domani la nostra attesissime serata con BENJAMIN CLEMENTINE (biglietti prenotati da mesi all’Auditorium Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler, 20136 Milano Milano (MI) )

DOMANI LA NOSTRA ATTESISSIMA SERATA CON Benjamin Clementine (biglietti prenotati da mesi )
Sostenuto da una serie di fan eccellenti, da Paul McCartney a Bjork, la rivelazione Benjamin Clementine arriva con il suo tour anche su un palco milanese.

Il concerto dell’artista anglo-ghanese ma parigino d’adozione, è quello in cartellone per domani all’Auditorium, dove la voce di “Winston Churchill boy” arriva per presentare le tracce dell’album di debutto “At least for now”. Il lavoro da studio, lo stesso che ha fatto si che l’ex Beatles accostasse la voce di Clementine a quella di Nina Simone e che Bjork lo volesse come protagonista al “Wilderness Festival”, è anche lo stesso che contiene il singolo “Cornerstone”, grande successo in Francia e Gran Bretagna tanto da far arrivare il nome di Clementine ben oltre confini francesi.

Sorgente: Benjamin Clementine, la rivelazione ​mondiale approda all’Auditorium

Benjamin Clementine

Data: mercoledì 18 novembre 2015
Tour: Benjamin Clementine in concerto

Orario inizio: 21:15
Orario apertura cancelli: 20.15

Auditorium di Milano Fondazione Cariplo
Largo Gustav Mahler, 20136 Milano
Milano (MI)

Apertura porte: 20.15

Apertura sala: 20.45

Benjamin Clementine on stage: 21.15


Benjamin Clementine – in Wikiwand

Benjamin Sainte-Clementine (English pronunciation:/ˈbɛndʒəmɪn ˈsən ˈkləməntɪn/; born 7 December 1988)[1] is an English musician, poet and pianist.[2] He grew up in North London before moving to France and subsequently performed on the British television programme Later With Jools Holland.[3] He has been particularly praised for his unique piano playing, charisma on stage and his powerful vocals which is mostly compared to that of  Nina Simoneand Antony Hegarty[4][5] He is noticeably seen playing on stage entirely in black or dark grey long trench-like woollen coat with no shirt underneath, in bare feet.[6][7]

da

Benjamin Clementine – Wikiwand.

BenjaminClementine

Benjamin Clementine: “Se solo Nina Simone fosse stato un uomo…”, ha mormorato Paul McCartney

 “Se solo Nina Simone fosse stato un uomo…”, ha mormorato Paul McCartney durante uno spettacolo televisivo inglese in cui erano ospiti entrambi.

“Sono cresciuto da solo; mamma e papà in guerra costante poi divorziati, fratelli e sorelle troppo grandi per curarsi di me, in casa una parvenza di cattolicesimo che si fermava all’apparenza. Un bambino negletto, poi un adolescente solitario affidato alle cure della nonna, il mio idolo, la mia roccia, il porto sicuro – ci crederebbe? era più alta di me. Quando morì, avevo dodici anni, sprofondai nella depressione, diventai introverso, entrai in una sorta di tunnel da cui sono uscito solo a ventitré anni, dopo la fuga a Parigi; un isolamento volontario che ha pregiudicato i rapporti con la famiglia, gli amici, le donne. La musica è stato il mezzo che ha portato in superficie quel mondo sommerso di cui non riuscivo a rendere partecipe gli altri. Conoscevo i Beatles e i Rolling Stones e Jimi Hendrix, ma avevo bisogno di scoprire altro che mi somigliasse di più: Satie, Puccini, Giuseppe Di Stefano, Maria Callas, Pavarotti, Nina Simone, Antony Hegarty, infine i cantautori francesi, Aznavour, Brel, Ferré. Ma non sarei andato da nessuna parte senza il conforto di scrittori e poeti che ho cominciato a “frequentare” a tredici anni: William Blake, Carol Ann Duffy, C.S. Lewis. Letture che ho riposto da qualche parte dentro di me e che ogni tanto rispolvero; da adulto le comprendo meglio”.

da Benjamin Clementine da clochard solitario a voce “nera” dei poeti di Londra – Musica – Spettacoli – Repubblica.it.

 

 

 

Benjamin Clementine: CONDOLENCE

 

Benjamin Clementine, Condolence: testo

I swear that you’ve seen me
Yes you’ve seen me here before
Before
And so don’t tell it
Don’t tell it otherwise
This voice
This particular voice
Yes you’ve heard it before
Before
And so don’t you dare tell it
Don’t you dare tell it otherwise
No one know why the road seem so long
Cause I had done it all before
And I want
You felt
This feeling
Tell me, don’t be ashamed
You felt it before
Before
And so don’t tell me
Don’t tell me otherwise
I almost forgot
Foolish me
I almost forgot
Forgot
Where I’m from
You see the rain
Before the rain even starts to rain

The firstborn
There was a storm
Before that storm
There was fire
Burning everywhere
Everywhere
And everything became nothing again
Then out of nothing
Out of absolutely nothing
I Benjamin
I was born
So that when I become someone one day
I always remember
I came from nothing
No one know why you keep buggering me
Cause this walk
It’s a previous journey
And no one know why the road seem so long
Cause I had done it all before
And I want
I’m sending my condolence
I’m sending my condolence to feel
I’m sending my condolence
I’m sending my condolence to inaugurate ease
You should know by now
You should know by now that I just don’t care
For what you might say
Might bring some one down here
I’ll send in my condolence
I’ll send in my condolence to fear

Benjamin Clementine, Condolence: traduzione

Giuro che mi hai visto
sì, mi hai visto in passato
in passato
quindi non dirlo
non dire il contrario
questa voce
questa voce particolare
sì, l’hai sentita prima
prima
non provare a dirlo
non provare a dire il contrario
nessuno sa perché la strada sembri così lunga
Perché l’ho già fatto prima
E voglio
Tu lo sentivo
questo sentimento
dimmelo, non vergognarti
lo hai sentito in passato
in passato
quindi non dirmelo
non dirmi il contrario
mi sono quasi dimenticato
Stupido io
mi sono quasi dimenticato
dimenticato
da dove venga
vedi la pioggia
prima che la pioggia cominci a piovere

Il primo nato
c’era una tempesta
prima di quella tempesta
c’era il fuoco
che bruciava dappertutto
ovunque
e tutto è diventato niente di nuovo
quindi dal nulla
dal nulla più assoluto
io, Benjamin
sono nato
quindi quando sarò qualcuno un giorno
mi ricorderò sempre
che vengo dal nulla
nessuno sa perché mi prendi in giro
perché questa camminata
è un cammino già fatto
e nessuno sa perché la strada sembri così lunga
perché l’ho già fatta prima
e voglio
sto mandando il cordoglio
sto mandando il cordoglio per sentire
sto mandando il cordoglio
sto mandando il cordoglio per inaugurare la parte facile
dovresti saperlo da ora
dovresti saperlo da ora che non mi importa
quello che potrai dire
potrai portare qualcuno qui
manderò il mio cordoglio
manderò il mio cordoglio alla paura

Benjamin Clementine racconta At least for now

a Milano per parlare dell’album di debutto “At least for now” la cui intensità gli ha fatto guadagnare paragoni lusinghieri, da Nina Simone a Antony and The Johnsons. È diverso da qualsiasi cosa ci sia in circolazione: il disco è frutto di una sorta di saggezza di strada, ha uno spirito selvatico e un carattere nobile. In Francia amano Clementine, in Inghilterra l’hanno conosciuto al “Later… with Jools Holland” dove ha ricevuto i complimenti di Paul McCartney. “Se ci pensi, non ho fatto granché”, dice eludendo i complimenti. “Faccio musica che parla di umanità e di persone in cerca di risposte”.

Clementine è una di quelle persone. “At least for now” racconta la sua odissea di ragazzo di Edmonton, periferia nordest di Londra, in lotta col mondo. Fugge dalla famiglia, prende il volo low cost più economico che trova e atterra a Parigi. “In Inghilterra” dice “non c’era più niente per me”. In Francia vive alla giornata, si esibisce per strada, passa dei brutti momenti, ma diventa quel che è oggi: un artista che ha costruito una mistica personale mettendo in musica racconti trasfigurati da immagini poetiche. Dentro “At least for now” si respira un senso di grande dignità, ma pure di estrema solitudine. È come se fosse un lungo soliloquio, il disco di un uomo alla ricerca di se stesso

da  √ Benjamin Clementine intervista racconta At least for now | News | Rockol.