Paolo Ferrario presenta il libro: PIETRO BERRA, I laghi delle stelle. Itinerari cine turistici d’acqua dolce in Lombardia, New Press edizioni, 2019. A Nesso (Lago di Como), 24 agosto 2019

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per l’intero incontro vai a:

video della presentazione di : PIETRO BERRA, I laghi delle stelle. Itinerari cine turistici d’acqua dolce in Lombardia, New Press edizioni, 2019. A Nesso (Lago di Como), 24 agosto 2019

Paolo Ferrario, intervento sui MODI DI VIVERE I LUOGHI, in occasione della presentazione del libro: Ettore Maria Peron, Davide Dell’Acqua, Patrizia Azimonti, NESSO E DINTORNI, ItineLario editore. Nesso, 26 Febbraio 2016. Video

 

i miei appunti:

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vai al post dedicato alla intera serata di presentazione del libro:

Ettore Maria Peron, Davide Dell’Acqua, Patrizia Azimonti, NESSO E DINTORNI, ItineLario editore. VIDEO della presentazione del libro, Nesso, 26 Febbraio 2016. #lagodicomo

Passeggiata da brivido. A Nesso seguendo Hitchcock e Leonardo, percorso culturale con Pietro Berra, 25 giugno 2017 – dal blog COATESA SUL LARIO … e dintorni

percorso culturale con Pietro Berra
L’orrido, con il suo impetuoso intreccio di cascate e corsi d’acqua, il ponte della Civera, sospeso da secoli tra il lago e la cascata del torrente Nosée, le stradine di sasso ricche di “passaggi segreti”: il fascino di Nesso ha catturato due uomini con la passione per il mistero come Alfred Hitchcock, che qui ambientò alcune scene del suo primo film “Il labirinto della passione” (1925), e Leonardo da Vinci, la cui attenzione fu catturata dalle acque dell’orrido, così come, pochi chilometri prima, sulla stessa sponda del Lario, dalla singolare intermittenza della fonte Pliniana. Cammineremo sulle tracce di questi due grandi uomini per scoprire le caratteristiche di un paese tra i più affascinanti del Lago di Como e terminare con una lettura si poesie, che autori del passato e del presente hanno tributato al “massimo Lario”, come lo definì Virgilio.
Il programma della giornata:
– Partenza da Como con il battello alle ore 10 (ritrovo in piazza Cavour dalle 9.30)
– Visita al primo set hitchcockiano, il Ponte della Civera, e alla cascata che impressionò Leonardo, formata dalla confluenza dei torrenti Tüf e Nosè
– Pranzo a base di lasagne, ispirato al film “Il ladro” di Hitchcock (1956), presso l’Hotel/Ristorante Tre Rose con terrazza vista lago. Il menu include: lasagne vegetariane, bibita o acqua, meringata e caffè.
– Dopo pranzo visita alla chiesa di San Pietro e Paolo, consacrata nel 1095 da Papa Urbano II e sul cui sagrato girò una scena Hitchcock e alla frazione di Borgovecchio, terzo e ultimo set de “Il labirinto della passione”
– Visita alla frazione Coatesa con lettura di poesie dedicate al lago di Como e al cinema, a cura di Pietro Berra e Vito Trombetta, in uno spettacolare giardino privato a terrazze affacciate sul lago, aperto eccezionalmente al pubblico per l’occasione dai proprietari Paolo Ferrario e Luciana Quaia
– Ritorno con il battello delle 17.48 (arrivo a Como alle 18.33)
L’iniziativa è realizzata in collaborazione tra Passeggiate Creative, Comune di Nesso e Lake Como Film Festival
Guida il percorso Pietro Berra, giornalista e scrittore, con interventi di due esperti di storia locale, Gianfranco Garganigo e Paolo Ferrario
COSTI E ISCRIZIONI
La quota di partecipazione è di 30 euro (11 euro il battello con tariffa comitiva e 19 il pranzo, coperto incluso) per gli adulti e di 25 euro per i ragazzi fino a 12 anni (non compiuti), che verranno versati al momento del ritrovo il giorno 25 giugno. Iscrizione obbligatoria, dal 5 giugno al 20 giugno, attraverso il sito www.passegiatecreative.it. Cento i posti disponibili. Per informazioni: info@passeggiatecreative.it, 3298653730.

Sorgente: (6) Passeggiata da brivido. A Nesso seguendo Hitchcock e Leonardo

Sorgente: Passeggiata da brivido. A Nesso seguendo Hitchcock e Leonardo, percorso culturale con Pietro Berra, 25 giugno 2017 – COATESA SUL LARIO … e dintorni

VIDEO della presentazione del libro: Ettore Maria Peron, Davide Dell’Acqua, Patrizia Azimonti, NESSO E DINTORNI, 26 Febbraio 2016, ItineLario editore

Coatesa sul Lario e dintorni

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Introduzione di Gianfranco Garganigo

Lettura di Elisabetta Molinari e presentazione di Paolo Ferrario

Lettura di Elisabetta Molinari

Interventi degli autori: Ettore Maria Peron, Davide Dell’Acqua, Patrizia Azimonti

http://www.massograsso.it

http://www.kaosdesign.it

http://www.dartvisualgallery.com

Dibattito:


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VEDI LA SCHEDA DEL LIBRO :

acquistabile dal sito:

e presso:

Libreria Dominioni

Libreria Noseda/Libraccio di Via Cantù, Como

il Libraccio di Via Giulini

Libreria Andreoli di Via Rovelli, Como

View original post

Arrivare a Coatesa: una giornata di battello e visita ai borghi di RIVA DI CASTELLO, COATESA, BORGOVECCHIO e CARENO (nel Comune di NESSO e sul LAGO DI COMO)

 

Vai a:   TUTTI i post dedicati a COATESA

Suggerimento di percorso:

1 in battello fino a Nesso (si ferma proprio nella frazione di Coatesa). Qui gli orari dei battelli  http://www.navlaghi.it/ita/c_orari.asp

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visita all’Orrido di Nesso e al ponte della Civera nella frazione di Coatesa,  passando sotto il portico a lago;

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risalita per la erta scalinata (attenzione: tenersi alla balaustra);

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4 arrivare alla frazione di Riva di Castello e guardare tutta la baia (io la chiamo così perchè  “E’ ” una baia)

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ritornare sui passi rifacendo la erta scala verso il basso (attenzione ancora!), passare sul ponte della Civera e procedere fino all’imbarcadero dei battelli

ecco la mappa dall’imbarcadero alla frazione di Borgovecchio:

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risalire per il sentiero/mulattiera a destra;

7 arrivare al parcheggio, oltrepassarlo e proseguire nel sentiero di sinistra (NON risalire la ripida via delle auto)

8 scendere verso la Chiesa dei santi Pietro e Paolo. Lungo il percorso, il vostro occhi si soffermerà sulle belle facciate delle case. Il vostro cuore percepirà la calma e la tranquillità del luogo. Le auto non passano. Le moto sì: pazienza. Non si può avere tutto dalla vita

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9 prendere il sentiero/mulattiera di sinistra (dove c’è l’insegna di una vecchia “Trattoria con alloggio”, chiusa nel 1928)  e scendere verso la frazione di Borgovecchio fino ad arrivare al molo, dove si trova anche una sorgente d’acqua sotterranea

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Sullo stradone c’è un bar e un ottimo ristorante e albergo (Locanda le Tre rose):

Volendo,e se non siete stanchi, suggerisco ancora:

  • prendere il battello delle 14 e 50. in 7 minuti si arriva alla frazione di  Careno
  • Visitare in su e in giù anche questa bellissima frazione
  • il battello per Como passerà alle 18,01 o alle 18 e 31 (a ancora alle 20 e 37, ma solo nei festivi) e vi riporterà a Como. Dove potrete ancora girare per la città murata o ripartire per Milano

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ATTENZIONE:

GLI ORARI DEI BATTELLI POTREBBERO CAMBIARE: INFORMARSI QUI

 

Come arrivare alla frazione di COATESA, nel Comune di NESSO sul LAGO DI COMO

La frazione Coatesa, è nel Comune di Nesso, sul Lago di Como (l’antico Lario).

Questo gruppo di case che si affaccia sulle rive è accessibile solo camminando a piedi: non arrivano automobili.  E non potranno mai arrivarci le automobili.

Una specie di miracolo orografico e geografico ha preservato nel corso delle ere geologiche e dei secoli questo luogo meglio conosciuto al mondo come lOrrido di Nesso dove si gettano i torrenti Tuf e Nosè, che formano la cascata che si vede sopra il Ponte Civera di pietra.

Come si arriva qui?

Dal Maggio della Primavera al mese di Settembre dell’Estate funzionano i  battelli.

La navigazione dura un’ora e 10 minuti

Ci sono poche corse giornaliere, tuttavia è veramente molto bello ed istruttivo, per le menti ossessionate dalla fretta, abbinare una visita con il battello: potrete, sia in andata che al ritorno, osservare un paesaggio che unisce la verticalità dei monti alla orizzontalità della linea del lago:

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E’ meglio informarsi sugli orari esatti:

vedi:  Orari navigazione laghi

Nell’estate 2016 gli orari sono stati questi:

La seconda soluzione sono le corriere 

che partono da Como proprio davanti alle Ferrovie Nord. Il viaggio dura circa 35 minuti.

Scendere in Via Roma ed imboccare la scalinata di Via Coatesa/al Pontile:

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L’altra soluzione è l’automobile. E’ certamente il mezzo più flessibile, ma un pochino più scomodo a causa della tortuosa strada di lago e dei lavori di manutenzione che sono praticamente sempre in atto.

A Como occorre imboccare la strada segnalata con il cartello “Bellagio” e per arrivare a Nesso occorrono circa 30 minuti.

Nesso è esattamente a metà strada fra Como e Bellagio:

Per il parcheggio occorre arrivare fino all’Albergo Tre Rose ed alla Farmacia (che è poco dopo la piazzetta principale di Via Roma, da dove si vede sotto l’Orrido), girare ad angolo acuto a sinistra, scendere la rampa fino e cercare un posto o nella piazzetta sottostante o nel primo pezzo della strada che scende a lago.

Prendete la mulattiera di sinistra (quella con la freccia “al pontile”) e, rigorosamente a piedi, arrivate in circa 7 minuti all’imbarcadero della navigazione lariana.

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Sono circa 500 passi, fra cui anche una scalinata bassa di 79 gradini: in discesa in arrivo e in salita al ritorno

E’ tutto.

Non occorre altro.

Il resto lo farà questo luogo animato dalla sua storia, dalle persone che lo abitano, dalla bellezza del Ponte della Civera, da cui si vede l’Orrido di Nesso dal punto di vista del lago, dalle pietre dei sentieri e dalla emozione di attraversare luoghi raggiungibili solo camminando.


VEDI ANCHE:

Leonardo da Vinci: “Nesso terra, dove cade uno fiume co grade 6 enpito per una gradissima fessura di monte” | Orrido di Nesso, nella frazione di COATESA

Sopra Como otto miglia è la Pliniana, la quale crescie e discrescie ogni 6 ore, e'l suo cresciere fa 4 acqua per 2 mulina e n'avanza, e'l suo calare fa asciugare la fonte;

5 piu su 2 miglia e' Nesso terra, dove cade uno fiume 
co grade 6 enpito 
per una gradissima fessura di monte

Queste gite so da  fare nel mese di maggio;
E i maggior sassi scoperti che si truovano  in questi paesi sono le
motagnie di Mandello, vicine alle motagnie di Lecco e di Gravidona

Leonardo da Vinci

Terrazza – Improvvisa ci coglie la sera… – Vittorio Sereni

Improvvisa ci coglie la sera.
Più non sai
dove il lago finisca;
un murmure soltanto
sfiora la nostra vita
sotto una pensile terrazza.

Siamo tutti sospesi
a un tacito evento questa sera
entro quel raggio di torpediniera
che ci scruta poi gira se ne va..

Vittorio Sereni, in Poesie scelte 1935-1965, Mondadori, Milano, 1973

 

Il Parlamento e Bilora di Ruzante, con Basilio Luoni diventano El Parlament e El Berola

Gustosa serata a Casa Martinelli o Villa Laura, nella frazione di Pescaù a Lezzeno, dove in una ambientazione davvero molto bella (di spalle il lago e di fronte un palcoscenico ricavato sotto un colonnato di pietra) sono state rappresentate due farse di Angelo Beolco, detto il Ruzante, ritrascritte in dialetto locale: Il Parlamento e Bilora (1528/1529).

L’opera e la trasposizione la si deve a Basilio Luoni, che ha rielaborato i due testi teatrali e diretto alcuni bravissimi attori i quali , a loro volta, hanno divertito con  il loro sapiente e ricco linguaggio e la gestualità  i cento spettatori presenti.

Le operette dialettali del Ruzante sono veementi ritratti di tipi e situazioni contadine che nella storia letteraria dell’epoca si rivelano come storie realistiche di un mondo forte e povero di fronte alle difficoltà e traversie della vita.

Nel Parlamento, Ruzante, reduce di guerra profondamente segnato dai patimenti subiti, cerca la moglie Gnua, sperando anche nell’aiuto del compare Menato, che gli rivela però come Gnua sia diventata la compagna di un bravo. La donna lo tratta con sprezzante freddezza. Il marito, allora, tenta di sottrrla con la forza al bravo, che però lo riempie di legnate.

Nell’altra farsa, il contadino Bilora, anche lui reduce di guerra, aiutato dallo zio Pitaro cerca la sua moglie Dina, fuggita presso il vecchio usuraio Andronico. Dina è incerta se seguirlo o restare  e – impietosita – dà a Bilora i soldi per ristorarsi. L’uomo torna ubriaco e chiede ad Andronico, tramite Pitaro la restituzione di Dina. La donna rifiuta e preferisce la sicurezza della ricchezza. Il contadino, dopo aver atteso che Andronico esca di casa di notte lo accoltella a morte.

Queste sono le trame succinte. Tuttavia rese nel ricco e fluente dialetto del lago (versione Lezzeno) diventano divertentissime, come si può ascoltare da questi brevi frammenti audio registrati la stessa sera.

Entra in scena Andronico:

Pitaro tenta di convincere Andronico a lasciar tornare Dina:

Bilora impreca e uccide Andronico:

Gabriele De Ritis: "Tu hai nella natura e nella storia che hai contribuito a costruire là dove vivi i giusti confini. Custodire la linea che ti separa dall'altro da te è ininterrotto lavoro quotidiano, ma anche esercizio spirituale: è quell'imparare a morire giorno dopo giorno che le forme della saggezza che abbiamo scelto ci insegnano"

Caro Paolo,

ho appena finito di leggere una prima volta il tuo preziosissimo saggio. Non mi è sfuggito nemmeno il più piccolo riferimento alle cose da te sentite e pensate in questi anni. La lettura è favorita dalla chiara struttura del testo, che si apre e si chiude con movimento giustamente circolare: partire e tornare per te ha un senso. Dai luoghi che ti hanno dato la vita ti allontani, sapendo bene che la meta della tua vita è la stessa origine da cui vieni: la tua terra, dove più volte sei nato. I diversi piani di realtà che attraversi si compongono bene nella sintesi breve che ci è stata richiesta. Le suggestioni offerte dagli Autori da te frequentati sono materiale fertile a cui tornare, per farlo fruttare ancora, come tu dici.
E’ stato detto da Nietzsche che chi non ha un padre se lo deve dare. Parafrasandolo liberamente, si potrebbe dire che se non si ha una Patria occorre darsela. Tu hai salde radici. Dunque, devi usare ancora la tua voce per rendere sito ciò che per i viandanti distratti è forse solo meta turistica o curiosità erudita. 
La massa imponente delle cose che ereditiamo da chi nei secoli ha lasciato traccia della vita di un territorio non può certo essere disprezzata. Tuttavia, c’è più anima forse nel tuo breve scritto che non nei più dotti testi geografici ed economici che parlino di una terra. Ti esorto, allora, a scrivere ancora su paese, dimora, ambiente, come riesci a fare felicemente. 
A proposito della scrittura, io penso – al di là delle competenze formali, che pure possiedi – che si scrive con la mente e con il cuore, con anima e sentimento. E tu possiedi una mente ospitale e un cuore indomito e un’anima viva e attenta e sentimenti che non ami ostentare in forme sdolcinate e facili.
In tempi in cui è facile straripare, tracimare, invadere i territori confinanti, la sobrietà a cui siamo chiamati è compito gradevole. Non è certo la misura dei classici che avremo da praticare, essendo la vita ormai lontana dal mondo chiuso dell’antico: si sono spalancati davanti a noi i tesori dell’infinito che la scienza dischiude per noi. Per questo, darsi dei limiti è doveroso e saggio.
Tu hai nella natura e nella storia che hai contribuito a costruire là dove vivi i giusti confini. Custodire la linea che ti separa dall’altro da te è ininterrotto lavoro quotidiano, ma anche esercizio spirituale: è quell’imparare a morire giorno dopo giorno che le forme della saggezza che abbiamo scelto ci insegnano. 
Coltivare la tua anima è compito felicemente avviato. Ti auguro di proseguire indefinitamente con Luciana in quest’opera. Altro non è dato fare, se non consistere dignitosamente qui e ora, sulla terra che calpestiamo, con il passo che richiedono i giorni e le ore della vita. 
Che il tempo ti sia sempre propizio e che porti solo buone nuove chi bussa alla tua porta.
Gabriele 

Il Caso quale componente del Destino mi fa incontrare D, nel centro storico di Como

caro D

chissà se questo indirizzo email ti raggiunge. Ci provo

Ci siamo appena incrociati per strada, a dimostrazione che la Como storica ha una struttura urbana che favorisce i contatti casual. Ed essendo il Caso una componente del Destino colgo l’occasione per dirti qualcosa di me.

Vivo ancora in città, ma il mio Luogo del Destino è a Coatesa, la piccola frazione di Nesso (11 abitanti stanziali) sopra il pontile dei battelli. Qui ci si arriva ancora solo a piedi, lungo le stradine e gli scalini di sassi grigi.

Mi piacerebbe averti ospite, con mia moglie Luciana, in un giorno delle prossime stagioni. Quello è un luogo da primavera/estate. Già l’autunno e ancor più l’inverno lo rende bello solo per chi lo abita. Meno per gli ospiti: c’è solo il riscaldamento di una stufa in una stanza.

Se vuoi vederlo un po’ vai qui:

Dunque il luogo concreto è Coatesa.

Faccio il docente a contratto in Università e lascio qualche traccia di me su vari blog (ho disseminato qui qualche link). Diciamo che tengo un diario, solo che è pubblico e non cartaceo

Sto leggendo il tuo Saper vedere il paesaggio, CittàStudi edizioni. Lo trovo bellissimo: esprime compiutamente e con trame larghe la tua concezione della architettura, quella che ti faceva – giustamente, a mio avviso – entrare in conflitto con gli estremismi parolai degli anni ’60 e ’70.

Devo scrivere su committenza (scrivo solo su committenza) un saggio sul Genius Loci, in un libro collettivo sul simbolo dell’Angelo. Ho amici fra psicologi che sono interessati a questo oggetto simbolico. E nel tuo/vostro libro trovo suggestioni di grande vantaggio culturale per il mio testo.

Finisco qui questa breve lettera, sperando di vederti ed ascoltarti a Coatesa sul Lario

intanto un caro saluto

e i nostri auguri per il 2010




Paolo Ferrario

Nesso: Quel fiumicello forma la ricchezza della terra di Falco della rupe, perchè alimenta due buoni stabilimenti in seta, torchio d’olio d’oliva e … | da Antonio Balbiani, Como, il suo lago, le sue valli e le sue ville. Nuova guida storica, artistica, industriale e commerciale, editore Francesco Pagnoni Tipografo, Milano/Napoli 1877, ristampata da Arnaldo Forni editore, 1977, pagg. 162-163

Siamo a Nesso, che ci ricorda i Greci (Nasso) mandati da G. Cesare. Conta 1284 abitanti, ed ha uffizio postale, con unita Cassa governativa di Risparmio, ed anche una banda musicale. Divisa è questa terra in due parti per un fiumicello formato da freddissime sorgenti che giù dall’altissimo monte discendono. Giunto al margine del dirupo su cui Nesso è fra le cascate d’acqua con cui adeschino gli sguardi del passaggiero le Najadi tributarie del Lario. Quel fiumicello forma la ricchezza della terra di Falco della rupe, perchè alimenta due buoni stabilimenti in seta, torchio d’olio d’oliva e linseme, un maglio, cartiere e mulini. V’è pure una fabbrica di polvere.
Noi possiamo salire e, per erta e sassosa stradicciuola a traverso il villaggio, arriviamo al ponticello che sovrasta al torrente, quasi sull’orlo della cateratta. Da quel pittoresco punto l’occhio rimira le sottoposte onde che rimbalzano e frangonsi, indi sfugge e lontano spazia pel lago, ovvero guarda dall’ altra parte l’alpestre letto del lume e va tra dirupati monti perdendosi. Singolare è la freschezza di questo sito, quando la torrida canicola stendesi altrove sulla superficie dei campi.
Raccogliamoci nel terrazzo dell’ osteria, donde comodamente osservare si può la cascata. Quivi l’ onda cadente non abbandona la rupe per formare specchio convesso, come in altre cascate di grido maggiore ; ma, quasi a perpendicolo traboccando, essa lambisce l’opaco e luccicante masso, e di perpetuo tremito commuove gli arboscelli, che crescono in qualche distanza dal suo passaggio.
Vogliamo anche vederla dal basso, e fatto spingere una peschereccia barchetta alquanto dentro i biancheggianti flutti del torrente caduto, saltiamo sui macigni coperti di muschio e sdrucciolevoli pel continuo sprizzo delle acque. L’aria, in giù cacciata dalle precipitevoli acque, diventa vento che reca sulle fredde sue ali minutissima, qual polve, la pioggia che lo sprazzo delle onde forma.
A’ piedi affatto della cascata, dal sentimento del sublime ci troviamo compreso l’animo, quando, innalzando verticalmente gli occhi, vediamo pendere sul capo que’ rovinosi canuti flutti, e miriamo i corrosi fianchi del nereggiante dirupo, che ivi ha figura dell’ interno di una immensa antica piramide, da cui a forza venisse tolta via una parete.
O natura, sempre bella anche nella selvatichezza e nell’orrore, per gli uomini di fredda immaginazione, oh come senza favella giacciono le tue maraviqlie!

In: Antonio Balbiani, Como, il suo lago, le sue valli e le sue ville. Nuova guida storica, artistica, industriale e commerciale, editore Francesco Pagnoni Tipografo, Milano/Napoli 1877, ristampata da Arnaldo Forni editore, 1977, pagg. 162-163