la STRADA REGIA: il tratto da BRUNATE a NESSO (passando per Blevio, Torno, Pognana). Il post va letto dal basso verso l’alto, come se fosse una cartina topografica

Coatesa sul Lario e dintorni

TUTTO L’ITINERARIO:

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DA POGNANA A NESSO:

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DA TORNO A POGNANA:

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DA BRUNATE A TORNO,

PASSANDO PER BLEVIO:

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… mi ricordo …: VIOLO Evaldo (a cura di), (io e la BUR). Scrittori, studiosi, lettori raccontano la Biblioteca Universale Rizzoli. New Press edizioni (collana Contro Mossa diretta da Andrea Di Gregorio) , Como, 2019. Indice del libro

Meraviglie. Un VIAGGIO in ITALIA, con Alberto Angela, Rai 1/Rai Com, La Repubblica/L’Espresso, 2020

1 dalla reggia di Caserta a Matera. Le meraviglie del Meridione d’Italia

2 Il Sud Italia e lo spirito della Magna Grecia. Lì dove le civiltà si incontrano

3 Da Siena ai grandi di Firenze. La Toscana e il suo ideale

4 Da Assisi a Pisa.  Il grande Medioevo italiano

5 Dalle Langhe alle Ville Palladiane, attraverso le Alpi

6 L’Etruria e l’Italia delle antiche culture

7 Dalle Grotte di Frasassi al Monte Bianco. Quando la natura è arte

8 Campania. La cultura che viene dal mare

9 Il Meridione barocco. Lo scrigno delle perle rare

10 Da Roma a Urbino a Ravenna. Dove c’era una volta lo Stato della Chiesa

11 Mantova, la perla della Lombardia

12 La Sardegna. l’isola arcana

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Meraviglie

LIBRI e LIBRERIE, testi raccolti da Anteprima, la spremuta di giornali di Giorgio Dell’Arti, 16 gennaio 2020

Librerie
Il Foglio
Questa è una difesa impossibile: chiudere una libreria è uno di quegli atti intollerabili come picchiare dei bambini o bere latte di vera mucca. E il lamento della libreria è un genere ben definito – e scoppia non appena una qualche libreria chiude, come in questi giorni due Feltrinelli a Roma: vengono subito tirati in ballo valori come libertà, cultura, antifascismo. Nessuno è contento se chiude una libreria. Eppure, certe librerie fanno veramente schifo.

Basta entrare in una qualunque Libreria Di Catena. La Libreria di Catena è una versione estesa dell’edicola romana, dove trovi la quintessenza del kitsch (calendari di sacerdoti, gladiatori, angeli; portachiavi col Papa, con “carpe diem”, bicchieri e bicchierini micidiali con altri detti latini). In Libreria però la maggior superficie commerciale consente anche variazioni sul tema cartoleria: agende (Moleskine e derivati), “l’Agenda del Mare”, “l’agenda del Cielo”, “l’agenda della Luna”; calendari (di cavalli, “Horses 2020”; di Parigi, “Paris 2020”, di Marta Losito youtuber e instagrammer (come te sbagli); “Mamma mia cucina italiana”. Poi penne, matite, carte e biglietti da regalo; i micidiali Smartbox – quelli tipo “un weekend romantico sulle strade del vino delle Marche a 99 euro e 99”. La regina Elisabetta che saluta, a pila. Le bolle di sapone. Tazze e mug con frasi motivazionali (“I love you”, “Have a great day!”). Salvadanaio a forma di panda. Abat jour a forma di banana. Astucci a forma di banana.
Sulla parete delle casse, poi, un’intera esposizione di cavi, cavetti e batterie per cellulare, manca solo il caricabatteria da auto e il giubbotto catarifrangente. Poi, ma solo in alcune librerie sceltissime, ecco gli animaletti di plastica. Quasi tutte le specie viventi, anche le più rare, di animaletti di plastica: giraffe, coccodrilli, alci, orsi (koala e grizzly e panda), di gomma durissima, avvolti in un codice a barre. Non si è mai visto acquistarne uno, certo ognuno regalerà nella vita un orso a qualcuno di speciale che chiamerà “orsetto mio”, ma quante volte nella vita? Nessuno cambia partner così frequentemente, e comunque dopo un po’ cambierà nomignolo (forse in realtà il business model funziona per questo).

Superata la barriera di plastica, affascinati da tutto questo ben di Dio, uno normalmente si è scordato quale libro voleva comprare, e, frastornato dalle possibilità del commercio, si scontra con i totem delle carte regalo. E lì, altre domande esistenziali. Chi acquisterà una carta regalo Amazon dal valore di dieci euro? Cioè, uno viene in libreria, compiendo un atto antifascista per non comprare su Amazon, e poi compra una carta Amazon? Curioso. Oppure una carta Netflix, dal valore di 9,90 euro. Cioè la metà dell’abbonamento mensile. «Tieni amore, ecco il mio regalo, gli altri 9,90 ce li metti tu». Romantico. Una volta le librerie erano il luogo del romanticismo – immortalate in tanti Woody Allen, o in C’è posta per te, il film, non lo show della De Filippi; adesso sono il luogo del regalo di merda.

Se si persevera nel voler ancora penetrare nelle retrovie del grande magazzino, dove si mormora che siano custoditi veri libri, ecco ulteriori barriere: ci sono dei veri libri. Ma sono: Federico Moccia, La ragazza di Roma nord; Walter Veltroni, Assassinio a Villa Borghese, sbattuti lì, in faccia. Poi dice che non si legge.

Se infine uno è dotato di grande carattere, e persevera, supererà la barriera psicologica delle pile di Moccia, e chiederà a un commesso se ha un determinato libro, assisterà a tragici momenti di smarrimento. Esclusa l’aristocrazia libraria, tra cui le mitologiche creature Feltrinelli, che hanno frequentato la “scuola librai”, la Harvard dei librai, si capisce subito che l’algoritmo di Amazon è più intelligente del libraio medio. Quest’ultimo infatti non ti dirà, come fa Amazon, «se ti è piaciuto questo, ti piacerà quest’altro». Qualcuno di noi, i più anziani, si ricorda ancora il libraio che ti diceva così svolgendo la complessa operazione: ti è piaciuto Philip Roth? Perché non leggi anche Bellow? Oggi sembrerebbe fantascienza.

Il giovane libraio, probabilmente precario e infelice, è invece oggi incerto e facile da mettere in crisi. Se volete tormentarlo, basterà chiedergli qualcosa che non sia in classifica nelle ultime tre settimane. Se vi sentite particolarmente sadici, ci sono alcune sottocategorie come il romanzo-saggio in grado di gettarlo nello sconforto. Provate a chiedere Musil, o Mann. Se la libreria ha adottato un criterio “per argomento”, vi spedirà probabilmente al piano di sotto, cioè nel limbo in cui tutto ciò che non è tazze e calendari e romanzi di instagrammer è collocato, e dopo aver compulsato un impolverato computer anni Ottanta, esalerà la famosa frase: «Nel reparto critica letteraria», che di solito è vicina alle più turpi categorie, astrologia, kundalini yoga, mormoni, sottoli. Ma è un romanzo, direte voi! Il commesso sarà già lontano.

Per le librerie che adottano invece il criterio alfabetico, altri cortocircuiti. Con l’ordine alfabetico, non solo crolla l’estetica libraria, perché il libro colorato Sperling va con quello esangue Einaudi, il tortora Adelphi va col blu Sellerio. Si creano anche molte confusioni nel lettore, con Baricco che va a trovarsi proprio accanto a Barthes, e Benjamin. Benjamin, a partire dalla pronuncia, è un altro autore che mette in crisi i librai. «Bengiamin Bengiamin», comincia a dire a sé stesso il libraio, ‘ndo sta, digitando sul computer impolverato con scritto “non toccare!”. “Critica letteraria”, e ti spedisce giù nello sprofondo. Dove presto verrà forse istituito un reparto apposito per il lamento della libreria, genere in grande fermento; in questi giorni, appunto, molti canti al cielo per la chiusura di due Feltrinelli romane, e soprattutto della International, quella con i libri “in lingua”, che affascinava molto le prime volte nella Capitale – era prerogativa solo di Roma e Milano, e ci si sentiva subito al posto giusto. Era ovviamente prima dell’avvento di internet, quando ordinare i libri online era impossibile. Si corre allora a via Vittorio Emanuele Orlando, di fronte al glorioso Grand Hotel, ed effettivamente la serranda è a mezz’asta, e però un cartello avverte «ci stiamo trasferendo nell’altra Feltrinelli, a dieci metri di distanza»; e si va, allora, e lì tutta un’aria di fervidi lavori, stanno infatti mettendo “gli stranieri” al piano terra, e montano scaffali, e «non chiude proprio niente», dice una libraia gajarda (sarà della Scuola Librai). Avranno pensato di risparmiare un affitto, non è male come idea: del resto gli unici acquirenti che si vedevano ultimamente alla International erano turisti analogici in cerca di guide turistiche, oppure cinefili nel vasto reparto dvd.

Però tutti a lamentarsi: se ne va un pezzo di Roma (certo, è vero); muore la cultura! (vabbè, non esageriamo); tutta colpa di Amazon. Ma poi si capisce che è soprattutto il rimpianto di un luogo. Ognuno ha la sua preferita, di libreria, qui si rimpiange ancora la Arion di via Veneto aperta la notte, ognuno ha la libreria dove ha scoperto lo scrittore preferito: di solito è legata a momenti di giovinezza, è il rimpianto di un tempo perduto (oggi sarà difficile avere un ricordo, mentre si pigia “acquista”, da soli, magari in un tragico black friday, per acquisti compulsivi). Ognuno di noi ha ricordi lancinanti di librerie: una presentazione di Seminario sulla Gioventù, con Busi negli anni Ottanta a Brescia, libreria Rinascita; presentazione di un Arbasino nella Feltrinelli di via del Tritone, anni Novanta, a Roma, e lì, col Maestro attorniato dalle solite principesse, si venne presi da un raptus autolesionista giovanile, lo si avvicinò: «Ho letto tutti i suoi libri»! E lui; «bravo caro, continui così!» (poi si divenne amici).

La libreria è luogo di sogni ma anche di incubi, come quello della libreria del Male Oscuro di Giuseppe Berto dove il protagonista, molto simile al vero Berto, scrittore schifato dal mondo letterario, faceva un sogno ossessivo di entrare in una libreria di via Veneto e lì essere maltrattato da Moravia e i suoi accoliti, che non lo salutano. Il sogno della libreria di via Veneto ricorre nelle sedute psicanalitiche che compongono il romanzo; e dev’essere poi la stessa libreria che negli anni Novanta teneva aperta la notte – e lì, scoperte, amori, tremori, John Fante, i Fazi, che momenti (adesso al suo posto c’è una profumeria e “nail institute”). Certo quando le librerie chiudono non è buon segno; a Roma i Novanta furono anni rombanti, anche per le librerie, le Arion con i fratelli Ciccaglioni ganzissimi, con quella notturna e quella architettonica di palazzo delle Esposizioni, oggi un po’ spettrale. Il Mel Bookstore a via Nazionale, non lontano, ha cambiato nome e oggi si chiama Ibs-Libraccio.

Ma non perdiamoci d’animo. La Feltrinelli International intanto non trasloca; dentro, grandi manovre, e fiducia nell’avvenire. «Vedrà che ci saranno altre aperture!», dice la libraia. Entra un signore e la libraia alza gli occhi al cielo: «Oh, no, ancora!», e il signore inizia a fare geniali discorsi sconnessi, tra sé e sé, ma anche a me: «A occhio e croce lei è stressato!»; beh, un po’ sì. «Ma si vede benissimo che lei non metterà giudizio mai, né ora né nei prossimi cinque anni!». Annamo bene. «Stia lontano dalle donne!», continua lui. «Le donne prima ti cercano, poi ti fregano i gratta e vinci, e poi si guardano Sanremo!». E se ne va. «Minaccia di bruciarci il locale, ma poi non fa niente di male», dice la libraia umana. «Ogni giorno fa così!, però porello, non fa nessun danno». È un lettore che effettivamente su Amazon non troverebbe usbergo.

Fuori dalla Feltrinelli, anche il consueto assalto del libraio freelance africano, che ti vuol vendere libretti ruvidi di narrativa subsahariana. Approfitta del senso di colpa di noi lettori forti di sinistra (hey mai friend!), si apposta infatti esclusivamente fuori dalle Feltrinelli, mai, che so, davanti a una Mondadori. Scaltramente alligna anche in occasione di fiere di piccola e media editoria, come “Più libri più liberi”, dove miete le sue vittime soprattutto sui visitatori di fuori, eccitati dal viaggio all’ombra della Nuvola di Fuksas. Se sei venuto fino a Roma, non puoi non leggere Brevi carezze d’Africa (è anche questo un algoritmo, mai friend).

Tutti del resto sono alla ricerca di un business model per vendere questi libri che si pubblicano a milioni e poi qualcuno deve pure comprare. È chiaro che bisogna inventarsi qualcosa. Piacciono moltissimo per esempio le librerie delle stazioni, perché offrono un servizio utile, entri al piano meno tre e sbuchi fuori al piano terra, in bocca al binario. Ti vedi tre piani di libri, eviti le vetrine di Liu Jo e i trolley che ti stritolano i piedi, passi per reparti dove mai ti saresti avventurato (il jazz, il kundalini joga, la critica letteraria), superi le casse e il muro di mucche di plastica e prendi il treno. A Termini c’è la libreria ferroviaria migliore d’Italia, la Borri, anche questa su diversi piani, al piano terra un assortimento enorme di narrativa italiana esposta – pazzesco – per casa editrice. Non ci sono né animali di gomma né gli smartbox – insomma una scelta radicale, una vera provocazione. Un libraio mi sussurra che è «un vezzo del vecchio commendator Borri», una specie di filantropo del libro ferroviario, che ha librerie solo nelle stazioni romane, a Termini e a Tiburtina. I commessi-librai sono gentili, e sanno perfino dove sono i libri.

Alla Feltrinelli di Napoli Centrale invece c’è la più grande concentrazione di scrittori local del mondo; manco in Irlanda ci sono tanti autori per metroquadro. Tra i Parrella e i De Crescenzo e gli Erri De Luca e i Saviano e i De Giovanni e i Piccolo principe tradotti in napoletano e le Smorfie e le storie dei Borboni in tutte le lingue, una densità mai vista. Questa pure è un’attrazione: e si capisce che bisogna andare avanti, trovare nuove formule, del resto in America le librerie di catena sono defunte da tempo, le enormi Barnes & Noble immortalate nelle scene romantiche dei film sono ormai deserte, mentre spopolano le indipendenti, che fanno reading, e caffè. A Milano c’è Verso Libri, epicentro di qualità “in” Porta Ticinese. Altre sorgono e si moltiplicano, talvolta radicalizzandosi. Si fa a gara a chi ospita le collane più misteriche. Naturalmente la tentazione del manicheismo è dietro l’angolo: un amico ha chiesto un Adelphi in una di queste librerie milanesi molto estreme e si è sentito rispondere sprezzante: «Non teniamo queste case editrici mainstream». «Io non litigo mai, però quella volta non ho potuto fare a meno: io qui non metterò mai più piede», ha detto. In questi casi la tentazione è fortissima: chiudersi a casa, soli con l’algoritmo, in un momento che forse un giorno ricorderemo perfino con nostalgia.

Michele Masneri
Da ultimo a Torino Paravia, la seconda libreria più antica d’Italia, ha abbassato la saracinesca il 28 dicembre 2019 per le ferie senza più però riaprirla. I titolari puntano i dito contro Amazon e contro la mancata entrata in vigore della norma – ancora sospesa alla Camera – che prevede il ridimensionamento dal 15 al 5 per cento dello sconto massimo che si può praticare sui libri nuovi venduti attraverso piattaforme online. Una norma contestata però dall’Associazione italiana editori. Secondo un documento «fra il 2018 e il 2019, pur senza considerare l’impatto delle ultime vendite natalizie, con la riduzione per legge dello sconto “i lettori italiani avrebbero dovuto spendere 137 milioni di euro in più per comprare la stessa quantità di libri”» [Rizzo, Rep].

#GENERAZIONE BELLEZZA, Conduce: Emilio Casalini- RaiPlay, 2019/2020

L’immenso patrimonio artistico e culturale italiano è ammirato e desiderato in tutto il mondo. Il suo potenziale, però, spesso non è valorizzato come si potrebbe e dovrebbe fare. #Generazione Bellezza vuole raccontare il valore della bellezza che impregna ogni centimetro quadrato del nostro Paese, ma anche evidenziare le azioni di quelle persone che hanno trasformato questo immenso potenziale in realtà. Emilio Casalini è andato in giro per l’Italia a cercare le storie di coloro che hanno preso nelle loro mani la bellezza che li circondava e l’hanno resa fruibile, accessibile a tutti.

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  #GENERAZIONE BELLEZZA – RaiPlay

Emilio Casalini su Twitter

Dall'abbandono alla rinascita - RaiPlay

24 min

Dall’abbandono alla rinascita

In questa puntata di #GENERAZIONE BELLEZZA, Emilio Casalini affronta il tema della rinascita ambientale e culturale e tocca la frazione di Pentedattilo, nel comune calabrese di Melito Porto Salvo, per ascoltare il racconto di Tonino Nunnari dell’Associazione Comitato Pro Pentedattilo e dei commercianti Ines Mangiola e Giorgio Ielo. Quindi, lungo la Via della Lana e della Seta – un lungo trekking di 130 chilometri suddivisi in sei tappe, da Bologna a Prato, con pernottamenti in piccoli borghi di montagna – il giornalista e conduttore incontra Vito Paticchia, fondatore di questa iniziativa, Salvatore Di Stefano, guida ambientale escursionistica, Federica Da Campo, allevatrice e produttrice di formaggi, Arianna Fabbri e Paolo Tomislav Moro, chimici e agricoltori. Infine, a Borgo di Solomeo in provincia di Perugia, Casalini raccoglie le esperienze dell’imprenditore Brunello Cucinelli e dell’artigiana Maria Mammolenti.

Archeotelling a Roma, Napoli e Manfredonia - RaiPlay

23 min

Archeotelling a Roma, Napoli e Manfredonia

L’immenso patrimonio italiano di arte, cultura, tradizioni, paesaggio, architettura, archeologia, agricoltura, enogastronomia, artigianato è ammirato e desiderato in tutto il mondo. Il suo potenziale, però, spesso non è valorizzato come si potrebbe e dovrebbe fare. #Generazione Bellezza vuole raccontare il valore della bellezza che impregna ogni centimetro quadrato del nostro Paese. In questa puntata Emilio Casalini ci racconta l’Archeotelling attraverso i racconti dalla Centrale Montermartini di Roma con l’architetto Francesco Stefanori, dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli con in suo direttore Paolo Giulierini e con il game designer Fabio Viola e dalla Basilica Santa Maria Maggiore di Siponto a Manfredonia (FG) con il direttore del parco archeologico di Siponto Alfredo De Biase e con l’artista Edoardo Tresoldi.

La rinascita del Rione Sanità a Napoli - RaiPlay

24 min

La rinascita del Rione Sanità a Napoli

L’immenso patrimonio italiano di arte, cultura, tradizioni, paesaggio, architettura, archeologia, agricoltura, enogastronomia, artigianato è ammirato e desiderato in tutto il mondo. Il suo potenziale, però, spesso non è valorizzato come si potrebbe e dovrebbe fare. #Generazione Bellezza vuole raccontare il valore della bellezza che impregna ogni centimetro quadrato del nostro Paese. In questa puntata Emilio Casalini va a Napoli, dove racconta la storia di don Antonio Loffredo e i ragazzi del Rione Sanità a Napoli, che conducono un intero quartiere fuori da un isolamento secolare riaprendo le catacombe di S. Gennaro e il cimitero delle Fontanelle. E aprendo una palestra di boxing per i più giovani direttamente in sagrestia.

Acireale, Verona, Vicoforte: il racconto della bellezza - RaiPlay

23 min

Acireale, Verona, Vicoforte: il racconto della bellezza

L’immenso patrimonio italiano di arte, cultura, tradizioni, paesaggio, architettura, archeologia, agricoltura,

i viaggi di Nina’s blog: Harrogate, North Yorkshire , Inghilterra

NINA'S BLOG

DATI GENERALI:

  • Harrogate, North Yorkshire , Inghilterra
  • PERIODO: settembre
  • MEZZO DI TRASPORTO: aereo
  • SISTEMAZIONE: in famiglia

LA CITTA’

Harrogate è una cittadina davvero bella: è tranquilla, molto pulita, piena di fiori e poco affollata. I cani addirittura seguono i loro padroni senza guinzaglio! Non ci sono supermercati, solo piccoli negozietti in cui però si trova di tutto. Questo luogo, in passato, era un importante centro termale dove giungevano le famiglie benestanti per rifornirsi di acqua.

Molto bello è il giardino immenso che i cittadini di Harrogate sfruttano per praticare sport, leggere un libro all’aria aperta o fare una semplice passeggiata. Sto parlando di “The Valley Gardens“.

Questo giardino curato in ogni più piccolo particolare trasmette un senso di pace e serenità, non c’è stato giorno in cui non ci sono passata!

I NEGOZI

Uno dei negozi più significativi è, senza ombra di dubbio, “Bettys Cafè Tea…

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100 ANNI DELLA TRANSIBERIANA, a cura di PIFFERI Enzo (archivio fotografico). Con i contributi di: Enzo Pifferi, Kamolgion Babaev, Guido Gerosa, Vittorio Lojacono, Enzo Pifferi editore, 2018. Indice del libro

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Acqua alta a Venezia, allagata la basilica di San Marco,13 novembre 2019

L’acqua alta a Venezia ieri alle 22.45 ha raggiunto i 187 centimetri. Non accadeva dal 1966, quando toccò i 194 centimetri. Ha allagato piazza San Marco, ha invaso la Basilica ed è arrivata al millenario pavimento a mosaico marmoreo, danneggiando i mattoni e le colonne del nartece e anche i marmi sostituiti di recente. Il ministro dei Beni culturali Franceschini ha inviato gli ispettori per valutare i danni. L’allagamento del nartece della Basilica è un evento rarissimo che ha solo cinque precedenti dal IX secolo a oggi. Sei volte dunque in 1.200 anni. Ma il dato allarmante è che, di questi sei episodi, tre si sono verificati negli ultimi vent’anni. Sulla laguna ieri soffiava un vento di scirocco a cento chilometri all’ora. Molte barche sono state rovesciate. Tre vaporetti sono affondati.
Sull’isola di Pellestrina un anziano è morto a causa di un corto circuito provocato dall’acqua che era entrata in casa.

Al Sud, fiumi di fango hanno invaso Matera; ad Altamura, nel Barese, un ottantenne è morto fuori dalla sua abitazione, in campagna, travolto da un ramo spezzato dal forte vento; a Spongano, nel leccese, vento e pioggia hanno distrutto il palazzetto dello sport pronto per essere consegnato nei prossimi giorni; una tempesta si è abbattuta su Capri, danneggiando la torre campanaria nella celebre Piazzetta; una tromba d’aria ha imperversato sul Salento; a Messina il forte vento ha abbattuto diversi alberi (un ferito lieve); a Napoli il forte vento ha abbattuto un albero finito su un bus.  Scuole chiuse in gran parte di queste città.

«In questo momento si è formata un’onda molto ampia e profonda che parte dall’Islanda e scende verso l’Italia. E che non sembra avere alcuna intenzione di spostarsi. Finora abbiamo contato otto perturbazioni di seguito. Raggiungeremo le venti, o quasi. L’aria fredda che scende dall’Islanda quando arriva da noi trova una differenza di temperatura di una decina di gradi. Che non è poco» [Il tenente colonnello Guido Guidi, meteorologo dell’Aeronautica, a Elena Dusi, Rep.].

«Il Mediterraneo ha cominciato ad assomigliare ai Caraibi e le piogge aumentano di intensità e di frequenza. Ce se ne può infischiare, lasciando alla Protezione Civile il compito di metterci ogni volta una pezza, finché potrà. Oppure, dal momento che a quanto pare il Paese pullula di patrioti, compattarsi al grido di “Prima l’Italia” e avviare la più eroica delle imprese: la ricucitura del territorio e la tutela delle sue meraviglie. Basterebbe un mese. Un mese senza polemiche, insulti e beghe di bottega, durante il quale varare all’unanimità, da Salvini a Boldrini, un piano nazionale di piccole opere pubbliche per rinforzare gli argini dei fiumi e dei torrenti, difendere le strade dall’incombere delle frane, proteggere monumenti e musei. Nel prossimo decennio, necessario alla sua attuazione, un programma del genere metterebbe in salvo il patrimonio naturale e artistico, creerebbe nuovi posti di lavoro e, quel che più conta, darebbe finalmente un senso di marcia e di identità ai tanti italiani che lo hanno smarrito» [Gramellini, Cds].


Venezia sprofonda sotto l’acqua alta, arrivata a un picco di 187 centimetri. Si è sfiorato il record del 1966, quando si raggiunsero i 194 centimetri. Ieri 165 centimetri d’acqua scorrevano lungo le calli della laguna. La basilica di San Marco è stata inondata. Un metro e venti d’acqua si è riversato nella cripta dove sono conservati i resti dei patriarchi. Scuole, teatri, conservatori e locali sono chiusi. Traghetti, motoscafi e gondole affondati. Molti gli hotel devastati e allagati, a cominciare dallo storico Gritti. Pellestrina, dove il settantenne Giannino Scarpa è morto colpito da un fulmine mentre tentava di riparare una pompa idraulica, è ancora senza corrente e del tutto isolata. Il governatore Luca Zaia ha dichiarato lo stato d’emergenza «l’80 per cento della città è sommersa», il sindaco Brugnaro parla di «danni incalcolabili» e teme «per il futuro della città». Il ministro per i Beni Culturali Franceschini ha fatto sapere che per il momento le collezioni dei musei non sono state danneggiate. Il premier Conte, che ha trascorso la notte in Venezia, ha definito la situazione «drammatica» e ha promesso di finire il Mose: «Siamo alla dirittura finale, al 92-93% dell’opera. E guardando all’interesse pubblico non c’è che da prendere una direzione nel completamento di questo percorso». Il Mose, la grande opera progettata per tutelare Venezia dall’acqua alta, non è ancora entrata in funzione: il sistema per chiudere le 78 paratoie mobili che formano le quattro barriere alle bocche di porto di Lido non è finito. In tutto l’opera è costata 5.493 milioni di euro, 7 con i costi delle opere accessorie. I finanziamenti residui ammontano a 221 milioni fino al 2024. I lavori dovrebbero finire nel 2021. Nel 2014 fu al centro del solito scandalo delle mazzette (35 arresti). Brugnaro: «È ora che il Mose venga ultimato, non possiamo esser sempre da soli».
Dal 1923 a oggi, la marea ha superato il livello allarmante dei 140 centimetri sullo zero idrografico di Punta della Salute 23 volte [Avvenire].

Sarà Elisabetta Spitz il supercommissario del governo per il Mose. Il nome dell’ex direttore dell’Agenzia del Demanio ed ex moglie di Marco Follini è stato fatto nei giorni scorsi dalla ministra delle Infrastrutture, Paola De Micheli. Per la formalizzazione dell’incarico manca ora soltanto l’intesa formale con il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che dovrebbe arrivare in queste ore [Santilli, Sole].

Massimiliano Alajmo, chef de Le Calandre, tre stelle Michelin a pochi km da Padova, è parecchio preoccupato per le condizioni del suo Gran Caffè Quadri, lo storico locale ristrutturato e riportato agli antichi splendori, il cui pianterreno l’altra notte è finito sotto quasi due metri d’acqua.
State facendo la conta dei danni?
«Non ancora. Impossibile capire l’entità fino a quando non si sarà asciugato tutto».
I suoi collaboratori che cosa le hanno raccontato?
«I miei collaboratori sono addestrati all’emergenza acqua alta, hanno fatto tutto il possibile. È stato pesantissimo: l’acqua non saliva lentamente dal basso, come succede normalmente. Arrivava a ondate, spinta da una bora terribile, come in una mareggiata. E in 10 minuti è salita di 35 centimetri. In un batter d’occhio si sono ritrovati a bagno fino all’ombelico. È stato messo in sicurezza tutto quello che si poteva, ma la cassa e i pos si sono rovesciati. Hanno temuto per la tenuta stessa dei muri, sollecitati in maniera violenta».
Siete assicurati?
«Nessuno ti assicura per l’acqua alta. Succede di frequente, lavori a tuo rischio. Ma questa volta abbiamo rischiato tanto, tanto davvero» [a Licia Granello, Rep.].

VENEZIA, il futuro tra globalizzazione e fragilità, Speciale Tg1, 3 novembre 2019

Speciale Tg1
Venezia, il futuro tra globalizzazione e fragilità

in questa puntata, la città di Venezia, un laboratorio di questi tempi incerti. Fragile come i suoi edifici corrosi dal sale. Immersa in un ambiente precario, sottoposta ad una pressione turistica senza pari, con 30 milioni di visitatori ed una perdita continua di residenti, anno dopo anno. Insieme ai veneziani scompaiono le botteghe degli artigiani, i negozi di prossimità. Il tessuto sociale si dissolve, mentre spuntano nuove rivendite di souvenir. A chi appartiene la città storica, allora? Alle poche decine di migliaia di persone che ancora la vivono o ai milioni di turisti che ci passano qualche ora, si fanno un selfie a San Marco e poi ripartono? A Speciale Tg1, il reportage di Andrea Luchetta si interroga sul futuro di una città unica e universale, tanto fragile quanto globalizzata. Gentrificazione, uso privatistico degli spazi pubblici, esclusione sociale, impatto della new economy, innalzamento dei mari. La “Serenissima” è un simbolo universale del limite, in un’epoca che il limite sembra rifiutarlo. Un conflitto che si rispecchia nel moto ondoso dei canali, dove i vaporetti convivono con motoscafi privati, barchini, lancioni per turisti, carovane di taxi, vogatori, gondolieri e navi da crociera. C’è un futuro, in questo caos? La speranza viene dalla resilienza innata della città: storicamente, quanto più si è avvicinata al caos, tanto più ha saputo trovare un nuovo equilibrio. Sarà possibile anche questa volta, o ci siamo spinti troppo in là?


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RaiPlay – GuidaTV / Replay

M. M. mi ricorda gli anni di Venezia: Corso di Laurea in Servizio sociale dell’Università Ca’ Foscari di Venezia (1996-2003): docente a contratto del corso Politica sociale e Legislazione

Buongiorno Prof Ferrario

sono un’ex alunna di Ca’ Foscari Servizio Sociale. Sono certa non si possa ricordare di me …vista la quantità di studenti che avrà visto nell’arco della sua carriera.

Ma io ricordo con piacere il suo corso e l’innovazione che lei apportava già a quei tempi con il sito Segnalo.it.

Noi studenti non eravamo ancora abituati a comunicare con i docenti via web, quindi Segnalo fu uno strumento molto gradito!

cara M!
sono commosso per il suo ricordo. i miei anni veneziani sono stati fra i più belli della mia vita professionale.
ho intatta nella memoria l’immagine dei luoghi e anche delle persone. mi sono fatto dei veneti (attraverso di voi) l’idea di persone molto concrete ma anche molto proiettate sull’avere una “visione” della vita, dei problemi e dei modi in cui diventare professionisti dei servizi.
grazie anche per la fotografia del libretto che “salverò” nei miei ricordi. diciamo che il nostro contatto continua con altri mezzi. allora era il sito, poi sono arrivati i blog e poi facebook e poi twitter. ma l’intento è sempre quello: offrire un servizio (nel mio caso un servizio formativo).
buoni giorni e grazie ancora per il suo messaggio che mi ha fatto tantissimo piacere
Paolo
un ricordo degli “anni veneziani” (Corso di Laurea in Servizio sociale dell’Università Ca’…
ricevo (commosso) questo messaggio:
Buongiorno Prof Ferrario sono un’ex alunna di Ca’ Foscari Servizio Sociale. Sono certa non si possa ricordare di me …vista la quantità di studenti che avrà vis…
aulevirt.com
Paolo
e qui l’ultimo mio video della palazzina briati https://youtu.be/m01UnnGMbhY

Visita organizzata dalla associazione studentesca EnvironMental ( Università degli studi dell’Insubria): 1. sito paleontologico di Endenna (Bergamo); 2. Museo della Valle di Zogno; 3. Grotte delle Meraviglie, sabato 12 ottobre 2019

Coatesa sul Lario e dintorni

EnvironMental ha organizzato per  sabato 12 ottobre 2019 un viaggio alla scoperta della Paleontologia, accompagnati dal professor Silvio Renesto, paleontologo e docente dell’Università degli Studi   dell’Insubria,

Percorso:


ZOGNO (provincia di Bergamo) E PERCORSO PALEONTOLOGICO 

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MUSEO DELLA VALLE DI ZOGNO

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GROTTE DELLE MERAVIGLIE

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gli ORGANIZZATORI  DELLA GIORNATA

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IL LUNGHISSIMO LUNGOMARE – in Corriere della Sera Sette, 2018

vai a

Estate italiana: Lunghissimo lungomare – Sette

 

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Paolo Ferrario presenta il libro: PIETRO BERRA, I laghi delle stelle. Itinerari cine turistici d’acqua dolce in Lombardia, New Press edizioni, 2019. A Nesso (Lago di Como), 24 agosto 2019

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per l’intero incontro vai a:

video della presentazione di : PIETRO BERRA, I laghi delle stelle. Itinerari cine turistici d’acqua dolce in Lombardia, New Press edizioni, 2019. A Nesso (Lago di Como), 24 agosto 2019

PARADEISOS: giardino e paradiso hanno la stessa radice linguistica, in Darko Pandakovic, ARCHITETTURA DEL PAESAGGIO VEGETALE, edizioni Unicopli – Dipartimento di Progettazione dell’Architettura, 2004 (prima edizione 2000)

Paolo Ferrario, intervento sui MODI DI VIVERE I LUOGHI, in occasione della presentazione del libro: Ettore Maria Peron, Davide Dell’Acqua, Patrizia Azimonti, NESSO E DINTORNI, ItineLario editore. Nesso, 26 Febbraio 2016. Video

 

i miei appunti:

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vai al post dedicato alla intera serata di presentazione del libro:

Ettore Maria Peron, Davide Dell’Acqua, Patrizia Azimonti, NESSO E DINTORNI, ItineLario editore. VIDEO della presentazione del libro, Nesso, 26 Febbraio 2016. #lagodicomo

Giornata di visita del PARCO NATURA VIVA di Bussolengo (VR) con l’associazione studentesca Environmental (Università dell’Insubria. Il racconto fotografico di Paolo, Luciana e degli organizzatori, domenica 11 maggio 2019

Coatesa sul Lario e dintorni


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Il racconto fotografico di Paolo

(clicca sulla prima immagine per vederle in sequenza)

Il racconto fotografico di Luciana

(clicca sulla prima immagine per vederle in sequenza)

Video nel percorso SAFARI PARK

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Meraviglie: la penisola dei tesori, a cura di ALBERTO ANGELA – RaiPlay, 2018, 2019

Alberto Angela ci accompagna in un viaggio alla scoperta delle “Meraviglie” italiane, quelle che ci rendono una vera e propria “penisola dei tesori”. Un itinerario fra arte e bellezze naturali nei siti riconosciuti dall’Unesco come patrimonio dell’umanità.

ANTEPRIMA 2019:

https://www.raiplay.it/video/2019/03/Aspettando-Meraviglie-la-penisola-dei-tesori-41de6d20-6378-4cc5-9fa8-bd288232c69b.html

PER LE PUNTATE PUBBLICATE DA RAYPLAY

Meraviglie – RaiPlay

Gabriele De Ritis: "Ci sono posti che sono solo località geografiche …"

Coatesa sul Lario e dintorni

Ci sono posti che sono solo località geografiche: possono essere raggiunti fisicamente da noi nei nostri viaggi senza che si riesca a conquistare lo ’spirito del luogo’. Ce ne andiamo via delusi e stanchi, per aver cercato invano; forse, anche disgustati, per un senso di noia che ci assale, per il tempo dedicato inutilmente alla valorizzazione di angoli suggestivi o di prodotti dell’arte, non importa quanto preziosi.

Giacomo Leopardi ha descritto ampiamente il senso di un’esperienza esemplare perché ‘vissuta’: ogni luogo si trasformava in ’sito’ per lui quando, dopo averne fatto ripetutamente esperienza, poteva collegarvi un ricordo. Lo spazio si faceva, dunque, tempo: rimembranza. E «una ricordanza, una ripetizione» era per lui tanto più cara, quanto più vago e indefinito era il segno che lasciava nella memoria ‘linguistica’ del cuore…

Ci sono siti che non ci appartengono. Eppure, ci sono familiari; suscitano in noi emozioni vive, anche solo a contemplarli…

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FIRENZE secondo me: video di MATTEO RENZI, su la 9 TV, 15, 22, 29 dicembre 2018

episodio 1, 15 dicembre 2018

vai a:  https://it.dplay.com/nove/firenze-secondo-me-matteo-renzi/stagione-1-episodio-1/

episodio 2: 22 dicembre 2018

vai a: https://it.dplay.com/nove/firenze-secondo-me-matteo-renzi/stagione-1-episodio-2/

episodio 3, 29 dicembre 2018

vai a: https://it.dplay.com/nove/firenze-secondo-me-matteo-renzi/stagione-1-episodio-3/

 

CAMMINARE: i luoghi possibili nel TEMPO che resta

ogni vivente dotato della capacità di pensare e pensarsi
sta sulla Terra errando fra
TEMPO, LUOGO, EROS, POLIS e DESTINO
  • TARTARUGOSI
  • MUSEO DELLA SETA, COMO
  • PINACOTECA
  • VILLA GENO
  • VILLA OLMO
  • BRUNATE IN FUNICOLARE (SAN MAURIZIO E PRIMA PARTE DEI SENTIERI PER BLEVIO)
  • TORNO, PIAZZAGA, MONTEPIATTO
  • FRAZIONI DI BLEVIO (DA TORNO)
  • I VARI PERCORSI DELLA “VIA VERDE” DA CERNOBBIO A BRIENNO
  • COLICO (CORRIERA)
  • PALANZO (CORRIERA)
  • BELLAGIO (ALISCAFO O CORRIERA)
  • BISBINO (PER VEDERE MONTE GENEROSO E MAGARI I CAVALLI)
  • VARI LUOGHI DI MILANO (SULLA BASE DELLE GUIDE SUL “CAMMINARE A MILANO”)
  • TRENTO
  • VENEZIA
  • TRIESTE

progetti di LUOGO: occorre decidere solo QUANDO


ogni vivente dotato della capacità di pensare e pensarsi sta sulla Terra errando fra TEMPO, LUOGO, EROS, POLIS e DESTINO


Dai più vicini ai più lontani

  • MUSEO DELLA SETA, COMO
  • PINACOTECA
  • VILLA OLMO (parco con la guida del Dal Sasso)

  • BRUNATE IN FUNICOLARE (SAN MAURIZIO E PRIMA PARTE DEI SENTIERI PER BLEVIO)
  • FRAZIONI DI BLEVIO (DA TORNO)
  • COLICO (CORRIERA)
  • PALANZO (CORRIERA)
  • BELLAGIO (ALISCAFO O CORRIERA)
  • VARI LUOGHI DI MILANO (SULLA BASE DELLE GUIDE SUL CAMMINARE A MILANO)
  • BISBINO (PER VEDERE MONTE GENEROSO E MAGARI CAVALLI)
  • TRENTO
  • VENEZIA
  • TRIESTE