Mi scriveva G. C., dedicandomi un libro di Basil Davidson, 23 luglio 1969


davidson2017

 

davidson2016

 

Como, 16 marzo.    Caro Paolo,   Si vede che ti consideravo molto gia’ allora, come del resto adesso, perché’ Basil Davidson è’ uno storico per me importantissimo, visto che , come puoi controllare, l’ho citato per ben due volte nella mia breve premessa a “Ombre sul lago” che è’ forse il mio libro più’ significativo…….
Saluti cari
G.

carteggio email con G, sabato 4 ottobre 2014

caro ***

ho sentito la tua telefonata di ieri sera alle 19 di venerdì

ormai mi sono chiare le tue abitudini: fra le 18 e 30 e le 19 esci dall’ufficio e ti dedichi o al ritorno o agli amici

bene: qualche volta ti vengo a prendere a quell’ora e facciamo un po’ di cammino per la città, verso piazze medaglie d’oro. poi tu prenderai la via balestra e andrai a casa

questa mattina ho intercettato le abitudini di *** : la sua passeggiata mattutina è verso villa olmo (e altre volte verso villa geno) . tutte le mattine. con qualche rassomiglianza al film Smoke: http://coatesa.com/questo-blog-e/)

abbiamo camminato parlando delle sue ricerche storiche tutte improntate alla memoria delle “persone singole” (con i loro nomi e cognomi) dentro ai flussi della storia. come i “nemici” seppeliti al cimitero di camerlata.

e poi del fatto che concorda che solo camminando per como “si è a contatto con duemila anni di storia”.

e poi del “decumano”

e di quello che si prova a sostare in piazza verdi

E poi delle ideologie che annullano il pensiero e le persone come soggetti . e che c’è qualche differenza dentro ai diversi “tipi” di ideologia. e che la vera discriminante è il tema della libertà

e poi del sindaco di “destra democristiana” che nel 1956 riuscì a creare la passeggiata a lago di villa olmo. e del padre degli spallino che lottò in parlamento per togliere la libertà alla guardia di finanza di sparare ai contrabbandieri

cosa succede in questi momenti al lmite fra il biografico e lo storiografico?

succede quello di cui parlo nel mio libro (capitolo 6), nella  precisa e consolidata teoria antropologica del mio “vero ” maestro di scienze umane: carlo tullio altan .

ho sintetizzato il suo costrutto analitico in questo disegno sullo “stare in situazione”:

http://paolodel1948.com/essere-in-situazione/

ecco: camminando su 2000 anni di storia si sta in situazione e soprattutto imparo. perchè “la formazione e permanente” Insomma: occorre imparare a cambiare come fanno i bambini e gli adolescenti anche in prevecchiaia e vecchiaia

mi chiedevi cosa facciamo oggi, sabato

oggi non andiamo a coatesa, ma a orticolario. andremo in battello. anchè lì sarà apprendimento

infine: sì riprenderemo la palestra. però con tempi più allentati: solo 4 volte al mese perchè luciana ha orari incompatibili quelli attuali

questa letterina/mail finirà anche sul mio blog autobiografico, con rigorosa eliminazione dei nomi, per tutelare le vostre privacy

saluti cari e a camminare assieme

anno 1940: eventi storici e cronologia

. Bisogna far fronte alle ingenti spese militari. Istituita un’imposta generale sulle entrate (Ige) (vedi 3 gennaio )

Mussolini scrive a Hitler dichiarando la disponibilità dell’Italia a essere la «riserva» della Germania, ma ribadendo l’impossibilità di un’entrata in guerra entro tempi brevi (vedi 5 gennaio)

Mussolini e Hitler si incontrano al Brennero. Il cancelliere tedesco dice che le sorti di Germania e Italia sono indissolubilmente legate (vedi 18 marzo)

Mussolini invia ai capi militari un promemoria nel quale ripropone l’ipotesi di una «guerra parallela» volta alla conquista della Corsica, di Biserta e di Malta. Afferma inoltre che l’Italia non potrà rimanere neutrale. Unico problema, «quando» e «come» entrerà in una guerra che comunque non dovrà essere lunga(vedi 31 marzo)

•La Germania occupa con facilità la Danimarca e con maggiori resistenze la Norvegia (vedi 10 giugno). Una prossima entrata in guerra dell’Italia appare inevitabile

• Dino Grandi in una lettera a Mussolini esprime i suoi dubbi sulla partecipazione dell’Italia al conflitto (vedi 21 aprile)

Mussolini non accetta di incontrarsi con il presidente del consiglio francese Paul Reynaud (vedi 26 aprile). Esito analogo hanno gli inviti a riprendere il dialogo che Francia, Regno Unito e America fanno pervenire all’Italia nelle settimane successive

• La Germania invade i Paesi Bassi, il Belgio e il Lussemburgo (vedi 10 maggio).Mussolini è informato dell’attacco da una lettera di Hitler, che giunge a Roma quando le operazioni sono già in corso

• Al teatro della Pergola di Firenze si rappresenta Volo di notte,composto da Luigi Dallapiccola su testo proprio tratto dal romanzo di Antoine de SaintExupéry (vedi 18 maggio)

Mussolini si risolve a entrare in guerra (vedi 28 maggio); il 30 maggio informa Hitler della sua decisione • L’Italia dichiara guerra a Francia e Regno Unito (vedi 10 giugno). Discorso di Mussolini a Roma in cui parla di santa «lotta dei popoli poveri» contro gli Stati plutocratici

•Le truppe tedesche entrano a Parigi (vedi 14 giugno). Genova, bombardata dal mare da navi inglesi e francesi

• La Francia chiede l’armistizio (vedi 17 giugno) • Durante un incontro tra Hitler e Mussolini a Monaco, il Fuhrer ridimensiona drasticamente le pretese italiane (vedi 18 giugno)

• Il 20 giugno inizia l’offensiva contro la Francia; i successi militari italiani sono scarsi e le deficienze dell’apparato militare evidenti • Armistizio tra Italia e Francia (vedi 24 giugno). Bilancio tra gli italiani: circa 1200 tra morti e dispersi e alcune migliaia di feriti (2150 dei quali congelati) • In un incidente aereo nel cielo di Tobruk, probabilmente causato da un errore della contraerea italiana, muore Italo Balbo (vedi 28 giugno)

• Le truppe italiane in Africa orientale avviano un’offensiva in direzione del Sudan e della Somalia britannica (vedi 00 luglio). Si costituisce una commissione presieduta da Ciano per definire gli obiettivi di guerra dell’Italia. Secondo Mussolini il nostro futuro prevede l’annessione di Corsica, Nizza, Malta, Tunisia, di parte dell’Algeria e del Ciad, della Somalia francese e britannica e l’allargamento della sfera d’influenza in direzione di Egitto, Sudan, Palestina, Siria, Transgiordania, Irak, Arabia, Aden • Il comando supremo italiano riceve l’ordine di spostare il grosso dell’esercito dalla frontiera occidentale a quella orientale. Si profila l’intenzione di una «resa dei conti» con Iugoslavia e Grecia (vedi 3 luglio)

• A punta Stilo, di fronte alla costa jonica della Calabria, scontro navale (dall’esito incerto) tra unità italiane e inglesi (vedi 9 luglio). Il 19 luglio, a capo Spada, di fronte all’isola di Creta, altro episodio della guerra navale tra Italia e Inghilterra (esito ancora una volta dubbio)

. Affondato l’incrociatore italiano Colleoni • Mentre si attende da un momento all’altro uno sbarco tedesco sulle coste inglesi, i vertici fascisti si concentrano su un prossimo attacco all’Egitto, che, nelle intenzioni di Mussolini, dovrebbe infliggere alle forze del Regno Unito «il colpo di grazia» e porre termine al conflitto (vedi 00 agosto)• Inizia l’offensiva italiana sul fronte libico-egiziano (vedi 13 settembre)

• Italia, Germania e Giappone sottoscrivono il Patto tripartito, che mette in pratica il Patto anticomintern del 1936-37 (vedi 27 settembre) • Vertice a Palazzo Venezia. Deciso l’attacco alla Grecia (vedi 15 ottobre)

• Mussolini invia un ultimatum a Graziani, comandante delle truppe schierate in Africa settentrionale: se non conquista Marsa Matruh dovrà abbandonare il comando (vedi 26 ottobre)

• Ha inizio l’attacco alla Grecia (vedi 28 ottobre); l’offensiva incontra immediatamente gravi difficoltà • Romania, Ungheria e Slovacchia aderiscono all’Asse (vedi novembre)

• Una formazione di aerosiluranti partita dalla portaerei inglese Illustrious compie una devastante incursione sul porto di Taranto, affondando tre navi da battaglia (Duilio, Cavour, Littorio) (vedi 11 novembre)

• Disfatta in Grecia. Badoglioviene sostituito con il generale Ugo Cavallero (vedi 6 dicembre)

• Poderosa controffensiva inglese in Nord Africa

. Annientata la X armata italiana (vedi 8 dicembre) • Hitler emana le direttive del piano Barbarossa per l’invasione dell’Unione Sovietica (vedi 18 dicembre) • Nasce a Pesaro la Fondazione Rossini (vedi 15 novembre)

• Nasce la Excelsa film. Dino De Laurentiis fonda a Torino la Realcine • Esce nelle sale L’assedio dell’Alcazar di Augusto Genina; Vittorio De Sica gira Maddalena Zero in condotta

• A Milano VII Esposizione triennale delle arti decorative e industriali moderne e dell’architettura moderna. Tra i pezzi in mostra: una radio custodia disegnata da Luigi Caccia Dominioni e le macchine da scrivere per ufficio disegnate da Marcello Nizzoli per l’Olivetti.

• Diffuso da G. Calogero il Manifesto del liberalsocialismo: sostenuta l’inscindibilità dei concetti di libertà e giustizia sociale; un nuovo manifesto (1941) sosterrà la formazione di un movimento che avvii la lotta antifascista.

• Ferrari, inizialmente con denominazione Auto Avio, avvia la fabbricazione di automobili.

• Bacchelli conclude la trilogia Il mulino del Po.

• R. Bilenchi pubblica Conservatorio di Santa Teresa.

• Buzzati pubblica Il deserto dei Tartari.

• Proiettato Romantica avventura di Camerini.

• Cecchi pubblica i l libro di viaggio America amara.

• Proiettato Rose scarlatte di De Sica.

• F. Flora pubblica il primo volume della Storia della letteratura italiana.

• G.F. Ghedini compone il concerto per orchestra Architetture.

• Mostra del cinema di Venezia: Coppa Mussolini conferita a L’assedio di Alcazar di Genina.

• Luzi pubblica Avvento notturno.

• G. Petrassi compone Magnificat.

• Quasimodo pubblica la prima traduzione dei Lirici greci.

• campionato di calcio vinto dall’Ambrosiana.

Giro d’Italia vinto da F. Coppi.

 

Giorgio Cavalleri mi suggerisce la lettura di: Pietro Brignoli, Santa messa per i miei fucilati. Le spietate rappresaglie italiane contro i partigiani in Croazia dal diario di un cappellano, Longanesi, 1973

Durante la visita che ci hanno fatto Giorgio ed Elisabetta Cavalleri, colgo l’occasione per parlare con lui del libro BELLA CIAO, controstoria della resistenza di Giampaolo Pansa (Rizzoli, 2014). Di quest’ultimo libro mi è rimasta impresso in particolare la doppiezza dei comunisti di allora: da una parte persone indubbiamente coraggiose che hanno combattuto con tenacia contro i fascisti e i nazisti che occupavano il Nord Italia dopo il 1943, dall’altra persone estremamente intrise  della ideologia centrata sulla “spallata rivoluzionaria” da loro sperata in  rapporto alla rivoluzione sovietica del  1917. Costoro avevano, per così dire, due nemici: in primo luogo i nazifascisti, ma in second luogo anche gli eventuali “nemici interni” che non aderivano compiutamente a quel progetto politico.

Le conseguenze sono state molte volte tragiche per i destini individuali . Si trattava di fare una lotta armata che contemplava sia obiettivi militari, sia attentati a singole persone allo scopo di dimostrare la propria presenza ed i propri obiettivi.

Giorgio Cavalleri, nella conversazione, nega che i comunisti in quei tempi volessero effettivamente fare una rivoluzione di tipo sovietico (ossia organizzata da gruppi minoritari molto ideologizzati e disciplinati, come insegnava il leninismo).

Per raccontare quel contesto storico e culturale, Giorgio mi ha proposto di leggere il seguente libro: Pietro Brignoli, SANTA MESSA PER I MIEI FUCILATI, Le spietate rappresaglie italiane contro i partigiani in Croazia, dal diario di un cappellano.

E’ un libro di terribile testimonianza che mostra in tutta evidenza quali tempi tremendi fossero quelli. Pietro Brignoli era un prete, al seguito dell’esercito italiano, che aveva il compito di assistenza religiosa alle persone che venivano rastrellate, sommariamente giudicate e poi fucilate. Fra i “colpevoli” c’erano gli “innocenti” che per caso finivano per essere catturati

Il racconto parla di paura, di coraggio, di “grazie dell’olio santo”, di miserie personali, di amarissime delusioni. E di crudeltà insopportabili per le nostre attuali sensibilità.

E’ un libro che conferma l’importanza cruciale della politica nel condizionare e distruggere le singole vite.

In quegli anni prima il fascismo italiano strinse un patto, assieme ai nazisti, con l’Unione Sovietica di Stalin, poi l’Italia venne divisa in due nel pieno della seconda guerra mondiale e da una parte arrivarono gli americani e dall’altra l’Italia condivise l’alleanza e infine  la sconfitta dei nazisti.

In questi eventi storici scanditi in un arco di tempo piuttosto limitato (1938-1945: sette anni) avvennero per l’appunto le nefandezze raccontate da Pietro Brignoli e Giampaolo Pansa.

La politica consiste proprio in questo: nel determinare scelte collettive che in modo inevitabile e per così dire “scientifico” (ecco perchè occorre parlare di “scienza politica”) travolgono le singole persone, le loro identità, i loro specifici destini individuali.

Quei sette anni questo ci insegnano.

L’unica cosa che si può fare è restituire la memoria a quelle persone (ed è quello che fanno storici come Cavalleri e Gabriele Giannantoni o giornalisti come Pansa) sperando di sviluppare una coscienza collettiva in rapporto, per l’appunto, a decisioni che possono comportare quegli effetti così tragici

Purtroppo la cronaca quotidiana di questi giorni (mi riferisco alla Siria, all’Iraq e all’islamismo terrorista dell’ISIS) mostra ancora una volta la “legge scientifica” della sequenza prima la politica e poi i singoli destini personali.

Da cui il compito di usare la “scienza della politica” per evitare il peggio.

ABBONDINO D’ORO, Premiati Giorgio Luraschi, Giorgio Cavalleri e Carlo Ferrario, da Newsletter NodoLibri 14/12 « Coatesa sul Lario … e dintorni

 

News Nodo

ABBONDINO D’ORO
Premiati Giorgio Luraschi, Giorgio Cavalleri e Carlo Ferrario

Giornata particolarmente lieta per NodoLibri: tre carissimi amici sono stati insigniti con l’Abbondino, massimo riconoscimento della città verso persone che hanno contribuito a renderla migliore.

Tre amici e autori: Giorgio Luraschi (purtroppo scomparso) che ha contribuito con la sua autorevolezza e anche con qualche testo alla realizzazione della nostra impegnativa opera su Como: “Como e la sua storia”.

Giorgio Cavalleri che ha sin dal principio creduto nella ricerca storica e nell’indagine sui temi della Resistenza e dei personaggi comaschi che hanno segnato la Storia nazionale e locale: “Vescovo del ’68″ (1990, intervista a Teresio Ferraroni), “Un giorno nella storia. 28 aprile 1945″ (1990, con Anna Giamminola, intervista a Michele Moretti), “Le stagioni del Carducci” (1990, intervista a Clotilde Cavalleri), “Uomini, luoghi, politica” (1990, intervista a Mario Martinelli), “Storia del Neri e della Gianna” (1991).
Giorgio Cavalleri Opere

Carlo Ferrario, amico carissimo e nostro maestro, co-autore di tante manifestazioni culturali e di eventi artistici e musicali, ma soprattutto autore che NodoLibri ha pubblicato nel corso degli anni: “Alfabeto comasco” (1989, il primo libro pubblicato dalla nostra casa editrice), “Le regole del gioco” (1991, intervista ad Antonio Spallino), “Andata e ritorno” (2005), “Una piccola deviazione” (2007), “Paganus” (2008), “L’allegro e il pensieroso” (2009), “Amici” (2010) “Quattro porte” (2011), oltre ad aver collaborato a “Como e la sua storia” e a “Sognato Lario, lunate sponde”.
Carlo Ferrario Opere

A Giorgio Luraschi va il nostro ricordo; a Giorgio Cavalleri e a Carlo Ferrario l’augurio di continuare con lo stesso spirito il loro lavoro importante per la crescita di Como.

Fabio Cani e Gerardo Monizza con tutta NodoLibri.

 

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Reminiscenze sugli anni 1968-1972

cari … e …

innanzitutto grazie per l’incontro di questo tardo pomeriggio, nel bar in piazza san fedele
ho notato in me una discreta capacità (ancora) a far emergere ricordi e memorie. ed erano il confronto e le parole che si intrecciavano a fare questo lavoro psichico
al ritorno riflettevo sul dispiacere di non avere tenuto documenti (soprattutto gli appunti di quaderno) su quegli anni. in questi giorni sto rimettendo in fila gli articoli che fra il 1965 e il 1968 scrivevo su Ul Tivan, La Vasca e l’Ordine (fu don maggioni ad accettare un paio di articoli, forse perchè vedeva la mia voglia di fare ed esprimermi). Ma qui è la stampa a “fare memoria”. Invece per quei nostri momenti (sostanzialmente un quinquennio) ci vorrebbero gli appunti. e con le tecnologie di oggi (i blog in primo luogo) di certo ci sarebbero le tracce.
riassumo, dunque, qualche passaggio, dopo la chiaccherata
1. il cosiddetto lavoro di quartiere a montesanto si è svolto fra il 1968 e il 1970/71. la ricerca sulla scuola (libretto con la riga verde) è sicuramente del 1970. in quella fase l’azione nel quartiere era spontanea e fuori dai partiti. anche se si prendevano già allora i contatti con i partiti (in particolare il pci ed il consigliere comunale nicoli)
2. lo sviluppo di azione nei confronti del comune dovrebbe essere del 1971/72. Spallino fu eletto sindaco nel 1970 e l’interlocutore era la sua amministrazione. ci sono stati certamente incontri in comune, tesi soprattutto a “risanare” le case di montesanto
già dalla fine del 1972 io tendevo a dedicarmi agli studi a trento e quindi piano piano abbandonai quella esperienza di partecipazione politica di quartiere. e dal 1974, dopo la laurea, mi sono iscritto al pci ed ho fatto la mia lunga militanza in quel partito (1974-1989 su su fino al 1998)
3 la prima istituzionalizzazione dei consigli di quartiere è del 1975/1976. di come si siano sviluppati a como non ne ho memoria, ma ho certezza che c’è la documentazione amministrativa (le sedute dei consigli comunali sono verbalizzate e con un minuzioso lavoro di archivio dovrebbe essere possibile rispondere alla questione su “cosa è successo” fra il 1970 ed il 1976)
sul contesto sociale ed economico trovo qualche traccia nel libro COMO E LA SUA STORIA dalla preistoria all’attualità di Fabio Cani e Gerardo Monizza, nodo libri, alle pagine 344 e seguenti:
  • “nel dicembre 1971 viene adottato un programma relativo all’edilizia economico e popolare che trova una sua prima realizzazione nell’ampliamento del quartiere vi Giussani a Rebbio “, pag 346) (osservo che in questo libro la parte urbanistica è ben raccontata , anche se per poche pagine)
  • si parla anche della mostra Diritto alla città (nel 1973) promossa dal movimento degli studenti di architettura del politecnico (sono certo che fu animata da …)
  • in questo libro si parla anche (pag 356) del consiglio di quartiere di sagnino (esperienza avviata addirittura nel 1960). ricopio una frase di interesse per il tema di oggi: “gli organi istituiti dall’amministrazione comunale nel 1975 sono composti in base ai risultati ottenuti in precedenza dai partiti alle consultazioni amministrative (vere e proprie elezioni si terranno solo nel 1977) e quasi del tutto sprovvisti di poteri. così che essi, più che promuovere la partecipazione di base, provocano la perdita di identità delle spontanee assemblee che esistevano” (pag 356)
questo è quanto posso aggiungere a quanto ci siamo detti oggi.
Ma la mia gratitudine deriva dall’avermi fatto fare reminiscenza della nanda, del tino, del giorgio (grande  e generoso sostenitore delle energie che tentavamo di esprimere) ma anche dei luoghi (san giuseppe, l’abbazia di padre turoldo …

vorrei concludere con le parole del mio amato emanuele severino, che come vi dicevo mi sta accompagnando verso la morte (anche se spero spostata in avanti di qualche decennio):

 “non avrei dovuto dire “questo è il ricordo più lontano che ho di me stesso”, ma: “CREDO che lo sia” . Non solo . Va detto anche “CREDO di essere stato quel bambino”. Che lo sia stato non è una verità indiscutibile: è una fede”
in IL MIO RICORDO DEGLI ETERNI, autobiografia, Rizzoli 2011, pag 7

un caro saluto a voi e allo spirito di ricerca che vi contraddistingue

paolo