Umberto Simonetta (Milano, 4 aprile 1926 – Milano, 24 agosto 1998) è stato un drammaturgo, paroliere, scrittore e giornalista italiano, celebre soprattutto per aver raccontato la Milano del boom economico e per il suo sodalizio artistico con Giorgio Gaber. Intellettuale ironico e disincantato, ha lasciato un segno indelebile nel cabaret milanese e nella letteratura del secondo Novecento. [1, 2, 3, 4]
La Biografia
Nato a Milano, Simonetta trascorre gli anni della giovinezza in Svizzera a causa dell’esilio antifascista del padre. Rientrato in Italia nel dopoguerra, inizia un’intensa attività poliedrica che spazia tra radio, giornalismo e letteratura. [5, 6]
- Il boom letterario: Negli anni ’60 si afferma come romanziere pubblicando opere di forte realismo e critica sociale come Lo sbarbato, Il giovane normale e, soprattutto, Tirar mattina (1963), un ritratto lucido della vita notturna milanese. [2, 7]
- Il cinema e la TV: Dai suoi romanzi vengono tratti film di successo, tra cui Il giovane normale (1969) diretto da Dino Risi e I viaggiatori della sera (1979) diretto e interpretato da Ugo Tognazzi. [2]
- Il teatro: A partire dagli anni ’70 ottiene grandi riscontri come autore teatrale. Scrive testi satirici sul Sessantotto come Sta per venire la rivoluzione e non ho niente da mettermi e lo spettacolo cult Mi voleva Strehler (1978), interpretato da Maurizio Micheli e replicato per oltre mille sere. [2, 5]
Le Canzoni e il Sodalizio con Gaber
La fama di Umberto Simonetta come paroliere è legata a doppio filo a Giorgio Gaber, per il quale scrive alcuni dei brani più iconici della canzone d’autore e del cabaret milanese degli anni ’60. I suoi testi abbandonano la retorica sentimentale per dipingere con ironia e cinismo le periferie, i piccoli criminali ingenui e i frequentatori dei bar. [2, 3, 8, 9]
Ecco i suoi brani più famosi, entrati nella storia della musica italiana:
- La ballata del Cerutti: Storico brano del 1960 che racconta le vicende comiche di “Cerutti Gino”, un ladruncolo di periferia che finisce a San Vittore per il furto di una Lambretta. [2, 3, 6]
- Trani a gogò: Canzone incentrata sull’atmosfera dei “trani”, le vecchie e fumose mescite di vino pugliese diffuse a Milano, frequentate da perdigiorno e sognatori. [2, 3, 5, 7]
- Il Riccardo: Un ritratto ironico e canzonatorio dei primi intellettuali o presunti tali che frequentavano i locali milanesi, personificati nella figura del “Riccardo”. [2]
- Le nostre serate: Scritta insieme a Gaber nel 1963, una ballata malinconica che fotografa la noia e la ripetitività delle serate di coppia dell’epoca. [3]
- Dormi piccino: Il primissimo testo scritto per la coppia Gaber-Jannacci (I Corsari) nel 1960. Si tratta di una ninna nanna paradossale in cui il padre, invece di lavorare, è impegnato a svaligiare un’officina. [9]
- Porta Romana: Altra celebre ballata legata alla mala milanese e alla vita dei quartieri popolari della città.
[2] https://www.baldinicastoldi.it
[3] https://spettacolo.mam-e.it
[8] https://www.doppiozero.com
[9] https://www.editorialedomani.it
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