Paolo, tu sei … di A.B. , 29 marzo 2020

Paolo, tu sei la somma di tutti i tuoi libri,

le tue Musiche

le tue immagini,

ma la necessita’ che tu senti di capire per te e per la societa’, di andare nel futuro con conoscenza, con consapevolezza, ti spingono a cercare altre fonti da leggere e analizzare.

Per questo i libri, le musiche le immagini non ti bastano mai, come non ti bastano mai i semi, le piantine, gli alberi che curi con tutta la tua emotivita’ come curi i gatti fragili e godi nel vederli crescere e arricchire la tua, la vostra vita!

Ciao! Alla prossima!

dice di Paolo l’amica S. R., 14 feb 2020

…. spiacente, non so a cosa si riferisce.

Io non sono “puddina”, sono una lettrice del caro Paolo e dei suoi blog da dieci anni.

Valuto il pensiero e le opinioni di chi stimo e soprattutto la complessità di analisi, il sapere, che emergono dal profilo di un contatto.

Mi interessano i temi filosofici e antropologici e chi esprime pluralità di sapere e non certo univocità di vedute da dottrina.

Il resto non mi riguarda e non mi interessa convincere nessuno; ognuno intraprende il proprio percorso con la coscienza critica che ritiene.

mi scrive Vasco Ursini, 25.1.2020

Vasco Ursini:

Paolo Ferrario, sei un raccoglitore e conservatore di sapienza così come si è realizzata nel corso di millenni.

E lo fai con grande sensibilità e lungimiranza.

Sei, e non solo in questo, inimitabile. Sei unico!

Ti abbraccio con affetto fraterno e profonda gratitudine

Katia Trinca Colonel RICORDA i passaggi a COMO del pensatore EMANUELE SEVERINO (1929-2020), in Corriere di Como, allegato locale del Corriere della Sera, 25 gennaio 2020

Antologia del TEMPO che resta

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Katia Trinca Colonel

si è laureata in Filosofia all’Università Statale di Milano e si è specializzata in counseling filosofico presso l’Istituto superiore di ricerca e formazione in filosofia, psicologia e psichiatria – ISFiPP – di Torino.

È giornalista culturale per il quotidiano Corriere di Como, allegato locale del Corriere della Sera.

Da sei anni tiene laboratori di filosofia nel Carcere del Bassone di Como e si adopera per la divulgazione della giustizia riparativa.

via Il pensiero di Emanuele Severino nella sua “regale solitudine” rispetto all’intero pensiero contemporaneo – a cura di Vasco Ursini, autore di: Il dilemma verità dell’essere o nichilismo?

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Gaston BACHELARD, LA POESIA DELLA MATERIA: il sogno, l’immaginazione e gli elementi materiali , traduzione di Chiara Ruffinengo, da: Causeries: la poésie e les éleménts. Dormeurs éveillés (1952, 1954), Red edizioni, 1997, Como, pag. 62. Indice del libro

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AUDIO

1 La poesia e gli elementi naturali, 13 minuti:

https://drive.google.com/file/d/1F4vFefZFrpezsuqOo2dSWhnOqDthWeqa/view?usp=sharing

2 La poesia dell’acqua, 14 minuti:

https://drive.google.com/file/d/1EJpkKQhhau7xO0lIJxLMDVh14vXMy8Wu/view?usp=sharing

3. La poesia del fuoco, 14 minuti

https://drive.google.com/file/d/1d92KEo961BR91mxabzlx3GPCkMCgQK9L/view?usp=sharing

4. La poesia dell’aria, 14 minuti

https://drive.google.com/file/d/1WxsEVv5eI6x7HUCmQ1mq3TBVpmIcfWpZ/view?usp=sharing

5. La poesia della terra, 11 minuti

https://drive.google.com/file/d/19HYQ7tA0HMA_aMzWBhEzgYMUMfVXlwXl/view?usp=sharing

6. La poesia della mano, 13 minuti

https://drive.google.com/file/d/1LDZ06SRAwKVPERCgyLmGwfMTiOf1WPnH/view?usp=sharing

7. Il lirismo della forgia, 12 minuti

https://drive.google.com/file/d/1OFjOAaf-RBz9hovgv_zKx8OvGr-rvQSy/view?usp=sharing

8. Dormienti a occhi aperti: la rèverie lucida, 17 minuti

https://drive.google.com/file/d/1en1OKgz9wydmCKsXlcJpAPtwf0nq9iSk/view?usp=sharing


la collana della Red edizioni dedicata a Gaston Bachelard era curata da Claudio Risè

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i viaggi di Nina’s blog: Harrogate, North Yorkshire , Inghilterra

NINA'S BLOG

DATI GENERALI:

  • Harrogate, North Yorkshire , Inghilterra
  • PERIODO: settembre
  • MEZZO DI TRASPORTO: aereo
  • SISTEMAZIONE: in famiglia

LA CITTA’

Harrogate è una cittadina davvero bella: è tranquilla, molto pulita, piena di fiori e poco affollata. I cani addirittura seguono i loro padroni senza guinzaglio! Non ci sono supermercati, solo piccoli negozietti in cui però si trova di tutto. Questo luogo, in passato, era un importante centro termale dove giungevano le famiglie benestanti per rifornirsi di acqua.

Molto bello è il giardino immenso che i cittadini di Harrogate sfruttano per praticare sport, leggere un libro all’aria aperta o fare una semplice passeggiata. Sto parlando di “The Valley Gardens“.

Questo giardino curato in ogni più piccolo particolare trasmette un senso di pace e serenità, non c’è stato giorno in cui non ci sono passata!

I NEGOZI

Uno dei negozi più significativi è, senza ombra di dubbio, “Bettys Cafè Tea…

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Su: RACCONTARSI di Duccio Demetrio, Raffaello Cortina edizioni, in Ai confini dello sguardo di Gabriele De Ritis

Raccontarsi,

Il sottotitolo è L’autobiografia come cura di sé. Il volume Raccontarsi di Duccio Demetrio è stato pubblicato dall’editore Raffaello Cortina nel 1996; la Libera Università dell’Autobiografia è stata fondata da lui ad Anghiari assieme a Saverio Tutino nel 1999.

«Arriva un momento nell’età adulta in cui si avverte il desiderio di raccontare la propria storia di vita. Per fare un po’ d’ordine dentro di sé e capire il presente, per ritrovare emozioni perdute e sapere come si è diventati, chi dobbiamo ringraziare o dimenticare. Quando questo bisogno ci sorprende, il racconto di quello che abbiamo fatto, amato sofferto, inizia a prendere forma. Diventa scrittura di sé e alimenta l’esaltante passione di voler lasciare traccia di noi a chi verrà dopo o ci sarà accanto. Sperimentiamo così il “pensiero autobiografico”, che richiede metodo, coraggio, ma procura, al contempo, non poco benessere».

SEGUE

VAI A

Raccontarsi : Ai confini dello sguardo

mi ricordo … LAURA CONTI, “occuparsi” e non “preoccuparsi” , un foglio di diario del 12 novembre 2007

lunedì, 12 novembre 2007

Salute e malattia: “occuparsi” e non “preoccuparsi”

Siamo psicologicamente fragili davanti alle malattie. Ma forse è meglio parlare solo per me e dire: sono psicologicamente fragile davanti alle malattie.
Il vissuto della “salute” è quello della perfetta aderenza fra l’immagine con cui mi si presenta realmente il mio corpo e l’immagine ideale che ho interiormente del mio corpo. Se leggo o sto al computer è la vista e l’uso delle dita che mi mettono tranquillo. Se vado alla casa sul lago ho bisogno di gambe per camminare e un po’ di muscolatura per vangare.
Sto bene quando non sento alcun conflitto fra il corpo ideale (quello che mi consente la mie presenza nel mondo) e quello reale.

Ma cosa succede quando qualcosa si incrina?
Cosa succede dal punto soggettivo, intendo dire.

Accade di percepire una frattura fra il mio stato corporeo e quello standard di comportamento e di capacità di azione che prima mi sembravano ovvi.
Lo stare bene coincide quasi con la situazione di non percepire il mio corpo, perché – per l’appunto –  funziona.
L’incrinatura comincia quando il corpo parla.
Mi ha parlato l’estate del 2006 per un giorno intero, dopo i 270 scalini (bassi) che vanno dalla casa alla strada. E poi ancora nei mesi successivi. Con segni evidenti o di semplice allentamento della normale funzionalità o di alterata funzione.
In particolare mi ha parlato il cuore. Questo organo fisico ha lanciato qualche segnale che ho – in una alternanza fra ipocondria e fatalismo diagnostico – ascoltato ed accolto. Grazie anche al Servizio sanitario nazionale che con grave irresponsabilità viene criticato e che – invece – è un grande valore del welfare italiano.

Mi viene spontaneo confrontare la dimensione simbolica con quella medico-scientifica.
Il cuore, è innanzitutto un simbolo di “centro”, come insegna il linguaggio: “il cuore del problema”, il “cuore della città”.

Ma è anche considerato la sede di quella conoscenza che passa attraverso le emozioni:

“ il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce[…]. Io dico che il cuore ama l’Essere universale naturalmente, e ama sé stesso naturalmente, […] e s’indurisce contro l’uno o l’altro, a sua scelta. […]”, Blaise Pascal

Tuttavia, quando si percepisce una incrinatura, il cuore simbolico assume l’altro suo significato, diventando un potente e perennemente in azione muscolo chiamato “miocardio”.

Alla soggettività conviene  prudentemente affiancare l’oggettività.
Alla forza del simbolo occorre aggiungere quella complementare della indagine obiettiva.
Fra oggi e domani il mio miocardio è sotto esame di un servizio pubblico di medicina nucleare.

Sarò anche blandamente radioattivo per 48 ore.
La mia grande amica ed insegnante Laura Conti mi diceva con la sua garrula voce:

Non bisogna preoccuparsi, ma occuparsi della propria salute”.
Saggia Laura che aveva – in poche ed efficaci parole – indicato la strada.

… a luglio  abbiamo finito di scansionare tutti gli articoli del tuo archivio di LAURA CONTI …, 21 dicembre 2019

RICEVO

Caro Paolo48, da luglio penso di scriverti e a dicembre finalmente lo faccio.
Che pazienza ci vuole con la pigrizia…..

Dunque: a luglio  abbiamo finito di scansionare tutti gli articoli del tuo archivio di Laura Conti,  che sono su una chiavetta per te. ( possiamo accordarci per consegna a Cadorna, quando ti fa comodo, nel 2020).
Sempre a luglio abbiamo dedicato, nel Parco di Villa Dho a Seveso, un concerto tellurico alla nostra Antenata generosa,  ispirandoci al suo sapere che: “ è più facile vivere se vivere piace…” .

Ti segnalo l’articolo di Laura Centemeri – L’ambientalismo operaio visto da Seveso- , che trovi in rete sulla rivista “Le parole e le cose”, che mi sembra un ben riuscito riconoscimento.

Auguri a te e al sistema vivente
angela46


RISPONDO
CHE DONO !!!
che grande dono mi stai facendo.
Sono commosso fino alle lacrime
faccio subito memoria del tuo messaggio sul mio blog biografico (dove Laura Conti compare tantissime volte!)
lasciamo passare l’intensità delle feste di fine anno
e poi ci accordiamo per un tempo comodo ad entrambi per vederci a Milano
avete fatto un lavoro straordinario di MEMORIA
sono felice : è come se Laura fosse ancora con noi a studiare, a interpretare, a comunicare, a diffondere sapere
saluti molto cari
e ARRIVEDERCI
Paolo Ferrario
Biografia professionale, vai a: Paolo Ferrario (Como, 1948 – )
Vive a Como
Cura questi  Blog

“Al mondo senza cellulare siamo rimasti solo io e te , credo” … “Per questo siamo amici” … “Abbiamo mantenuto una reperibilità selettiva”.   In Julia, di Giancarlo Berardi, Agosto 2019


vai ai post dedicati a LAURA CONTI

https://traccesent.com/category/persone-conosciute-nel-tempo/laura-c/

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in tema di BELLEZZA, riflessione e citazioni di AR.M., 9 dicembre 2019

….

Il concetto di bellezza sul quale ho riflettuto quando ho iniziato a leggere la mail è quello afferente a ciò che SOS sta generando la bellezza con la b maiuscola della professione e questo credo sia davvero un grande merito pertanto non me ne vogliate ma ho scelto alcune citazioni che credo più di tutte possano essere traslitterate/ applicate allo Spirito con cui opera questa meravigliosa macchina. Ci sentiremo Certamente per gli auguri e quotidianamente per l’emozione di esserci negli altri fra noi però davvero un umile e sentito grazie per essere parte di tutto questo!

Le cose, più sono belle e più ricevono questo ordine di uscire dall’inquadratura, di non entrare mai nei nostri corpi, di sostare sotto le nostre dita se non per pochi istanti, perché il massimo di bellezza si combina con l’inesistenza più pura.

(Fabrizio Caramagna)

L’umanità può vivere senza la scienza, può vivere senza pane, ma soltanto senza la bellezza non potrebbe più vivere, perché non ci sarebbe più niente da fare al mondo! … La scienza stessa non resisterebbe un minuto senza la bellezza.
(Fëdor Dostoevskij)

…da ultimo, un vero e proprio inno dedicato alla bellezza: “La bellezza cammina fra di noi come una giovane madre quasi intimidita dalla propria gloria. La bellezza è una forza che incute paura come la tempesta scuote al di sotto e al di sopra di noi la terra e il cielo. La bellezza è fatta di delicati sussurri parla dentro al nostro spirito la sua voce cede ai nostri silenzi come una fievole luce che trema per paura dell’ombra. La bellezza grida tra le montagne tra un battito d’ali e un ruggito di leoni. La bellezza sorge da oriente con l’alba si sporge sulla terra dalle finestre del tramonto arriva sulle colline con la primavera danza con le foglie d’autunno e con un soffio di neve tra i capelli. La bellezza non è un bisogno ma un’estasi, non è una bocca assetata né una mano vuota protesa in avanti ma piuttosto ha un cuore infuocato e un’anima incantata. Non è la linfa della corteccia rugosa né un’ala attaccata a un artiglio. La bellezza è un giardino sempre in fiore e una schiera d’angeli sempre in volo. La bellezza è la vita quando la vita si rivela. La bellezza è l’eternità che si contempla allo specchio e noi siamo l’eternità e lo specchio.” (Kahlil Gibran)

Claudio Risè compie 80 anni , fine novembre 2019

Claudio Risè compie 80 anni !!!
buon futuro, Claudio
sei stato fondamentale nel mio ciclo di vita

Cari amici, sono davvero commosso, e anche un po’ preoccupato.
Come farò ad essere all’altezza di tutto questo affetto, fiducia, calore? Beh, io ci provo, come ho sempre fatto.
Vi sono molto riconoscente: la vostra presenza e i vostri auguri sono stati un regalo bellissimo.
Grazie di cuore ad ognuno di voi!
Claudio

 


Claudio Rise
23 novembre alle ore 17:26
Grazie Paolo ! Buon tutto! 

di ritorno dall’impianto del PM, giovedì 17 ottobre 2019

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lettera di Luciana a G.

ciao *** , ti rispondo io per paolo che è ancora in valduce . Oggi ha fatto un impianto ti pacemaker. L’ultima visita cardiologica di settembre non aveva riscontrato anomalie, ma in base alla segnalazione di paolo sul senso di vertigine soprattutto al risveglio, il cardiologo gli ha fatto un massaggio al seno carotideo verificando un’asistolia maggiore di 7 secondi e ha quindi dato indicazione di pm.
Soffre infatti di bradicardia con battiti 55/minuto.
Non è stato per nulla contento e a noi 2, ignoranti in materia, ci è sembrato un eccesso di zelo.
Stasera mi ha detto che gli permane il senso di vertigine e che il pm si attiva solo in caso di battiti inferiori ai 45/min.
E’ preoccupato dal fatto che praticamente gli hanno bucato il cuore e teme sue rimostranze.
Comunque così è. Domani probabilmente effettueranno tutte le verifiche post intervento e forse lo dimettono venerdì.
Ti ringrazia moltissimo per la tua attenzione. Ha preferito non dire nulla a nessuno perchè in questa fase della sua vita non sopporta le inevitabili domande che avrebbe ricevuto.

Confidiamo nei progressi della techne e speriamo che tutto proceda per il meglio.

 

Cara l. , non è proprio un “bucare il cuore” nel senso di attraversarlo, perchè la sonda entra attraverso i vasi e quindi si tratta solo di una puntura dall’interno.

Il pace-maker è protettivo rispetto agli arresti/rallentamenti marcati cardiaci che possono danneggiare il cervello : in questo caso parte una piccola ma sufficiente scarica elettrica interna.

Può non far piacere, ma è un bel paracadute.
Purtroppo non protegge dalle transitoie vertigini, che sono state correttamente interpretate come un “campanello di allarme”. Meglio prevenire.


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carteggio biografico con Fausta C., 16 settembre 2019

Va benissimo cosi’ e non ti ringraziero’ mai abbastanza per la tua preziosa collaborazione.

Lascia anche che ti dica una cosa: se proprio stato furbissimo a sposare Luciana, cosi’ bella e brava!

E non dubitare! Continuero’ a seguire le tue tracce, come fanno tante persone, che evidentemente ne traggono grande vantaggio.

Un  abbraccio affettuoso.                                                                               

PS: chissà perchè, mi è venuto in mente il giorno in cui ci siamo conosciuti. Ti ricordi? Eravamo a Villa Gallia, entrambi curiosi e interessatissimi a non so piu’ che cosa; tu eri un ragazzino magro, vivace e scattante come un grillo, e mi sei apparso incredibilmente maturo e informato. Mi sono resa conto quasi subito che saresti rimasto il massimo intellettuale che conosco


SI’ F.
mi ricordo benissimo il nostro primissimo incontro a Villa Gallia!
era attorno al 1967
ero un giovane con tanta voglia di apprendere, capire, stare nel mondo, partecipare agli eventi
e tu eri la PROFESSORESSA che mi aiutava in questi desideri
è passato molto tempo
ma il RICORDO rende eterni i MOMENTI, come dice Emanuele Severino (vai qui:  https://traccesent.com/2016/05/09/perche-fare-memoria-perche-il-ricordare-e-importante/)
grazie moltissime per le tue parole
e per la tua comprensione
saluti molto cari
Paolo Ferrario
Biografia professionale, vai a: Paolo Ferrario (Como, 1948 – )
Vive a Como
Cura questi  Blog

“Al mondo senza cellulare siamo rimasti solo io e te , credo” … “Per questo siamo amici” … “Abbiamo mantenuto una reperibilità selettiva”.   In Julia, di Giancarlo Berardi, Agosto 2019

anni ’60 e ’70 a COMO: ricordare il disegno tessile di FIORIO (e il “lucidista” Guido Ferrario) attraverso una conversazione. Fotografie di un gruppo di FOULARD e un grafico di Giovanna Baglio sul ciclo della stampa tessile

Coatesa sul Lario e dintorni

“A quei tempi FIORIO

faceva storia per la QUALITA’ DEL DISEGNO TESSILE

e per la produzione dei FOULARD”

frase presa da una conversazione con Anna Bignami, a Como, il 3 aprile 2019

Questo ricordo è associato alla STAMPERIA ANGELO MAESANI , che stampava solo la SETA

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da una dispensa di Giovanna Baglio (in https://coatesa.com/2019/04/03/il-prodotto-tessile-fibre-e-filati-slides-di-giovanna-baglio-ccia-como-2007/):

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vai al sito della AZIENDA FIORIO

http://www.fioriomilano.it/it/category/azienda

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Paolo Ferrario, Ipotesi e proposte per un impegno di lavoro politico, in Il Gallo, Genova, Marzo 1970, p. 17-19 (con un nitido ricordo di Nanda Cairoli, che lo fece pubblicare in quella rivista)

MARCO BALLERINI, il teatro in casa: AMLETO SOLO, da William Shakespeare

Buongiorno.

Non serve palco.
Non servono luci.
Niente scenografia.
Ho solo un costume uno sgabello e alcuni oggetti di scena.
Mi basta il salotto di una casa.
un po di persone
Marco Ballerini

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curriculum  artistico di MARCO BALLERINI

curriculum vitae

Gabriele De Ritis: "Ci sono posti che sono solo località geografiche …"

Coatesa sul Lario e dintorni

Ci sono posti che sono solo località geografiche: possono essere raggiunti fisicamente da noi nei nostri viaggi senza che si riesca a conquistare lo ’spirito del luogo’. Ce ne andiamo via delusi e stanchi, per aver cercato invano; forse, anche disgustati, per un senso di noia che ci assale, per il tempo dedicato inutilmente alla valorizzazione di angoli suggestivi o di prodotti dell’arte, non importa quanto preziosi.

Giacomo Leopardi ha descritto ampiamente il senso di un’esperienza esemplare perché ‘vissuta’: ogni luogo si trasformava in ’sito’ per lui quando, dopo averne fatto ripetutamente esperienza, poteva collegarvi un ricordo. Lo spazio si faceva, dunque, tempo: rimembranza. E «una ricordanza, una ripetizione» era per lui tanto più cara, quanto più vago e indefinito era il segno che lasciava nella memoria ‘linguistica’ del cuore…

Ci sono siti che non ci appartengono. Eppure, ci sono familiari; suscitano in noi emozioni vive, anche solo a contemplarli…

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Claudio Risé, La scoperta di sé. I sentieri dell’individuazione, Edizioni San Paolo, 2018

MAPPE nelle POLITICHE SOCIALI e nei SERVIZI

Claudio Risé

La scoperta di sé
I sentieri dell’individuazione

Edizioni San Paolo, Aprile 2018

In questo libro si parla delle energie che l’essere umano può trovare dentro di sé, da sempre, per uscire dalle difficoltà, crescere e affrontarle. E dei diversi modi che nel corso dei secoli sono stati riconosciuti e messi a punto per farlo, scoprendo le risorse della propria personalità e sviluppandole in un’esistenza il più possibile felice e realizzata

VAI ALLA SCHEDA

Diario di bordo | In viaggio con Claudio Risé

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incontro con la poesia di ANNA DI BRINA: ALL’ORIZZONTE, I FARI, La Vita Felice editore. Allo Spazio Alda Merini, Via Magonza 22, Milano, il 16 dicembre 2018, ore 18,30

ANNA DI BRINA

«Sempre all’orizzonte risplendono/ i fari.» L’immagine misteriosa del faro, simbolo antico di speranza e d’approdo, ma anche meta irraggiungibile, oggetto di un desiderio teso inevitabilmente all’altrove, introduce con forza iconica a questa silloge di Anna Maria Di Brina. Come cogliere, con la potenza originale della parola, il tempo acceso dei sentimenti, degli slanci, di intuizioni e memorie? Come trasferire il fluire tumultuoso e cangiante della vita nella musica limpida, sperimentale e giocosa del verso? Anna Maria Di Brina raccoglie la sfida e con gli strumenti in dote ai poeti – il ritmo e le immagini – propone al lettore un viaggio che diviene esperienza conoscitiva di grande fascino e profondità. La varietà dei temi, dal dialogo con gli alberi, a storie di incontri e addii, a fotografie multicolori di istanti e metamorfosi, al ruolo salvifico della poesia, si esprime in un’ampia gamma di ritmi e di richiami sonori. Nella sua ricerca l’autrice risale con grazia alle origini della poesia contemporanea: rintracciabili all’orecchio attento sono echi e richiami ai classici e ai moderni, da Pascoli a Montale, da Caproni ad Antonia Pozzi. Prefazione di Michele Tortorici.

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lettera di un amico di vecchiaia sulla “terribile sofferenza” dei filosofi, 6 dicembre 2018

Grazie ancora.

Mi piace informarti su un punto ormai fisso nelle telefonate quasi quotidiane tra Emanuele Severino e me: ad un certo punto mi ripete “io sono nichilista”.

Io non gli rispondo nulla e riprendo il discorso interrotto da quella frase.

Poi, riflettendo, il pensiero va alla causa di quella sua frase e la trovo nelle riserve avanzate nel mio saggio dall’ “individuo” V.U..

La nostra amicizia si approfondisce giorno dopo giorno.ormai ci si dice di tutto, senza riserve, da amici apertissimi.

Caro Paolo, la vita del filosofo è una continua terribile sofferenza. Ugo Spirito spesso mi diceva: “la sofferenza che traspare nei tuoi occhi, caro V, è la stessa sofferenza che traspare dai miei. È la sofferenza dei filosofi autentici, a cui non possono sottrarsi.

Ti starai chiedendo perché ti sto dicendo, qui, queste cose.

Me lo sto chiedendo anch’io.

La risposta sta nell’affetto che mi unisce a te.

Ciao.


innanzitutto GRAZIE per l’affetto e la stima che condivido!

questa notte riflettevo sui tormenti di voi filosofi. e mi è venuta questa immagine:

siete affacciati sull’abisso che avete capito e analizzato con gli strumenti della filosofia. e dunque questo mondo vi appare nella sua insensatezza (ossia la pervasività dellla “cultura nichilista”.

il mio punto di osservazione , come sai, è quella di un “sociologo osservante” e imparo da voi a leggere , con i vostri criteri in mondo oggettuale.

non avendo strumenti filosofici raffinati faccio fatica a capire perchè Emanuele Severino si dice “nichilista”.

Da lui ho imparato perfino a camminare meglio nel mio giardino. mi guardo intorno e mi ripeto la sua frase

https://antemp.com/2014/09/01/se-un-filo-derba-non-fosse-nulla-sarebbe-emanuele-severino/.

capisco la vostra angoscia (voi vedete oltre) , ma io con i vostri stessi strumenti vivo il meglio possibile il tempo che resta.

ciao carissimo


Voglio solo riprendere il punto del tuo apprezzato discorso in cui scrivi

“faccio fatica a capire perché Emanuele Severino si dice “nichilista”.

Per dirti che per capire il perché di quella affermazione occorre riandare a considerare le cause e gli effetti del fatto che indubbiamente

“due anime sono nel nostro petto: una nascosta (noi avvertiamo di essere nella Gioia) è l’altra manifesta, anche se solo parzialmente, che consiste nel credere che tutto al mondo è nulla: da un lato, Severino; dall’altro Leopardi.

È il forte continuo contrasto tra queste due anime che rende atroce la sofferenza del filosofo. Ciao.

Gli OBLIVION, in LA BIBBIA RIVEDUTA E (S) CORRETTA, e Emanuele Severino sulla citazione “Creatio est productio rei ex nihilo sui et subjecti ” di Sant’Agostino

cara ​L.
come sai ho molto apprezzato gli OBLIVION di ieri sera perchè hanno saputo “decostruire” con intelligenza letteraria e teatrale la cosiddetta “parola di dio” (trasmessa dai LORO testi: bibbia e vangeli)
al ritorno, in auto ho cercato di dire perchè la loro rappresentazione è davvero “severiniana”
Emanuele Severino spiega con la forza della filosofia che “dio è il primo omicida”
ma io, che non ho una cultura filosofica sufficiente per spiegare questa analisi, faccio ricorso alle sue parole.
Qui trovi un suo testo fondante:
Emanuele Severino sulla citazione “Creatio est productio rei ex nihilo si et subjecti ” di Sant’Agostino – Il pensiero filosofico di EMANUELE SEVERINO

https://emanueleseverino.com/2017/11/12/emanuele-severino-sulla-citazione-creatio-est-productio-rei-ex-nihilo-sui-et-subjecti-di-santagostino/

​Gli OBLIVION lo hanno fatto con la forza della rappresentazione teatrale tesa a far vedere che i cosiddetti sacri testi altro non sono che opere scritte da qualcuno che pretende di essere dio
ciao
e arrivederci a qualche prossimo incontro

Il pensiero di Emanuele Severino nella sua "regale solitudine" rispetto all'intero pensiero contemporaneo

Nel mito di Adamo l’uomo vuole “uccidere dio” per impossessarsene.

Ma è altrettanto vero che, PRIMA ANCORA,  dio è il primo omicida, perchè pretende di creare l’uomo dal niente.

Pretendendo di crearlo afferma il principio che l’uomo era il nulla assoluto.

Creatio est productio rei ex nihilo sui et subjecti ” dice Sant’Agostino

Traduco alla buona: “la creazione è produzione della cosa da un precedente niente sia di se stesso che di ogni oggetto“.

La parola “creazione” vuole, dunque, imporre la totale inesistenza dell’ “essere” (e quindi del mondo) prima della sua produzione da parte di dio.

La nozione di creazione pone l’accento sul NULLA del punto di partenza (“ex nihilo“) dell’azione creatrice.

Ecco perchè Emanuele Severino indica che tutte le religioni partecipano delle visioni nichiliste.

Ben prima di Nietzsche

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ancora a un’amica della fine degli anni ’60: “ricordo intensamente quegli anni. soprattutto il nostro intenso parlare. avevamo bisogno di relazione e lo facevamo faccia a faccia”

cara *** , amica dei lontani anni 60 (fine anni sessanta !!!, per la precisione)
 
mi ha incontrato per caso sulle strade del web la *** , che mi scrive:
ciao *** avebbe piacere di contattarti ti invio suo e.mail
buona giornata
se un valore hanno queste tecnologie, di certo una è quella  di mantenere e alimentare i contatti
ricordo intensamente quegli anni. soprattutto il nostro intenso parlare. avevamo bisogno di relazione e lo facevamo faccia a faccia. oggi è tutto mediato dai telefonini (e io credo di essere una rarità ho solo il telefono fisso e non ho il telefonino o smartphone , come si dice)
vado verso i 70 anni (paolo ferrario, como 26 novembre 1948 – ) e , da quando sono “ritirato” dal lavoro (di malavoglia: avrei voluto continuare nel mio lavoro di docente universitario a contratto) faccio il blogger:
la mia autobiografia avviene attraverso traccesent.com. nei primi anni ’80 ho incontrato una donna (luciana) che è diventata il fulcro della mia vita
il mio lavoro di docente continua con mappeser.com e aulevirt.com
e in estate vivo in un paesino sul lago di como che racconto tramite coatesa.com
non ho mai abbandonato como, città che amo sempre di più. mi piace “camminarla” nel suo centro storico
mi piace il lago (ho un abbonamento annuale ai battelli e continuo a costeggiare le nostre coste). prendo la funicolare e vado a brunate. in un’ora di treno sono milano e anche lì “la cammino”
insomma cerco di dare senso al “tempo che resta” (anche su questo principio ho un blog: antemp.com)
ricordo il nostro gruppo di allora con grande intensità. io facevo la magistri cumacini e il ruolo tecnico di perito edile non corrispondeva alla mia personalità. l’incontro con tutti voi (tu, odetta, manuela, giorgio , lorenzo … il gruppo del giornale studentesco la vasca   https://traccesent.com/?s=la+vasca) ha dato linfa e spessore all’esistere
sono felici di averti raccontato un po’ di me
saluti molto cari
e buon futuro

lettera all’amica dei 17 anni. Era la fine degli anni ’60, nel secolo scorso, a Como

GRAZIE, *** per il tuo messaggio
ora so di te, e della tua biografia davvero piena di eventi personali e professionali
di me sai tutto o puoi sapere tutto :
biografia personale: https://traccesent.com/paolo/
e biografia professionale: https://mappeser.com/paolo-ferrario-2/
diciamo che mi piace internet e stare in rete (ma non ho il cellulare! preferisco la parola scritta) perchè consente di fare quella operazione importantissima che è quella di FARE MEMORIA.
è il ricordo che rende eterne le persone, le cose, gli eventi
e questo è accaduto proprio perchè mi hai ritrovato
è stato emozionante ricordare quegli anni di noi diciassettenni
ecco, vedi il “fare memoria”?: ricordando li abbiamo resi “eterni” quegli attimi
la mia vita è trascorsa fra Como (mai abbandonata) , Milano, Venezia e varie altre città. Sono stato un “docente ambulante) !
ho fatto una lunga analisi psicoanalitica (ed ecco il mio sogno di fine analisi: https://traccesent.com/2007/02/17/il-sogno-della-accettazione-delle-parzialita-2/)
ho incontrato una persona fondamentale nei primi anni 80: Luciana. e viviamo assieme da più di 35 anni
sono felice di averti ritrovata
terremo il contatto
e tu mi trovi sempre (finchè dura il mio tempo che resta) anche qui:
 
e grazie ancora per avermi detto che “ci avevi pensato” e che ti piaceva la mia intelligenza. Come sai facevo una scuola tecnica (la magistri cumacini) che non era fatta per me. era un peso insopportabile alleviato dalla amicizia con voi del liceo
siete stati fondanti per la mia esistenza
 
saluti e abbracci
e a rileggerci

mi ricordo: le generazioni delle e degli ASSISTENTI SOCIALI

NOME e ANNO DI DIPLOMA:

Milena C.: 1955

Ombretta O.: 1965

Annamaria C.: 1972

Margherita G.: 1974

Orazio L.: 1975

Renata G.: 1979

Tiziana B.: 1979

Rosi T.: 1979

Elena M.: 1982

Teresa B.: 1982

Lucio B.: 1985

Antonella B.: 1987

Francesca P.: 1991

Vanna R.: 1994

 

la dedica di Milena e Elisabetta a: CANEVINI DIOMEDE MILENA, NEVE ELISABETTA, Etica e deontologia del servizio sociale, prefazione di Anna Maria Campanini, Carocci Faber, 2017. In occasione della presentazione del libro alla Università di Milano Bicocca, 23 maggio 2018

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cara Milena
ti è arrivata prima la mia segnalazione ai contatti che ho in rete rispetto a questa lettera  personale che volevo farti avere
innanzitutto GRAZIE per l’invio del libro .
è un grande piacere il tuo ricordarti di me  e del mio davvero forte interesse personale per il “lavoro di servizio”
solo tu e Elisabetta potevate scrivere un libro così completo, profondo, articolato sul tema dell’etica e deontologia professionale.
è vero che avete al centro il lavoro dell’assistente sociale. Ma la vostra argomentazione va ben oltre e si estende a tutte le professioni sociali.
conoscendo il tuo modo di lavorare, immagino la cura che hai dedicato alle commissioni per il codice deontologico
 e ora quei mesi e anni di fatica e attenzione confluiscono nella “stabilità ” di un libro
oggi internet è una grande opportunità per far durare nel tempo il LIBRO DI CARTA. Perchè esso potrà essere continuamente ricordato e – come si dice – “rilanciato” sulla rete . e questo è un vantaggio enorme rispetto alle recensioni o ad altre forme di promozione (pensa che io amministro un gruppo con 8500 iscritti su facebook. Un rigoroso gruppo di documentazione, come ho imparato a fare quando ebbi da te l’incarico di realizzare quello annesso alla biblioteca)
mi dici che  ” il servizio sociale, disciplina e professione, ti deve molto”
io ti dico, in totale sincerità e senza piaggeria, che io devo TUTTA la mia vita di studio e professionale a te e a voi assistenti sociali.
 
ho in mente , appena il tempo atmosferico lo consentirà di fare un giro fotografico nei luoghi milanesi che mi hanno accompagnato dal 1973 al 1994: via Ruffini, Via Daverio, Via Pace, Via D’annunzio. è lì che mi sono formato e sono stato favorito nello studiare (per la formazione) le politiche sociali applicate ai servizi
 
dopo c’è stata Venezia e poi ancora la Bicocca. Ma quegli anni sono stati fondanti
 
grazie ancora
saluti e abbracci affettuosi
sperando di avare occasione di rivederci
 
ps
e saluti cari anche a Elisabetta, che ricordo nei tempi veneziani

CANEVINI DEONTLOGIA2611

con MILENA Diomede Canevini, in ricordo della Scuola Regionale Operatori Sociali del Comune di Milano. Si intravedono: Luciana, Giuliana C., Millina S.

Collegio Docenti 004

post dedicati a MILENA DIOMEDE CANEVINI

https://mappeser.com/?s=canevini