Maggi Giulio Cesare, Epicuro e oltre. Per un’etica della felicità, Obarra edizioni, 2012

Antologia del TEMPO che resta

vai alla scheda dell’editore:

https://www.obarrao.com/libro/9788887510812

«Ed allora poniamo mente a ciò che ci può procurare la felicità, dato che quando la possediamo nulla ci manca e, per contro, in sua assenza mettiamo in atto tutto quel che è necessario per ottenerla.»

Per Epicuro, la felicità è da ricercare nella dimensione privata del “vivere nascostamente”: l’uomo “basta a se stesso”, non necessita delle divinità o dello Stato per sperimentarla. La felicità si realizza nel piacere al quale conduce la ragione che ha dominato le passioni.

A partire dalla Lettera a Meneceo, Maggi compie un excursus dalla filosofia classica ai giorni nostri e sottolinea il legame tra etica e felicità nella storia del pensiero, osservando come nel corso del tempo «l’uomo abbia barattato un po’ della sua felicità per un po’ di sicurezza» fino a fare della prima una questione politico-sociale.

Un ritorno alla filosofia del Giardino è allora da intendere come…

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NATURA E’ CIO’ CHE VEDIAMO , Emily Dickinson

La Natura è ciò che vediamo

la collina – il pomeriggio

scoiattolo – eclisse – il bombo

no – la Natura è il cielo

Natura è quel che sentiamo –

il bobolink – il mare –

tuono – grillo –

no – la Natura è armonia

Natura è quel che sappiamo – 

ma non abbiamo l’arte di dire –

tanto impotente è la nostra sapienza –

di fronte alla sua semplicità

Riflessione della cultura dei latini sulla VECCHIAIA: ” … è più il tempo che si è vissuto di quello che rimane da vivere … “, da Latino, cultura e lingua alle radici dell’Occidente, a cura di Costanza Motta, Corriere della Sera, 2022

in:

vecc4035

… mi succede ogni tanto di prendere coscienza che respiro …, in Jacques Schlanger, Filosofia da camera, Feltrinelli, 2003, pagine 22-24. Lettura di Paolo Ferrario

per ascoltare l’audio clicca su questo link di Google Drive:

https://drive.google.com/file/d/1mXrKmE2B19byb0S4Oc8xXkzzcbUtKEIV/view?usp=sharing

Nietzsche : la concezione del TEMPO

Antologia del TEMPO che resta

La concezione di tempo nietzscheiana si scontra aspramente con quella tradizionale dell’Occidente. Infatti, nella società cristiana occidentale il tempo è concepito come lineare così come lo vedono tendenzialmente le scienze. Friedrich Wilhelm Nietzsche scardina in modo rivoluzionario questa visione parlando di una circolarità del tempo, funzionale alla sua teoria del Oltreuomo.
Alla concezione lineare e progressiva del tempo propria del Cristianesimo e della mentalità moderna (tipicamente illuminista), Nietzsche sostituisce un tempo non più modellato sul conflitto tra attimi, tra passato, presente e futuro, ma un tempo a cui si assiste ad un eterno ripetersi dell’attimo. Nella dottrina del tempo lineare (caratterizzato dall’avere un inizio e una fine) ogni istante distrugge quello precedente, ogni cosa è travolta da quello che viene dopo e quindi se accetto tale dottrina non posso vivere pienamente, perché so che ogni istante sarà distrutto, privato di significato, da quello successivo; nella dottrina dell’Eterno ritorno…

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VASCO URSINI, Una filosofia per il tempo che viviamo, Edizioni Nuova Prhomos, 180 pagine, 2021, – dal blog Il pensiero di Emanuele Severino nella sua “regale solitudine” rispetto all’intero pensiero contemporaneo

Sito della casa editrice:

https://www.nuovaprhomos.com/

COLORO CHE INTENDESSERO ACQUISTARE IL SAGGIO DEL PROF. VASCO URSINI CON ESTREMA VELOCITA POSSONO CONTATTARE L’UFFICIO DISTRIBUZIONE DELLA CASA EDITRICE (ore 9-13; 14-16) AL NUMERO TELEFONICO

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A) TRAMITE PAGAMENTO CONTRASSEGNO AL RICEVIMENTO DEL SAGGIO CON L’AGGIUNTA DI 5 EURO RISPETTO AL SUO COSTO DI 20 EURO;

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IL SAGGIO, IN ENTRAMBE LE MODALITA’ SARA’ RICEVUTO DALL’ACQUIRENTE IN 24 ORE

Per i contatti telefonici con la casa editrice vai a:

https://www.nuovaprhomos.com/contatti.html

Indirizzo mail della casa editrice:

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conversazione con Margherita sul libro: TASSINARI Simonetta, Instant filosofia. Il corso per capire in modo facile idee, concetti e personaggi, dagli esordi a oggi, Gribaudo editore, 2020

Antologia del TEMPO che resta

riporto qui una conversazione che si è presentificata su facebook, dove avevo rilanciato la scheda del libro:

mi scrive Margherita

Sembra interessante. Lo stile e l’approccio didattico è come nel precedente testo dell’autrice (Il filosofo che c’è in te), finalizzato a fornire della filosofia un’ immagine semplificata e, perché no?, un mezzo per capire il mondo e se stessi. È il manuale scolastico che tenta di rispondere alla tormentata domanda “A che serve la filosofia?” Il fatto è che la filosofia, a mio parere, non “serve”, nel senso che non dà risposte. La filosofia è ricerca, una corsa agli ostacoli che sono singoli traguardi che si susseguono l’uno dietro l’altro, un confine che si sposta ininterrottamente.

rispondo

grazie !!! hai del tutto ragione: le tue parole chiariscono benissimo i contenuti di questo libro. Io non ho, purtroppo , avuto una cultura filosofica. Da studente di un istituto tecnico (perito edile…

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A offendere sono le OPINIONI, non i fatti in sè. Citazione 20 di: EPITTETO, Manuale, nella traduzione di Enrico V. Maltese e di Pierre Hadot

Antologia del TEMPO che resta

A offendere , ricordalo, non è chi insulta o percuote, ma il giudizio che queste azioni siano offensive.

Perciò, quando uno ti irrita, sappi che è la sua OPINIONE  che ti ha irritato.

Come prima cosa , quindi, cerca di non farti trascinare subito dalla rappresentazione: una volta che avrai guadagnato un po’ di tempo per riflettere, potrai dominarti più facilmente

citazione da

EPITTETO, Manuale. Con la versione latina di Angelo Poliziano e la volgarizzazione di Giacomo Leopardi. A cura di Enrico V. Maltese, Garzanti, 2017

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citazione da

MANUALE DI EPITTETO, introduzione e commenti di Pierre Hadot (edizione francese del 2000), Einaudi, 2006. Indice del libro

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Distinguere ciò che dipende da te e ciò che NON dipende da te. Citazione 1 di: EPITTETO, Manuale, nella traduzione di Enrico V. Maltese e di Pierre Hadot

Antologia del TEMPO che resta

La realtà si divide in cose soggette al nostro potere e cose non soggette al nostro potere.

In nostro potere sono:

il giudizio

l’impulso,

il desiderio

l’avversione

e, in una parola, ogni attività che sia propriamente nostra.

Non sono in nostro potere:

il corpo

il patrimonio

la reputazione

le cariche pubbliche

e, in una parola, ogni attività che non sia nostra.

E ciò che rientra in nostro potere è per natura libero, immune da inibizioni, ostacoli,

mentre quanto non vi rientra è debole, schiavo, coercibile, estraneo.

Ricorda , allora, che se considererai libere le cose che per natura sono schiave, e tuo personale ciò che è estraneo, sarai impedito, soffrirai, sarai turbato, ti lamenterai degli dèi e degli uomini;

se invece riterrai tuo solo ciò che è tuo , ed estraneo , come in effetti è, ciò che è estraneo, nessuno ti potrà mai coartare, nessuno ti impedirà , non…

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“Sei sereno? Spesso lo sono. Vedo il significato di questa parola associata a provvisori stati esistenziali rafforzati dallo “stare in luce”. Sono sereno in giornate di sole, quando passeggio per il giardino, vedo le montagne e il brillare  delle acque del lago … “. Un frammento biografico nato da un dire di Emanuele Severino, Paolo Ferrario, 22 novembre 2017, ore 17 e 41

La forza del pensiero di Emanuele Severino consiste in questo:

la sua analisi è talmente stabile (“stà”) che diventa possibile rielaborare per se stessi il suo linguaggio argomentativo

E così mi viene in mente di “trasformare” le sue parole:

“Sei sereno?”

Spesso lo sono.

Vedo il significato di questa parola associata a provvisori stati esistenziali rafforzati dallo “stare in luce”. Sono sereno in giornate di sole, quando passeggio per il giardino, vedo le montagne e il brillare  delle acque del lago.

Percepisco come la luce permetta di vedere le cose e i colori delle cose. E’ sentendomi sereno che posso guardare ai fatti della politica e della storia o alle vicende biografiche mie e di altri. Effettivamente è la luce che aiuta a procedere in cammini oscuri, come quando si cammina in un bosco.

Come individuo sono abbastanza sereno. Non del tutto: abbastanza. C’è un filosofo che mi consente di fare chiarezza. Non so bene cosa voglia dire “essere me stesso”, tuttavia riesco a stabilire qualche differenza fra il me e la cose che mi stanno attorno, Certo ci sono molte ombre nel bosco. Ma ho sperimentato che il portarmi verso me stesso non è del tutto in conflitto con la serenità

Penso, respiro, vivo, mi relaziono  Non  mi sembra ci siano altre vie.

Quel filosofo che sta accompagnando i miei ultimi anni dice che, a causa della stessa filosofia, siamo dentro l’errore.

Forse si può “stare sereni ” (almeno un poco) anche se siamo dentro l’errore”

Paolo Ferrario, 22 novembre 2017, ore 17 e 41

 

Quanto ho scritto sopra (forse frutto dell’ “errore” ) nasce da questo dire di Emanuele Severino:

“D. Lei è sereno?
R. Penso di no.
Intravedo affinità tra il significato di questa parola e la verità. Quando parlo di serenità penso a una giornata di sole, col cielo terso, cioè a quella condizione di luce che permette di vedere le cose, di percepire i colori. È la serenità che ci consente di guardare in faccia cos’è la giustizia, la temperanza, concetti peraltro ombrosi. Solo quando c’è luce si può andare per i cammini oscuri.
Come individuo sono poco sereno, però la filosofia è il luogo della serenità e della chiarezza. Un uomo che vuole essere se stesso stabilisce una differenza tra sé e le altre cose gettando un’ombra.
Il portarsi verso se stessi è l’opposto dell’apertura della serenità. Proprio in quanto esseri pensanti non ci è data la possibilità di sentirci sereni. Così come, proprio in quanto siamo individui, non ci è data la possibilità di stare al di fuori dell’errore.”
 
Intervista di Emanuela Zanotti a Severino, in Giornale di Sicilia 1983.

VASCO URSINI, Introduzione al libro: RUGGERO PULETTI, La storia occulta, il pendolo di Foucault di Umberto Eco, Lacaita editore, 2000

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Vai al file della introduzione di Vasco Ursini in formato Pdf:


Vai alla scheda del libro RUGGERO PULETTI, La storia occulta, il pendolo di Foucault di Umberto Eco, Lacaita editore, 2000: http://www.lacaita.com/biblioteca-di-studi-moderni/226-la-storia-occulta.html