e di grande interesse che ci accompagna, con competenza e acume, alla scoperta di un Battiato inedito e ancora poco conosciuto, nel quale riscontriamo però tutti quei tratti di estro, lungimiranza e genialità che abbiamo imparato ad amare nelle sue canzoni.

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Pink Floyd «Hey Hey Rise Up». testo e significato della canzone per l’Ucraina

Mappe nel Sistema dei Servizi alla Persona e alla Comunità

Ecco com’è nata Hey Hey Rise Up dei Pink Floyd: testo e significato della canzone per l’Ucraina:

https://www.lastampa.it/spettacoli/musica/2022/04/08/news/ecco_com_e_nata_hey_hey_rise_up_dei_pink_floyd_testo_e_significato_della_canzone_per_l_ucraina-2919559/

Il testo di una strofa della canzone
Ой у лузі червона калина похилилася
Чогось наша славна Україна зажурилася
А ми тую червону калину підіймемо
А ми нашу славну Україну, хей, хей, розвеселимо
А ми нашу славну Україну, хей, хей, розвеселимо

La versione inglese
Oh, in the meadow a red viburnum has bent down low
For some reason, our glorious Ukraine is in sorrow
And we’ll take that red viburnum and we will raise it up
And we shall cheer for our glorious Ukraine, hey, hey
And we shall cheer for our glorious Ukraine, hey, hey
And we’ll take that red kalyna and will raise it up,
And we shall cheer up our glorious Ukraine, hey – hey!

La traduzione italiana
Nel prato un rosso viburno si è piegato in basso
La nostra gloriosa…

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CI VUOLE UN FIORE, conducono Francesco Gabbani e Francesca Fialdini , Raiuno, 8/4/22

Rai 1 chiama a raccolta artisti e scienziati per una serata speciale dal titolo “Ci vuole un fiore”, ponendo l’attenzione su alcuni gravi problemi del Pianeta. Uno show in onda venerdì 8 aprile alle 21.25 con Francesco Gabbani, accompagnato da Francesca Fialdini, per ricordare con parole e musica che la transizione ecologica è una necessità imprescindibile e che ognuno può fare la propria parte. 

vai a ufficio stampa della Rai:

https://www.rai.it/ufficiostampa/assets/template/us-articolo.html?ssiPath=/articoli/2022/04/Ci-vuole-un-fiore-con-Francesco-Gabbani-e-Francesca-Fialdini-248c714b-4842-4c2d-acc2-fb4951e93c74-ssi.html

vai a informazioni in rete:

https://tinyurl.com/5hcznjst

vai a RaiPlay:

https://www.raiplay.it/programmi/civuoleunfiore

b

OBLIVION, The Human Jukebox, Rai5, 2 aprile 2022

vai a:

https://www.raiplay.it/video/2022/03/Oblivion-The-Human-Jukebox-1c570eb8-8c3b-493a-8eb7-3569509a7ccf.html

vai al sito degli Oblivion:

https://www.oblivion.it/

Vai al canale youtube:

https://www.youtube.com/c/OblivionCanaleUfficiale

intervista di Walter Veltroni ad AMADEUS, in 7 Corriere della Sera, 18/3/2022

letto in edizione cartacea

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https://www.corriere.it/sette/incontri/22_marzo_18/amadeus-elogio-leggerezza-sono-ex-ultimo-classe-avevo-possibilita-un-milione-63598c78-a47e-11ec-93e2-dc8e38561d12.shtml

https://it-it.facebook.com/settecorriere/

Walter Veltroni:
Amadeus, mi racconti come era la tua stanza da bambino? «La condividevo con mio fratello Gilberto. Io sono del ‘62 e lui del ’66. Ricordo che c’erano due camere vicine, una però mia madre la teneva sempre vuota per gli ospiti. Ma la verità è che non veniva mai nessuno. E io non capivo perché mio fratello non potesse dormire nella stanza vuota. Non l’ho mai capito. In camera nostra c’erano due letti collocati testa contro testa, un comodino in mezzo, una piccola scrivania. E poster, musicali, ovunque».Di chi?«Sono cresciuto con la musica internazionale: Police, Pink Floyd, Eagles, Yes, Deep Purple, Led Zeppelin. Quel mondo fantastico mi faceva sognare: immaginavo di possedere una grande Jeep e di guidare sulle highways ascoltando la musica degli America o dei California. Nella camera c’erano uno stereo, un giradischi vecchio, e una marea di 45 giri. Qualsiasi soldo avessi in tasca lo spendevo in 45 giri. Mia madre impazziva, per questo. Li ascoltavo anche venti, trenta volte al giorno. Mamma si arrabbiava: “Studia! Stai sempre a sentire la musica, studia!”».
👉 Su 7 del 18 marzo l’intervista completa a @giovanna_e_amadeus

Francesca Genti, La ballata di Nina Simone, HarperCollins editore, 2022

vai alla scheda dell’editore: https://www.harpercollins.it/9788830536494/la-ballata-di-nina-simone/

Eunice Kathleen Waymon nasce a Tryon, Nord Carolina, figlia di una reverenda e di un tuttofare, il 21 febbraio 1933. E subito mostra un dono, per la musica e il canto, tanto da far urlare la comunità di fedeli della sua chiesa al miracolo. E, poiché i doni di Dio non vanno sprecati, Eunice viene messa a studiare la musica classica con il massimo rigore. Inizia così, tra casa e chiesa, studio e salmi, il percorso di una delle più straordinarie cantanti e musiciste del XX secolo: Eunice Kathleen Waymon, nota al mondo come Nina Simone. Un percorso fatto di musica, certo, ma anche di dolori, di matrimoni falliti, violenze subite, razzismo. Fino alla presa di coscienza, grazie anche all’incontro con Martin Luther King, all’esempio di Rosa Parks. E grazie alla musica, che diviene strumento di lotta e disobbedienza, di risveglio delle anime e delle coscienze. Una delle migliori poetesse italiane degli ultimi trent’anni, Francesca Genti, scrive sulla vita di Nina Simone un romanzo in versi. E lo fa in modo meraviglioso, con un uso sapiente del metro e della rima, creando un libro che ricorda le antiche ballate medievali ed è al tempo stesso unico e modernissimo, raccontando la vita straordinaria di un’eroina contemporanea, perfetto esempio e modello della lotta contro il razzismo e per l’emancipazione femminile. La ballata di Nina Simone è un miracolo letterario, inaspettato e travolgente, un inno alla libertà che fa brillare la stella, oggi più attuale che mai, della grande artista afroamericana.

Lucio Dalla , Un assolo sull’infinito, di Helmut Failoni, in Corriere della Sera / La Lettura, 20 feb 22. Mostra dedicata a Lucio Dalla al Museo Civico Archeologico di Bologna

letto in edizione cartacea

cerca in https://www.corriere.it/la-lettura/

Dal 4 marzo al 17 luglio il Museo Civico Archeologico di Bologna ospita la prima grande mostra dedicata a Lucio Dalla. Un percorso espositivo inedito che ne racconta la dimensione umana e artistica in tutte le sue espressioni ed emozioni più intime e personali.

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