Antonio Bellicoso rilancia sul Blog SOS servizi sociali online questa dispensa didattica: Il sistema della COMUNICAZIONE e la SCRITTURA ARGOMENTATIVA, in Journal S.O.S. Servizi Sociali On Line del 17.01.22

“Il sistema della comunicazione e la scrittura argomentativa”, a firma del Prof. Paolo Ferrario, gen 2022 Il Prof. Paolo Ferrario continua ad insegnare e a fare cultura di servizio sociale professionale anche dopo averlo fatto sulla cattedra di svariati atenei italiani per quarant’anni e forse più, formando svariate generazioni di futuri, cioè attuali assistenti sociali, rispolverando e quindi dandoci l’opportunità di rilanciare e ripubblicare il meglio che ha generato lungo la sua storia di studioso, docente e formatore. Paolo Ferrario ha dato un senso al concetto di evoluzione della storia del servizio sociale. E’ stato tra i primi in Italia a parlarci di comunicazione e scrittura professionale applicata al servizio sociale e ha quasi coniato il concetto di scrittura “argomentativa”, sempre un passetto più avanti, sempre alla ricerca del dopo, grazie al suo acume nell’osservazione dei fenomeni socio-culturali. A nome di chi rappresenta il nostro pensiero va la nostra più grande gratitudine per cio’ che hai mosso, Paolo, nella storia del servizio sociale da dietro la cattedra e da dietro i tavoli dove contribuivi alla nostra crescita professionale.

Journal S.O.S. Servizi Sociali On Line del 17.01.22
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LA MIA RISPOSTA:
Grazie , Antonio
è davvero molto bello per me vedere così valorizzato nell’ ormai consolidatissimo sos servizi sociali online alcune delle mie dispense che tu mi confermi essere ancora interessanti
la scrittura argomentativa è più che mai necessaria in questi tempi internettiani e smartphoniani nei quali prevale l’immagine
il “fare memoria” è il grande metodo di cui abbiamo bisogno
saluti molto cari a te, a voi, a tutti
e buon LAVORO DI SERVIZIO
Paolo Ferrario

Tiroirs

CAro *** ,l’arrivo di *** oggi mi aveva non poco turbata per via delle dimensioni (e del peso) del pacco che portava con sé.

Turbamento accresciuto allo scoprimento del contenuto: un’opera strepitosa per la quale ogni ringraziamento non è abbastanza. Poiché non è solo la bellezza dell’oggetto in sé, quanto la considerazione del tempo dedicato, la cura di ogni rifinitura, la creazione degli accostamenti, l’armonia del prodotto finale.

Non merito tanta dedizione e al di là di quanto dice *** (se lo ha fatto è perchè gli ha fatto piacere) mi trovo ad annoverare nei miei spazi due opere (il cuscino non lo è stato di mano) di un vero artista.

Ti sono davvero grata  – e con me Paolo  che ha ritenuto la cassettiera una vera opera d’arte – per il tempo, l’impegno e l’affetto che si sente in ogni cassetto.

Non appena avrò creato il degno spazio di rilievo nella mia camera da letto, ti mando la foto della collocazione finale.

Per il momento ti auguro un anno il più possibile esente da criticità di varia natura e nella speranza di vederti presto un abbraccio calorosissimo.

ancora grazie

lescritteriate

Sono

qui raccolti,

custoditi dal tempo,

distillati preziosi di attimi

fuggenti

Opera di Luigi Brusaferri

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Andrea Kerbaker, MILANO in 10 passeggiate, Rizzoli/Bur, 2021

vai alla scheda dell’editore:

Milano, la città d’Italia forse meno simile a tutte le altre, con un’identità e un paesaggio unici e a volte poco compresi. Eppure, anche le vie, i palazzi e le panchine di Milano raccontano storie importantissime, a volte lunghe secoli, a volte recenti ma fondamentali per la storia del Paese.

Non solo il Duomo o il Cimitero Monumentale, ma ogni piazza, chiesa, viuzza nascosta, portico e perfino lapide a Milano ha una vicenda, magari dimenticata, che vale la pena conoscere e raccontare. Fra le strade della grande città crocevia riecheggiano voci e passi di personaggi straordinari, come Sant’Ambrogio, Alessandro Manzoni, Carlo Emilio Gadda e Umberto Eco, che hanno contribuito a far prosperare il capoluogo lombardo con la loro vita e le loro opere.

In un libro che racconta le grandi storie della città, ma che allo stesso tempo propone itinerari veri e percorribili a piedi con facilità, Andrea Kerbaker ci guida con il passo sapiente e sicuro di chi la sua città la scopre giorno per giorno da tutta una vita, ma anche la leggerezza di chi ama Milano conoscendone i difetti e i tic, e forse la ama anche per questo.

Il risultato sono dieci personali e raffinati itinerari da fare a piedi – o con la mente – attraverso una storia palpitante di più di 2000 anni, fino ai giorni nostri.

Una passeggiata unica, divertente e informativa, dentro e fuori la lettura. Per viaggiare dalla poltrona, e per tornare a viaggiare davvero.

Paolo Ferrario, profilo biografico/professionale scritto da Antonio Bellicoso, direttore di S.O.S. servizi sociali online, 14 dicembre 2021

Paolo Ferrario. Decine e decine di anni di docenza per preparare svariate generazioni di futuri assistenti sociali occupando numerosi scranni di altrettanti atenei italiani, biblioteca umana vivente grazie al suo blog mappeser, orgogliosi di averlo avuto come docente. Ti fa piacere la normativa con schemi e parole semplici, ti fa innamorare della legislazione, te la spiega bene. Grazie, Paolo!, firmato Antonio Bellicoso, S.O.S. servizi sociali online

da:

Grazie, Paolo!, firmato Antonio Bellicoso, S.O.S. servizi sociali online – Mappeser.com: Mappe nel sistema dei Servizi

“legge Codignola” n. 910, 11 dicembre 1969: fu possibile l’iscrizione a qualsiasi corso universitario con qualsiasi diploma ottenuto dopo un corso di studi di cinque anni

da

“legge Codignola” n. 910, 11 dicembre 1969: fu possibile l’iscrizione a qualsiasi corso universitario con qualsiasi diploma ottenuto dopo un corso di studi di cinque anni – Mappeser.com: Mappe nel sistema dei Servizi

Gruppo Facebook “Servizi sociali ed educativi: documentazione”, a cura di Paolo Ferrario

Mappeser.com: Mappe nel sistema dei Servizi


VAI AL LINK DEL GRUPPO DI DOCUMENTAZIONE:

https://www.facebook.com/groups/ferrariopolser/

Benvenuta o Benvenuto nel gruppo “Servizi sociali ed educativi: documentazione”.
Questo luogo è pensato per STUDENTI E PROFESSIONISTI dei servizi ed è aperto a coloro che si interessano alle POLITICHE SOCIALI APPLICATE AI SERVIZI ALLA PERSONA E ALLA COMUNITA’ (art. 112-157 del Decreto Legislativo 31 marzo 1998 n. 112).
Alle radici della parola “DOCUMENTO” c’è “doceo” (“insegnare”). E dunque “documentum” è: “ciò mediante cui si può apprendere”. La “documentazione” è una attività orientata a raccogliere e classificare materiale bibliografico, informativo, analitico su argomenti di interesse personale e sociale.
Dal punto di vista dei contenuti, viene qui organizzato un sistema informativo orientato alle professioni sociali (assistenti sociali, educatori professionali, psicologi, infermieri, operatori socio assistenziali, … ).
Qui si mettono a disposizione materiali documentali provenienti dai seguenti Blog:
-https://mappeser.com/: spazio web di ricerca e analisi sulle politiche e il sistema dei servizi;

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Appunti sui BLOG, dai tempi di Splinder, anni ’90


la storia di Splinder  https://it.wikipedia.org/wiki/Splinder


Quindi, scrivo un diario on-line e in qualche modo mi racconto a persone che non mi conoscono. Lo facevo anche prima, ma scrivevo in quaderni che ora ho abbandonato anche perché è più facile scrivere direttamente sulla tastiera del pc. No che non ti posso spiegar tutta la tecnologia, ma conto sulla tua intelligenza e la tua capacità di comprendere, di là dalle mie righe.

Insomma nonno, scrivo io, scrive un altro e un altro ancora e ci conosciamo per caso on-line.

In queste situazioni ognuno fa come si sente, personalmente scrivo alle persone che mi sembrano simpatiche e che non si dimostrano troppo diffidenti. Sono due presupposti importanti per un’amicizia. No che non la capisco la diffidenza in rete, sto attenta anch’io, ma non troppo, come in tutte le cose che voglio sperimentare nella vita.

sono attirato come un’ape laboriosa ai blog o post che hanno più il tono del “diario pubblico”.

inoltre sono interessato a questo “ragionare sullo strumento” (il blog ) mentre lo si usa.

non sono in grado ancora (bisognerebbe farlo in modo più sistematico) di intravvedere i tipi di blog che le persone fanno.

però qualche idea me la sono fatta.

c’è il blog-diario. è quello più caldo

c’è il blog -invettiva. conviene starci alla larga

c’è il blog-informazione. talvolta più interessante di una enciclopedia

c’è il blog-gioco. talvolta con regole così complicate che ci vorrebbero ore per giocarci

… il blog-poesia …il blog-musica

e naturalmente altri ancora. e intrecci fra i vari tipi

una cosa è certa: i blog sono una espansione della nostra soggettività.

sono dei modi per coltivare se stessi.

per certi versi sono drammatici: parlano della nostra solitudine. esseri soli, in epoca di decadenza delle grandi  aggregazioni sociali, che hanno voglia di esprimere se stessi attraverso delle identità protettive. delle maschere  comunicanti.

dall’altra parte espandono la comunicazione. si fanno incontri insperati. si allarga il giro delle conoscenze. la  reciproca conoscenza non è più coloro che ci sono vicini. ma è l’intera italia.

In quanto vivente nella modernità vivo non solo il politeismo dei valori, ma anche quello dei ruoli e delle situazioni.

Ma se dovessi ricordare per il futuro la “cifra” di questi mesi dovrei riferirla alla mia avventura sui Blog. E alla mia vorace curiosità per questa forma di comunicazione biografica resa possibile dalle tecnologie del Web.

Sull’ argomento ho avuto una interessante discussione con Ruckert che vorrei fissare anche nel mio blocco degli appunti.

Paolo a Ruckert  Mi è piaciuta la tua rievocazione biografica sul Blog del 14 aprile . Volevo dirti subito – in breve – perchè trovo di grandissimo interesse culturale i Blog. Perchè credo che attraverso questi scritti e nei commenti stia avvenendo una rivoluzione. Cioè la costruzione di una intelligenza associativa. Ossia l’elaborazione di nuovi modi di pensare il mondo attraverso piccoli francobolli che fanno vedere le associazioni fra gli eventi e la loro interpretazione. Qualcosa che ha un equivalente storico solo con la nascita della “opinione pubblica” che è avvenuta con l’illuminismo francese. Nei blog vedo cultura, interessi, passioni. Tutte spezzettate: ma questa è la modernità. La modernità è frammento. Solo ogni singolo individuo può tentare di “mettere assieme”. Così i tuoi foglietti  ne cassetti possono uscire. E magari incuriosire qualcuno .. che così incontra altri pensieri … Una grandissima rivoluzione. Tanto più profonda perchè molecolare. Con i blog si vede vistosamante che non c’è la “massa” (il riferimento-base dei fascismi e dei comunismi) ma individui pensanti che associano le loro intelligenze e sentimenti.

Ruckert:  l’idea reticolare nella diffusione delle idee è interessante, bisognerà capire se e come prenderà piede, se non c’è il rischio che la rete possa imprigionare piuttosto che liberare, magari inserendoci in piccole comunità autoreferenziali. Il rischio, inutile negarlo, esiste come la potenzialità. Come spesso accade il problema è bilnaciare le  due cose e fare in modo che da questa babele di passione interessi ideali possa venir fuori una massa critica (o magari diverse masse critiche) di maggiore respiro. Anche qua il tempo ci risponderà, per ora possiamo solo immaginare… Ciao 🙂

Paolo: “se non c’è il rischio che la rete possa imprigionare piuttosto che liberare, magari inserendoci in piccole comunità autoreferenziali” E’ vero. Allora l’unico ragionamento possibile è: qual’è il minore dei mali? LE autoreferenzialità? o il pensiero unico (insisto: quello delle culture totalitarie)? Propendo per il primo corno del dilemma. Trovo più libertà di pensiero in piccoli gruppi che condividono più comuni sentire. Il vero problema lo vedo nella possibile superficialità dei contatti. Relazioni sociali basate su “francobolli” tendono ad impoverire i significati di conoscenze più profonde e complessive.

Ciao Amalteo

Ruckert: vero, ma se ci fosse la terza via? L’ideale sarebbe combattere l’aureferenzialità in modo tale da ampliare sempre di più le piccole comunità che poi interagendo tra loro riescono a fare quella massa in grado di sviluppare la circolazione delle idee, che ne pensi?

Paolo: Caro Ruck, questa volta temo che o non siamo in sintonia o non ci capiamo. E’ la parola massa che mi incute timore, pensando al passato, soprattutto al secolo breve (1917-1945). Meglio infinitamente meglio individui che comunicano. Parlanti che crescono individualmente sulle normali sfide di una normale vita: nascita, crescita, espansione della personalità, fatica del lavoro, accettazione della morte. Nella massa c’è sempre bisogno di un capo. Come insegna anche la vicenda politica italiana: un popolo televisivo (non i parlanti dei blog) ha ancora acclamato un capo. Che non accetta le regole della democrazia. Ben sapendo che le televisioni sono sufficienti a creare qual “senso comune” che gli consentirà (probabilmente grazie a Bertinotti) di vincere per la terza volta. La televisone fà massa, i blog possono fare individui che trovano quei comuni sentire basati sul’intelligenza associativa. Ciao e grazie per gli stimoli a pensare

Ruckert:  Non credo che non siamo in sintonia forse bisogna solo capirsi. Proviamoci magari partendo da un linguaggio comune perché bisogna intendersi sul senso delle parole. Al termine massa critica non voglio dare quel significato. Preferisco immaginare che l’insieme, anzi meglio la presenza sempre più numerosa di individui che comunicano e interagiscono tra loro crescendo individualmente, possano consentire un miglioramento qualitativo della società nelle sue diversità. Più la massa dei pensieri liberi aumenterà, più sarà possibile avere un miglioramento, a condizione però che tutti questi individui mantengano il più possibile un atteggiamento aperto verso l’esterno, in modo tale anche da far sviluppare in modo reticolare questo modello. E questa massa a differenza del passato potrebbe non avere necessità di un capo gerarchicamente sovraordinato proprio per la presenza di un reticolo che si muove orizzontalmente. Che dici? Siamo davvero così distanti? Ciao 🙂

Paolo: caro Ruck. Era proprio un malinteso linguistico sulla parola “massa”. Sono del tutto in accordo con il tuo ragionamento. Fra l’altro, nel tuo caso, non è solo un “ragionamento” ma una pratica attiva. La tua intelligenza e capacità di pensiero la vedo sempre messa in atto nelle tue interazioni con amìci di vecchia data o occasionali. Ti sei  costruito con loro un cerchio-reticolo in cui amplificate le vostre esperienze ed i vissuti. Ecco la forza dei blog: una rivoluzione attraverso il parlarsi. Insomma una volta tanto la scienza e le tecniche possono essere utilizzate in modo  attivo e partecipato. Dati i tempi che continuano ad essere piuttosto crudeli è davvero molto. ciao, a presto

MariaPrivi  ad agosto sarà un anno che frequento il mondo bloggaro. Tempo di consuntivi? Ma no! Non ci credo.

Solo un momento per conversare.

Il blog è uno specchio abbastanza fedele dei tanti pubblici “reali”. Un mezzo con buone peculiarità ed inevitabili difetti.

Permette rapida, ed a volte mirata circolarità delle idee, ma si rischia di ricevere informazioni errate.

 

Eppure da Alex, con i blog, abbiamo ottenuto persino risultati concreti -vedi da me: Come muore la mia terra-.

Io con il blog faccio di tutto: amicizia, lavoro, passatempo.

Per alcune persone può diventare indispensabile (vecchi, persone sole, persone con bisogno ed impossibilità di comunicare altrimenti), per altre una droga (autoreferenzialità, sindrome del contatore, sostituzione impropria del virtuale con il reale), c’è chi lo adopera per raccattare sesso e chi per suscitare compassione.

Un buon mezzo, un cattivo mezzo, secondo l’uso -sia attivo, sia passivo- che se ne fa. Un mezzo sicuramente in linea con il carattere del nostro tempo.

Paolo  condivisione piena, cara mariaprivi. Ben ritrovata! Mi fa immenso piacere che anche tu valuti positivamenta la rivoluzione comunicativa dei Blog. Condivido tutto, ma proprio tutto, quello che dici: luogo innanzitutto di conversazione; specchio fedele (quasi un campione) della opinione pubblica; rapidità nella circolazione delle informazioni; nuovi tipi di amicizia, non basata sulla vicinanza fisica, eppure forte ed affettuosa; spazio comunicativo per le persone sole anziane (direi anche: allenamento del cervello e quindi prevenzione della decadenza della memoria); compulsività per alcuni (è vero: però meno dannosa dei telefonini, perchè è mediata dalla  lingua scritta, che è sempre un esercizio di ordine); certo anche luogo per promuovere incontri sessuali (che, però se consenzienti e sicuri, sono una gioia della vita).

Vero, verissimo: un mezzo, uno strumento. Non un fine. Uno strumento al servizio della personalità.

Dei blog amo moltissimo le coincidenze (incrociare persone particolari che magari mai avrei potuto conoscere) e le occasioni. Per esempio in queste ore sul blog di ruckert (post Gotan project) sta avviandosi la stesura di una discografia jazz interattiva che potrebbe concludersi con un testo quasi collettivo su questo genere musicale del novecento. ciao carissima. a presto

“Cosa si fa sui blog?” chiese Incredulo

“Sui blog si fa conversazione!” rispose Sperimentatore

Questo dialoghetto tra Amalteo e SurferRosa mi ha fatto ricordare alcuni frammenti e citazioni tratte dal libro di Dacia  e Fosco Maraini, Il gioco dell’universo. Le lascio qui.

“Fosco era uno sperimentatore nato. Il campo dei suoi esperimenti era il linguaggio. Quasi mettendo in pratica la famosa frase di Roland Barthes: “Ogni rifiuto del linguaggio è una morte”. Con la morte lui ci giocava a rimpiattino: le parole gli rivelavano i nascondigli più sicuri, più impensabili per tenerla a bada. Ma rivela anche altro questa

passione, come dice T.S. Eliot nel saggio del Bosco Sacro dedicato a Philip Massinger, ovvero che una evoluzione vitale del linguaggio è anche una evoluzione del sentimento. Quindi non gioco di superficie, fine a se stesso, ma scavo, attraverso la lingua scritta, nella terra dura del pensiero. […]

… Il linguaggio comune, salvo rari casi, mira ai significati univoci, puntuali, a centratura precisa.

Nel linguaggio metasemantico invece le parole non infilano le cose come frecce, ma le sfiorano come piume, o colpi di brezza, o raggi di sole, dando luogo a molteplici diffrazioni, a richiami armonici, a cromatismi polivalenti, a fenomeni  di fecondazione secondaria, ed è facile vedere i “duomi del pensiero” che si muovono lenti spinti dai “moti più segreti”.

Nel linguaggio comune dinanzi a cose, eventi, emozioni, pensieri nuovi, o ritenuti tali, si trovano suoni che danno loro  foneticamente corpo e vita, che li rendano moneta del discorso.

Nel linguaggio metasemantico, o nella poesia, avviene proprio il contrario. Si propongono dei suoni e si attende che il  proprio patrimonio d’esperienze interiori, magari il proprio subconscio, dia loro significati, valori emotivi, profondità e bellezze. E’ dunque la parola come musica e come scintilla.

… La parola è come una caramella, qualcosa da rigirare tra lingua e palato con voluttà, a lungo, estraendone fiumi di  sapori e delizie.

… Parole belle, parole brutte, parole misteriose, parole semplici, parole complesse, parole didascaliche, parole

poetiche, parole logiche, parole in libertà… . […]

… Fosco confesserà inoltre che quasi ogni sua parola è frutto d’un lungo studio. Certe espressioni proprio non gli venivano per mesi, sapeva quello che cercava, ma il sassolino giusto la marea non glie lo gettava mai sulla spiaggia.

 Poi un certo giorno, magari facendosi la barba, cambiando una gomma della macchina, studiando gli ideogrammi cinesi o seduto nella neve al sole, eccoti il sassolino cercato. Adesso gli resta solo da sperare di non aver scritto in una lingua privata e segreta, come dire per lui solo; ciò che proprio gli dispiacerebbe.

… La tensione poetica accompagnerà Fosco per tutta la vita. Ma non scriverà molti versi. La sua scrittura tendeva allo scientifico e allo storico. Eppure la gioia della poesia si insinua spesso anche fra i suoi più cocciuti elenchi. La poesia come gioco verbale, la poesia come affrancamento di una fantasia troppo costretta e razionalizzante, la poesia come alta acrobazia verbale, la poesia come gioco che si gioca. Tale la troviamo in questa fànfola:

Il giorno ad urlapicchio

Ci son dei giorni smègi e lombidiosi

col cielo dagro e un fònzero gongruto

ci son meriggi gnàlidi e budriosi

che plògidan sul mondo infrangelluto,

ma oggi è un giorno a zìmpagi e zirlecchi

un giorno tutto gnacchi e timparlini,

le nuvole buzzìllano, i bernecchi

ludèrchiano coi fèrnagi tra i pini;

è un giorno per le vànvere, un festicchio

un giorno carmidioso e prodigiero,

è il giorno a cantileni, ad urlapicchio

in cui m’hai detto “t’amo per davvero”.

Ma cosa sono le fànfole? Fosco rispondeva con una citazione da Palazzeschi.

“cosa ci hanno con noi quelle due sbrèndole, quelle ciufféche, quelle cirimbràccole?” – Palazzeschi

La fànfola è una forma dialettale,  un ghirigoro linguistico, un grammelot finissimo ed esilarante che fa esplodere il linguaggio dall’interno, mostrando le sue contraddizioni, le sue povertà e le sue ricchezze. Rivelando soprattutto quanto il suono spesso prevalga sul significato, il fonema sul semantema.

… Ah, la magia delle parole! Che non smettono mai di sorprendere, di cicalare, di ridere, di manifestarsi e poi sparire nel nulla.

… E alla fine di tutte le nostre “esplorazioni” arriveremo dove abbiamo cominciato e per la prima volta conosceremo il  “posto”. (T.S. Eliot)

Così  Fosco accumulava parole con la pazienza di un grande camminatore della mente.”

Allora:

“Cosa si fa sui blog?” Chiese Incredulo

“Sui blog si fanno blogaloghi!” rispose Amalteo-Sperimentatore… ossia varianti dei dialoghi faccia a faccia.

Non vi sembra una “fànfola”?

Recentemente l’amico musicista Enzo Nini, mi raccontava un processo creativo che ha condiviso con altri musicisti.

A me è venuto in mente che il web e, precisamente, il blog, permette una comunicazione a 260° ( mancano ancora i profumi e le texture).

Certo una e-mail o un post, non hanno la magia di una lettera scritta a mano: non c’è l’inchiostro, la carta, la calligrafia, il profumo della mano che l’ha vergata, la sorpresa, i chilometri percorsi… ma compensano con la pluralità  di opzioni.

Per quel che mi riguarda, nettamente superiori a una telefonata in quantità di sfumature trasmesse, anche se trovo irrinunciabile la voce, direi la musica in parole.

i compleanni ed eventi connessi al 26 novembre

TRACCE e SENTIERI: biografie fra Tempo, Luogo, Eros, Polis e Destino

Compleanni(nati il 26 novembre)
Il vescovo emerito di Ivrea Luigi Bettazzi (97), il premio Nobel per la pace Adolfo Pérez Esquivel (89), l’ex direttore della Cia Porter Goss (82), la cantante Tina Turner (81), la medaglia Fields Enrico Bombieri (80), l’arcivescovo Carmelo Vigna (80), il politico e giornalista Manuele Palermi (78), la pornoattrice Karin Schubert (76), il matematico Enrico Arbarello (75), il membro dei Fleetwood John McVie (75), il premio Nobel per la medicina Elizabeth Blackburn (72), il politico Antonello Soro (72), l’ex presidente della Rai, ex ministro ed ex sindaco di Milano Letizia Moratti (71), la pornoattrice Ilona Staller detta «Cicciolina» (69), il vescovo di Forlì-Bertinoro Livio Corazza (63), il matematico e maestro di origami Toshikazu Kawasaki (65), il giornalista Paolo Trombin (63), la giornalista Laura Berti (61), il figlio dell’ex presidente egiziano Mubarak Ala Mubarak (60), il sindaco di Brescia Emilio Del Bono (55), il capo della…

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… mi chiamo Paolo … Paolo Ferrario

“Noi tutti siamo un informe assemblaggio di diversi stracci e rattoppi,

tanto che ogni cencio sembra vivere di vita propria.

E troviamo altrettante differenze in noi stessi quante ne troviamo tra noi e gli altri”, 

(“Il y a autant de différence de nous à nous-même que de nous à autrui“),  

Michel de Montaigne,  Saggi (Libro II, cap. I)

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TartaRugosa ha letto e scritto di: Massimo Mantellini (2020), Dieci splendidi oggetti morti, Einaudi, Torino – TARTARUGOSA

…. le vacanze estive prevedevano l’acquisto di due pellicole da 36 e che delusione quell’anno in Yugoslavia, quando scoprii, all’apertura dell’apparecchio, che la pellicola non si era agganciata ai dentini, restando quindi intonsa e priva delle immagini che volevo immortalare. Oggi, nella nostra mutazione da homo sapiens a homo videns, la macchina fotografica non esiste più, essendo stata incorporata nel cellulare – presidio di massa – fatto salvo qualche amatore o professionista, convertito però al digitale. …

DA:

TartaRugosa ha letto e scritto di: Massimo Mantellini (2020), Dieci splendidi oggetti morti, Einaudi, Torino – TARTARUGOSA

“Il PCI aveva dentro di tutto e se non avesse offerto una formazione a tanta gente chissà cosa sarebbe successo nel nostro paese. Era una scuola e le scuole sono importanti”, in Il mondo incorniciato in un Altan | Il Foglio

Il PCI aveva dentro di tutto e se non avesse offerto una formazione a tanta gente chissà cosa sarebbe successo nel nostro paese. Era una scuola e le scuole sono importanti.

in https://www.ilfoglio.it/cultura/2020/07/26/news/il-mondo-incorniciato-in-un-altan-322768/

Barbara Bonomi Romagnoli, Marina Turi, Laura non c’è. Dialoghi possibili con LAURA CONTI, Fandango libri, 2021.Recensione di Giuliano Battiston in L’Espresso 25 aprile 2021

gli articoli di PAOLO FERRARIO pubblicati sul blog Muoversi Insieme di Stannah, 2009-2012

Mappeser.com: Mappe nel sistema dei Servizi

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https://blog.stannah.it/author/paolo-ferrario/

Muoversi-Insieme-Stannah-montascale-anziani

I consumi nella crisi: ricominciare dalla terra

Scritto da Paolo Ferrario il 21/06/2012

In questo periodo storico sembra esserci una relazione tra la “scienza triste” che è l’economia e il malessere psichico. La crisi che attanaglia le società europee, e quindi l’Italia, crea una quotidiana preoccupazione sul futuro che ci induce a colorare con tinte fosche e pessimiste il tempo presente. Questo avviene proprio perché oggi gli italiani […]Continua a leggere >Blog-Stannah-montascale-leader-montascale-poltroncina

Le tradizioni e le nostre personalità nel tempo attuale

Scritto da Paolo Ferrario il 12/04/2012

“Ogni innovazione è una tradizione ben riuscita”. In questa incisiva frase di Carlo Petrini, il fondatore dell’associazione “Slow Food” e poi promotore dei meeting di Terra Madre, è contenuto in modo efficace il dilemma entro cui si sviluppano i cambiamenti dell’epoca in cui stanno vivendo le giovani e vecchie generazioni. In quest’articolo prenderemo in esame […]Continua a leggere…

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VITIELLO Guido, Il lettore sul lettino. Tic, manie e stravaganze di chi ama i libri, Einaudi, 2021. Intervista di Luca Mastrantonio all’autore: “Chi mette i libri di cucina vicino ai gialli? Uno snob o un assassino?”, in 7 Corriere della Sera, 15 ottobre 2021

Antologia del TEMPO che resta

vai alla scheda dell’editore:

Perché molti lettori sottolineano i libri, ci scribacchiano sopra, fanno le orecchie ai bordi delle pagine, mentre altri guardano con orrore al piú lieve maltrattamento? E quali segreti custodiscono gli scaffali delle biblioteche domestiche? Se i volumi sono disposti in file doppie, cosa si nasconde nelle retrovie? Una ricognizione ricca e spiazzante di quelle perversioni che rendono erotico e nevrotico il nostro rapporto con i libri.

cerca gli articoli di Luca mastrantonio:

https://www.corriere.it/firme/luca-mastrantonio

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Duke Ellington: il Duca in Italia, 60 concerti in 10 tournée (1950-1973): … infine al Politeama di Como il 25 maggio … – in Musica Jazz

Le non poche apparizioni di Duke Ellington nel nostro Paese sono un argomento sul quale mancano spesso informazioni precise e meritano quindi un’indagine più accurata, anche per la mole di musica che ne è scaturita. Basti pensare che dal 1950 al 1973 Ellington diede in Italia almeno una sessantina di concerti in dieci tournée, nelle città più svariate (da Torino a Palermo), e vi effettuò quattro sedute di registrazione. La prima apparizione italiana avvenne nell’ambito di una tournée europea iniziata in Francia il 5 aprile 1950 dopo un lungo viaggio sul piroscafo Île de France e durata ben undici settimane. L’orchestra suonò al teatro Odeon di Milano dal 5 al 9 maggio, a Bologna il 10, a Venezia Lido l’11, al teatro Quirino di Roma dal 12 al 15, alla Pergola di Firenze il 16 e il 17, a Pisa (teatro Verdi) il 18, poi a La Spezia (teatro Monteverdi) il 19, all’Augustus di Genova il 20 e 21, al teatro Alfieri di Torino il 22 e 23, a Bergamo (teatro Duse) il 24 e infine al Politeama di Como il 25 maggio.

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Duke Ellington: il Duca in Italia, 60 concerti in 10 tournée – Musica Jazz

Haruki Murakami, A Sud del confine a Ovest del sole (1992), Feltrinelli, 2005, riflessione di Paolo Ferrario

Antologia del TEMPO che resta

Haruki Murakami è, per me, un autore generazionale.

Intendo per generazionale uno che ha attraversato il mio stesso arco di tempo: quello della seconda metà del novecento.

Murakami ha preso la distanza, un po’ come hanno fatto (rispetto alla loro storia) alcuni protagonisti tedeschi del ciclo Heimat di Edgar Reitz, dalla tradizione giapponese, dai loro rituali imperiali, dalle loro culture così difensive verso l’esterno del mondo.

Murakami è un autore che parla di adolescenze, di maturità, di adultità, di musicalità transculturali. Un suo alter ego si racconta così:

”Sono nato il quattro gennaio 1951, nella prima settimana del primo mese del primo anno della seconda metà del ventesimo secolo. Lo si potrebbe quasi considerare un evento da commemorare ed è per questo che i miei genitori mi hanno chiamato Hajime, che significa “inizio” “

A Sud del confine, a Ovest del sole, pag. 9

In questo romanzo Hajime trascorre la…

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gli ANGELI del Cimitero di Torno mi ricordano questo scritto: PAOLO FERRARIO, Il Genius loci come angelo del luogo, in ANGELICAMENTE, il senso dell’angelo nel nostro tempo, a cura di Baldo Lami, Zephyro edizioni, 2010, p. 45-57

Coatesa sul Lario e dintorni

vai a: PAOLO FERRARIO, Il Genius loci come angelo del luogo, in ANGELICAMENTE, il senso dell’angelo nel nostro tempo, a cura di Baldo Lami, Zephyro edizioni, 2010, p. 45-57

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Alla Officina della Musica di Como oggi si inaugura una Mediateca: dischi da ascoltare e farsi prestare. Articolo di Alessia Roversi in La Provincia 22 settembre 2021. AUDIO degli interventi di Alessio Brunialti, Maurizio Salvioni, Cristiano Paspo Stella

Agenda della politica italiana, 9 ottobre 1998: Romano PRODI, Da bertinotti a renzi, a sinistra gli scissionisti finiscono male, in Domani 16 settembre 2021 (dal libro  Strana vita, la mia, Solferino, 2021)

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  • Nel suo nuovo libro Prodi torna sulle ambizioni personali del leader di Rifondazione che hanno ucciso l’Unione: «Devo attribuire una responsabilità enorme a chi ha voluto questa rottura. Perdemmo la nostra credibilità».
  • Nella sua avventura politica, il Professore si ostina a imbarcare la sinistra radicale per due volte, seppure con formule diverse. Prima con la desistenza, poi con una vera alleanza. Perché senza non è possibile governare, ma in due governi appunto, quella sinistra lo affossa.
  • E al termine dell’esperienza dell’Unione ne dichiara apertamente «il fallimento»: «Quello di Prodi è il miglior governo morente». Parole che compromettono ogni rapporto. «Le ambizioni personali di Bertinotti rovinarono tutto. Non si sentiva protagonista, evidentemente. Poi si è perso, gli scissionisti sono sempre destinati a scomparire. Vedo che sta capitando anche a Renzi».

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…. Quindi: 312 voti favorevoli e 313 contrari. La prima crisi consacrata in Aula della storia…

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11 settembre 2001 – 11 settembre 2021. Oriana Fallaci: «Non capite o non volete capire che qui è in atto una guerra di religione. Voluta e dichiarata da una frangia di quella religione, forse, comunque una guerra di religione. Una guerra che essi chiamano Jihad- in Corriere della Sera, La rabbia e l’orgoglio, 29/09/2001

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Ero a New York, perbacco, in un meraviglioso mattino di settembre, anno 2001. (…) Ho acceso la Tv. Bè, l’ audio non funzionava. Lo schermo, sì. E su ogni canale, qui di canali ve ne sono quasi cento, vedevi una torre del World Trade Center che bruciava come un gigantesco fiammifero. Un corto circuito? Un piccolo aereo sbadato? Oppure un atto di terrorismo mirato? Quasi paralizzata son rimasta a fissarla e mentre la fissavo, mentre mi ponevo quelle tre domande, sullo schermo è apparso un aereo. Bianco, grosso. Un aereo di linea. Volava bassissimo. Volando bassissimo si dirigeva verso la seconda torre come un bombardiere che punta sull’obiettivo, si getta sull’obiettivo. Sicché ho capito. (…) Ero un pezzo di ghiaccio. Anche il mio cervello era ghiaccio. Non ricordo nemmeno se certe cose le ho viste sulla prima torre o sulla seconda. La gente che per non morire bruciata viva si…

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