Paolo Conte, Questo mondo non è più azzurro, intervista di Luca Valtorta in Robinson/La Repubblica, 3 dicembre 2022

letto in edizione cartacea cerca in:

https://www.repubblica.it/cultura/2022/12/02/news/paolo_conte_intervista_robinson_repubblica_3_dicembre-377074402/

https://www.repubblica.it/cultura/2022/12/02/news/paolo_conte_un_cantautore_alla_scala-377103011/?ref=search

https://ricerca.repubblica.it/repubblica/topic/luoghi/a/asti

Luciano Caramel [Como, 1935 | Erba, 2022], il ricordo di Gerardo Monizza

DA:

Gerardo Monizza | Facebook
Ricordo. Luciano Caramel
Luciano Caramel, storico e critico dell’Arte contemporanea, è morto. Una grave perdita per la cultura…
Luciano Caramel [Como, 1935 | Erba, 2022] si è spento lentamente – è il caso di dirlo – dopo una vita frenetica, scoppiettante, fatta di studi, di ricerche, di scoperte, di storia e di viaggi.
Era “sempre in giro” e amava ricordarlo ogni volta che ne aveva l’occasione, ma era vero. Noto, amato, e conosciuto per le sue posizioni schiette e anticonformiste era molto ricercato per contributi a studi e mostre dedicati all’Arte contemporanea. Nel settore era un maestro e la sua competenza l’ha trasmessa in centinaia di articoli specializzati, in cataloghi dedicati a periodi e artisti, in mostre di cui è stato l’inventore e il curatore.
Lavorare con Luciano – alle mostre – era una costante sfida al tempo, alla logica, alla tradizione, ma era spassoso e ci siamo – nelle diverse occasioni in mezzo secolo – davvero divertiti. Non aveva la benché minima idea dell’organizzazione necessaria per condure la realizzazione – pratica, s’intende – di una mostra, di un evento o di una esposizione. Tuttavia, avendo la stoffa e l’intelligenza del comandante, sapeva ben condurre l’esperienza fino alla fine.
Ogni occasione (presentazione, conferenza, intervento…) era una “lezione” con cui sapeva tenere a bada il pubblico. Talvolta era eccessivo (nei tempi…) eppure era sempre richiesto e molto amato perché amava e sapeva elaborare il discorso attraverso temi ampi e concatenazioni complesse, ma sempre comprensibili.
Così è stato da professore di lettere al Setificio di Como e da docente all’Università di Lecce e poi – per sempre – alla Cattolica. I suoi allievi e le sue allieve lo ricordano sempre con affetto anche nelle brevi note di sorpresa e di dolore che hanno punteggiato i social in questi giorni di lutto.
La morte di Luciano Caramel lascerà un vuoto davvero incolmabile. Amava moltissimo la città di Como e – possiamo dirlo – anche i comaschi ai quali, se necessario, non risparmiava critiche e a Como ha dato molte occasioni di approfondimento culturale.
Era anche autorevolissimo e molto ascoltato (talvolta temuto) dai pubblici amministratori che tuttavia assecondavano le sue richieste per eventi che sapessero, con originalità e approfondimenti, lasciare un segno per la città.
Mancherà a Como, ai comaschi e a tanti come noi, amici da anni e anni. Mancheranno il suo entusiasmo, il suo sorriso e – anche – la sua perfidia… Un maestro, anzi un professore in tutte queste discipline, che ha fissato un modello di “cittadino consapevole” capace di dare, alla propria città, molto di quel che ha ricevuto…
Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona e il seguente testo "Pressioni 2022 332 /Ricordo"

sul TEMPO: “abituarsi fin da bambini a festeggiare semplicemente ogni giorno passato in vita …”, estratto da un messaggio di una amica

bisognerebbe abituarsi fin da bambini a festeggiare semplicemente ogni giorno passato in vita.

Il tempo, del resto, è una convenzione, almeno per noi occidentali abituati a considerarlo in modo lineare.

Più passano i giorni, per l’appunto, e più mi accorgo di essere sempre, in ogni momento, la bambina che ero, la vecchia che sarò e la donna che sono adesso.

Trento, 1962, nasce Sociologia. Il racconto con le immagini d’epoca – in Politica & Istituzioni – TGR Trento

Trento, nasce Sociologia. Il racconto con le immagini d’epoca

Trento 1962: la rivoluzione culturale e sociale con la nascita della facoltà di Sociologia

Un racconto con le immagini d’epoca: Trento 60 anni fa accoglie la nascita dell’Università.

Il video è tratto dal documentario “Le due città, il ’68 a Trento e dintorni”, regia di Lorenzo Pevarello. Coproduzione PAT, Fondazione Museo storico e trasmetto dalla sede Rai di Trento.

Con immagini delle teche rievoca l’annuncio di Bruno Kessler al Consiglio provinciale e i primi passi di Sociologia, destinata a cambiare drasticamente non solo la città di Trento, con l’arrivo di centinaia di studenti e con loro di nuove idee che sfoceranno nei movimenti del ’68.La narrazione si conclude con le immagini delle prime lauree nella storica sede di via Verdi.

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Trento, nasce Sociologia. Il racconto con le immagini d’epoca – Politica & Istituzioni – TGR Trento

L’anniversario. Quando Trento sfidò l’Italia con Sociologia – articolo di Concetto Vecchio, in la Repubblica 12 novembre 2022

Nel 1962 nasceva la prima facoltà di studi sociali del Paese

Istituzione che ha svecchiato l’università, è stata cuore e anima del ’68 e ha formato una classe dirigente. di Concetto Vecchio

12 NOVEMBRE 2022

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L’anniversario. Quando Trento sfidò l’Italia con Sociologia – la Repubblica

Demetrio Duccio, Album di famiglia. Scrivere i ricordi di casa, Meltemi , 2022. Indice del libro

scheda:

Ricostruire la storia della propria famiglia attraverso un campionario di oggetti, luoghi, situazioni, personaggi: Duccio Demetrio, con l’ausilio di grandi capolavori della storia dell’arte e brani della tradizione letteraria mondiale, ci insegna come organizzare le nostre esperienze individuali in un racconto compiuto di vita vera.

Piazza Cavour

lescritteriate

Ti frego l’onore. Lo senti l’odore?

Lì fuori c’è un uomo che muore.

Ti sputo in un occhio. Ti acchiappo. Mi stringi.

Quell’uomo che muore lo urti e lo spingi.

Non dici parola. Mi guardi. Lo senti?

E’ l’uomo che muore con mille lamenti.

Io piango. Tu ridi. Sei solo un teppista.

L’uomo che muore, muore per mano fascista.

Lo sento. Tu godi. Tu godi e ci credi.

Ma quell’uomo che muore, quell’uomo lo vedi?

(1975)

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furto

lescritteriate

Ridammi il tempo che mi hai sottratto

con le illusioni e le favole;

ridammelo ora, prima che si inaridisca

o si disciolga in una pozza scura.

L’hai rubato profittando della mia distrazione

mentre ero concentrata a costruire la vita.

Me lo hai sfilato silenziosamente dalla tasca,

durante un ballo di teneri sguardi.

Ora ha un aspetto logoro, che ne hai fatto?

Mia la colpa: non l’ho protetto, non l’ho custodito.

Rendimelo, e forse potrò ancora perdonarmi.

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POLZIN Jackie, Quattro galline, Einaudi, 2022

LUOGHI del LARIO e oltre ...

vai alla scheda dell’editore:

«Nell’occhio della gallina è custodita la verità del mondo. La gallina non pensa, sa. Doveva arrivare il romanzo sulla migliore e piú derisa amica dell’uomo».
Niccolò Ammaniti

«Le colombe di Mercè Rodoreda, i pavoni di Flannery O’ Connor e le galline di Jackie Polzin, tutti volatili letterari che sanno raccontare le donne, i loro pensieri intimi e le loro assurdità. Un romanzo che sotto l’ironia e la lingua ben misurata cova speranze e perdite, un universo umano sodo e compatto».
Giulia Caminito

«Quattro galline di Jackie Polzin è un romanzo commovente e spiritoso, lieve e struggente, un libro sull’assenza, sulla nostra continua lotta contro la solitudine, sulla difficoltà di comunicare – ma sulla bellezza di riuscire a volte a farlo – sulla maternità agli inizi del XXI secolo, sulla necessità di prendersi cura degli altri. C’è un mondo intero e pieno di emozioni…

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“la cagnetta gli leccava docile la mano manifestando in quel modo la sua definitiva rinuncia alla vita di viandante senza padrone” in: GROSSMAN Vasilij, a cura di Mario Alessandro Curletto, La cagnetta (1961/62), Adelphi edizioni, 2013

in

GROSSMAN Vasilij, a cura di Mario Alessandro Curletto, La cagnetta (1961/62), Adelphi edizioni, 2013, pagg. 88. Indice del libro

Era già stato. Una poesia che ricorda il TEMPO

lescritteriate

Ti ho perso quando

il giorno rideva insieme a te,

i sogni appesi sui rami

erano germogli di primavera.

Ti ho perso quando

cercavi appartenenze nuove:

l’aquilone ala dell’albatro,

la bolla di sapone sorella della nuvola,

la scatola di cartone casetta di fate e gnomi,

il caleidoscopio l’universo in mano,

il futuro un avvenire remoto.

Sei svanito quando

tenevi il domani

stretto nel pugno,

per non vederlo volare via.

Sei diventato ombra quando,

nel tempo che appare,

il palmo della mano,

allentato e vuoto,

svela una sorprendente verità:

era già stato.

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Schisa Brunella, Anatomia di un mostro, HarperCollins, 2022

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vai alle schede reperibili in rete:

https://tinyurl.com/29h3mffh

Una domenica di dicembre il commissario capo Domenico Franchini della questura di Varese riceve una telefonata. È un caso di omicidio. Riccardo dell’Orso è stato ucciso con un cerimoniale orribile.

Bastano poche indagini per scoprire che la vittima era un uomo di leggendaria crudeltà mentale, avido e disonesto, con poche qualità e molti difetti. Non è dunque difficile immaginare che molti avrebbero potuto avere un movente per ucciderlo. A partire dal figlio Raniero, che vive recluso in casa, passando le giornate nel web profondo. O dalla figliastra Nora, che lavora come psicologa penitenziaria nel carcere di Piacenza, fascinosa quarantenne apparentemente insospettabile.

E se l’assassino si nascondesse nel sottobosco che in gran in segreto frequentava dell’Orso? Chi è il mostro torturatore?

Partendo, come nella migliore tradizione del genere, da un delitto senza autore ma con molti moventi possibili, Brunella Schisa scrive un romanzo indimenticabile…

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Liliana Segre al Senato: il discorso integrale di apertura dei lavori – 13 ottobre 2022

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Liliana Segre al Senato: il discorso integrale di apertura dei lavori

due estratti

“Oggi sono particolarmente emozionata di fronte al ruolo che in questa giornata la sorte mi riserva. Nel mese di ottobre, mese in cui ci fu la Marcia su Roma, tocca proprio a me. Il valore simbolico di questa circostanza casuale, si amplifica nella mia mente perché ai miei tempi la scuola iniziava in ottobre ed è impossibile per me non provare una specie di vertigine, ricordando quella stessa bambina che nel 1938, in un giorno come questo, fu costretta dalle leggi razziali a lasciare vuoto il suo banco della sua scuola elementare. Quella stessa bambina si trova oggi addirittura sul banco più prestigioso del Senato”.

“In Italia il principale ancoraggio attorno al quale deve manifestarsi tutto ciò è la Costituzione, che non è un pezzo di carta ma testamento di centomila morti di…

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Måneskin – THE LONELIEST

You’ll be the saddest part of me
A part of me that will never be mine
It’s obvious
Tonight is gonna be the loneliest
You’re still the oxygen I breathe
I see your face when I close my eyes
It’s torturous
Tonight is gonna be the loneliest

There’s a few lines that I have wrote
In case of death, that’s what I want
That’s what I want
So don’t be sad when I’ll be gone
There’s just one thing I hopе you know
I loved you so
‘Cause I don’t evеn care about the time I’ve got left here
The only thing I know now is that I want to spent it
With you, with you
Nobody else here
Tonight is gonna be the loneliest

You’ll be the saddest part of me
A part of me that will never be mine
It’s obvious
Tonight is gonna be the loneliest
You’re still the oxygen I breathe
I see your face when I close my eyes
It’s torturous
Tonight is gonna be the loneliest

I’m sorry but I gotta go
If you’ll ever miss me give this song
Another go
And I just keep on thinking how you made me feel better
And all the crazy little things that we did together
In the end, in the end, it doesn’t matter
If tonight is gonna be the loneliest

You’ll be the saddest part of me
A part of me that will never be mine
It’s obvious
Tonight is gonna be the loneliest
You’re still the oxygen I breathe
I see your face when I close my eyes
It’s torturous
Tonight is gonna be the loneliest

You’ll be the saddest part of me
A part of me that will never be mine
It’s obvious
Tonight is gonna be the loneliest
You’ll be the saddest part of me
A part of me that will never be mine
It’s obvious
Tonight is gonna be the loneliest
You’re still the oxygen I breathe
I see your face when I close my eyes
It’s torturous
Tonight is gonna be the loneliest

The Loneliest traduzione Maneskin

Tu sarai la parte più triste di me
Una parte di me che non sarà mai mia
È ovvio che
Questa notte sarà la più solitaria
Sei ancora l’ossigeno che respiro
Vedo il tuo volto quando chiudo gli occhi
Questa notte è una tortura, sarà la più solitaria

Ci sono alcuni versi che ho scritto
In caso di morte, questo è ciò che voglio
Questo è ciò che voglio
Quindi non essere triste quando me ne andrò
C’è solo una cosa che spero tu sappia
Ti ho amato così tanto
Perché non mi importa più del tempo che mi resta qui
L’unica cosa che so ora è che voglio passarlo
Con te, con te
Nessun altro qui
Questa notte sarà la più solitaria

Tu sarai la parte più triste di me
Una parte di me che non sarà mai mia
È ovvio che
Questa notte sarà la più solitaria
Sei ancora l’ossigeno che respiro
Vedo il tuo volto quando chiudo gli occhi
Questa notte è una tortura, sarà la più solitaria

Mi dispiace ma devo andare
Se mai ti mancherò, ascolta questa canzone
Un’altra volta
E continuo a pensare a come mi hai fatto stare meglio
E a tutte le piccole cose folli che abbiamo fatto insieme
Alla fine, alla fine, non ha importanza
Se questa notte sarà la più solitaria

Tu sarai la parte più triste di me
Una parte di me che non sarà mai mia
È ovvio che
Questa notte sarà la più solitaria
Sei ancora l’ossigeno che respiro
Vedo il tuo volto quando chiudo gli occhi
Questa notte è una tortura, sarà la più solitaria

Tu sarai la parte più triste di me
Una parte di me che non sarà mai mia
È ovvio
Questa notte sarà la più solitaria
Sarai la parte più triste di me
Una parte di me che non sarà mai mia
È ovvio
Questa notte sarà la più solitaria
Sei ancora l’ossigeno che respiro
Vedo il tuo volto quando chiudo gli occhi
È una tortura
Questa notte è una tortura, sarà la più solitaria

meditazione sull’ESSERE nel TEMPO con l’aiuto degli ALBERI

LUOGHI del LARIO e oltre ...

“Pensa agli ALBERI che se ne stanno lì dritti, insieme, in un bosco.

Non parlano ma percepiscono la presenza reciproca”

in Thich Nhat Hanh, Sedersi in consapevolezza, Terra Nuova edizioni, 2015, pagina 17

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Miguel GOTOR, Generazione Settanta. Storia del decennio piú lungo del secolo breve: 1966-1982, Einaudi editore, 2022. Intervista all’autore in Rai3/Quante Storie, 10 ottobre 2022

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VAI ALLA SCHEDA DELL’EDITORE:

Generazione Settanta, Miguel Gotor. Giulio Einaudi editore – Einaudi Storia

Anni Settanta: il decennio piú lungo del secolo breve inizia nel 1966 con gli «angeli del fango» che accorrono a Firenze invasa dall’Arno e finisce nel 1982 con il trionfo ai mondiali di calcio. Tra questi due poli corre una storia piena di speranze e di ferocia, di sogni e di violenza in cui l’Italia, condizionata con forza dal contesto internazionale, vive trasformazioni profonde all’inseguimento di una sempre difficile modernizzazione. Questo libro racconta quegli anni generosi e terribili in cui tutto è sembrato possibile con uno sguardo generazionale non del testimone ma dello storico.

Un segnale tangibile della presenza di un risveglio giovanile non legato esclusivamente alla nuova classe operaia, bensí riguardante anche la piccola e media borghesia, coinvolta nel processo di scolarizzazione di massa allora in corso, si registrò in occasione dell’alluvione di Firenze nel…

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Yves Agid,  Invecchiare? È divertente.  Il cervello, padrone del tempo, Carocci, 2022

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Yves Agid,  Invecchiare? È divertente.  Il cervello, padrone del tempo

Quali sono le basi biologiche dell’invecchiamento? Che cos’è l’invecchiamento cerebrale? In questo libro, Yves Agid – famoso neurologo e specialista in patologie del cervello – ci mostra come invecchiare non dipenda soltanto dal passare del tempo, ma soprattutto dal nostro cervello. Ci racconta, in modo semplice e divertente, i progressi compiuti nello studio e nella cura delle malattie neurodegenerative

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FRIDA BOLLANI MAGONI, Primo Tour, cd audio

Frida Bollani Magoni non ha ancora 18 anni eppure si sta imponendo come una delle artiste più mature e sorprendenti del panorama internazionale.

Le sue esibizioni si rincorrono sul web e diventano immediatamente virali: dalla personale versione di Hallelujah suonata a 4 mani con il padre Stefano Bollani, nel programma cult “Via dei Matti numero 0”, all’esibizione al Quirinale del 2021 applaudita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, fino alla partecipazione al programma “Danza con Me” di Roberto Bolle.

cerca in rete: https://tinyurl.com/2x3dphkw

facebook: https://www.facebook.com/frida.bollanimagoni

youtube: https://www.youtube.com/channel/UCCT7ILKl368QGBQkLxkjQew

BLOG gestiti da Paolo Ferrario: Mappeser, Aulevirt; Antemp; Cinrac; Traccesent; Luoghi del Lario …

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  1. vai a: Mappeser.com, documentazione, ricerca ed analisi in tema di politiche sociali e servizi alla persona e alla comunità. Il Blog è connesso al Sito Web  segnalo.it
2016-10-14_134110

 il sito originario del 29 giugno 2001: vai a Segnalo.it

2. vai a: Aulevirt.comAggiornamento continuo  del libro: Paolo Ferrario, POLITICHE SOCIALI E SERVIZI. Metodi di analisi e regole istituzionali, Carocci Faber

3. vai a: Antologia del TEMPO CHE RESTA , pagine antologiche di filosofia e letteratura

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4. vai a: Il pensiero di Emanuele Severino, dedicato al grande filosofo e profondo indagatore della cultura, a cura di Vasco Ursini e con l’assistenza tecnica di Paolo Ferrario

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5 vai a Cinrac.com

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6. vai a: Tracce e Sentieri, percorsi biografici in tema di Tempo, Luogo, Eros, Polis e Destino

2016-10-14_134247

7. vai a Tracce e sentieri: mi ricordo che …  (su tumblr.com), Lista decronologica di tutto quello che pubblico sui miei…

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La TOPOLINO AMARANTO: “Nelle colline sopra Asti, Paolo Conte bambino ascoltò la telefonata con cui la donna delle pulizie fu avvertita che i suoi cinque figli erano stati fucilati dai nazisti” in Aldo Cazzullo, Giuro che non avrò più fame, Mondadori, 2018, pagina 17

“Nelle colline sopra Asti, Paolo Conte bambino ascoltò la telefonata con cui la donna delle pulizie fu avvertita che i suoi cinque figli erano stati fucilati dai nazisti …

anni dopo scriverà la più bella canzone italiana sul dopoguerra”

(in Aldo Cazzullo, Giuro che non avrò più fame, Mondadori, 2018, pagina 17):

Bionda, non guardar dal finestrino
che c’è un paesaggio che non va.
È appena finito il temporale,
sei case su dieci
sono andate giù.

Meglio che tu apri la capote
e con i tuoi occhioni guardi in sù.
Beviti sto cielo azzurro e alto
che sembra di smalto
e corre con noi.

Sulla Topolino amaranto
si va che è un incanto,
nel quarantasei.

 

 

DIE MOBILES, Moving Shadows

biografia: https://de.wikipedia.org/wiki/Die_Mobil%C3%A9s

“Tu Sì Que Vales”, i Die Mobiles si aggiudicano un posto in finale (24 settembre 2022): https://www.tgcom24.mediaset.it/televisione/tu-si-que-vales-i-die-mobiles-si-aggiudicano-un-posto-in-finale_55178269-202202k.shtml

 

“non posso pensare che la maggioranza degli italiani possa votare per un fetido rigurgito fascista, una promessa di varie illegalità becere e un latin-lover con il pannolone…”

estratto dalla mail di una amica:

“non posso pensare che la maggioranza degli italiani possa votare per un fetido rigurgito fascista, una promessa di varie illegalità becere e un latin-lover con il pannolone…”

Francesco ALTAN: “voto PD. Per me è una questione di logica elementare: se vado a votare non voglio buttare il voto”

da una intervista di Paola Zanuttini a Francesco ALTAN: C’è poco da far festa”, in il venerdì di Repubblica 23 settembre 2022

VAI A: https://www.repubblica.it/venerdi/2022/09/23/news/altan_ce_poco_da_far_festa-366355582/

https://www.repubblica.it/venerdi/articoli/

Giovanni Borghi (Milano, 14 settembre 1910 – Comerio, 25 settembre 1975) – Wikipedia

Giovanni Borghi (Milano, 14 settembre 1910 – Comerio, 25 settembre 1975) è stato un imprenditore e dirigente sportivo italiano

Soprannominato cumenda, è stato titolare della Ignis e della Emerson, una delle figure di maggiore spicco nel panorama industriale della provincia di Varese

vai a

Giovanni Borghi – Wikipedia

Vittorio Nessi, Fermate Kowalski. Tangentopoli trent’anni dopo, Daniela Piazza editore, 2022

vai alla scheda dell’editore

https://www.danielapiazzaeditore.com/Store/FERMATE-KOWALSKI-Tangentopoli-trentanni-dopo-p483560437

In piena epoca di Tangentopoli, la decisa azione del pubblico ministero Bruno Ferretti sta per scoperchiare il malaffare diffuso negli ambienti politico amministrativi della città. La sua azione viene sostenuta a gran voce dall’opinione pubblica, che vede in lui l’alfiere della legalità inattaccabile da qualsiasi condizionamento. Ma la reazione dei cosiddetti ‘poteri forti’ non si fa attendere e sarà implacabile. Il magistrato, mai sceso a compromessi, sarà costretto a difendersi da attacchi personali infamanti che lo metteranno nella condizione di essere perseguitato dalla Giustizia e costretto a tutelare la propria integrità morale. Al suo fianco due donne: Livia, la collega giovane e brillante a cui Ferretti è legato da sentimenti affettuosi, e Vera, l’amante appassionata e inquieta. Fermate Kowalski!, pur autonomo nell’intreccio, è il seguito ideale di Delitto al mercato dei fiori.

VITTORIO NESSI E’ nato a Como nel 1947. Magistrato. Ha pubblicato “Strani Amori, amore e morte in corte di assise” Robin Edizioni, 2013 e con Daniela Piazza Editore “In fuga dalla legge”, 2015, “Due Lune sono troppe”, 2017 e “Non sono io”, 2019. Questi ultimi due romanzi sono risultati finalisti nel V e nel VII Premio Internazionale di Letteratura Città di Como. Mentre “Delitto al mercato dei fiori”, 2021 ha vinto il Premio Letterario Rotary Bormio Contea, V edizione, per testi inediti.

Appunti sui BLOG, dai tempi di Splinder, anni ’90. Dialoghi con Ruckert, Mariaprivi, Surferosa

Antologia del TEMPO che resta

Quindi, scrivo un diario on-line e in qualche modo mi racconto a persone che non mi conoscono.

Lo facevo anche prima, ma scrivevo in quaderni che ora ho abbandonato anche perché è più facile scrivere direttamente sulla tastiera del pc.

No che non ti posso spiegar tutta la tecnologia, ma conto sulla tua intelligenza e la tua capacità di comprendere, di là dalle mie righe.

Insomma nonno, scrivo io, scrive un altro e un altro ancora e ci conosciamo per caso on-line.

In queste situazioni ognuno fa come si sente, personalmente scrivo alle persone che mi sembrano simpatiche e che non si dimostrano troppo diffidenti. Sono due presupposti importanti per un’amicizia.

No che non la capisco la diffidenza in rete, sto attenta anch’io, ma non troppo, come in tutte le cose che voglio sperimentare nella vita.

sono attirato come un’ape laboriosa ai blog o post che hanno più il tono del “diario pubblico”.

inoltre…

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