l’uomo è infelice perché non sa di essere felice, Fëdor Michailovic Dostoevskij, “I demoni”

Nosce Sauton

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“«A quanto pare siete molto felice, Kirillov?»
«Sì, molto felice» rispose l’altro, come se dicesse la cosa più comune del mondo.
«Eppure ancora così recentemente eravate afflitto; eravate arrabbiato con Liputin?»
«Uhm… adesso non rimprovero nessuno. Allora non sapevo ancora di essere felice. Non avete mai visto una foglia, una foglia d’albero?»
«Sì.»
«Non molto tempo fa ne ho visto una gialla, con un po’ di verde, marcita sui lati. Il vento la portava. Quando avevo dieci anni, d’inverno chiudevo apposta gli occhi, mi immaginavo una foglia, verde lucente con le nervature e il sole che brillava. Riaprivo gli occhi e non credevo a nulla, perché quello era molto bello e li chiudevo di nuovo.»
«Cos’è, un’allegoria?»
«N-no!… perché mai? Non è un’allegoria, ma una semplice foglia, solo una foglia. La foglia è bella. Tutto è bello.»
«Tutto.»
«Tutto. L’uomo è infelice perché non sa di essere felice; solo per…

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La persistenza della memoria

Scrittore è colui che decide di essere libero.

Salve!
Questa sera vedremo un dipinto molto particolare che a tratti potrebbe risultare incomprensibile ma, credetemi, al suo interno vi sono vari elementi, varie riflessioni da fare. Mi riferisco a “La persistenza della memoria” di Salvador Dalì, grande pittore esponente del surrealismo. Tale quadro è, di fatti, uno di quelli che più rappresenta questa corrente artistica. Ma adesso concentriamoci su esso:

È un dipinto a olio di dimensioni 24×33 centimetri e si trova presso il “Museum of modern art” di New York. Dalì lo dipinse nel 1931 e, pensate, in sole due ore! Accadde che una sera egli avrebbe dovuto recarsi al cinema con la moglie ma, a causa di un’emicrania, rimase in casa. Aveva già creato il paesaggio ma mancava ancora il soggetto del quadro. A ispirarlo fu il formaggio che aveva ingerito a cena, il Camembert, il quale era piuttosto “molle” e gli permise di riflettere sullo scorrere…

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Cambiare idea, di Giovanni Mainato, uno che sa pensare

Il Blog di GIOVANNI MAINATO

Come avrete capito io ci tengo ad essere considerato una persona intelligente e faccio di tutto per apparire tale agli occhi dell’umanità.

L’altro giorno, ad esempio, mi trovavo al bar a discutere di politica con alcuni amici ed essendo stato accusato di incoerenza mi sono difeso: “Solo gli stupidi non cambiano idea!”

Poi però ho pensato che se continuavo a sostenere fino alla fine della conversazione che solo gli stupidi non cambiano idea avrei fatto la figura dello stupido perché non avevo cambiato idea. Quindi cinque minuti più tardi ho ripreso la parola: “Ah, ci tenevo a dire un’altra cosa: solo gli intelligenti non cambiano idea!”

Conclusa la conversazione, sono uscito dal bar soddisfatto, ma è proprio allora che mi sono accorto dell’amara verità: essendomene andato dopo avere sostenuto che solo gli intelligenti non cambiano idea avevo fatto la parte dello stupido perché in precedenza avevo sostenuto che solo gli…

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