Così scopro sul Blog di Kosmogabri alcune liste di preferenze musicali del 2005.
Mi accodo, a futura memoria, con questa traccia:
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Jack DeJohnette, Music in the Key of OM
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Devendra Banhart, Cripple Crow
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Paolo Conte, Live Arena di Verona
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Craig Armstrong, Piano Works
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The Czars, Goodbye
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Richard Hawley, Coles Corner
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Elbow, Leaders of Free World
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Mario Donatone e Velotti, Battisti Ensemble, Verdi in Blue
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Sigur Ros, Takk … (con 5 stelle a “Glòsòli”)
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Gennaro Cosmo Parlato, Che cosa c’è di strano
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Sinéad O’Connor, Throw Down Your Arms
Poco Jazz l’anno scorso. Infatti Jack DeJohnette questa volta mette al servizio della moglie il suo genio e le confeziona la perfetta musica da meditazione corporea. E Donatone e Velotti onorano Verdi con un disco bellissimo su “standard” italiani. Ma da tempo il Jazz era, per me, in un vicolo quasi cieco: ripetitivo o cerebrale. Fino a quando ho scoperto i Necks. E adesso cambia tutto. Il Jazz ricomincia a viaggiare e questa volta negli spazi della immaginazione.
Le tracce di ascolto di fine anno saranno, molto probabilmente, diverse.

