RITRATTI in JAZZ: antologia musicale (80 tracce, 6 ore e 44 minuti). Ispirata dal libro di Haruki Murakami, Einaudi, 2013

Murakami Haruki ha scritto un atlante sentimentale del jazz.

Lo ha fatto nell’unica maniera possibile: scegliendo dalla sua collezione di dischi (rigorosamente in vinile) i musicisti indimenticabili, i brani piú preziosi, le performance storiche, e raccontandoceli con la stessa contagiosa passione di un amico con cui dividere un bicchiere in un jazz club.
A completare questo cocktail, perfetto anche per chi non conosce il mondo del jazz, ci sono la straordinaria capacità affabulatoria e la sottile malinconia dell’autore di 1Q84, accompagnate dai ritratti dei musicisti dipinti dall’artista Wada Makoto.

Buon ascolto.

un ricordo degli “anni veneziani” (1998-2004): nel Collegio Armeno

caro ***
grazie per il tuo messaggio storico, biografico e  informativo
Ti racconto un po’ le “origini” di quella antologia musicale
Io sono molto affezionato al Collegio degli Armeni
Era la fine degli anni ’90.
Non avevo più il lavoro dipendente al Comune di Milano e giravo nelle varie scuole di servizio sociale   come “partitaivista”, cioè non dipendente
erano tempi duri: viaggi in treno, studio, pochi soldi …
Mi arrivò un contratto alla facoltà di Servizio sociale che era proprio lì di fronte al Collegio. Si chiamava Palazzina Briati
E così alloggiavo al Collegio. Costava poco. Mi consentiva di frequentare Venezia e di fare le mie lezioni (tutte documentate nei miei siti: come avrai ormai capito sono un accanito “documentalista”)
Insomma: fu una grandissima opportunità che mi consentì di fare quel lavoro formativo a costi sostenibili
il rapporto a partita iva con l’Università fini agli inizi degli anni 2000
e per ricordare quegli indimenticabili anni veneziani feci questi video che per me costantemente FANNO MEMORIA:
 
 
mi ha fatto piacere raccontarti questo mio pezzo di vita
i miei più cari saluti a te e a ***

STAND BY ME – Ricordo di un’estate, 1986, di Rob Reiner, con Wil Wheaton, River Phoenix, Corey Feldman, Jerry O’Connell,Kiefer Sutherland, Casey Siemaszko, John Cusack, Richard Dreyfuss

Il Cinema Racconta ...

Estate del 1959, nell’Oregon. Quattro ragazzini partono per un’escursione di cinquanta chilometri lungo la ferrovia, affrontando varie avventure e scoprendo il cadavere di un ragazzo scomparso giorni prima.

Da un racconto (The Body, 1982) di Stephen King, sceneggiato da Raynold Gideon e Bruce A. Evans, nominati all’Oscar, uno dei film più belli sull’adolescenza degli anni ’80, nel miracoloso equilibrio della memoria tra sentimento e avventura. Sarebbe piaciuto a Truffaut. Bravissimi i quattro ragazzini.

Fotografia stupenda di Thomas Del Ruth. Musica: Jack Nitzsche con la canzone “Lollipop”. Il titolo è lo stesso di una canzone di Ben E. King.

AUTORE LETTERARIO: Stephen King
La recensione del film è tratta da: il Morandini 2016,  a cura di Laura Morandini, Luisa Morandini, Morando Morandini,  Zanichelli editore

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PARTITO DEMOCRATICO. Manifesto per il nuovo PD. Italia 2030, assemblea costituente del nuovo PD, 21 gennaio 2023

Casini Pier Ferdinando, C’era una volta la politica. Parla l’ultimo democristiano, Piemme, 2023. Indice del libro

Mappe nel Sistema dei Servizi alla Persona e alla Comunità

Pier Ferdinando Casini, “l’ultimo democristiano”, si racconta

Da Andreotti a Forlani a Di Maio, miti e riti della Balena bianca nei ricordi di “Pierfurby”,  
di Michele Masneri

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i benefici del Cioccolato

Fa bene al cuore perché grazie alle sostanze contenute nel cacao, il cioccolato fondente ha effetti benefici sull’apparato cardiovascolare, sul cuore e sulle arterie.

Usato con moderazione, il cioccolato diminuisce il rischio di patologie coronariche dell’8%, come pubblicato sulla rivista ufficiale della European Society of Cardiology.

vai all’articolo

Cioccolato benefici: le Origini della bevanda degli dei.

Achille Occhetto, “Ho incontrato la morte e mi ha tolto Malcom”, di Claudio Bozza, in Sette.corriere.it, 6 gen 2023

Un vecchio (lipogramma in E)

lescritteriate

UN ANZIANO

In un bar. Frastuono. A un tavolino

sta appartato un anziano. Ricurvo,

con un quotidiano dinnanzi. Solo.

Rimugina i suoi avviliti anni passati,

a quanto poco sfruttò la vita,

quando forza, facondia, vitalità furono padroni.

Molti anni sono trascorsi: lo sa,

pur tuttavia gli fa gioia immaginar

sia solo poco fa. Distanza corta, distanza limitata.

Ritorna il ricordo di quando fu tradito

dall’inganno cui (pazzo!) donò fiducia:

“Domani. Tanti giorni hai davanti” – lusinga bugiarda.

Ogni gioia sacrificata… ogni slancio rimosso …

Ricorda. Ogni opportunità smarrita, ora,

canzona sarcastica la sua idiozia.

Di traccia in traccia, in tanto girar

di ricordi, frastornato l’anziano appoggia

il capo al tavolino … il sonno arriva.

Testo originale:

UN VECCHIO

Konstantinos Kavafis

Interno di caffè. Frastuono. A un tavolino

siede appartato un vecchio. È tutto chino,

con un giornale avanti a sé, nessuna compagnia.

E pensa, nella triste vecchiezza avvilita,

a quanto…

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Pennavaja Cristina, Danzare nel buio.  Sciuri sciuri. Ogni stagione un amante  / L’autobiografia nella narrativa. Consigli sulle tecniche di stile, Youcanprint editore, Lecce, 2022. Indice del libro

VAI ALLA SCHEDA DELL’EDITORE:

https://www.youcanprint.it/danzare-nel-buio-lautobiografia-nella-narrativa/b/aaacfef8-dabc-5cec-b5c1-f326bd72eda4

Unico nel suo genere, questo libro contiene due testi.

Il primo è la storia di Marina e Carlo, trascurati da bambini e innamorati per bisogno, che per divergenze di carattere faticano a vivere in serenità. Quando lui si ammala, affrontano tante ansie; lei s’innamora del giovane Nino… L’affetto e la stima per Carlo, la ricerca di consapevolezza basteranno a risolvere i problemi? Scorrevole e vivace (anche per i vividi personaggi del tenero fi glio Andrea e della dolce zia-mamma Clara), ora sommesso ora esilarante, il racconto svela i suoi sensi pian piano, lungo i capitoli e le sequenze che si alternano musicalmente come una buona sonata per l’anima. Forse un thriller psicologico, Pennavaja l’ha scritto per tutti: tutti abbiamo sogni, desideri, utopie; e il bisogno di pacificarci con noi stessi, con il nostro passato e il nostro destino. Il racconto dell’autrice (da 40 anni scrittrice in Germania, Olanda, Italia, docente nella sua “Casa della scrittura”) è autobiografi a “filtrata”: frutto di esercizio intenso e appassionato in uno stile che nutre ed emoziona.

Il secondo, prezioso testo è un saggio che, analizzando brani di narrativa europea (Kafka, V. Woolf, Alfred Polgar, Giuseppe Pontiggia, Silvio D’Arzo, Carlo Coccioli, Ivan Della Mea, Susanna Tamaro, Cristina Pennavaja, altri), insegna a evitare le trappole dell’autobiografi a diretta e spontanea. L’autrice, traduttrice esperta di musica, dà le regole fondamentali per non cadere negli errori di un linguaggio sciatto, “rumoroso” anziché musicale; mostrando esempi di uno stile semplice ma ricco, che produce scritti buoni per l’oggi e per il domani. Nello stesso tempo svela i segreti del suo tradurre e narrare, e spiega come è riuscita a costruire racconti sapienti e avvincenti (lodati da Pontiggia, Giovanni Raboni, Giovanni Mariotti, Meeten Nasr, più volte premiati). Fornisce anche qualche variante, che è tanto utile per penetrare nel laboratorio creativo di uno scrittore nonché incoraggiante. Questo saggio critico e didattico è rivolto anche a chi scrive per diletto; sarà di grande aiuto per chi (magari tastando a lungo nel buio) vuole creare un racconto o un romanzo davvero artistico.

Cristina Pennavaja è nata a Roma nel 1947. Ha vissuto in Germania e in Olanda, anche come ricercatrice universitaria; a Cambridge (Inghilterra) e ad Alessandria d’Egitto. Dopo studi di filosofi a e di marxismo, da 40 anni si dedica con passione a scrivere bene. Allieva di Giuseppe Pontiggia, ha poi dato vita alla “Casa della scrittura” tenendo per quasi vent’anni lezioni su retorica e stile nella narrativa. Traduttrice dal tedesco per Adelphi, scrittrice ormai esperta, ha pubblicato racconti e saggi in Germania, Olanda e Italia presso numerosi editori. Vive a Milano. Canta in un coro, cura le sue amiche piante, insegna a bambini immigrati. Ha avuto tre gatte, amate e longeve. Cerca di praticare la mindfulness buddhista. Ha una gemella e un figlio padre di due gemellini.

Danzare nel buio - L'autobiografia nella narrativa

HUGO CABRET, di Martin Scorsese, con Con Asa Butterfield, Ben Kingsley, Chloe Moretz, Christopher Lee, Emily Mortimer, Frances de la Tour, 2011

Il Cinema Racconta ...

Il film racconta, attraverso la storia romanzata di Hugo Cabret e del suo automa, la riscoperta ed il riconoscimento dell’opera di Georges Méliès.

vai alla trama completa: https://it.wikipedia.org/wiki/Hugo_Cabret#Trama

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Paolo Ferrario, Audio e Video, pubblicati in www.segnalo.it

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Paolo Ferrario, Audio, in www.segnalo.it

Paolo Ferrario

AUDIO e VIDEO

Luciana, Il valore psicologico della CASA

La propria casa dà sicurezza. Ti difende dal non conosciuto, dall’imprevisto. Tanto più si è vecchi, tanto è più difficile sopportare lo sradicamento, l’andare altrove”. Così scriveva Norberto Bobbio nei suoi ultimi anni di vita.

E’ risaputo: nella persona anziana un trasloco o un cambiamento di residenza possono indurre stati di disagio psichico, quali ansia, inibizione, perdita d’intimità, disorientamento.

La casa, infatti, ha un alto significato simbolico per l’essere umano, poiché oltre ad essere riparo e protezione, rappresenta anche il primo universo di conoscenza e di spazio in cui si riflette la propria personalità. Una sembianza di “pelle psichica”, insomma, che rispecchia non solo gusti, storia e stile di vita di chi la abita, ma anche la stessa identità.

Interessante l’interpretazione del filosofo Bachelard che utilizza la verticalità della casa per descrivere gli strati della psiche: il tetto e il piano superiore indicano il pensiero e la funzione cosciente, la cantina rappresenta l’inconscio e l’istinto, la cucina racchiude la trasformazione psichica, mentre la scala è considerata mezzo di unione fra i diversi livelli psichici.

Non sorprende quindi che in ognuno di noi, negli anni che scorrono, il legame con il luogo di vita si rinforzi, fino a farlo diventare topografia del proprio essere intimo, allacciato ai ricordi, allo svolgimento della propria vita e alla memoria degli affetti.

Per questo motivo, se la salute viene a mancare, diventa fondamentale riorganizzare gli spazi mettendo a disposizione dell’anziano progetti ambientali e ausili che gli consentano di mantenere inalterato il rapporto con l’abitazione che lo ha accompagnato nel corso del tempo.

Paolo Ferrario, Curarsi anche con i libri

Si può stare meglio anche leggendo i libri?

In tempi di Internet, dominati dalle immagini degli onnipresenti cellulari che sostituiscono la comunicazione scritta, leggere può diventare uno dei modi per prendersi cura di sé, perché si crea un contatto anche fisico con la pagina e soprattutto con ciò che vuole raccontare l’autore.

In questa scelta auto terapeutica (chiamata anche “libroterapia”) , ci viene in aiuto questo interessante e utile testo: Ella Berthoud , Susan Elderkin, Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno, Sellerio editore, 2018, p. 640.

L’idea è sviluppata dalle autrici in modo originale: i dolori fisici e psichici sono indicati in ordine alfabetico e a ciascuno di essi viene associato,  sintetizzato e suggerito un libro.

Per esempio nelle dipendenze da alcol potremmo leggere “Shining” di Stephen King: vedere Jack mentre si distrugge potrà indurci a bere  un succo di arancia.  Per i disturbi ansiosi il romanzo “Ritratto di signora” di Henry James, con la sua prosa lenta e raffinata e la descrizione dell’abitudine del tè pomeridiano, propone  tre rimedi: rilassamento, risata, respirazione gioiosa. Nel caso della perdita della memoria è bello leggere  lo splendido “Cent’anni di solitudine” di Gabriel Garcia Marquez, dove, nel villaggio di Macondo, Arcadio Buendia interviene sulla peste della insonnia e della smemoratezza, coinvolgendo gli abitanti della comunità e facendo scrivere su un foglio il nome delle cose che stava per dimenticare.

Concludendo: leggere aiuta a trovare nuovi “centri” di se stessi e ad ascoltarsi, analizzarsi, interrogarsi. I libri non saranno la soluzione ai malanni. Ma sicuramente verranno in aiuto.

Stanotte a MILANO, a cura di Alberto Angela, Rai1, 25 dicembre 2022

LUOGHI del LARIO e oltre ...

Un programma di Alberto Angela Scritto con Fabio Buttarelli, Filippo Arriva, Ilaria Degano, Vito Lamberti, Aldo Piro, Emilio Quinto Produttore esecutivo Nicoletta Zavattini Capo progetto Monica Giorgi Rossi Regia di Gabriele Cipollitti

VAI A:

https://www.raiplay.it/dirette/rai1/Stanotte-a-Milano-6387dbdf-1700-47c7-8565-63ad9708561e.html

Stanotte a Milano

 
Partendo dalla guglia maggiore del Duomo, proprio sotto la Madonnina, Alberto attraversa la città di notte, alla scoperta dei tesori più o meno nascosti del capoluogo lombardo:
dal palcoscenico del Teatro alla Scala
alla basilica di S. Ambrogio,
dalla pinacoteca di Brera
alla biblioteca Ambrosiana, custode dell’inestimabile Codice Atlantico di Leonardo.
Un viaggio nell’arte che porta lo spettatore
al cospetto del Cenacolo Vinciano
ma anche tra i “Sette Palazzi Celesti “, la gigantesca installazione di Anselm Kiefer custodita nel Pirelli Hangar Bicocca,
o tra i futuristi del Museo del Novecento.
Un viaggio nella storia della città, già capitale dell’Impero Romano, orgoglioso comune medievale e signoria tra le più splendide con i…

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Il mio migliore amico è un asino, di Gëzim Hajdari

da

Gëzim Hajdari

Il mio migliore amico è un asino,
un animale buono e serio.
Quando siamo tristi e amareggiati
ci guardiamo l’un l’altro negli occhi
per consolarci.

Insieme parliamo delle nostre cose,
mentre portiamo le pietre dalla cava
o andiamo nel bosco a far legna.
Meglio dar retta al mio ciucci o
che agli slogan del Partito.

Della nostra stretta amicizia,
le spie vigili del villaggio,
informarono la polizia segreta:
“Gëzim Hajdari e il suo asino
minacciano di rovesciare il socialismo”.

Intervista a ENRICO BERLINGUER, di Giovanni Minoli, Mixer/Faccia a faccia, 27 aprile 1983

mi ricordo ELVIRA CAVICCHIONI, in occasione della presentazione del libro: Paolo Ferrario, POLITICA DEI SERVIZI SOCIALI. Strutture, trasformazioni, legislazione, Carocci Faber. Era il 1987, 35 anni fa. In fotografia: Paolo Ferrario, Elvira Cavicchioni, Fausta Clerici, Senatore Forni, Franco Gerosa

da.

mi ricordo il senatore LUCIANO FORNI (1935-2020)

Trento, 1962, nasce Sociologia. Il racconto con le immagini d’epoca – in Politica & Istituzioni – TGR Trento

Trento, nasce Sociologia. Il racconto con le immagini d’epoca

Trento 1962: la rivoluzione culturale e sociale con la nascita della facoltà di Sociologia

Un racconto con le immagini d’epoca: Trento 60 anni fa accoglie la nascita dell’Università.

Il video è tratto dal documentario “Le due città, il ’68 a Trento e dintorni”, regia di Lorenzo Pevarello. Coproduzione PAT, Fondazione Museo storico e trasmetto dalla sede Rai di Trento.

Con immagini delle teche rievoca l’annuncio di Bruno Kessler al Consiglio provinciale e i primi passi di Sociologia, destinata a cambiare drasticamente non solo la città di Trento, con l’arrivo di centinaia di studenti e con loro di nuove idee che sfoceranno nei movimenti del ’68.La narrazione si conclude con le immagini delle prime lauree nella storica sede di via Verdi.

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Trento, nasce Sociologia. Il racconto con le immagini d’epoca – Politica & Istituzioni – TGR Trento

L’anniversario. Quando Trento sfidò l’Italia con Sociologia – articolo di Concetto Vecchio, in la Repubblica 12 novembre 2022

Nel 1962 nasceva la prima facoltà di studi sociali del Paese

Istituzione che ha svecchiato l’università, è stata cuore e anima del ’68 e ha formato una classe dirigente. di Concetto Vecchio

12 NOVEMBRE 2022

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L’anniversario. Quando Trento sfidò l’Italia con Sociologia – la Repubblica

Miguel GOTOR, Generazione Settanta. Storia del decennio piú lungo del secolo breve: 1966-1982, Einaudi editore, 2022. Intervista all’autore in Rai3/Quante Storie, 10 ottobre 2022

Mappe nel Sistema dei Servizi alla Persona e alla Comunità

VAI ALLA SCHEDA DELL’EDITORE:

Generazione Settanta, Miguel Gotor. Giulio Einaudi editore – Einaudi Storia

Anni Settanta: il decennio piú lungo del secolo breve inizia nel 1966 con gli «angeli del fango» che accorrono a Firenze invasa dall’Arno e finisce nel 1982 con il trionfo ai mondiali di calcio. Tra questi due poli corre una storia piena di speranze e di ferocia, di sogni e di violenza in cui l’Italia, condizionata con forza dal contesto internazionale, vive trasformazioni profonde all’inseguimento di una sempre difficile modernizzazione. Questo libro racconta quegli anni generosi e terribili in cui tutto è sembrato possibile con uno sguardo generazionale non del testimone ma dello storico.

Un segnale tangibile della presenza di un risveglio giovanile non legato esclusivamente alla nuova classe operaia, bensí riguardante anche la piccola e media borghesia, coinvolta nel processo di scolarizzazione di massa allora in corso, si registrò in occasione dell’alluvione di Firenze nel…

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