L. parla di sè con L.

cara lu, sono in postazione di paolo, non ho voglia di accendere il mio computer dopo una giornata pesante.
sono andata naturalmente a leggermi il resoconto romanzato della gita fuori porta: mi confermi le impressioni formulate su uno stile dell’abitare che, in forma diversa e contestuale alle attuali esigenze ciclicamente ritorna ad affacciarsi nei progettisti di una vita “comoda”.
I ricordi vanno al mio entusiastico studio antropologico della cultura giapponese e cinese: ai rigori dell’educazione alla disciplina, allo sfruttamento del tempo, agli spazi minimali della casa … sbigottimento e forse “ammirazione?!” per un tenore di vita così agli antipodi del mio modo di concepire l’ambiente.
Ricordi che ritornavano quando, nella costruzione di progetti per servizi a sostegno della disabilità, proposte di culla/bara si vestivano elegantemente a favore della donna che, per non girovagare alle prime ore dell’alba, poteva recarsi al luogo di lavoro che gentilmente offriva l’asilo nido dove avrebbe affidato e  recuperato il pargolo dopo l’assistenza agli anziani geriatrici. E per restare in tema, il tanto lodato villaggio alzheimer dove gli operatori fingono di essere i commessi di negozi in un villaggio virtuale esclusivamente adibito ad accogliere persone con demenza fino al loro ricovero in casa di riposo (che a me risuona più che mai un luogo di ghettizzazione come furono i manicomi, dove lavoro dei campi, panificazione e quant’altro costituiva “terapia occupazionale” dei degenti).
Racconto Premi, naturalmente non c’è alcun nesso con la trama delle Braci, il mio pensiero nasceva sulle righe conclusive, visto che il romanzo si fonda sull’ambivalenza dei sentimenti.
Si sta avvicinando il momento del cambio dell’ora e in questo momento c’è già buio: io sono come le galline, mi attivo e sono di buon umore con la luce!
Una buona continuazione di settimana
baci
lu

Gli OBLIVION, in LA BIBBIA RIVEDUTA E (S) CORRETTA, e Emanuele Severino sulla citazione “Creatio est productio rei ex nihilo sui et subjecti ” di Sant’Agostino

cara ​L.
come sai ho molto apprezzato gli OBLIVION di ieri sera perchè hanno saputo “decostruire” con intelligenza letteraria e teatrale la cosiddetta “parola di dio” (trasmessa dai LORO testi: bibbia e vangeli)
al ritorno, in auto ho cercato di dire perchè la loro rappresentazione è davvero “severiniana”
Emanuele Severino spiega con la forza della filosofia che “dio è il primo omicida”
ma io, che non ho una cultura filosofica sufficiente per spiegare questa analisi, faccio ricorso alle sue parole.
Qui trovi un suo testo fondante:
Emanuele Severino sulla citazione “Creatio est productio rei ex nihilo si et subjecti ” di Sant’Agostino – Il pensiero filosofico di EMANUELE SEVERINO

https://emanueleseverino.com/2017/11/12/emanuele-severino-sulla-citazione-creatio-est-productio-rei-ex-nihilo-sui-et-subjecti-di-santagostino/

​Gli OBLIVION lo hanno fatto con la forza della rappresentazione teatrale tesa a far vedere che i cosiddetti sacri testi altro non sono che opere scritte da qualcuno che pretende di essere dio
ciao
e arrivederci a qualche prossimo incontro

Il pensiero di Emanuele Severino nell'ambito dell'intero pensiero contemporaneo

Nel mito di Adamo l’uomo vuole “uccidere dio” per impossessarsene.

Ma è altrettanto vero che, PRIMA ANCORA,  dio è il primo omicida, perchè pretende di creare l’uomo dal niente.

Pretendendo di crearlo afferma il principio che l’uomo era il nulla assoluto.

Creatio est productio rei ex nihilo sui et subjecti ” dice Sant’Agostino

Traduco alla buona: “la creazione è produzione della cosa da un precedente niente sia di se stesso che di ogni oggetto“.

La parola “creazione” vuole, dunque, imporre la totale inesistenza dell’ “essere” (e quindi del mondo) prima della sua produzione da parte di dio.

La nozione di creazione pone l’accento sul NULLA del punto di partenza (“ex nihilo“) dell’azione creatrice.

Ecco perchè Emanuele Severino indica che tutte le religioni partecipano delle visioni nichiliste.

Ben prima di Nietzsche

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