Avendo conosciuto i “sinistri estremi” alla Università di Trento (1969-1972) e nei vari anni di militanza nel Pci/Pds/PD devo, per onestà intellettuale, dire che condivido (quasi) parola per parola l’articolo di Diego Minonzio, direttore della Provincia, pubblicato il 3 dicembre 2017: DUCETTI DA STRAPAZZO E LA SINISTRA SUPERIORE

I ducetti da strapazzo
e la sinistra superiore
Alla fine degli anni Ottanta, lo storico Renzo De Felice concesse un’intervista a Giuliano Ferrara per il Corriere della Sera. In sintesi, l’autore della monumentale biografia di Mussolini destinata a cambiare per sempre la storiografia sugli anni della dittatura, sosteneva l’abrogazione della legge Scelba, ritenendo ormai cessato il pericolo di ricostituzione del partito fascista.

Apriti cielo. La Sapienza di Roma divenne una bolgia, con una contestazione studentesca che andò avanti per mesi. Nulla di nuovo, in verità, visto che già negli anni Settanta De Felice aveva subito le angherie degli studenti, anche se ai suoi colleghi “revisionisti” andò molto peggio. Rosario Romeo, autore della fondamentale biografia su Cavour, fu aggredito, con pistola alla tempia, e rinchiuso nel suo studio nella facoltà di Lettere, mentre il filosofo Lucio Colletti fu minacciato di morte e dovette trasferirsi all’ateneo di Losanna. Formidabili quegli anni.

Naturalmente, nessuno – tranne rare e coraggiose eccezioni – dei grandi pensatori dei grandi media che grandeggiano sulle sorti della nostra grande nazione spese una parola su queste intimidazioni – in perfetto stile fascista – e nessuno degli studenti organici della rivoluzione permanente si interrogò nemmeno un secondo sulla costrizione del libero pensiero e della libertà personale – in perfetto stile fascista – di autorevoli studiosi che condividevano il difetto di non accucciarsi sulla vulgata comunista-conformista-resistenziale. E chi scrive questo pezzo ricorda ancora un allucinante servizio televisivo nel quale si vedeva un ragazzotto con le stigmate del perfetto trozkista con villa in Sardegna – verboso, pulcioso, forforoso – sbraitare in faccia all’attonito professore le contraddizioni del sistema capitalistico, il complotto demo-pluto-giudaico-massonico, le angherie del padronato e la rivolta del popolo in armi. Ed eravamo alla vigilia della caduta del Muro. Grottesco.

Bene. Togliete la kefiah unta e bisunta e le espadrillas scalcagnate e infilate un bomber e gli anfibi e poi trovate la differenza. Non c’è alcuna differenza. È la stessa fuffa. La stessa sbobba. La stessa fogna. Solo che i docenti – e gli altri – che non la pensavano in sinistrese potevano essere insultati, contestati, zittiti e minacciati, perché era – ed è – intollerabile che qualcuno esprimesse idee contrarie al mainstream, al pensiero unico boldriniano che dà la linea in questa repubblica delle banane. Se invece le stesse istanze arrivano da una banda di poveracci analfabeti con la crapa rasata scatta l’allarme neonazista e la mobilitazione delle masse, dei reduci, dei combattenti, dei sindacalisti, dei fuori corso in scienze politichem dei contadini, dei kolchoz e pure dei sovkhoz.

Ora, che sia chiaro. Il blitz dei naziskin a Como è una roba che fa schifo. Una evidente violenza psicologica, un’irruzione grezza, gretta e inaccettabile dentro un consesso di persone miti e perbene, un’ingerenza autoritaria con tanto di lettura di un documento talmente straboccante di panzane, strafalcioni e cialtronate da poter essere sommerso da una risata o da un ricovero coatto in fiaschetteria. E comunque, nel caso il codice penale lo accerti, si proceda con processi, sentenze e condanne. Punto. Ma da qui a scatenare il Circo Barnum è una cosa da matti. Innanzitutto perché Como non è l’Alabama degli anni Cinquanta né tantomeno la Berlino degli anni Trenta, come è stata invece dipinta da qualche giornalone e da qualche tg à la page. E poi, soprattutto, perché si può accettare tutto in questo mondo di ciarlatani, ma davvero tutto, soprattutto in campagna elettorale, ma la doppia morale, per favore, no.

Se il codice etico condiviso prevede che non si censuri il pensiero di nessuno e non si imponga con la forza, fisica o psicologica, la propria idea a nessuno, allora lo si fa rispettare in tutti i casi. Tutti. E se è così, allora qualche cervellone benpensante dovrebbe spiegare perché non è lecito fare un’irruzione nella sede dell’associazione pro migranti ed invece è lecito farla durante le lezioni del politologo liberale Angelo Panebianco, perché non è lecito picchiare un giornalista a Ostia e invece è lecito che i centri sociali pestino i poliziotti e distruggano auto, vetrine, negozi, perché non è lecito contestare un politico di sinistra e invece è lecito prendere a sassate uno di destra, perché non è lecito che un bagnino ubriaco di Chioggia declami frasi del duce in spiaggia e invece è lecito vezzeggiare Castro, il Che, Moretti (Mario) e la Faranda, con tanto di pugni chiusi e stracci rossi al seguito.

La doppia morale è un frutto marcio che sottende il più grave dei peccati, il peccato originale della sinistra: la presunzione di superiorità antropologica dalla quale discende il potere assoluto di distinguere la verità dall’errore, il santo dall’empio, il lecito dall’illecito. E secondo il quale ciò che è vietato agli altri è permesso a lei. Un vero razzismo etico che alberga nel mondo di sopra e che non tiene in alcun conto le pulsioni del mondo reale. È questo il nodo della vicenda. Anche perché il gioco politico è evidente. In questo momento storico c’è bisogno per l’ennesima volta di impalcare il fronte popolare contro l’Uomo Nero e quindi, invece di combatterlo con la buona politica e gli atti di governo, l’imperativo è screditare lui e i suoi supposti alleati da un punto di vista morale, antropologico, appunto. La strategia perfetta per farlo rivincere. Statisti.

Ecco, la sinistra invece di perdersi in macchiettistici allarmi democratici, dovrebbe chiedersi come mai in questi anni di rivoluzione tecnologica e sociale non abbia mai elaborato un’idea alternativa credibile ai modelli dominanti facendo così germinare negli esclusi, negli umiliati, negli offesi, negli ultimi – che dovrebbero costituire il suo popolo, o no? – la sensazione che solo fuori dal sistema, di cui la sinistra fa parte a pieno titolo, si trovino le armi della contestazione. Questo è il punto. Altro che i ducetti da strapazzo.

d.minonzio@laprovincia.it
Diego Minonzio

Post su Politica e biografia di Paolo scritti da Paolo Ferrario
TRACCESENT.COM

replico qui il mio intervento di questa mattina a favore del Documento congressuale PD, AVANTI INSIEME, a sostegno della candidatura di Matteo Renzi, Como, 1 aprile 2017

 

mozione-renzi-2017

Vai al documento congressuale AVANTI INSIEME:

il PD nella fase Renzi (2013-2016): la dissipazione del patrimonio, dal 4 dicembre 2016 a oggi:

il risultato a Como

2017-04-03_135938

sinistre scissioniste e la teoria dei “virus del Bertinotti”, VIDEO di CORRADO GUZZANTI

alcune varianti dei virus (solo una parte nella vasta gamma di “sinistre”)
sinistra sinistra,
sinistra comunista,
sinistra socialista,
sinistra democratica,
sinistra dei lavoratori,
sinistra italiana,sinistra alla sinistra del PD,
sinistra bersaniana,
sinistra d’alemiana,
sinistra cuperliana,
la sinistra di Vendola,
la sinistra di Civati,
la sinistra di Ferrero
la sinistra antagonista
la sinistra degli indignados
la sinistra dei podemos
la sinistra internazionalista di lotta comunista
… eccetera …

dopo il 1989, data dell’implosione del sistema degli stati comunisti, è finito un secolo e mezzo di storia della sinistra europea, incominciata con il Manifesto del Partico comunista del febbraio 1848, di Giovanni Cominelli

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dopo il 1989, data dell’implosione del sistema degli stati comunisti, è finito un secolo e mezzo di storia della sinistra europea, incominciata con il Manifesto del Partico comunista del febbraio 1848. Alla fine di questa storia, è saltato il concetto di sinistra, così come era stata pensata. Così, in discussione non c’è soltanto se le politiche siano o no “di sinistra”, ma, più radicalmente, che cosa sia “sinistra”. È a partire dal trauma del 1989 che risultano più comprensibili le convulsioni dentro il PD e alla sua sinistra.

La storia per capire

Fino al 1848, la gerarchia dei valori-vincoli della sinistra era stata quella canonizzata dalla Rivoluzione francese: liberté, égalité, fraternité. Marx la capovolse: prima la fraternité (quella della ”classe” del proletariato sfruttato), poi l’égalité di tutti i cittadini (dalla quale, per tutto il lasso di tempo del socialismo, prima dell’arrivo del paradiso terrestre del comunismo, sono esclusi i cittadini-proprietari dei mezzi di produzione), poi la liberté. Questa è stata la piattaforma del movimento operaio, prima socialista e, dal 1921, comunista. Non senza importanti variazioni: il Programma di Gotha del 1875 della nascente socialdemocrazia tedesca fu criticato da Marx, perchè alla dittatura del proletariato preferiva la democrazia parlamentare per realizzare i fini del socialismo. Ciò che univa – ed ha continuato a farlo fino ad oggi – la socialdemocrazia classica e i Partiti comunisti europei era il riferimento al proletariato – poi classe operaia, poi lavoro, poi lavori – quale base sociale e soggetto ontologico e storico della sinistra. Chi è di sinistra, deve fare/dire per i lavoratori. Se non fa/dice, non è di sinistra. Peggio: è un traditore della sinistra.

Chi non è di sinistra. Prima la libertà, poi la giustizia

Perciò non sono di sinistra Blair, Valls, Macron, Schroeder; non era di sinistra Craxi, non lo è Renzi.

tutto l’articolo qui:

Sorgente: La segreteria PD. Renzi. La vecchia sinistra e l’irrefrenabile tendenza al suicidio – Notiziario SantAlessandro

breve dialogo di storia politica: i socialisti, Craxi e l’allora Pci

scrive C.N.

C’è una parte del Paese che si indigna per la proposta di intitolare a Craxi una via o una piazza: niente da dire però sul fatto che viali e tangenziali vengano intitolate ad un assassino seriale, sicario di Stalin come Palmiro Togliatti..!

 

rispondo:

da ex iscritto al Pci nel periodo 1973-1989 ti dico: avevate ragione VOI. Non NOI , gli antropologicamente diversi. Quando ero a militare (1973) un commilitone democristiano (e quindi da me detestato) mi disse: “guarda che pisciamo tutti allo stesso modo”

CREDEVO di essermi iscritto al PD Partito Democratico. In questi mesi (referendum sulla riforma costituzionale 4 dicembre 2016) scopro che c’è un ALTRO PD: il PD2 (di d’alema, bersani e altri), 7 dicembre 2016

Quando nel 2014 (dopo una lunga militanza nel Pci/Pds/Ds) mi sono iscritto al PD Partito Democratico

CREDEVO di essermi iscritto al PD Partito Democratico

in questi mesi (referendum sulla riforma costituzionale 4 dicembre 2016)

scopro che c’è un ALTRO PD

il PD2 (di d’alema, bersani e altri)

Questo mette fortemente in crisi quella decisione.

Tutto dipende dalla Direzione del PD di questo pomeriggio.

Spero di non dover fare un altro “to cross the line”

pd2014-20163865


  • PCI/PDS/PD dal 1973 al 2001
  • poi iscrizione “a tempo” al  PD, direzione Matteo Renzi

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