Università di Trento | Presentazione dell’Ateneo – 29.1.2016

quanti RICORDI!
belli .
Tranne gli stronzi di Lotta Continua

e i  fondatori delle brigate rosse (in minuscolo) che passeggiavano per le vie del centro

MAPPE nelle POLITICHE SOCIALI e nei SERVIZI

SOSIOLOGIA TN

Università di Trento, un’università europea, in Italia.Tra le prime 200 università al mondo (THE – Times Higher Education Rankings 2015-2016), 10 Dipartimenti, 3 Centri di Ricerca, 586 docenti e ricercatori, 704 persone di staff, 16.000 studenti iscritti, 1.090 studenti stranieri.

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una mostra per i 50 anni dell’Università di Trento

La mostra è aperta fino al 28 febbraio 2013, dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 20.00 e il sabato dalle 8.00 alle 12.30 al Dipartimento di Lettere e Filosofia (Trento – Via Tommaso Gar, 14). Ingresso libero e gratuito.

Sono programmate anche delle visite guidate alla mostra in compagnia del curatore che avranno la durata di 30 minuti e si terranno una volta in settimana alle ore 17.00. Queste le date:

Gennaio 2013: martedì 15; martedì 22; giovedì 31
Febbraio 2013: martedì 5; venerdì 15; martedì 19 febbraio; giovedì 28

Al termine di ogni visita guidata si terrà un incontro nell’ambito: “Dialoghi a margine della mostra”

La mostra

La mostra è dedicata all’Ateneo e ai suoi cinquant’anni, ma non perde mai di vista le due comunità, quella universitaria e quella dei cittadini di Trento, la loro relazione talvolta conflittuale, ma feconda, l’ambizione condivisa da entrambe di essere non grandi, ma importanti.

In esposizione foto, videoclip, alcuni oggetti (registri delle lezioni di qualche professore diventato famoso, libri, riviste e reperti d’archivio) in grado di catturare l’attenzione dei visitatori più giovani e di quelli meno giovani, di coloro che all’Università studiano e lavorano come dei cittadini meno coinvolti e “più lontani”, accompagnandoli in un percorso suggestivo e vivace, dove reperti e immagini d’archivio sposano la multimedialità. La mostra non vuole commemorare i primi 50 anni dell’Università, ma comunicare il carattere, lo sviluppo, il cambiamento dell’Ateneo e il suo legame profondo con la città, la gente, la società.

La mostra è articolata in cinque sezioni: “Università Città”; “Identità e Rappresentazione” (sui simboli e le forme che definiscono l’identità dell’Ateneo di Trento); “Lontano da Trento” (sulle relazioni dell’Ateneo con il resto del mondo); “Gli Studenti”; “Gli Edifici”.

L’ideazione e la realizzazione della mostra sono integralmente opera di persone che lavorano in Ateneo (nei settori: Gestione immobili, Comunicazione ed eventi, Centro tecnologie multimediali, Protocollo e Archivio storico, Biblioteca e nella Facoltà di Lettere e Filosofia, ora Dipartimento di Lettere e Filosofia).

Curatore della mostra è Vittorio Carrara. Michela Favero è la responsabile dell’allestimento.

da  http://events.unitn.it/50anni/universita-citta-mostra-il-cinquantenario

Introduzione alla mostra di Vittorio Carrara File (115 KB)

in morte del professor Antonio De Lillo (1941-2012), 71 anni

cara Carla

essendo un marginale del mondo universitario, solo in questi giorni ho appreso (su internet, che è il mio secondo cervello) della morte del professor Antonio De Lillo.
Non l’ho mai conosciuto direttamente, ma ho di lui due nitidi ricordi.
Il primo risale agli anni dei miei primi studi alla Università di Trento.
Eravamo nel 1969, o forse nel 1970, e lui tentava di fare docenza in un ambiente impossibile: i docenti e gli studenti che “pretendevano” di fare e frequentare i corsi erano considerati “nemici di classe del capitalismo” aggettivato come “maturo”.
E così le lezioni venivano o del tutto sospese o interrotte, con la tipica arroganza dei manipolatori del potere.
In occasione di una ennesima interruzione vidi e sentii  il professor De Lillo, con occhi dolcissimi, un bel sorriso e tanta pazienza, dire: “questi leader studenteschi si battono contro l’autoritarismo. Ma poi sono infinitamente più autoritari di molti professori“.
Ma non c’era il mio malanimo (di allora e di adesso). Era una pura constatazione, poi confermata dal successo parlamentare e televisivo di molti di loro. E così uscimmo dall’aula.
In seguito, per imparare qualcosa dovetti diventare autodidatta.
Il secondo ricordo è collegato ad un altro professore, che invece ho avuto la fortuna di frequentare e dal quale ho appreso molto.
In occasione della morte di Tullio Aymone scrissi un pezzo su uno dei miei blog e lo mandai in giro fra i miei contatti per “fare memoria”.
Pochissimi accademici ebbero la gentilezza intersoggettiva di rispondermi. Uno era Antonio De Lillo.
Mi spiace di aver perso la traccia di quel messaggio, ma il tono era tipico del suo carattere, che a me pare gentile e sensibile. Parlava di Aymone come di una persona di valore e che aveva fatto fatica ad essere riconosciuto in ambito universitario.
Se dentro al flusso del tempo e per una persona con cui non ho mai parlato direttamente, filtrano questi due ricordi così forti e durevoli, vuol forse dire che è stata una personalità che teneva “alta la testa dall’acqua”, come dice il mio amatissimo Emanuele Severino.
Fortunata te che hai avuto modo di frequentarlo per tanti anni.
grazie per l’attenzione e un caro saluto per i tuoi futuri progetti

Paolo Ferrario

Iniziò a insegnare nel 1970 a Trento dopo la laurea in Bocconi. Studioso attento di questioni giovanili, ha coordinato le ricerche annuali dello IARD sul tema

De Lillo (Bicocca), scomparso a 71 anni

De Lillo (Bicocca), scomparso a 71 anni

E’ scomparso all’età di 71 anni il professor Antonio De Lillo, preside in carica della facoltà di Sociologia della Bicocca. Si è spento venerdì 25 maggio dopo una malattia. Nato nel 1941 a Napoli, si era laureato all’Università Bocconi in economia e commercio. Iniziò a insegnare a Trento nel 1970/71.

Dopo una iniziale attenzione ai metodi statistici per le ricerche sociali, focalizzò i suoi studi soprattutto sui giovani e sul loro ruolo nella società post-moderna, richiamando l’attenzione più volte sulla “rottura” del patto intergenerazionale e ritenendo che spesso li si considera solo nel lato della repressione delle devianze, mentre occorrerebbero politiche attive nel campo dellacasa, del lavoro e della costruzione della famiglia.

Ha coordinato (con Alessandro Cavalli) le numerose indagini nazionali dello IARD sulla condizione giovanile nel nostro Paese.

Un lungo passato a Trento, come docente e poi preside di Sociologia. E nel 1990 l’approdo alla Statale di Milano e poi alla neonata Bicocca, dove oltre a tenere corsi di sociologia di base e (negli ultimi anni) a ricoprire l’incarico di preside di facoltà, coordinava il dottorato in Sociologia e ricerca sociale.

Potrebbe interessarti:http://www.milanotoday.it/cronaca/muore-antonio-delillo.html
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Non ci sono più ma li si può ricordare

 

Non ci sono più

ma li si può ricordare


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Tullio Aymone: ricordi per varie voci

TULLIO AYMONE: 

ricordi per varie voci

In occasione del V° anniversario della morte di Tullio Aymone e nella circostanza della pubblicazione dei suoi scritti inediti nei Quaderni del dipartimento di economia politica, la Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, organizza un incontro per approfondirne la figura di studioso e di docente

 

Giovedì 25 ottobre alle ore 15.00

presso l’Aula Magna della Facoltà di Economia “Marco Biagi” Via Berengario 51 si terrà una giornata di studi dal titolo

 

La crescita giusta

sviluppo umano, partecipazione e nuove forme della politica in un modo globalizzato

 

Svolgimento dei lavori

Ore 15.00: Saluto del Preside della Facoltà di Economia e Commercio

Prof. Sergio Paba

 

 

IL PENSIERO E GLI SCRITTI

 

Giovanni Mottura – Università di Modena e Reggio Emilia

 

Vittorio Capecchi – Università di Bologna

 

Gomercindo Clovis Rodrigues –primo collaboratore di Chico Mendes e fondatore del Comité Chico Mendes – Brasile

 

Giampietro Pizzo Ministero degli Esteri, già direttore A.C.R.A in Bolivia

 

 

Ore 17,30: coffee-break con Prodotti del Commercio Equo e Solidale

 

 

Ore 18.00 LE REALIZZAZIONI

 

Giorgio Prampolini, Presidente di Coop Chico Mendes Modena,

introduce un incontro fra gli allievi e i collaboratori di Tullio Aymone

 

 

Presentazione del video sulle attività delle Cooperative Agroestrattiviste della Foresta Amazzonica

Caro Ferrario, mi sembra meritevole l’idea di ricordare Tullio Aymone, un collega che non vedevo da molto tempo, ma con un ricordo “trentino” di persona saggia e mite, pieno di interessi e di sensiblità. Ringrazio lei per la triste notizia che mi ha dato e per le iniziative che promuoverà. Con cordialità g.b., 5 novembre 2003

La ringrazio molto di avermi informato della scomparsa di Tullio. E’ stato un caro collega ed un intellettuale di rilievo, anche se, forse per il suo stesso carattere, non ha avuto i riconoscimenti che meritava.

Talvolta la morte rende giustizia. Mi auguro che questo possa avvenire per Aymone. In questo senso è molto apprezzabile il lavoro che lei ha fatto per tramandarne il pensiero e l’impegno.

Un cordiale saluto.

A L

Caro Paolo,apprendo con grande dolore la notizia della scomparsa di Tullio, fu mio docente molto amato alla scuola di via Olmetto negli anni della mia formazione. Poi incontrato poche altre volte ma vivo nel mio ricordo.Ti sarei grato volessi scrivere su di lui per Adultità sul prossimo numero e curato da S.T.  dedicato al Tempo per sè. Tullio si occupò anche di questo…Un abbraccio molto caro D.

Caro Paolo Ferrario,

la ringrazio molto per il suo messaggio. Purtroppo non sapevo della morte di Tullio Aymone, che stimavo anch’io molto, pur non avendo avuto mai l’occasione di conoscerlo personalmente. Le notizie che lei fornisce su di lui mi sembrano del tutto coerente con l’immagine che ne avevo e quindi mi fanno sentire ancora più acutamente la perdita non solo sul piano scientifico.

Mi metto in contatto con il coordinatore della sezione P. F.i, che mi aveva occasionalmente parlato di Aymone lo scorso anno (quando aveva ricevuto una sua lettera), per informarlo della triste notizia (qualora non l’abbia saputo diversamente) e per concordare come darne notizia nel sito.

Spero anche che lei riesca a raccogliere altro materiale. Le lezioni stesse forse sarebbero inseribili come matriale sonoro, qualora lo ritenga opportuno. Pensa sia possibile, oltre il collegamento alla pagina da lei curata inserire eventualmente, anche la bibliografia (naturalmente citando la fonte) anche nel sito della nostra sezione?

Grazie per la sua gentile collaborazione, che naturalmente spero possa continuare anche in futuro.

Un saluto cordiale

P.T.

 

L’ho conosciuto e frequentato in un periodo della mia vita.
Era una persona intelligente e non conformista.
Appena ho un minuto vado a vedermi la tua pagina.
Ciao,
c.

 

Mi è a suo tempo dispiaciuto molto; anche io ho testi scritti con lui e lo
ricordo per sempre con tanta stima ed affetto
L.R.

 

caro paolo,

non l’ho conosciuto direttamente,ma concordo con il tuo giudizio. Provo a inviare a tutti la tua lettera

ciao a.

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