Storia del mondo in 12 MAPPE, di Jerry Brottom, Feltrinelli editore, 2013

Mappeser.com: Mappe nel sistema dei Servizi

vai alla scheda del libro

https://www.feltrinellieditore.it/opera/opera/la-storia-del-mondo-in-dodici-mappe/#descrizione

Nel corso della storia le carte geografiche hanno modellato la nostra visione del mondo e il posto che vi occupiamo. In questo brillante libro, Jerry Brotton sostiene che, lungi dall’essere meri strumenti della scienza, le mappe del mondo sono inevitabilmente descrizioni parziali e soggettive, intimamente legate ai sistemidi potere, all’autorità e alla creatività di tempi e luoghi particolari. I disegnatori di mappe non si limitano a raffigurare il mondo, lo costruiscono sulla base delle idee vigenti nella loro epoca. Questo libro analizza il significato di dodici mappe del mondo, a partire dalle rappresentazioni della storia antica e per finire con le immagini satellitari contemporanee. Ricrea vividamente gli ambienti e le circostanze in cui queste carte sono state create, mostrando come ciascuna di esse trasmetta un’immagine estremamente personale del mondo: la prospettiva cristiana centrata su Gerusalemme della mappamundi di Hereford del quattordicesimo secolo; lapiù antica…

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La MAPPA, di Wislawa Szymborska, in Basta così, Adelphi. Lettura poetica di Domenico Pelini. …Amo le mappe perché dicono bugie. Perché sbarrano il passo a verità aggressive. Perché con indulgenza e buon umore sul tavolo mi dispongono un mondo che non è di questo mondo ….

Piatta come il tavolo

sul quale è posata.

Sotto – nulla si muove,

né cerca uno sbocco.

Sopra – il mio fiato umano

non crea vortici d’aria

e lascia tranquilla

la sua intera superficie.

Bassopiani e vallate sono sempre verdi,

altopiani e montagne sono gialli e marrone,

oceani e mari – di un azzurro amico

sui margini sdruciti.

Qui tutto è piccolo, vicino, alla portata.

Con la punta dell’unghia posso schiacciare i vulcani,

accarezzare i poli senza guanti grossi,

posso con un’occhiata

abbracciare ogni deserto

insieme al fiume che sta lì accanto.

Segnalano le selve alcuni alberelli

tra i quali è ben difficile smarrirsi.

A est e ovest, sopra e sotto

l’equatore, un assoluto

silenzio sparso come semi,

ma in ogni seme nero

la gente vive.

Forse comuni e improvvise rovine

sono assenti in questo quadro.

I confini si intravedono appena,

quasi esitanti – esserci o non esserci?

Amo le mappe perché dicono bugie.

Perché sbarrano il passo a verità aggressive.

Perché con indulgenza e buon umore

sul tavolo mi dispongono un mondo

che non è di questo mondo.

Map

Flat as the table
it’s placed on.
Nothing moves beneath it
and it seeks no outlet.
Above—my human breath
creates no stirring air
and leaves its total surface
undisturbed.
Its plains, valleys are always green,
uplands, mountains are yellow and brown,
while seas, oceans remain a kindly blue
beside the tattered shores.
Everything here is small, near, accessible.
I can press volcanoes with my fingertip,
stroke the poles without thick mittens,
I can with a single glance
encompass every desert
with the river lying just beside it.
A few trees stand for ancient forests,
you couldn’t lose your way among them.
In the east and west,
above and below the equator—
quiet like pins dropping,
and in every black pinprick
people keep on living.
Mass graves and sudden ruins
are out of the picture.
Nations’ borders are barely visible
as if they wavered—to be or not.
I like maps, because they lie.
Because they give no access to the vicious truth.
Because great-heartedly, good-naturedly
they spread before me a world
not of this world.

(Translated, from the Polish, by Clare Cavanagh)


fonte:

La mappa, Wislawa Szymborska

Viaggio a Londra in camper in era Brexit/Covid capitolo 2

Carlabazar

Mercoledì 6 ottobre

Giornata campale che inizia molto presto per noi  : ci dirigiamo verso lo studio dentistico dove la Jessica deve togliere 2 denti e posizionare i due provvisori .   Anche i dentisti a Londra vanno di corsa : a noi sembra un po’ troppo, e non solo perché oramai la velocità è sparita dalla nostra vita per lasciare finalmente spazio al gustare le esperienze anche banali della vita  .   Arriviamo con largo anticipo e facciamo colazione in un bel bar gestito da due fratelli albanesi, minimal ma molto accoglienti : tempo la colazione abbiamo già socializzato e ci siamo comunicati i fondamentali di questo momento della nostra esistenza, favoriti anche dal fatto che uno dei due parla italiano per un periodo trascorso a Prato in Toscana  .     Anche dopo la colazione manteniamo il nostro anticipo : cerchiamo una panchina al sole , per scaldarci un po’ dal vento…

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Viaggio a Londra in camper in era Brexit/Covid capitolo 3

Carlabazar

Sabato 9 ottobre

Facciamo colazione e paghiamo la sosta notturna . Decidiamo di dirigerci verso l’Isola di Wight : quindi, mentre la Jessica riposa ancora un po’, ci dirigiamo a Portsmouth. Incontriamo però una deviazione che ci fa uscire dall’autostrada e dopo alcuni errori e alcune code, decidiamo di trovare una tappa intermedia per godere della bella giornata di sole ed anche per il pranzo, preferibilmente al mare . Guardo la mappa e vedo alcune isole/promontori sulla costa : decidiamo di dirigerci a Hayling Island , piccola isola collegata alla terraferma da un ponte che corre in mezzo al mare tra aree salmastre (bellissime le foto dal satellite) dove ci sono fiorenti allevamenti di ostriche e dove la guida ci segnala uno dei ristoranti dove si mangia “il migliore fish and chips del Regno Unito”.

Mappa del percorso delle nostre vacanze : da Londra a Pevensey a Beachy Head a…

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Viaggio a Londra (non solo) in camper in era Brexit/Covid . Parte 4

Carlabazar

Scendiamo dal traghetto e prendiamo prima l’autostrada poi stradine sempre più strette che ci conducono a Beaulieu, al centro della New Forest, incantevole riserva naturale con boschi secolari, cervi e cavalli che pascolano liberi ai bordi delle strade, dove c’è il limite dei 40 miglia (64 Km), proprio per l’elevata possibilità che gli animali si trovino sul percorso stradale.  

Dalla guida Routard : “Immensa distesa di lande, eriche e ginestre che si alternano a tratti di sottobosco ricoperti da giacinti selvatici .  Anche nei villaggi si incontrano animali di ogni tipo che vivono allo stato brado. Istituita da Guglielmo il Conquistatore quasi 1000 anni fa  la New Forest era originariamente destinata ai piaceri del sovrano e ancora oggi appartiene alla Corona. Gli abitanti dei villaggi conservano usi e costumi medioevali . Così Lord Montagu, dell’aristocrazia locale, percepisce ancora benefici feudali dai sudditi che vivono sulle sue terre, dall’alto…

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DUCCIO DEMETRIO, Filosofia del camminare. Passeggiare, peregrinare, vagabondare – al convegno di Pistoia 24/26 settembre 2021: Dialoghi sull’uomo, ALTRI ORIZZONTI: CAMMINARE, CONOSCERE, SCOPRIRE. Con l’aggiunta di uno scambio di lettere/mail

 
gli ho scritto:
Ciao, Duccio
abbiamo appena visto e ascoltato il tuo bellissimo
Duccio Demetrio | – al convegno Dialoghi sull’uomo, Pistoia 2021
Pensa che mi capita , talvolta di rifare quei passi. é come se quei luoghi fossero inscritti non solo nella mia psiche, ma anche nella mia biologia
Ma mi venivano alla mente anche i cammini che facevo (negli anni 70 e 80), quando dalla stazione nord di Milano mi recavo alle scuole di servizio sociale, dove ci siamo conosciuti: via Ruffini, via Daverio, Via Pace …
davvero grazie per avermi evocato queste immagini importanti che sono costitutive della mia biografia
ti saluto con affetto e gratitudine
anche attraverso la mappa esistenziale che mi orienta dal 1967
 

ci ha risposto:

carissimo Paolo, carissimi amici, grazie per questo breve ma affettuoso
e lucente memoir vagabondante. Ma grazie soprattutto per questo vostro
riscontro. Mi mancava davvero, a Pistoia avevo davanti a me un pubblico
certo generoso anch’ esso ma deturpato dalle mascherine d’ ordinanza che
non mi permettevano di vedere i volti, ora grazie alle vostre calde
parole vedo i vostri e insieme ci sorridiamo come se fossimo presenti
insieme. Abbracci  e la mia commozione Duccio

Pescara e Chieti: Una grossa fregatura e Borgo Sud: due libri imperdibili dalla mia terra, dal blog di Madamatap

Che cos’hanno in comune Borgo Sud (Einaudi) di Donatella Di Pietrantonio e Una grossa fregatura (Chiaredizioni) di Marcello Nicodemo?  Tanto per cominciare, la città in cui si svolgono le due storie: Pescara, vera e immaginaria. Nel libro di Marcello, c’è anche qualche altro pezzo di costa adriatica e vari passaggi in Campania, regione di origine dei suoi genitori, ai quali il libro, dolente e sincero, è dedicato. Nel libro di Donatella, c’è anche un po’ di entroterra, lo stesso che aveva fatto da scenario a L’Arminuta il bellissimo romanzo di cui il nuovo è per così dire il “sequel”. In tutti e due, poi, appare qui e là anche Chieti, la mia città natale.

vai a:

Madamatap: Una grossa fregatura e Borgo Sud: due libri imperdibili dalla mia terra

Percorso del viaggio in Italia di Michel DE MONTAIGNE (1580-1581). Libro: Viaggio in Italia passando per la Svizzera e la Germania, a cura di Irene Riboni, introduzione di Armando Torno, edizioni La Vita Felice, 2020

MICHEL DE MONTAIGNE

(Pèrigord 1533 – Saint-Michel-de-Montaigne 1592) scrittore e filosofo francese, iniziò lo studio dei classici in tenera età. Studiò nel Collegio di Guyenne a Bordeaux, successivamente filosofia nella stessa città e diritto a Tolosa. Nel 1554 entrò nella magistratura a Périgueux, divenne poi consigliere del parlamento di Bordeaux (1557-1568). Il solo avvenimento che segnò profondamente la sua esistenza fu l’amicizia con Étienne de La Boétie, iniziata nel 1558. La prematura morte dell’amico, quattro anni dopo, lasciò un vuoto incolmabile nel pensatore. Nel 1568 gli morì il padre. Dal 1570, ritiratosi nelle sue terre, si dedicò agli studi, alla meditazione e alla composizione degli Essais. Nel 1580 effettuò viaggi in Francia, Svizzera, Germania e Italia, nella speranza di trovare beneficio nelle acque termali per combattere la calcolosi renale di cui soffriva. Nel 1581 ebbe notizia della sua nomina a sindaco di Bordeaux e prese la via del ritorno. In patria il filosofo svolse con competenza il suo biennio di sindaco e venne rieletto per altri due anni. Nel 1585 nella regione di Bordeaux scoppiò un’epidemia di peste e Montaigne dovette allontanarsi dalle sue terre ma, passata l’epidemia, si ritirò nel suo castello. Nel 1587 fu assalito e derubato in viaggio verso Parigi e arrivato nella città venne imprigionato per qualche ora, in seguito a tumulti scoppiati. La morte lo sorprese nel 1592.

Meraviglie. Un VIAGGIO in ITALIA, con Alberto Angela, Rai 1/Rai Com, La Repubblica/L’Espresso, 2020

1 dalla reggia di Caserta a Matera. Le meraviglie del Meridione d’Italia

2 Il Sud Italia e lo spirito della Magna Grecia. Lì dove le civiltà si incontrano

3 Da Siena ai grandi di Firenze. La Toscana e il suo ideale

4 Da Assisi a Pisa.  Il grande Medioevo italiano

5 Dalle Langhe alle Ville Palladiane, attraverso le Alpi

6 L’Etruria e l’Italia delle antiche culture

7 Dalle Grotte di Frasassi al Monte Bianco. Quando la natura è arte

8 Campania. La cultura che viene dal mare

9 Il Meridione barocco. Lo scrigno delle perle rare

10 Da Roma a Urbino a Ravenna. Dove c’era una volta lo Stato della Chiesa

11 Mantova, la perla della Lombardia

12 La Sardegna. l’isola arcana

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vai a:

Meraviglie

Visita organizzata dalla associazione studentesca EnvironMental ( Università degli studi dell’Insubria): 1. sito paleontologico di Endenna (Bergamo); 2. Museo della Valle di Zogno; 3. Grotte delle Meraviglie, sabato 12 ottobre 2019

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EnvironMental ha organizzato per  sabato 12 ottobre 2019 un viaggio alla scoperta della Paleontologia, accompagnati dal professor Silvio Renesto, paleontologo e docente dell’Università degli Studi   dell’Insubria,

Percorso:


ZOGNO (provincia di Bergamo) E PERCORSO PALEONTOLOGICO 

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MUSEO DELLA VALLE DI ZOGNO

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GROTTE DELLE MERAVIGLIE

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gli ORGANIZZATORI  DELLA GIORNATA

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IL LUNGHISSIMO LUNGOMARE – in Corriere della Sera Sette, 2018

vai a

Estate italiana: Lunghissimo lungomare – Sette

 

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Paolo Ferrario, intervento sui MODI DI VIVERE I LUOGHI, in occasione della presentazione del libro: Ettore Maria Peron, Davide Dell’Acqua, Patrizia Azimonti, NESSO E DINTORNI, ItineLario editore. Nesso, 26 Febbraio 2016. Video

 

i miei appunti:

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vai al post dedicato alla intera serata di presentazione del libro:

https://coatesa.com/2016/02/27/video-della-presentazione-di-ettore-maria-peron-davide-dellacqua-patrizia-azimonti-nesso-e-dintorni-26-febbbraio-2016/

Meraviglie: la penisola dei tesori, a cura di ALBERTO ANGELA – RaiPlay, 2018, 2019

Alberto Angela ci accompagna in un viaggio alla scoperta delle “Meraviglie” italiane, quelle che ci rendono una vera e propria “penisola dei tesori”. Un itinerario fra arte e bellezze naturali nei siti riconosciuti dall’Unesco come patrimonio dell’umanità.

ANTEPRIMA 2019:

https://www.raiplay.it/video/2019/03/Aspettando-Meraviglie-la-penisola-dei-tesori-41de6d20-6378-4cc5-9fa8-bd288232c69b.html

PER LE PUNTATE PUBBLICATE DA RAYPLAY

Meraviglie – RaiPlay

Gabriele De Ritis: "Ci sono posti che sono solo località geografiche …"

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Ci sono posti che sono solo località geografiche: possono essere raggiunti fisicamente da noi nei nostri viaggi senza che si riesca a conquistare lo ’spirito del luogo’. Ce ne andiamo via delusi e stanchi, per aver cercato invano; forse, anche disgustati, per un senso di noia che ci assale, per il tempo dedicato inutilmente alla valorizzazione di angoli suggestivi o di prodotti dell’arte, non importa quanto preziosi.

Giacomo Leopardi ha descritto ampiamente il senso di un’esperienza esemplare perché ‘vissuta’: ogni luogo si trasformava in ’sito’ per lui quando, dopo averne fatto ripetutamente esperienza, poteva collegarvi un ricordo. Lo spazio si faceva, dunque, tempo: rimembranza. E «una ricordanza, una ripetizione» era per lui tanto più cara, quanto più vago e indefinito era il segno che lasciava nella memoria ‘linguistica’ del cuore…

Ci sono siti che non ci appartengono. Eppure, ci sono familiari; suscitano in noi emozioni vive, anche solo a contemplarli…

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rassomiglianze di luogo: RASIGLIA ( frazione montana del comune di Foligno, PG)

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Rasiglia da sempre è sinonimo di acqua. Acqua intesa come risorsa utilizzata dall’uomo, attraverso tecniche e tecnologie sostenibili in piena armonia con gli ecosistemi ed i cicli naturali, per la propria sopravvivenza, per creare benessere e sviluppo.

Per Arpa Umbria Rasiglia rappresenta un laboratorio di diversità e complessità, un paradigma della “comunità sostenibile”, dove gli elementi dell’ecosistema e dell’ambiente fisico contribuiscono in maniera sincretica alle funzioni sociali e ai processi naturali.

Video su YouTube

Curiosando sul web si possono trovare diverse notizie, immagini, video e racconti  su Rasiglia; in questa pagina abbiamo raccolto alcuni video per i più curiosi.

Racconti in video ed immagini del nostro piccolo e suggestivo paese.

vai a

http://www.rasigliaelesuesorgenti.com/index.php?option=com_content&view=article&id=27&Itemid=34

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Percorso fra MOLTRASIO, CARATE, URIO e LAGLIO, lungo la “VIA VERDE”. Tempo complessivo di percorrenza: 4 ore, comprese le corse dei BATTELLI. Video fotografico, a cura di Paolo Ferrario, della durata di 30 minuti. 21 dicembre 2017

  • Battello COMO/MOLTRASIO: 13,45-14,09
  • risalita a piedi fino al Municipio di MOLTRASIO
  • Scalinata di Via G. Bianchi fino alla frazione di Tosnacco
  • Sentiero panoramico detto la “VIA VERDE” (tutto segnalato con cerchi verdi dipinti sulle pietre)
  • Frazione Cavadino, via Corridoni, cimitero e chiesa di santa Marta
  • discesa lungo la via santa Marta, passando sotto lo stradone della Nuova Regia
  • frazione Olzavino del Comune di CARATE
  • Via San Rocco e Via Vittorio Veneto
  • Frazione Soldino e discesa a lago
  • porticciolo e centro di LAGLIO (piazza Salterio)
  • ritorno lungo la strada Vecchia Regia
  • passaggio allo scalo dei battelli di URIO
  • Battello da MOLTRASIO/COMO: 17,14-17,38

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La descrizione analitica di questo percorso è nelle pagine 27-47 di:

Alberto Marcarini, Il sentiero della Regina. Dieci passeggiate da Como a Chiavenna, Lyasis edizioni, 2000

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VEDI ANCHE:

Visto da Luciana: il Percorso fra MOLTRASIO, CARATE, URIO e LAGLIO, lungo la “VIA VERDE”. Tempo complessivo di percorrenza: 4 ore, comprese le corse dei BATTELLI. Video fotografico, a cura di Paolo Ferrario. Pomeriggio del 24 dicembre 2017

ancora una volta (pomeriggio del 24 dicembre 2017): Percorso fra MOLTRASIO, CARATE, URIO e LAGLIO, lungo la “VIA VERDE”. Tempo complessivo di percorrenza: 4 ore, comprese le corse dei BATTELLI. Video fotografico, a cura di Paolo Ferrario, della durata di 30 minuti.

BARBARA COLLI, GIUSEPPE SACCA’, CONOSCI VENEZIA?, Edizioni Clichy, 2016 | recensione in Ytali, gennaio 2017

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Indubbiamente il paradigma su cui si fonda la città – l’acqua – condiziona il visitatore anche colto e ben disposto, che spesso fatica a capire gli aspetti anche prosaici di una città poetica.

I numeri civici, per esempio. Avete mai notato che una calle anche molto breve può avere una numerazione a tre, quattro cifre? Come mai? “Ogni sestiere assume una sua numerazione autonoma, detta a insulario, tale per cui Castello conta 6828 numeri, Cannaregio 6426, San Marco 5562, San Polo 3144, Santa Croce 2359 e Dorsoduro 3964. Hanno numerazione autonoma le singole strade di Sant’Elena e la Giudecca che arriva al civico 971”. E i ponti? Quanti sono? “438, di cui novanta privati, che diventano 455 se si includono i nove di Murano e gli otto di Burano”. E vi è mai capitato si sentire un veneziano definire il canal Grande (il “Canalazzo”?) o il campanile di San Marco (“el Paron de casa”)?

vai a:

Sorgente: Venezia, piacere di conoscerla. Il libro di Colli e Saccà | Ytali

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FRANCESCA NODARI, Dai non luoghi al non luogo del soggetto nella contemporaneità, 6 dicembre 2016, ore 20.00 Auditorium Liceo Scientifico “L. Mascheroni” – Bergamo

Corso di Filosofia Anno XXIV 2016 2017

SPAZI D’OCCIDENTE
L’umanità in cammino, quale destino per l’Europa?

Martedì 6 dicembre, ore 20.00
Auditorium Liceo Scientifico “L. Mascheroni” – Bergamo

Dai non luoghi al non luogo del soggetto
nella contemporaneità.

Nell’ambito della 24^ edizione del Corso di Filosofia organizzato da Noesis (Libera associazione per la diffusione e lo studio delle discipline filosofiche), martedì 6 dicembre alle 20.00 presso l’Auditorium del Liceo Scientifico “L. Mascheroni” di Bergamo (Via Alberico da Rosciate, 21/A), si terrà l’intervento di Francesca Nodari dal titolo “Dai non luoghi al non luogo del soggetto nella contemporaneità”.

Info e programma: www.noesis-bg.it

FRANCESCA NODARI

Francesca Nodari si è laureata in Filosofia all’Università degli studi di Parma e specializzata in Filosofia e linguaggi della modernità nell’Ateneo di Trento. Ha conseguito, sotto la guida del Prof. Bernhard Casper (Università di Friburgo), il Dottorato di ricerca in Filosofia presso l’Università degli Studi di Trieste. Ha collaborato con la facoltà di Filosofia dell’Università Milano-Bicocca. Ha conseguito l’abilitazione nazionale di seconda fascia nel settore di Filosofia morale nel novembre 2014. È Direttore scientifico del Festival Filosofi lungo l’Oglio e del Festival Fare memoria (www.filosofilungologlio.it). È Presidente della Fondazione Filosofi lungo l’Oglio.

Tra i suoi libri: Il male radicale tra Kant e Levinas (Giuntina, Firenze 2008), Il pensiero incarnato in Emmanuel Levinas (Morcelliana, Brescia 2011), Piovani interprete di Pascal, (Massetti Rodella Editori, Roccafranca 2012); Il bisogno dell’Altro e la fecondità del Maestro. Una questione morale (Giuntina, Firenze 2013); Quale pane?(Massetti Rodella, Roccafranca 2015); Storia di Dolores. Lettera al padre che non ho mai avuto (Mimesis, Milano 2016). Oltre ai libri-intervista a S. Natoli, A. Luzzato e S. Givone, ha curato e prefato: B. Casper, Evento della pittura ed esistenza umana vissuta. Su due opere di Vincenzo Civerchio a Travagliato, tr. it. di L. Bonvicini, Morceliana, Brescia 2014; B. Casper, Levinas: pensatore della crisi dell’umanità, La Scuola, Brescia 2016. Presso Massetti Rodella Editori, dirige le Collane: «Filosofi lungo l’Oglio», «Granelli» e «Fare Memoria».

Collabora con riviste («Humanitas», «Studium», «Nuova Secondaria») e testate gior­nalistiche. È tra le vincitrici del Premio Donne Leader 2012 conferitole dall’Associazione internazionale EWMD – Delegazione di Brescia e tra le assegnatarie del Premio Donne che ce l’hanno fatta edizione 2015.

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Gli orti di VENEZIA- La Stampa, 16 settembre 2016

Gli orti di Venezia
Federico Ferrero, il “doctor chef” de La Stampa è stato a Venezia. Una Venezia del tutto particolare: fatta di sapori, profumi e piante. Sull’isola di Mazzorbetto si coltivano carciofi, fichi, more, pesche e zucchine. Ai piedi del campanile di San Michele Arcangelo c’è un grande giardino recuperato a prato, Vigna e frutteto. Un viaggio che ci insegna che Venezia non è solo canali e meraviglie architettoniche

Sorgente: L’altra Venezia riparte dagli orti – La Stampa

Degrado a Venezia, la città è assediata da turisti distruttivi. Tuffi nei canali e bivacchi ovunque, estate 2016

Tre decenni e molti sindaci dopo, i problemi non solo non sono stati risolti ma si sono aggravati. Gente che fa pipì sui muri senza nemmeno cercare più gli angoli nascosti. Giovanotti in bicicletta per le calli. Tende canadesi piantate qua e là nei giardini o nei campielli. Tovaglie stese sulle rive da famigliole che fanno il picnic manco se si trovassero in un’area di sosta sull’autostrada. Avvinazzati stesi nei sotoporteghi sfatti dall’alcol e completamente nudi. Bottiglie ammucchiate all’ingresso della basilica di San Marco perché con le nuove disposizioni antiterrorismo da qualche parte devono lasciarle e gli spazzini non ce la fanno a stare dietro ai cestini della zona dai quali, come ha scritto il Corriere del Veneto vengono rimossi 30 metri cubi al giorno di immondizie. Borseggiatori a tempo pieno sui vaporetti, a dispetto dei controlli che in questo solo mese di agosto hanno visto il fermo di 120 ladri. Sequestri quotidiani di paccottiglia «italian style» falsa sfornata da laboratori cinesi o napoletani. Per non dire, appunto, del quotidiano bagno nei canali di visitatori italiani e stranieri, giovani e meno giovani che mai oserebbero mettersi in slip o bikini in altre città del mondo. Come i «foresti» di campo San Vio che, svergognati sul web da una veneziana, guardano la signora che dice loro in inglese e tedesco che «non è permesso tuffarsi nei canali» e che «Venezia non è Disneyland», con aria stupefatta. Come pensassero: che storia è questa, Venezia non è Disneyland? Non appartiene forse a chi paga sganciando euro e dollari, sterline e yen? È o non è un «divertimentificio»?

Sorgente: Degrado a Venezia, la città è assediata Tuffi nei canali e bivacchi ovunque

Apre oggi (18 giugno) «The Floating Piers» (nella foto sopra, Reuters), letteralmente «I moli galleggianti», un’opera che mette il lago Sebino, forse uno dei più trascurati in Italia, al centro del mondo

Quello che forse è l’appuntamento «d’arte» più importante dell’anno sta per prendere vita, nella speranza che il meteo si schieri dalla parte di Christo (sopra, foto Ap), l’81enne artista di origini bulgare che sul lago d’Iseo ha «cucito» per la prima volta Sulzano a Montisola, passando per l’isoletta di San Paolo. Apre oggi (18 giugno) «The Floating Piers» (nella foto sopra, Reuters), letteralmente «I moli galleggianti», un’opera che mette il lago Sebino, forse uno dei più trascurati in Italia, al centro del mondo & #40;qui l’extra per voi sull’opera di Christo scritto da Luca Zanini).
Fino al 3 luglio, 24 ore su 24 e gratis, questa passerella apparentemente sottile ma in realtà capace di sopportare il peso di oltre 10mila persone alla volta, accoglierà americani, tedeschi, australiani. Insomma, turisti da ogni parte del mondo.
Già bloccate le strade intorno a Sulzano, esauriti i posti in alberghi e b&b vicini. Conviene prendere i treni (quello per Sulzano si prende da Brescia) o i bus navetta allestiti in alcuni paesi della zona come Rovato o Iseo e sperare che non piova troppo: il bello qui sta nel togliersi le scarpe, camminare sulla passerella e sentire la carezza dell’acqua sotto ai piedi.
«Non cercateci chissà quali simboli cerebrali – ha più volte spiegato l’artista – ma imparate a sentire il rumore dell’acqua, del vento, della natura». Qualche informazione pratica si trova qui.

Il Teatro Olimpico di Vicenza, costruito sul progetto di Andrea Palladio tra il 1580 e il 1585

Il Teatro Olimpico di Vicenza, costruito sul progetto di Andrea Palladio tra il 1580 e il 1585, è il primo teatro coperto in muratura al mondo. Dal 1994 è incluso nella World Heritage List dell’Unesco

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Sorgente: A Vicenza il primo teatro coperto in muratura al Mondo – Il Giornale dei Comuni