Lo Sbaglio

lescritteriate

Nel ventre della terra

lo Sbaglio gettò le sue profonde radici

solleticandone le viscere,

crescendo rigoglioso,

gettando ombra sulla luce,

rovesciando acqua sul fuoco.

Ti ho avvistato,

a lungo scrutato, desiderato, adulato,

corteggiato, sedotto, posseduto.

E ora che mi hai messo con le spalle al muro

eccoti la gioia per aver varcato l’impossibile,

nuotato nel liquido amniotico senza essere feto.

Dentro di me lo Sbaglio fu il terrore del vento di

soffiare lontano le nuvole dei pensieri,

e dell’acqua di

lavare la mente,

e del vuoto

di cullare il corpo,

e del nero di

nascondere tristi presagi.

Lo Sbaglio fu credere

alla rivoluzione dei sentimenti,

alla rivolta delle sensazioni,

alla rincorsa di verità fittizie.

Per te ho messo una croce

sulla felicità del giorno,

atteso invano la ricompensa

della quotidiana sofferenza.

Eppure anche con le spalle al muro

ti tengo stretto nel mio pugno.

So che se ti…

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Biografie, Tracce e Sentieri: faccio memoria di un messaggio di condivisione

ma certo che teniamo il contatto ! e grazie per le tue parole. vivo giorno per giorno. dando importanza ad ogni atto del presente. Il cuore (infarto nel 2015, 3 stent, poi un pacemaker) continua a darmi la vita. e questo è quello che conta. ma devo rinunciare a tante cose. fra cui i miei incontri pubblici. ma grazie per avermi scritto. buoni giorni a voi !!!

Come “sento”, ciò che mi hai scritto… Giorno per giorno. Già. La vita a volte gioca a sorprenderci, altre volte ci induce a comprendere meglio tante cose… Impone cambiamenti, e relative riflessioni… *** due stent, in emergenza. Poi, l’aggiunta del terzo. Cambiamenti radicali, sì. Dodici chili e tante altre cose, in meno. La vita afferrata per mano, tenuta stretta con la volontà di “esserci”, venendo a patti, fra portapillole e voglia di vivere. Nonostante, e sempre. E poi… questo maledetto momento storico, con le sue restrizioni, con i suoi timori. Rabbia e consapevolezze. Gioia e timore. Notti in bianco, a chiedersi perchè… ed altre insonni, nel voler afferrare e radiografare ogni pensiero. Cercare di capire, controbattere. E speriamo almeno che questo angoscioso momento storico “coviddiano” cessi presto… e la normalità possa ritornare a riprendere, a far respirare liberamente e senza restrizioni. Sì. Si cambia. Ma il cuore dei forti, s’arrabatta e pulsa, anche contromano, mille instancabili emozioni. Pavide e impavide. Ritmate, emotive…e solidali. Ci si riconosce. Sì. Ci si comprende, ancor di più. E, reciprocamente, ci si stringe. Stretti. A te, tutto il bene del mondo… Continuiamo il cammino! Buoni giorni, anche a te

i compleanni ed eventi connessi al 26 novembre

TRACCE e SENTIERI: biografie fra Tempo, Luogo, Eros, Polis e Destino

Compleanni(nati il 26 novembre)
Il vescovo emerito di Ivrea Luigi Bettazzi (97), il premio Nobel per la pace Adolfo Pérez Esquivel (89), l’ex direttore della Cia Porter Goss (82), la cantante Tina Turner (81), la medaglia Fields Enrico Bombieri (80), l’arcivescovo Carmelo Vigna (80), il politico e giornalista Manuele Palermi (78), la pornoattrice Karin Schubert (76), il matematico Enrico Arbarello (75), il membro dei Fleetwood John McVie (75), il premio Nobel per la medicina Elizabeth Blackburn (72), il politico Antonello Soro (72), l’ex presidente della Rai, ex ministro ed ex sindaco di Milano Letizia Moratti (71), la pornoattrice Ilona Staller detta «Cicciolina» (69), il vescovo di Forlì-Bertinoro Livio Corazza (63), il matematico e maestro di origami Toshikazu Kawasaki (65), il giornalista Paolo Trombin (63), la giornalista Laura Berti (61), il figlio dell’ex presidente egiziano Mubarak Ala Mubarak (60), il sindaco di Brescia Emilio Del Bono (55), il capo della…

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… mi chiamo Paolo … Paolo Ferrario

“Noi tutti siamo un informe assemblaggio di diversi stracci e rattoppi,

tanto che ogni cencio sembra vivere di vita propria.

E troviamo altrettante differenze in noi stessi quante ne troviamo tra noi e gli altri”, 

(“Il y a autant de différence de nous à nous-même que de nous à autrui“),  

Michel de Montaigne,  Saggi (Libro II, cap. I)

VAI A

Il 26 novembre 1857, nasce a Canzo (Como) Filippo Turati

Il 26 novembre 1857, nasce a Canzo (Como) Filippo Turati, tra i fondatori del Partito socialista italiano e appartenente alla prima generazione di antifascisti.
Avvicinatosi al marxismo, matura la sua teoria per un socialismo riformista orientato al cambiamento pacifico e graduale della società. Nel 1891 fonda la rivista “Critica sociale” e, nel 1892, insieme a Bissolati ed altri, il Partito socialista dei lavoratori italiani, che dal 1895 si chiamerà Partito socialista italiano. È eletto deputato nel 1896 e sarà poi rieletto nelle successive otto legislature del Regno.
Nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale, si dichiara neutralista, ma, con la disfatta di Caporetto del 1917, sostiene le ragioni del conflitto divenuto “difensivo”. Nel dopoguerra, di fronte alle dimostrazioni dei nazionalisti e del nascente movimento fascista, con la sua carica violenta ed eversiva, si adopera per la tutela delle istituzioni liberaldemocratiche. Dichiara il suo appoggio al governo Bonomi ed è per questo espulso dal partito nel 1922. Fonda, quindi, con Matteotti, il Partito socialista unitario.
Durante la presentazione del nuovo governo Mussolini alla Camera, il 17 novembre 1922, Turati sottolinea i rischi della rottura istituzionale che si era verificata: «Oggi, da che la “nuova istoria” è cominciata, non è più il Governo che si presenta alla Camera, è la Camera che è chiamata a presentarsi al Governo e a dare essa l’esame, per vedere se meriti o no di essere bocciata…Con quel metodo rivoluzionario, che oggi si dice « fascistico » – e sebbene esso non dica nulla, adottiamo pure, per intenderci, questo aggettivo – la Camera non è chiamata a discutere e a deliberare la fiducia; è chiamata a darla; e, se non la dà, il Governo se la prende».
Nel giugno 1924 partecipa alla protesta detta dell’“Aventino”, abbandonando i lavori parlamentari in seguito al rapimento e all’uccisione di Matteotti. Con il consolidarsi della dittatura fascista i deputati aventiniani saranno espulsi dal Parlamento nel novembre 1926. Con l’aiuto di Pertini, Rosselli e Parri, nel dicembre 1926 compie un’avventurosa fuga in Francia. In esilio anima la protesta antifascista, con esponenti di altri partiti italiani. Muore a Parigi il 29 marzo 1932, dopo aver promosso la riunificazione del partito socialista, avvenuta nel 1930.

Buon compleanno Fred Buscaglione! alla Officina della Musica, Como 27 nov 21

SABATO 27 NOVEMBRE  ALLE 21:00
Buon compleanno Fred Buscaglione!
L’Officina della Musica – L’Officina della Musica

A 100 anni dalla nascita e 60 anni (+1) dalla scomparsa di Buscaglione, una serata per ricordare il grande Fred.
A parlarne sarà Adriano Giudici, presidente uscente di Famiglia Comasca, e grande appassionato ed esperto di questo artista che ha letteralmente rivoluzionato il panorama musicale italiano.
Dialogando con Il critico de La Provincia Alessio Brunialti, ne ripercorrerà la splendida e purtroppo breve carriera proponendo anche dei rari filmati d’epoca che mostrano Buscaglione nel pieno del suo successo.

ARNALDI Valeria, Volevo solo una cosa: la luna. I mille volti di Gigi Proietti, Lit edizioni, 2020

vai alla scheda dell’editore:

https://litedizioni.cantookboutique.com/it/products/volevo-solo-una-cosa-la-luna

«Ringraziamo Iddio, noi attori, che abbiamo il privilegio di poter continuare i nostri giochi d’infanzia fino alla morte, che nel teatro si replica tutte le sere». Così, in una battuta dal sorriso aperto ma con un velo di malinconia negli occhi, Gigi Proietti raccontava il suo amore per il teatro, la passione per la scena, il suo approccio alla vita. L’attore, nato il 2 novembre 1940 e scomparso il giorno del suo ottantesimo compleanno, il 2 novembre 2020 – stesso giorno di nascita e morte, come William Shakespeare – ha conquistato il pubblico sul palcoscenico, al cinema, in televisione, tra prosa, comicità, poesia, musica. D’altronde, le “scene” le ha sperimentate, conquistate, rivoluzionate tutte. Si è esibito da giovane nei locali notturni. Ha fatto il teatro sperimentale. Ha lavorato con Carmelo Bene. È stato “voce” di Casanova per Federico Fellini – molti i grandi ruoli anche nel doppiaggio – ha lasciato il segno nel mondo del teatro con A me gli occhi, please e tanti altri spettacoli, e nel mondo del cinema con Febbre da cavallo, ma anche La Tosca e Meo Patacca. Senza dimenticare la televisione, tra programmi e serie tv, come Il maresciallo Rocca. Nel mezzo, i sonetti che amava scrivere e, ovviamente, il racconto della romanità, anche con tanti progetti per la sua città, tra scuole e teatri. A ottant’anni dalla nascita e a pochi giorni dalla sua scomparsa, un percorso sulle orme dell’attore, dall’infanzia all’addio. Un omaggio a Proietti e un viaggio alla scoperta dei suoi pressoché infiniti talenti.

Valeria Arnaldi

Giornalista e scrittrice. Tra i suoi libri più recenti, Nico, o dell’infelicità, Gli amori di Frida Kahlo, Tina Modotti hermana, Chi è Banksy? E perché ha tanto successo?, Chi è Obey? E perché fa tanto discutere?. Cura mostre di arte contemporanea in Italia e all’estero: ha collaborato con Commissione Europea, Unar-Presidenza del Consiglio, Regione Lazio, Provincia di Roma, Roma Capitale. Ha ideato e curato C’era una volta…, primo festival di Family Artentainment di Roma Capitale. Per Ultra, ha pubblicato, tra gli altri, Manga Art – Viaggio nell’iper-pop contemporaneo, Metropolitan Eros – Nudo ed erotismo nella street art, Lego e altri giocattoli – Le idee che l’arte ha «rubato» ai bambini.

La grande rivoluzione di Chopin quando suona BEATRICE RANA, intervista di Alberto Riva in Domani 10 nov 21

  • Ventotto anni, nata a Lecce, Beatrice Rana si è imposta per il virtuosismo e la forza delle sue interpretazioni. Ha suonato con nomi come Valery Gergiev, Trevor Pinnok, Antonio Pappano, Zubin Metha.
  • Appena uscito, il suo nuovo cd dedicato a Chopin si è aggiudicato il Diapason d’Or e il Trophée Radio Classique in Francia ed è entrato nella Top Five di classica del New York Times.
  • Dice la pianista: «Chopin non passa da rivoluzionario perché era una figura così gentile, eppure lo era: ha cambiato la scrittura del pianoforte».

vai all’articolo:

https://www.editorialedomani.it/idee/cultura/intervista-beatrice-rana-warner-classics-musica-classica-chopin-erozwmz6

HAIGH Matt, Parole di conforto, Edizioni E/O, 2021

VIA ALLA SCHEDA DELL’EDITORE: https://www.edizionieo.it/book/9788833573878/parole-di-conforto

Con questo libro Matt Haig prosegue la riflessione cominciata con Ragioni per continuare a vivere nel 2015 e portata avanti in questi anni sui social media. Come ha detto spesso, il consenso che ha trovato la sua «battaglia» per sensibilizzare sul tema della malattia mentale gli ha confermato quanto sia necessario parlarne di più e far capire che, in quanto malattia, non è diversa da altre e non va stigmatizzata. Come confida nell’introduzione, scrivere lo aiuta a mettere le cose in prospettiva, a vederle da un’angolazione diversa o semplicemente a «sfogarsi». È il primo dei molti consigli che dà ai suoi lettori – cercare sempre la bellezza, anche quando certi stati d’animo non permettono di apprezzarla fino in fondo, perché tiene per mano la speranza; concedersi di non puntare sempre alla perfezione, perché non è di questo mondo; guardare avanti, sempre e comunque, per arrivare a vedere la luce in fondo al tunnel, per citarne altri – e sono consigli sinceri e spassionati, maturati con l’esperienza personale. Il lettore non deve aspettarsi la panacea, inesistenti soluzioni universalmente applicabili. Il conforto maggiore gli verrà dal sapere di non essere solo. Di avere in Matt un interlocutore aperto e disponibile, che ha affrontato certe difficoltà, tanto comuni e diffuse nel nostro mondo occidentale, e ne è uscito più forte.

L’autore

Matt Haig
Di Matt Haig (Sheffield, 1975) le Edizioni E/O hanno pubblicato Come fermare il tempoVita su un pianeta nervosoIl Patto dei LabradorLa Folletta SinceraEvie e gli animaliRagioni per continuare a vivere e La Biblioteca di Mezzanotte. Autore prolifico e versatile, è apprezzato in tutto il mondo per la narrativa per adulti e per l’infanzia nonché per le sue opere di saggistica.

Recensioni

Alfio Maggiolini,  I sogni tipici: metafore affettive della notte, FrancoAngeli, 2021

cover libro

 

Alfio Maggiolini,  I sogni tipici: metafore affettive della notte

COLLANA: Gli sguardi

A tutti è capitato di sognare di essere inseguiti, di volare o cadere, di sostenere un esame, di tentare di fare qualcosa senza successo, di essere

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A tutti è capitato di sognare di essere inseguiti, di volare o cadere, di sostenere un esame, di tentare di fare qualcosa senza successo, di essere nudi, di rivedere in sogno una persona morta. Qual è il significato di questi sogni e da dove vengono? L’attenzione ai contenuti tipici ci aiuta a capire in modo nuovo i nostri sogni e in quest’ottica il libro propone un nuovo modo di interpretarli, con consigli utili per gli psicoterapeuti ma anche per chiunque voglia decifrarli.
 
 

Presentazione del volume

A tutti è capitato di sognare di essere inseguiti, di volare o cadere, di sostenere un esame, di tentare ripetutamente di fare qualcosa senza successo, di arrivare in ritardo, di essere nudi, di rivedere in sogno una persona morta. Questi e altri contenuti non solo sono comuni a molte persone, ma sono anche molto frequenti in tutti i nostri sogni. Qual è il loro significato? Da dove vengono? Non sono ricordi delle nostre esperienze diurne ma metafore universali, immagini già pronte nell’inconscio, che ci aiutano a dare un significato emotivo a quello che viviamo.
Attraverso riferimenti alle più recenti ricerche scientifiche sui contenuti onirici, il libro conferma che tutti facciamo questi sogni e che ogni sogno ha più contenuti tipici, frequenti oggi come in epoche passate. L’autore esplora la frequenza, le fonti e il significato dei principali sogni tipici: la minaccia, il volo e la caduta, terremoti e altre calamità, arrivare in ritardo e perdere il treno, sentirsi paralizzato e tentare ripetutamente di fare qualcosa senza successo, fallire un esame, perdere i denti, essere in imbarazzo per la propria nudità, la morte di persone care o il ritorno dei defunti, la perdita di oggetti, la gelosia e la sessualità.
L’analisi di questi temi e della loro funzione nelle storie oniriche mostra che i sogni non sono una realizzazione mascherata dei desideri – come riteneva Freud – ma sono pensieri affettivi, che non ci dicono tanto quello che vogliamo, quanto quello che dovremmo fare. L’attenzione ai contenuti tipici ci aiuta a capire in modo nuovo i nostri sogni e in quest’ottica il libro propone un nuovo modo di interpretarli, con indicazioni utili per gli psicoterapeuti e per chiunque voglia decifrare i propri sogni. Per interpretare un sogno, infatti, non è necessario cercare il significato nelle associazioni e nemmeno attraverso qualche traduzione simbolica profonda: il senso è già nelle storie oniriche, che ci parlano del nostro mondo interno e ci aiutano a prendere decisioni nella nostra vita.

Alfio Maggiolini, psicoterapeuta, ha insegnato Psicologia del ciclo di vita presso l’Università di Milano-Bicocca ed è direttore della Scuola di specializzazione in psicoterapia psicoanalitica dell’adolescenza e del giovane adulto dell’Istituto Minotauro di Milano. Tra le sue ultime pubblicazioni: Psicopatologia del ciclo di vita (Angeli, 2017).

 

Indice

Introduzione
Quali sono i contenuti tipici?
(I sogni tipici oggi; I sogni degli antichi)
Da dove vengono i sogni tipici?
(La teoria di Freud; Una nuova teoria)
Sogni di minaccia, volo e caduta
(Essere inseguiti e minacciati; Volare e cadere; Spazio e tempo nei sogni)
Tentativi, fallimenti e successi
(Tentativi senza successo; Esami e altre prove)
Il corpo: bisogni e nudità
(Il corpo nei sogni; Sogni di imbarazzo)
Legami affettivi e sessuali
(Lutti e perdite; Sessualità e gelosia)
Una nuova interpretazione
(Metafore affettive; Sogni e psicoterapia; Come e perché interpretare i sogni).

MARZANO Michela, Stirpe e vergogna, Rizzoli, 2021. Presentazione a Quante storie, a cura di Giorgio Zanchini e recensione di Francesca Frediani

Mappeser.com: Mappe nel sistema dei Servizi

vai alla scheda dell’editore: https://rizzoli.rizzolilibri.it/libri/stirpe-e-vergogna/

Michela Marzano intreccia il passato familiare alle pagine più controverse della storia del nostro Paese. Michela non sapeva. Per tutta la vita si è impegnata a stare dalla parte giusta: i fascisti erano gli altri, quelli contro cui lottare. Finché un giorno scopre il passato del nonno, fascista convinto della prima ora. Perché nessuno le ha mai detto la verità? Era un segreto di cui vergognarsi oppure un pezzo di storia inconsciamente cancellato? “Sono stata pure io complice di questa amnesia?” si chiede Michela dopo aver ritrovato una vecchia teca piena di tessere e medaglie del Ventennio. Inseguendo il filo teso attraverso le vicende della sua famiglia, tra il nonno Arturo e il nipotino Jacopo, l’autrice ridisegna il percorso che l’ha resa la donna che è oggi, costellato di dubbi e riflessioni: il rapporto complicato con la maternità, il legame tra sangue, eredità e memoria…

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Christophe ANDRE’, Tre minuti al giorno per meditare, Corbaccio, 2019

vai alla scheda dell’editore

https://www.corbaccio.it/libri/tre-minuti-al-giorno-per-meditare-9788867007288

«Tutti gli esseri umani conoscono la sofferenza e tutti, nessuno escluso, desiderano esserne sollevati.»
È partendo da questo presupposto che Christophe André, psichiatra e psicoterapeuta, propone una serie di esercizi e di riflessioni utili per apprendere l’arte dell’introspezione consapevole.
Attraverso quaranta temi, che stimolano a leggersi dentro, André ci invita a prendere coscienza del nostro mondo interiore e ci fornisce gli strumenti adatti a comprenderlo appieno. E ci spiega che con la meditazione possiamo affrontare in maniera più razionale le esperienze negative, e a vivere pienamente quelle positive. 
Bastano tre minuti ogni giorno, da scandire con l’arte della lentezza, per trovare il sentiero della «felicità lucida»: meditando comprendiamo il funzionamento della nostra mente, e come il flusso delle sensazioni che ci attraversa abbia lo straordinario potere di influenzare emozioni, comportamenti e impulsi.
Prendersi il tempo di scavare dentro di sé aiuta a trovare un equilibrio emotivo: è rendendoci presenti alla nostra vita – e a ogni emozione che questa porta con sé – che impariamo ad ascoltare la voce della nostra anima e di quella delle persone che ci circondano.
La meditazione, insomma, può cambiare il rapporto fra noi stessi e il mondo, dandoci finalmente gli strumenti per affrontare con piena consapevolezza quello che viviamo.

Jean Amery sul “concetto” di HEIMAT

Antologia del TEMPO che resta

La “Heimat” è il paese della infanzia e della giovinezza.

Chi l’ha smarrita resta spaesato, per quanto all’estero possa avere appreso a non barcollare come un ubriaco e ad appoggiare il piede in terra senza timori

da

DI QUANTA PATRIA HA BISOGNO L’UOMO? (da ameryAMERY)

Seguendo i sentieri dei contrabbandieri attraversavamo la Eifel notturna e invernale, in direzione di un paese, il Belgio, i cui doganieri e gendarmi non ci avrebbero consentito di passare il confine legalmente: eravamo privi di passaporto e visto, privi di un’identità civile giuridicamente valida, eravamo profughi. Fu un lungo cammino nella notte. Affondavamo nella neve sino al ginocchio; gli abeti scuri non erano diversi dai loro fratelli in patria, eppure erano già abeti belgi, e noi sapevamo che non ci volevano. Un vecchio ebreo, che perdeva ogni momento le calosce, si aggrappò alla cintura del mio cappotto e gemendo mi promise tutte le ricchezze…

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