Faccio musica. Scritti e pensieri sparsi di Ezio Bosso (Piemme)

. Gian Luca Bauzano su Sette (Corriere della Sera): «Quasi un anno fa, il 14 maggio 2020, Ezio Bosso a 48 anni si è spento. Consumato dalla malattia oncologica che gli era stata diagnosticata nel 2011; perché non si trattava di Sla, come era stato riportato dai media e più volte da egli stesso smentito. Uno dei tanti fraintendimenti che hanno costellato la sua esistenza, di uomo e di artista; contro i quali, e assieme a una serie di pregiudizi, ha dovuto costantemente lottare. Bosso, categoria musicisti, artista a tutto tondo. Perché nel contempo era direttore d’orchestra e compositore: di colonne sonore, partiture sinfoniche, musica da camera e per balletto. […] Ezio Bosso era il risultato di quello che la critica definiva un “percorso musicale non accademico”, anche per la sua estrazione sociale: proveniva da una famiglia operaia di Torino, nato nella periferia dell’ex capitale sabauda. Un “ragazzino affamato di musica”, come si descriveva. Rubava la chitarra al fratello maggiore e chiedeva ai suoi compagni di insegnargli gli strumenti che suonavano. Le lezioni di canto prese dalla figlia di una vecchia zia ex cantante lirica. Il sogno, poi raggiunto, di salire sul podio della direzione d’orchestra. Ma tra gli intellettuali questo suo percorso non era mai stato vissuto come un personale fiore all’occhiello, piuttosto una sorta di lettera scarlatta. […] L’immagine pubblica di Bosso in realtà veniva filtrata perché non si scontrasse troppo con le dinamiche di un sistema culturale che preferiva “leggerlo” più come un outsider, piuttosto che parte di un circolo elitario. La scelta ora, prima che si cristallizzi un’immagine troppo “beatificata”, di pubblicare la sua non-autobiografia. Perché un’autobiografia non aveva mai voluto scriverla. “Però l’unico modo per raccontare Ezio era farlo parlare direttamente e senza filtri”, spiega Alessia Capelletti, curatrice del libro. […] Capelletti, figura di riferimento del mondo della comunicazione culturale e musicale internazionale sin dall’inizio degli anni ’90, dal 2016 ha gestito anche la comunicazione di Bosso. Subito dopo l’apparizione a Sanremo. “Uno degli episodi più devastanti nella sua esistenza. Me lo ripeteva in continuazione. Senza quella, però, non ci sarebbe stata quella notorietà mediatica che ha poi permesso di farlo apprezzare al grande pubblico”, rivela la curatrice. E Bosso ne era ben consapevole. Lo racconta nella sua unica vera “autobiografia”. Poche pagine, frutto di infiniti rifacimenti, scritte in prima persona per una presentazione discografica in Germania e presenti nel libro» (leggi qui).

Il maggio dell’Officina della Musica di Como – CiaoComo

…. Un nuovo progetto importante in fase di realizzazione “In questi giorni due associati dell’Officina, Cristiano Stella e Maurizio Salvioni, stanno ultimando un lavoro certosino. Grazie a donazioni, in larga parte quella fatta da Paolo Ferrario, possiamo disporre di circa 800 vinili, che loro hanno catalogato e ordinato. Questo e la realizzazione di uno spazio dedicato ci permetterà di aprire la prima mediateca in città. Chi vorrà concentrarsi sull’ascolto di un disco potrà farlo in tutta tranquillità in questo spazio, mentre se l’ascolto vorrà essere condiviso si potrà utilizzare la sala. Non sarà possibile il prestito, ma stiamo pensando a eventi collaterali da organizzare in Officina”. ….

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Il maggio dell’Officina della Musica di Como – CiaoComo

L’aria, lì, era satura della quintessenza di un silenzio così sostanzioso, così succulento, che non m’addentravo in esso senza una sorta di golosità, …, Marcel Proust

L’aria, lì, era satura della quintessenza di un silenzio così sostanzioso, così succulento, che non m’addentravo in esso senza una sorta di golosità, soprattutto in quei primi mattini ancora freddi della settimana di Pasqua in cui lo gustavo di più perché ero appena arrivato a Combray: prima di lasciarmi entrare ad augurare il buongiorno alla zia, mi facevano attendere un istante nella prima stanza dove il sole, ancora invernale, era venuto a scaldarsi davanti al fuoco che, già acceso tra i due mattoni, avvolgeva tutta la camera in un odore di fuliggine, facendone qualcosa come uno di quei grandi “antiforni” di campagna o una di quelle cappe di camino dei castelli sotto le quali ci si augura che fuori rompano gli indugi la pioggia, la neve, magari qualche catastrofe diluviesca per aggiungere al conforto del riparo la poesia della reclusione invernale; muovevo qualche passo dall’inginocchiatoio alle poltrone di velluto arabescato, sempre ricoperte con un poggiatesta all’uncinetto; e il fuoco, che cuoceva come una pasta gli odori appetitosi di cui l’aria della camera era tutta grumosa e già “lavorati” e fatti lievitare dalla freschezza umida e soleggiata del mattino, li tirava a sfoglia, li dorava, li gonfiava, li faceva bombare, trasformandoli in un’invisibile e palpabile leccornia provinciale, un immenso “calzone” nel quale, assaggiati appena gli aromi più stuzzicanti, più fini, più pregiati, ma anche più secchi, dell’armadio a muro, del cassettone, della tappezzeria a “ramages”, tornavo sempre con inconfessata ingordigia a invischiarmi nell’odore medio, appiccicoso, scipito, indigesto e fruttato del copriletto a fiori. 

Marcel Proust. DALLA PARTE DI SWANN. 
(Primo volume de “Alla ricerca del tempo perduto”). Copyright 1983 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., Milano. 
Tomo 1. Edizione diretta da Luciano De Maria e annotata da Alberto Beretta Anguissola e Daria Galateria. Traduzione di Giovanni Raboni. Prefazione di Carlo Bo. Copyright 1983 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., Milano. Titolo dell’opera originale: “A la recherche du temps perdu”. Prima edizione I Meridiani giugno 1983. 

(da https://mabastainsoma.blogspot.com/2019/11/marcel-proust_8.html)

Il lupo e l’agnello (Lupus et agnus), di Fedro

Ad rivum eundem Lupus et Agnus venerant siti compulsi: superior stabat Lupus, longeque inferior Agnus: tunc fauce improba latro incitatus jurgii causam intulit. Cur, inquit, turbulentam fecisti mihi istam bibenti? Laniger contra timens, qui possum, quaeso, facere quod quereris, Lupe? A te decurrit ad meos haustus liquor. Repulsus ille veritatis viribus, ante hos sex menses male, ait, dixisti mihi. Respondit Agnus: equidem natus non eram. Pater hercle tuus, inquit, maledixit mihi. Atque ita correptum lacerat injusta nece.

Haec popter illos scripta est homines fabula, qui ficti caussi innocentes opprimunt.

Un lupo e un agnello, spinti dalla sete, si ritrovarono a bere nello stesso ruscello. Il lupo era più a monte, mentre l’agnello beveva a una certa distanza, verso valle. La fame però spinse il lupo ad attaccar briga e allora disse: “Perché osi intorbidarmi l’acqua?”

L’agnello tremando rispose: “Come posso fare questo se l’acqua scorre da te a me?”

“E’ vero, ma tu sei mesi fa mi hai insultato con brutte parole”.

“Impossibile, sei mesi fa non ero ancora nato”.

“Allora” riprese il lupo “fu certamente tuo padre a rivolgermi tutte quelle villanie”. Quindi saltò addosso all’agnello e se lo mangiò.

Questo racconto è rivolto a tutti coloro che opprimono i giusti nascondendosi dietro falsi pretesti.

Il lupo e l’agnello Lupus et agnus, di Fedro

Ad rivum eundem Lupus et Agnus venerant siti compulsi: superior stabat Lupus, longeque inferior Agnus: tunc fauce improba latro incitatus jurgii causam intulit. Cur, inquit, turbulentam fecisti mihi istam bibenti? Laniger contra timens, qui possum, quaeso, facere quod quereris, Lupe? A te decurrit ad meos haustus liquor. Repulsus ille veritatis viribus, ante hos sex menses male, ait, dixisti mihi. Respondit Agnus: equidem natus non eram. Pater hercle tuus, inquit, maledixit mihi. Atque ita correptum lacerat injusta nece.Haec popter illos scripta est homines fabula, qui ficti caussi innocentes opprimunt.

Un lupo e un agnello, spinti dalla sete, si ritrovarono a bere nello stesso ruscello. Il lupo era più a monte, mentre l’agnello beveva a una certa distanza, verso valle. La fame però spinse il lupo ad attaccar briga e allora disse: “Perché osi intorbidarmi l’acqua?” L’agnello tremando rispose: “Come posso fare questo se l’acqua scorre da te a me?””E’ vero, ma tu sei mesi fa mi hai insultato con brutte parole”.”Impossibile, sei mesi fa non ero ancora nato”.”Allora” riprese il lupo “fu certamente tuo padre a rivolgermi tutte quelle villanie”. Quindi saltò addosso all’agnello e se lo mangiò.Questo racconto è rivolto a tutti coloro che opprimono i giusti nascondendosi dietro falsi pretesti.

Il lupo e l’agnello (Lupus et agnus)  di Fedro

Fu chiesto a Franco Basaglia: “Che cosa farebbe se il black-out capitasse improvvisamente a casa sua?” Rispose: Accetterei il buio e organizzerei la situazione. Mi metterei cioè a fare insieme con altri un’attività giusta per il buio”, 1998

Fu chiesto a Franco Basaglia:

“Che cosa farebbe se il black-out capitasse improvvisamente a casa sua?”

Rispose: Accetterei il buio e organizzerei la situazione. Mi metterei cioè a fare insieme con altri un’attività giusta per il buio”, 1998

Fu chiesto a Franco Basaglia: “Che cosa farebbe se il black-out capitasse improvvisamente a casa sua?” Rispose: Accetterei il buio e organizzerei la situazione. Mi metterei cioè a fare insieme con altri un’attività giusta per il buio”, 1998 – MAPPE nelle POLITICHE SOCIALI e nei SERVIZI

A offendere, ricordalo, non è chi insulta o percuote, ma il giudizio che queste azioni siano offensive …

A offendere, ricordalo, non è chi insulta o percuote, ma il giudizio che queste azioni siano offensive.

Perciò, quando uno ti irrita, sappi che è la tua opinione che ti ha irritato.

Come prima cosa, quindi, cerca di non lasciarti trascinare subito dalla rappresentazione: una volta che avrai guadagnato un po’ di tempo per riflettere, potrai dominarti più facilmente

Epitteto, Manuale, XX

da

Esercizi di filosofia. Epitteto in aiuto per ATTENDERE E RESPIRARE PRIMA DI REAGIRE A UN GIUDIZIO – Antologia del TEMPO che resta

” Io sono io, la mia circostanza e le mie decisioni mi definiscono”, in Ortega y Gasset, dalle “Meditazioni sul Chisciotte”

” Io sono io, la mia circostanza e le mie decisioni mi definiscono”

Ortega y Gasset, dalle “Meditazioni sul Chisciotte”

da https://www.facebook.com/lamenteemeravigliosa/posts/io-sono-io-la-mia-circostanza-e-le-mie-decisioni-mi-definisconoil-titolo-di-ques/1296844467012265/

(segnalata da Simona Ri.)

STUART MILL, “Ciascun individuo è libero di fare ciò che desidera, purchè le sue azioni non danneggino la libertà degli altri”

STUART MILL, “Ciascun individuo è libero di fare ciò che desidera, purchè le sue azioni non danneggino la libertà degli altri”

da

STUART MILL, “Ciascun individuo è libero di fare ciò che desidera, purchè le sue azioni non danneggino la libertà degli altri” – MAPPE nelle POLITICHE SOCIALI e nei SERVIZI

Il metodo dei “sei amici che mi hanno sempre spiegato tutto” di Rudyard Kipling: CHI? CHE COSA? DOVE? QUANDO? COME? PERCHE’?, Slides di Paolo Ferrario. #chichecosadovequandocomeperche

Il metodo dei “sei amici che mi hanno sempre spiegato tutto” di Rudyard Kipling:

CHI?

CHE COSA?

DOVE?

QUANDO?

COME?

PERCHE’?

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Il metodo dei “sei amici che mi hanno sempre spiegato tutto” di Rudyard Kipling: CHI? CHE COSA? DOVE? QUANDO? COME? PERCHE’?, Slides di Paolo Ferrario. #chichecosadovequandocomeperche – MAPPE nelle POLITICHE SOCIALI e nei SERVIZI

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Regole sistemiche della BUONA COMUNICAZIONE e, a maggior ragione, della comunicazione internettiana, scheda (piccola) di Paolo Ferrario

mettersi d’accordo sull’oggetto della controversia

porre qualche limite all’oggetto della controversia

non interrompere colui che sta accusando (entro limiti ragionevoli di tempo direi: se il dilagamento è eccessivo occorre chiudere la falla)  

evitare massimamente di ritorcere un accusa diversa contro di lui (esempio nella comunicazione coniugale: MG “la devi smettere di far tardi al bar”, MR “e tu la devi smettere di parlare per ore al telefono con le amiche”)

concordare luogo e tempo dove la “conversazione conflittuale” deve avvenire. Ogni operazione di circoscrivere le zone del conflitto è salvatrice tenere le opportune distanze. Siamo esseri territoriali e l’invadenza dello spazio soggettivo porta a schiaffi, calci, unghiate (reali e virtuali).

non superare la soglia della vulnerabilità dell’altro. colpire sul tallone di achille porta alla morte dell’eroe

considerare un conflitto come il risultato di comportamenti comunicativi reciproci e non come una esclusiva “colpa” dell’altro

da:

Regole sistemiche della BUONA COMUNICAZIONE e, a maggior ragione, della comunicazione internettiana, scheda (piccola) di Paolo Ferrario – MAPPE nelle POLITICHE SOCIALI e nei SERVIZI

EPITTETO: ricordarsi di distinguere fra le cose che dipendono da noi da quelle che NON dipendono da noi. Le traduzioni di Martino Menghi, Giacomo Leopardi. E la lettura attuale di Jules Evans

EPITTETO: ricordarsi di distinguere fra le cose che dipendono da noi da quelle che NON dipendono da noi. Le traduzioni di Martino Menghi, Giacomo Leopardi. E la lettura attuale di Jules Evans

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EPITTETO: ricordarsi di distinguere fra le cose che dipendono da noi da quelle che NON dipendono da noi. Le traduzioni di Martino Menghi, Giacomo Leopardi. E la lettura attuale di Jules Evans – Antologia del TEMPO che resta

EPICURO, Convinciti che ogni nuovo giorno che si leverà, per te, sarà l’ultimo. Con gratitudine allora accoglierai ogni insperata ora …

«Convinciti che ogni nuovo giorno che si leverà, per te, sarà l’ultimo. Con gratitudine allora accoglierai ogni insperata ora. Riconoscendone tutto il valore affronterai ogni momento del tempo che viene ad aggiungersi come se derivasse da una incredibile fortuna» EPICURO da Una promessa di felicità – Il Sole 24 ORE.

EPICURO, Convinciti che ogni nuovo giorno che si leverà, per te, sarà l’ultimo. Con gratitudine allora accoglierai ogni insperata ora … – Antologia del TEMPO che resta

VASCO URSINI, Una filosofia per il tempo che viviamo, Edizioni Nuova Prhomos, 180 pagine, 2021, – dal blog Il pensiero di Emanuele Severino nella sua “regale solitudine” rispetto all’intero pensiero contemporaneo

Sito della casa editrice:

https://www.nuovaprhomos.com/

COLORO CHE INTENDESSERO ACQUISTARE IL SAGGIO DEL PROF. VASCO URSINI CON ESTREMA VELOCITA POSSONO CONTATTARE L’UFFICIO DISTRIBUZIONE DELLA CASA EDITRICE (ore 9-13; 14-16) AL NUMERO TELEFONICO

075 85 50 805

VERRA’ LORO DETTO CHE POSSONO ACQUISTARE IL SAGGIO CON UNA DI QUESTE DUE MODALITA’:

A) TRAMITE PAGAMENTO CONTRASSEGNO AL RICEVIMENTO DEL SAGGIO CON L’AGGIUNTA DI 5 EURO RISPETTO AL SUO COSTO DI 20 EURO;

B) CON BONIFIFICO BANCARIO, USANDO LE COORDINATE CHE VERRANNO COMUNICATE VIA TELEFONO DALLA DISTRIBUZIONE. CON QUESTA MODALITA’ DI PAGAMENTO NON C’E’ NESSUN AUMENTO DEL COSTO DEL SAGGIO.

IL SAGGIO, IN ENTRAMBE LE MODALITA’ SARA’ RICEVUTO DALL’ACQUIRENTE IN 24 ORE

Per i contatti telefonici con la casa editrice vai a:

https://www.nuovaprhomos.com/contatti.html

Indirizzo mail della casa editrice:

stampa@nuovaprhomos.com

L’ODISSEA, con gli attori del Teatro Patologico di Roma, diretti da Dario D’Ambrosi. regia di Domenico Iannacone e Lorenzo Scurati, RAITRE 2 aprile 2021

L’ODISSEA, con gli attori del Teatro Patologico di Roma, diretti da Dario D’Ambrosi. regia di Domenico Iannacone e Lorenzo Scurati, RAITRE 2 aprile 2021

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L’ODISSEA, con gli attori del Teatro Patologico di Roma, diretti da Dario D’Ambrosi. regia di Domenico Iannacone e Lorenzo Scurati, RAITRE 2 aprile 2021 – MAPPE nelle POLITICHE SOCIALI e nei SERVIZI

LAURA CONTI, UNA LEPRE CON LA FACCIA DA BAMBINA, ristampato da Fandango, articolo in blog La Lettrice Assorta

LAURA CONTI, UNA LEPRE CON LA FACCIA DA BAMBINA, ristampato da Fandango, articolo in blog La Lettrice Assorta

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LAURA CONTI, UNA LEPRE CON LA FACCIA DA BAMBINA, ristampato da Fandango, articolo in blog La Lettrice Assorta – MAPPE nelle POLITICHE SOCIALI e nei SERVIZI

le iscrizioni alla facoltà di sociologia di Trento, 1967/1968, da GIOVANNI AGOSTINI, ANDREA GIORGI, LEONARDO MINEO (a cura di), La memoria dell’Università. Le fonti orali per la storia dell’Università degli studi di Trento (1962-1972), Il Mulino editore, 2014 – da MAPPE nelle POLITICHE SOCIALI e nei SERVIZI

vai a https://mappeser.com/2021/03/16/le-iscrizioni-alla-facolta-di-sociologia-di-trento-1967-968-da-giovanni-agostini-andrea-giorgi-leonardo-mineo-a-cura-di-la-memoria-delluniversita-le-fonti-orali-per-la-storia-dell/

sul “ripescare RICORDI dalla memoria”, in GIOVANNI AGOSTINI, ANDREA GIORGI, LEONARDO MINEO (a cura di), La memoria dell’Università. Le fonti orali per la storia dell’Università degli studi di Trento (1962-1972), Il Mulino editore, 2014

in https://mappeser.com/2021/02/26/giovanni-agostini-andrea-giorgi-leonardo-mineo-a-cura-di-la-memoria-delluniversita-le-fonti-orali-per-la-storia-delluniversita-degli-studi-di-trento-1962-1972-il-mulino-editore-2014/

Stephen KING, Later. Solo i morti non hanno segreti, Sperling&Kupfer, 2021

i.Jamie Conklin ha proprio l’aria di un bambino del tutto normale, ma ci sono due cose che lo rendono invece molto speciale: è figlio di una madre single, Tia, che di mestiere fa l’agente letterario, e soprattutto ha un dono soprannaturale. Un dono che la mamma gli impone di tenere segreto, perché gli altri non capirebbero. Un dono che lui non ha chiesto e che il più delle volte non avrebbe voluto. Ma questo lo scoprirà solo molto tempo dopo. Perché la prima volta che decide di usarlo è ancora troppo piccolo per discernere, e lo fa per consolare un amico. E quando poi è costretto a usarlo lo fa per aiutare la mamma, lo fa per amore. Finché arriva quella dannata volta, in cui tutto cambia, e lui è già un ragazzino, che non crede più alle favole. Jamie intuisce già, o forse ne è addirittura consapevole, che bene e male non sono due entità distinte, che alla luce si accompagnano sempre le tenebre. Eppure sceglie, sceglie la verità e la salvezza. Ma verità e salvezza, scoprirà tempo dopo, hanno un prezzo. Altissimo.Later è una nuova variazione King sul tema del bene e del male, un romanzo – come sempre – pieno di emozione e tenerezza nei confronti dell’infanzia e della perdita dell’innocenza, ma anche una riflessione matura sulla nostra possibilità di scegliere. Con un tocco di affettuosa ironia nei confronti dell’operoso mondo che ruota attorno a un grande autore.

vai alla scheda dell’editore:

Festival di Sanremo 2021: BUGO canta ‘E invece sì’

Festival di Sanremo Bugo canta ‘E invece sì’ St 20214 min Nella finale della quinta serata Bugo canta sul palco dell’Ariston il brano ‘E invece sì’ in gara al Festival di Sanremo 2021

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Festival di Sanremo – S2021 – Bugo canta ‘E invece sì’ – Video – RaiPlay

Sanremo 2021, in RaiPlay/Radio2

Radio2 a Sanremo 2021

Rai Radio2 è in diretta dal Glass Box del Teatro Ariston, a pochi metri dal palcoscenico del Festival di Sanremo con tutti i protagonisti della 71a edizione! Andrea Delogu, Ema Stokholma e Gino Castaldo sono al “centro del Festival” su Rai Radio2 per commentare lo spettacolo, la musica e le canzoni e per accogliere gli artisti dopo ogni esibizione per un primo commento a caldo.

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Radio2 a Sanremo – RaiPlay

Esperienze di vita nei giorni del silenzio. La Bicocca al tempo del Coronavirus, a cura di Giampaolo Nuvolati, Nomos edizioni, 2020 – da MAPPE nelle POLITICHE SOCIALI e nei SERVIZI

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Esperienze di vita nei giorni del silenzio. La Bicocca al tempo del Coronavirus, a cura di Giampaolo Nuvolati, Nomos edizioni, 2020 – MAPPE nelle POLITICHE SOCIALI e nei SERVIZI