Ritratti biografici di Louise Bourgeois e Maria Lai, in Te la do io l’arte, a cura di Nicolas Ballario, Rai Radio 1 | RaiPlay Sound

Oggi vi riproponiamo due tra i migliori ritratti che abbiamo fatto durante questi anni passati insieme: Louise Bourgeois e Maria Lai

ascolta in:

Te la do io l’arte | Recap! Due Super Ritratti + un incontro speciale | Rai Radio 1 | RaiPlay Sound

Louise Bourgeois:

Maria Lai:

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vedi anche:

MARIA LAI, Legarsi alla montagna: l’arte relazionale di mettere in connessione i cittadini del paese fra di loro e con l’ambiente| – scheda informativa e video

Maria Lai, Legarsi alla montagna – video YouTube

Luciano Caramel [Como, 1935 | Erba, 2022], il ricordo di Gerardo Monizza

DA:

Gerardo Monizza | Facebook
Ricordo. Luciano Caramel
Luciano Caramel, storico e critico dell’Arte contemporanea, è morto. Una grave perdita per la cultura…
Luciano Caramel [Como, 1935 | Erba, 2022] si è spento lentamente – è il caso di dirlo – dopo una vita frenetica, scoppiettante, fatta di studi, di ricerche, di scoperte, di storia e di viaggi.
Era “sempre in giro” e amava ricordarlo ogni volta che ne aveva l’occasione, ma era vero. Noto, amato, e conosciuto per le sue posizioni schiette e anticonformiste era molto ricercato per contributi a studi e mostre dedicati all’Arte contemporanea. Nel settore era un maestro e la sua competenza l’ha trasmessa in centinaia di articoli specializzati, in cataloghi dedicati a periodi e artisti, in mostre di cui è stato l’inventore e il curatore.
Lavorare con Luciano – alle mostre – era una costante sfida al tempo, alla logica, alla tradizione, ma era spassoso e ci siamo – nelle diverse occasioni in mezzo secolo – davvero divertiti. Non aveva la benché minima idea dell’organizzazione necessaria per condure la realizzazione – pratica, s’intende – di una mostra, di un evento o di una esposizione. Tuttavia, avendo la stoffa e l’intelligenza del comandante, sapeva ben condurre l’esperienza fino alla fine.
Ogni occasione (presentazione, conferenza, intervento…) era una “lezione” con cui sapeva tenere a bada il pubblico. Talvolta era eccessivo (nei tempi…) eppure era sempre richiesto e molto amato perché amava e sapeva elaborare il discorso attraverso temi ampi e concatenazioni complesse, ma sempre comprensibili.
Così è stato da professore di lettere al Setificio di Como e da docente all’Università di Lecce e poi – per sempre – alla Cattolica. I suoi allievi e le sue allieve lo ricordano sempre con affetto anche nelle brevi note di sorpresa e di dolore che hanno punteggiato i social in questi giorni di lutto.
La morte di Luciano Caramel lascerà un vuoto davvero incolmabile. Amava moltissimo la città di Como e – possiamo dirlo – anche i comaschi ai quali, se necessario, non risparmiava critiche e a Como ha dato molte occasioni di approfondimento culturale.
Era anche autorevolissimo e molto ascoltato (talvolta temuto) dai pubblici amministratori che tuttavia assecondavano le sue richieste per eventi che sapessero, con originalità e approfondimenti, lasciare un segno per la città.
Mancherà a Como, ai comaschi e a tanti come noi, amici da anni e anni. Mancheranno il suo entusiasmo, il suo sorriso e – anche – la sua perfidia… Un maestro, anzi un professore in tutte queste discipline, che ha fissato un modello di “cittadino consapevole” capace di dare, alla propria città, molto di quel che ha ricevuto…
Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona e il seguente testo "Pressioni 2022 332 /Ricordo"

DIE MOBILES, Moving Shadows

biografia: https://de.wikipedia.org/wiki/Die_Mobil%C3%A9s

“Tu Sì Que Vales”, i Die Mobiles si aggiudicano un posto in finale (24 settembre 2022): https://www.tgcom24.mediaset.it/televisione/tu-si-que-vales-i-die-mobiles-si-aggiudicano-un-posto-in-finale_55178269-202202k.shtml

 

Nella fotografia non esiste il frattempo …, in Geoff Dyer, L’infinito istante. Saggio sulla fotografia, il Saggiatore

Nella fotografia non esiste il frattempo.

C’era quel momento e ora c’è questo e in mezzo non esiste nulla”

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citazione ripresa da https://www.repubblica.it/robinson/2022/09/10/news/geoff_dyer_lo_sguardo_e_la_storia_di_chi_scatta_limmagine_influenzano_chi_guarda-365075097/

vai alla scheda del libro:

Geoff Dyer, L’infinito istante. Saggio sulla fotografia, il Saggiatore

Geoff Dyer, L’infinito istante. Saggio sulla fotografia, il Saggiatore, 2022. Prima edizione nel 2005

Geoff Dyer, L’infinito istante. Saggio sulla fotografia, il Saggiatore

L’infinito istante – Il Saggiatore

Per Geoff Dyer la fotografia non è altro che un mezzo attraverso cui avviene il racconto delle piccole e grandi storie dell’umanità. Come la scrittura e il jazz, anche la fotografia sa andare oltre il significato del soggetto dell’opera, ma è necessario affinare la propria sensibilità.

Nell’Infinito istante, è una sorta di ordine entropico a guidare il viaggio nelle sterminate possibilità del mezzo fotografico. Dyer prova a distinguere quei fili che, come in un romanzo, legano generazioni di fotografia che pur non essendosi mai incontrati entrano in contatto incuranti del tempo e dello spazio grazie alla ripetizione dell’identico. Raccoglie quindi gli scatti di Alfred Stieglitz, Paul Strand, Walker Evans, André Kertész, Dorothea Lange, Diane Arbus e William Eggleston e scopre come il fotografare le stesse scene e gli stessi oggetti (panchine, cappelli, mani, strade, finestre, negozi di barbieri, fisarmonicisti) crei tra di loro un dialogo costante, una conversazione a più voci. Il suo è lo sguardo di uno scrittore che non possiede una macchina fotogra  ca per sua stessa ammissione, e che può quindi abbandonarsi all’esperienza intima e personale dell’immagine.

La fotografia cambia il modo in cui vediamo il mondo, Geoff Dyer cambia il modo in cui guardiamo entrambi.

«Ho tentato, per quanto mi è stato possibile, di essere aperto a tutto “come un pezzo di materiale non esposto, sensibilizzato”.»

«Dopo averlo letto, la vita sembra più grande.» John Berger

«Dyer mette a fuoco una serie di intuizioni sagaci e originali sul lavoro di un gruppo di artisti su cui sembrava si fosse già detto tutto.» The New York Times

Traduzione di Maria Virdis

Geoff Dyer (Cheltenham, 1958) è considerato uno dei più importanti scrittori inglesi contemporanei. Le sue opere di narrativa e saggistica sono state tradotte in ventiquattro lingue. Il Saggiatore ha pubblicato Sabbie bianche (2017), Il colore della memoria (2017), Zona (2018), Natura morta con custodia di sax (2019) e Fuga (2020).

SCOPRI DI PIÙ SULL’AUTORE

MARIA LAI, Legarsi alla montagna: l’arte relazionale di mettere in connessione i cittadini del paese fra di loro e con l’ambiente| – scheda informativa e video

Legarsi alla montagna è stato un evento unico, ideato da Maria Lai, a cui partecipò l’intera comunità di Ulassai l’otto settembre del 1981. Legarsi alla montagna è la prima opera di Arte relazionale a livello internazionale.

vai alla scheda informativa: https://it.wikipedia.org/wiki/Legarsi_alla_montagna

BIOGRAFIA DELL’ARTISTA MARIA LAI:

https://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Lai

e qui uno sguardo poetico sull’artista Maria Lai:

I libri cuciti, Maria Lai

I libri cuciti, Maria Lai

lescritteriate

La vita, fili da tessere.

Ordinatamente intrecciati,

leggeri, colorati

paiono inseguire desideri e felicità.

Ma se il caos interrompe il loro distendersi,

i fili oltrepassano la trama,

varcano confini,

si trasformano in grovigli, nodi, filacce, viluppi.

Grumi imperfetti.

Colate di fili,

sciami impazziti.

Senza più forme e contorni.

Senza più senso.

Dove più i fili si ingarbugliano

solo il verso del poeta

restituisce la speranza

di ricucirli

in sentieri di viaggi possibili,

Maria Lai – Ricucire il mondo

Maria Lai – Ricucire il mondo

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MARIA LAI. Il tempo dell’incalcolabile — M77 Gallery Official Website. Visita alla mostra, 19/3/22

MARIA LAI. Il tempo dell’incalcolabile2021-10-25 / 2022-04-03M77 presenta, da martedì 26 ottobre 2021, Il tempo dell’incalcolabile, progetto espositivo dedicato all’artista Maria Lai

vai al sito della galleria

MARIA LAI. Il tempo dell’incalcolabile — M77 Gallery Official Website
ciao cara ***,
…, ti avrei invitata a vedere una mostra particolare di Maria Lai, espressione dell’arte relazionale e dei libri cuciti.
Me l’aveva segnalata una mia amica innamorata di quest’artista sarda e così ieri sono andata con lei a milano a vedere un’inedito della Lai “Legarsi alle montagne” nonchè l’illustrazione cucita di una fiaba.
Poi, tornata a casa, sono andata a cercare altri particolari e ho trovato questo video su youtube (sono tre, ma io sono partita da quello di mezzo per completarlo con i mancanti successivamente):
 
 
L’ho trovata affascinante e mi sei venuta in mente, primo perchè se dovessi immaginarti tra 20anni ti penserei così, con la dolcezza nel viso e nel sorriso, secondo perchè anche tu sei un’artista dell’uso di stoffe, lane, fili e magari questa visone dà lo stesso effetto di serenità che ha dato a me.
La mostra era in Via Mecenate, poco prima credo del Monzino, e così abbiamo anche guardato nei dintorni questo strano panorama di fabbrica dismessa alla billy elliot inglese, dove si trova anche la sede rai. Milano è proprio una città da scoprire anche nei luoghi più periferici e anonimi.
 

LIBERO ARBITRIO, 14 artisti in mostra al Teatro Sociale di Como: Doriam Battaglia, Fabrizio Bellanca, Roberto Bondi, Elena Borghi, Patrizia Cassina, Adriano Caverzasio, Giuliano Collina, Alberto Colombo, Valerio Gaeti, Marzia Mauri, Fabrizio Musa, Carlo Pozzoni, Walter Trecchi, Marco Vido, dal 17 al 28 Novembre 2021

Roberto Bolle, DANZA CON ME, 1 gennaio 2021, Rai 1

vai a Rai Replay: https://www.raiplay.it/programmi/robertobolle-danzaconme

vedi anche la scheda di presentazione

https://www.rai.it/ufficiostampa/assets/template/us-articolo.html?ssiPath=/articoli/2020/12/Roberto-Bolle-in-Danza-con-me-ac04c123-f9c3-4289-a482-80fe93eeb4d8-ssi.html

NINA SIMONE, in un dipinto di Lucia Arcani, 29 dicembre 2020

Emmanuel Lévinas:

Noi chiamiamo volto il modo in cui si presenta l’Altro. Questo modo non consiste nel mostrarsi come un insieme di qualità che formano un’immagine. Il volto d’Altro distrugge ad ogni istante e oltrepassa l’immagine plastica che mi lascia. […] La vera natura del volto, il suo segreto sta altrove: nella domanda che mi rivolge, domanda che è al contempo una richiesta di aiuto e una minaccia.

La grandezza dell’arte vera […] consiste, tutt’al contrario, nel ritrovare, nel riafferrare, nel farci conoscere quella realtà da cui viviamo lontani … | Marcel Proust, Alla ricerca del tempo perduto, Vol. 7 Il tempo ritrovato

La grandezza dell’arte vera […] consiste, tutt’al contrario, nel ritrovare, nel riafferrare, nel farci conoscere quella realtà da cui viviamo lontani, da cui ci scostiamo sempre più via via che acquista maggior spessore e impermeabilità la conoscenza convenzionale che le sostituiamo: quella realtà che rischieremmo di morire senza aver conosciuta, e che è semplicemente la nostra vita. La vita vera, la vita finalmente scoperta e tratta alla luce, la sola vita quindi realmente vissuta, è la letteratura; vita che, in un certo senso, dimora in ogni momento in tutti gli uomini altrettanto che nell’artista. Ma essi non la vedono perché non cercano di chiarirla. E così il loro passato è ingombro d’innumerevoli lastre fotografiche, che rimangono inutili perché l’intelligenza non le ha sviluppate. Riafferrare la nostra vita, e anche la vita altrui: giacché lo stile, per lo scrittore, come il colore per il pittore, è un problema non di tecnica, bensì di visione.

La grandeur de l’art véritable, au contraire, de celui que M. de Norpois eût appelé un jeu de dilettante, c’était de retrouver, de ressaisir, de nous faire connaître cette réalité loin de laquelle nous vivons, de laquelle nous nous écartons de plus en plus au fur et à mesure que prend plus d’épaisseur et d’imperméabilité la connaissance conventionnelle que nous lui substituons, cette réalité que nous risquerions fort de mourir sans l’avoir connue, et qui est tout simplement notre vie, la vraie vie, la vie enfin découverte et éclaircie, la seule vie, par conséquent, réellement vécue, cette vie qui, en un sens, habite à chaque instant chez tous les hommes aussi bien que chez l’artiste. Mais ils ne la voient pas, parce qu’ils ne cherchent pas à l’éclaircir. Et ainsi leur passé est encombré d’innombrables clichés qui restent inutiles parce que l’intelligence ne les a pas «développés ». Ressaisir notre vie ; et aussi la vie des autres ; car le style, pour l’écrivain aussi bien que pour le peintre, est une question non de technique, mais de vision.

Marcel Proust, Alla ricerca del tempo perduto, Vol. 7 Il tempo ritrovato, p. 227 (ed. Einaudi 1951, traduzione di Giorgio Caproni)

citazione ripresa da:

La vita e la letteratura | Citazioni

Anselm Kiefer. Visita a I Sette Palazzi Celesti in presenza dell’artista, Mercoledì 29 gennaio 2020, ore 18.30

Anselm Kiefer
Visita a I Sette Palazzi Celesti in presenza dell’artista
Mercoledì 29 gennaio 2020, ore 18.30

Anselm Kiefer incontra il pubblico per una speciale visita all’installazione permanente I Sette Palazzi Celesti 2004-2015, una delle sue opere più importanti, realizzata per Pirelli HangarBicocca poco più di quindici anni fa e divenuta opera iconica della città di Milano. La visita, che avviene a seguito del conferimento ad Anselm Kiefer del Diploma Accademico Honoris Causa dall’Accademia di Brera, è l’occasione per il pubblico di incontrare uno dei più importanti protagonisti dell’arte di oggi e di accostarsi alla sua poetica e alla sua visione in un dialogo diretto con l’opera.

L’installazione site-specific I Sette Palazzi Celesti 2004-2015 – realizzata per Pirelli HangarBicocca in occasione della sua prima apertura nel 2004, proprio con la collaborazione degli studenti dell’Accademia di Brera – deve il suo nome ai Palazzi descritti nell’antico trattato ebraico Sefer Hechalot, il “Libro dei Palazzi/Santuari” risalente al IV-V sec. d.C. A partire dal 2015 cinque grandi tele, ancora inedite e realizzate tra il 2009 e il 2013, arricchiscono e ampliano l’installazione permanente.

Al termine dell’incontro l’artista firmerà alcune copie del catalogo, pubblicato da Mousse nel 2019, dedicato a I Sette Palazzi Celesti 2004-2015.

Ingresso libero fino a esaurimento posti. Registrazione ingressi aperta dalle ore 17.30 Prenotazioni riservate ai possessori della Membership card, cliccando quiDiventa Member
La conversazione si svolge in lingua inglese.
Scopri di più

Pirelli HangarBicocca
Via Chiese 2
20126 Milano

T (+39) 02 66 11 15 73
info@hangarbicocca.org
pirellihangarbicocca.org

ROBERTO BOLLE, incontro con Chiara Maffioletti, in Corriere della Sera 7, 27.12.2019

«Sono più forte di prima, non ho paura di sbagliare.
Se mi fanno un torto però subisco»

Il ballerino più famoso del mondo racconta la sua crescita, il rapporto con il corpo e l’esperienza in tv con Danza con me, di nuovo su Rai 1 il 1°gennaio 2020

VAI ALL’ARTICOLO QUI:

https://www.corriere.it/sette/incontri/19_dicembre_26/su-7-roberto-bolle-sono-piu-forte-prima-non-ho-paura-sbagliare-se-mi-fanno-torto-pero-subisco-793eda38-24ca-11ea-9531-c9ac2e82635a.shtml

Van Gogh: Il buio che si fa luce, di Saverio Falcone, La Biblioteca di Vivarium, 2016. Indice del libro

Van Gogh
Il buio che si fa luce
Saverio Falcone
La Biblioteca di Vivarium, 2016L’intento dell’autore di questo libro è stato quello di rintracciare, nella vita e nell’opera di Vincent van Gogh, il sotteso filo archetipico, intriso di miti e di immagini primordiali solari, piuttosto che porre l’accento..
  • Premessa
  • INCUBAZIONE: La vocazione religiosa – Dio Sole in medio noctis – L’archetipo dell’anima – Nel Regno dei Morti: il Borinage
  • NOTTE: La muta: cambiare per diventare ciò che si è – Dal carbone al carboncino – Costruire una mano da disegnatore – La prima prova iniziatica del pittore della luce: la mano sul fuoco – L’anima Sorrow – I colori del nero – Dal carbone del Borinage alla torba del Drenthe – La luce dei giorni passati – I mangiatori di patate – La fine e il fine della Notte: una ricapitolazione simbolica
  • TRA IL SONNO E LA VEGLIA: La lotta tra il buio e la luce – La scoperta del Giappone: Anversa – Alle soglie dell’Alba
  • ALBA: Le scarpe – L’incontro con l’Impressionismo – L’espulsione del Nero: Cauda Pavonis – Autoritratto: specchio del Sé
  • MEZZOGIORNO: Il Giappone di Francia: la Provenza – L’atelier du midi: la Casa Gialla – Il colore suggestivo – Gli iris e i girasoli – Vincent van Gogh e Paul Gauguin – Monaco buddhista: la religione delle stelle – La seconda prova iniziatica del pittore della luce: l’orecchio reciso – Una pittura misteriosamente chiara
  • POMERIGGIO: La sedia di Gauguin e la sedia di van Gogh – Impazzito dalla società – Thébé, figlia di Thelui, sacerdotessa di Osiris – Un mandala
  • TRAMONTO: Nel manicomio di Saint-Remy-de-Provence – L’approssimarsi della morte: il Falciatore – Il mezzo di trasporto verso una Nuova Notte: il Raggio Verde
  • VERSO UN'”ALTRA” NOTTE: La pittura dell’aldilà – Cipresso: torcia del Sol Niger – Il Buio che si fa Luce: Strada con cipresso sotto il cielo stellato – Alle soglie dell’eternità – Auvers: l’ultimo approdo – Sentieri interrotti
  • Opere
  • L’artista malato
  • Biografia
  • Note

L’intento dell’autore di questo libro è stato quello di rintracciare, nella vita e nell’opera di Vincent van Gogh, il sotteso filo archetipico, intriso di miti e di immagini primordiali solari, piuttosto che porre l’accento (e unirsi con ciò alla già nutrita schiera dei patobiografi del pittore olandese) sul disagio psichico dell’artista e sul nesso (peraltro discutibile) di arte e follia.
La ricerca figurativa e cromatica di van Gogh sembra avere seguito un percorso circolare paragonabile alle quattro fasi (Nadir, Alba, Zenit, Tramonto) del quotidiano ciclo eliogenetico: van Gogh è partito dal Nero ed è, passando dai processi di imbiancamento, ingiallimento e inverdimento, tornato al Nero.
Ulteriori amplificazioni conducono dal Giorno all’Anno solare, dalle Ore alle Stagioni. E, analogamente, dal quaternio della suddivisione Crono-grafica ai quattro punti cardinali (Nord, Est, Sud, Ovest) della suddivisione Geo-grafica.
La grandezza di un artista consiste probabilmente nel fatto che riesca a dare forma linguistica, a incanalare in espressione comunicabile la straripante urgenza del suo complesso autonomo creativo. Così se Vincent van Gogh può essere considerato una sorta di profeta del Dio Elio, che con la sua pittura rimise in auge arcaici e obliati culti e ierofanie solari, non deve altresì essere dimenticato che egli poté raggiungere questi risultati solo a prezzo di una strenua lotta per salvaguardare il lato umano di se stesso – il proprio Io, la propria personalità cosciente – dalla travolgente possessione della sua eruttiva ispirazione solare (“Col mio lavoro rischio ogni giorno la vita!”). L’arte di van Gogh è frutto per così dire miracoloso di questo squassante scontro interiore.
Su questa mai sopita contraddizione, la vita dell’uomo e l’opera dell’artista procedettero all’unisono rischiarandosi reciprocamente la via. La loro gestazione nel grembo della Notte fu lunga e travagliata: van Gogh venne alla luce, nacque una seconda volta, quasi trent’anni dopo la sua nascita biologica. Soltanto nel luglio del 1880, all’età di 27 anni, sentì la chiamata del Padre che lo aveva scelto come figlio e profeta. Per lui era tempo di “muta”. Provava, dopo anni di lontananza, “nostalgia per il paese dei quadri”. Ebbe allora la premonizione – in apparenza del tutto infondata – che sarebbe diventato pittore, il Pittore della Luce.

Entrate nel quadro! I piccoli enigmi dei capolavori, di Alain Korkos, L’Ippocampo editore, 2011

Alain Korkos ci porta, con Entrate nel quadro, alla scoperta di alcune opere d’arte che devono la loro celebrità a certi singolari dettagli ben nascosti nella scena del quadro… Ma qual è quel dettaglio tanto speciale che le ha rese famose? Perché per esempio La cena in Emmaus del Caravaggio fece tanto scandalo? Cosa si cela dietro al misterioso sorriso di Monnalisa? Che ci fanno i puttini ne La Madonna Sistina di Raffaello?

62 quadri ci raccontano storie insospettabili, commoventi o divertenti, tristi o buffe, ma sempre sorprendenti. Sbirciate dallo spiraglio che queste opere vi aprono per riflettere sui loro particolari più segreti. Dai piccoli aneddoti alla grande Storia, Alain Korkos ci fa entrare nel mondo della pittura da una porta di servizio che svela innumerevoli misteri…

vai a

 Entrate nel quadro! Alain Korkos

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Lucia Arcani: Omaggio a Hopper: “i mattinieri”. Con un commento di Paolo Ferrario

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Impressioni visive di Paolo Ferrario

Ci troviamo in un bar qualunque, di mattina, in una strada probabilmente ancora vuota

La giornata sta per iniziare.

La donna del bar, dietro al bancone, volta le spalle alla quasi-porta di entrata. E’ sola. Sa che non ci sarà ancora nessuno nei prossimi minuti.

Nella vetrina sono esposti i dolci che accompagneranno il primo caffè. E’ , forse, l’unico segno di socialità gustativa.

Non c’è traccia di vita, tranne il bar: un lungo rettangolo illuminato dal neon.

L’immagine è incorniciata da due strisce scure, in alto e in basso, come il fotogramma di un film.

Non è un caso: a Edward Hopper “ispirante” e a Lucia Arcani piacevano e piacciono i film. Anche quelli televisivi di Netflix.

Diceva Hopper: “Quando non riuscivo a dipingere andavo al cinema per una settimana o più”.

Anche questo quadro rimanda ad archetipiche immagini tratte da film: più precisamente alle foto pubblicate da riviste.

Il personaggio femminile al centro del quadro è immobile e perso nella sua solitudine. Sembra bloccato dietro al vetro di un bar in cui non appare in modo preciso la porta di entrata (e di uscita). Come per bloccare quel quadro per l’eternità.

Per Hopper e per l’ispirata Lucia Arcani l’uomo moderno è perso come in un deserto urbano dove nessuno parla mai con nessuno.

Siamo tutti soli, forse irrimediabilmente soli