“Declina, ma non muore quel che è stato …”, Antonio Prete in Tutto è sempre ora, Einaudi

Il pensiero di Emanuele Severino nella sua "regale solitudine" rispetto all'intero pensiero contemporaneo

“Tutto è sempre ora” è l’attesa: di un respiro, di un cardo che fiorisce e “con il suo rosso: / un fiore di sillabe, / solo, dentro il giardino della lingua” (p. 14); l’attesa di un giorno, l’“essenza dell’amore è luce offerta / al gioco d’ombre, / grazia che disperde / il suo fulgore, quando da ogni lato, / assale il desiderio insidia aperta / e si volge in autunno in campo verde. / Declina, ma non muore quel che è stato”

da

“Tutto è sempre ora”. La poesia di Antonio Prete – Affaritaliani.it

View original post

Vasco Ursini, Riflessioni sul tempo

Il pensiero di Emanuele Severino nella sua "regale solitudine" rispetto all'intero pensiero contemporaneo

Riflessioni sul tempo
Il passato non è più. Il presente è inafferabile. Solo il futuro sarà se ci sarà dato di “esserci”.
Possiamo tentare di programmarlo sapendo che “si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”, senza però poter prevedere quando la “foglia”, che ciascuno di noi indubbiamente è, cadrà.
E cadrà per decisione che non prenderemo noi, come pure non prendemmo quella di essere stati “gettati” nel mondo.

View original post

STEVENS WALLACE, La casa era quieta e il mondo era calmo

La casa era quieta e il mondo era calmo.
Il lettore diveniva il libro; e la notte estiva

era come l’essere cosciente del libro.
La casa era calma e il mondo era calmo.

Le parole erano dette come se il libro non ci fosse,
eppure il lettore si curvava sulla pagina,

voleva curvarsi, voleva molto di più essere
l’allievo per il quale il suo libro era la verità, per il quale

la notte estiva è come una perfezione di pensiero.
La casa era quieta perché così doveva essere.

La quiete era parte del significato, parte della mente:
l’accesso di perfezione alla pagina.

E il mondo era calmo. La verità in una calmo mondo,
In cui non c’è altro significato, esso stesso

calmo, esso stesso estate e notte, esso stesso
Il lettore che si curva fino a tardi, lì a leggere.

PAUL ELUARD, Il diritto, il dovere di vivere

Non ci sarebbe nulla
Non un insetto ronzante
Non una foglia fremente
Non un animale che lecchi o che urli
Nulla di caldo nulla di fiorito
Nulla di brinato nulla di brillante nulla d’olezzante
Non un’ombra lambita dal fiore dell’estate
Non un albero che porti pellicce di neve
Non una guancia incipriata da un bacio gioioso
Non un’ala prudente o ardita nel vento
Non un angolo di carne fine non un braccio che canti
Nulla di libero né di vincere né di sciupare
Né di sparpagliarsi né di riunirsi
Per il bene per il male
Non una notte armata d’amore o di riposo
Non una voce disinvolta non una bocca commossa
Non un seno senza veli non una mano aperta
Non miseria e non sazietà
Nulla d’opaco nulla di visibile
Nulla di greve nulla di leggero
Nulla di mortale nulla d’eterno
Ci sarebbe un uomo
Non importa quale uomo
Io o un altro
Se no non ci sarebbe nulla.

Nulla due volte, di Wislawa Szymborka

Nulla due volte accade
Né accadrà. Per tal ragione
Nasciamo senza esperienza,
moriamo senza assuefazione.

Anche agli alunni più ottusi
Della scuola del pianeta
Di ripeter non è dato
Le stagioni del passato.

Non c’è giorno che ritorni,
non due notti uguali uguali,
né due baci somiglianti,
né due sguardi tali e quali.

Ieri, quando il tuo nome
Qualcuno ha pronunciato,
mi è parso che una rosa
sbocciasse sul selciato.

Oggi che stiamo insieme,
ho rivolto gli occhi altrove.
Una rosa? Ma cos’è?
Forse pietra, o forse fiore?

Perché tu, ora malvagia,
dài paura e incertezza?
Ci sei – perciò devi passare.
Passerai – e in ciò sta la bellezza.

Cercheremo un’armonia,
sorridenti, fra le braccia,
anche se siamo diversi
come due gocce d’acqua.

(da http://www.lameditazionecomevia.it/wis2.htm)

Nulla due volte (Wislawa Szymborska)

Nulla due volte accade
Né accadrà. Per tal ragione
Nasciamo senza esperienza,
moriamo senza assuefazione.

Anche agli alunni più ottusi
Della scuola del pianeta
Di ripeter non è dato
Le stagioni del passato.

Non c’è giorno che ritorni,
non due notti uguali uguali,
né due baci somiglianti,
né due sguardi tali e quali.

Ieri, quando il tuo nome
Qualcuno ha pronunciato,
mi è parso che una rosa
sbocciasse sul selciato.

Oggi che stiamo insieme,
ho rivolto gli occhi altrove.
Una rosa? Ma cos’è?
Forse pietra, o forse fiore?

Perché tu, ora malvagia,
dài paura e incertezza?
Ci sei – perciò devi passare.
Passerai – e in ciò sta la bellezza.

Cercheremo un’armonia,
sorridenti, fra le braccia,
anche se siamo diversi
come due gocce d’acqua.

L’ODISSEA, con gli attori del Teatro Patologico di Roma, diretti da Dario D’Ambrosi. regia di Domenico Iannacone e Lorenzo Scurati, RAITRE 2 aprile 2021

L’ODISSEA, con gli attori del Teatro Patologico di Roma, diretti da Dario D’Ambrosi. regia di Domenico Iannacone e Lorenzo Scurati, RAITRE 2 aprile 2021

vai a

L’ODISSEA, con gli attori del Teatro Patologico di Roma, diretti da Dario D’Ambrosi. regia di Domenico Iannacone e Lorenzo Scurati, RAITRE 2 aprile 2021 – MAPPE nelle POLITICHE SOCIALI e nei SERVIZI

Torneranno le sere …, di Alfonso Gatto. Da Il Narratore Audiolibri

Torneranno le sere a intepidire
nell’azzurro le piazze, ai bianchi muri
la luna in alto s’alzerà dal mare
e nella piena dei giardini il vento
fitto di case, d’alberi, di stelle
passerà per la grande aria serena.
Torneranno nel sogno anche le voci
delle famiglie illuminate a cena,
la rapida ebrietà del loro riso.
O finestrelle, pozzi, logge, vetri
affacciati alla vita, allo spiraglio
delle fresche delizie e dei rimpianti,
o luna nuova sulla mia memoria,
tornate ad albeggiare con quel canto
di parole perdute, con quei suoni
struggenti, con quei baci morsi al buio.
Siate la polpa rossa dell’anguria
spaccata in mezzo alla tovaglia bianca.  
Alfonso Gatto 
Voce del poeta


– clicca qui per scaricare gratuitamente alcune sue poesie – 
 

… Ti auguro tempo …, di Elli Michler

Non ti auguro un dono qualsiasi,
ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.

Ti auguro tempo, non per affrettarti e correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guardarlo sull’orologio.
Ti auguro tempo per contare le stelle
e tempo per crescere, per maturare. 

Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo,
tempo per la vita.

segnalato da Samuele Severino

e tratto da:

https://www.libriantichionline.com/divagazioni/elli_michler_ti_auguro_tempo

https://www.donbosco-medien.de/ti-auguro-tempo/b-1/103)

conversazione con Margherita sul libro: TASSINARI Simonetta, Instant filosofia. Il corso per capire in modo facile idee, concetti e personaggi, dagli esordi a oggi, Gribaudo editore, 2020

Antologia del TEMPO che resta

riporto qui una conversazione che si è presentificata su facebook, dove avevo rilanciato la scheda del libro:

mi scrive Margherita

Sembra interessante. Lo stile e l’approccio didattico è come nel precedente testo dell’autrice (Il filosofo che c’è in te), finalizzato a fornire della filosofia un’ immagine semplificata e, perché no?, un mezzo per capire il mondo e se stessi. È il manuale scolastico che tenta di rispondere alla tormentata domanda “A che serve la filosofia?” Il fatto è che la filosofia, a mio parere, non “serve”, nel senso che non dà risposte. La filosofia è ricerca, una corsa agli ostacoli che sono singoli traguardi che si susseguono l’uno dietro l’altro, un confine che si sposta ininterrottamente.

rispondo

grazie !!! hai del tutto ragione: le tue parole chiariscono benissimo i contenuti di questo libro. Io non ho, purtroppo , avuto una cultura filosofica. Da studente di un istituto tecnico (perito edile…

View original post 280 altre parole

«Filastrocca della morte», di Mimmo Mòllica. Dedicata a Gigi Proietti nel giorno della morte

Chissà, io morirò forse domani,
triste e malato o sbranato dai cani?
Forse io me ne andrò senza parlare,
forse danzando, impegnato a ballare?
Magari morirò sotto Natale,
forse per Pasqua oppure a Carnevale?

Forse tra un anno tirerò le cuoia
ucciso dalla fame o dalla noia?

…..

Venga correndo, corra, salti, voli,
però non porti fiori né cannoli,
giacché non siamo antichi né moderni,
noi siamo il tempo, quindi siamo eterni.

vai alla intera poesia

https://parcodeinebrodi.blogspot.com/2020/11/filastrocca-della-morte-di-mimmo-mollica.html

Comportamenti individuali in tempo di coronavirus: i desideri e le istituzioni. AUDIO biografico di Paolo Ferrario, 4 maggio 2020


per ascoltare l’ AUDIO:

 


La realtà si divide in cose soggette al nostro potere e cose non soggette al nostro potere.

In nostro potere sono il giudizio, l’impulso, il desiderio, l’avversione e, in una parola, ogni attività che sia propriamente nostra;

non sono in nostro potere il corpo, il patrimonio, la reputazione, le cariche pubbliche e, in una parola, ogni attività che non sia nostra. [2]

ciò che rientra in nostro potere è per natura libero, immune da inibizioni, ostacoli, mentre quanto non vi rientra è debole, schiavo, coercibile, estraneo.

[3] Ricorda, allora, che se considererai libere le cose che per natura sono schiave, e tuo personale ciò che è estraneo, sarai impedito, soffrirai, sarai turbato, ti lamenterai degli dèi e degli uomini;

se invece riterrai tuo solo ciò che è tuo, ed estraneo, come in effetti è, ciò che è estraneo, nessuno ti potrà mai coartare, nessuno ti impedirà, non ti lamenterai di nessuno, non accuserai nessuno, non ci sarà cosa che dovrai compiere contro voglia, nessuno ti danneggerà, non avrai nemici, perché non potrai patire alcun danno

Epitteto, Manuale, 1/5


coronavirus

… certi momenti ci vengono portati via, altri sottratti e altri ancora si perdono nel vento. Ma la cosa più vergognosa è perder tempo per negligenza … SENECA

Comportati così, Lucilio mio, rivendica il tuo diritto su te stesso e il tempo che fino ad oggi ti veniva portato via o carpito o andava perduto raccoglilo e fanne tesoro.

Convinciti che è proprio così, come ti scrivo: certi momenti ci vengono portati via, altri sottratti e altri ancora si perdono nel vento. Ma la cosa più vergognosa è perder tempo per negligenza.

Pensaci bene: della nostra esistenza buona parte si dilegua nel fare il male, la maggior parte nel non far niente e tutta quanta nell’agire diversamente dal dovuto. (Seneca a Lucilio, I.1)

LETTERA, quasi cartacea, ad un vecchio amico che conosco dal 1966, 15 aprile 2020

carissimo  ***

sono di ritorno dal mio secondo giretto quotidiano.

Alla mattina vado a prendere i giornali (pur essendo molto internettiano, i quotidiani li leggo solo in formato cartaceo, così posso sottolineare e fare le mie mappe cognitive),

Al pomeriggio faccio le scale a piedi e giro per il cortile della casa.

scusa se non ti telefono. Sono allergico al telefono:  lo trovo una forma di “comunicazione violenta”.

Preferisco di gran lunga la scrittura, che stimola la riflessione, costringe a pensare quello che si scrive, consente di tenere i testi. Un po’ come si faceva ai meravigliosi tempi delle lettere che si imbucavano. E che si potevano conservare nel tempo. Ne ho intere casse che arrivano fino agli anni ’60.

Sto vivendo molto male questo tempo da tragedia.

Da sociologo so che le strutture socioculturali ne usciranno distrutte.

Da persona ho un atteggiamento che tenta di indirizzare la mia psiche alla RASSEGNAZIONE.

Certo la politica, l’economia, i gruppi sociali compiranno molte azioni di riassestamento. Ma sarà durissima perchè sono state sconvolte le relazioni sociali e il modo in cui la socializzazione ha costruito i nostri IO SOGGETTIVI.

Da tempo sui miei blog continuo a diffondere una fondante MAPPA COGNITIVA che uso dal 1967 (amo le mappe, qualsiasi esse siano: stradali, urbane, basate sulle letture di libri. Tutta la mia attività didattica è basate sulle mappe. Ne ho disegnate migliaia) :

86171033_2826576317422076_9151844781083590656_o.jpg
Tutti i miei studi, i miei libri, si basano su questa mappa che fa vedere le interazioni fra CULTURA, INDIVIDUI, SISTEMI SOCIALI, ma anche le relazioni con l’INCONSCIO e la BIOLOGIA.
Siamo fatti di relazioni ?
sì.
e questa mappa le fa vedere tutte
Oggi questa mappa mi illumina anche sul tempo tragico che stiamo vivendo.
In questo successivo disegno lo vedi, seguendo il percorso segnato in  rosso:
imappa coro925.jpg
uno stronzo di virus (che parte dalla nostra struttura biologica) ha sconvolto i modelli culturali, le nostre psicologie e produce effetti terribili su tutto quanto la specie umana ha costruito nel corso delle evoluzione.
Parte dalla base biofisica, altera la cultura, modifica le psicologie e produce effetti imprevedibili nella società .
é certo che tutto cambierà: è la freccia della “situazione dinamica”.
Ma nessuno sa come.
Sappiamo il “dove”, sappiamo il “chi” e il  “che cosa”, sappiamo (parzialmente)  il “perchè”.
Ma nessuno sa il “come”.
Le categorie analitiche e pratiche che abbiamo costruito sono alterate.
Nessuno sapeva prevedere quanto è successo (perlomeno nella entità capillare che sta assumendo) e nessuno ha ricette sicure sul futuro. Giro fra gli scaffali della mia biblioteca (26 mila libri) e li vedo tutti invecchiati e incapaci di aiutare nella interpretazione
Mi informo con l’attenzione di un sociologo ogni ora e ogni giorno
Ma quando vedo i “soloni” che blaterano ognuno con la loro ricetta chiudo la comunicazione e torno alla mia mappa e alla riflessione argomentativa
Certamente c’è poi l’aspetto biografico.
Mi manca tantissimo quell’angolo di LUOGO che è la casa/orto/giardino di Coatesa. Esso è parte integrante della mia costituzione psichica. e, invece devo stare lontano e non posso lavorarci, piantare gli ortaggi, curare i 10 piani che conosco minuziosamente e che ora sono solo nella memoria e nelle fotografie del periodo 1989-2019
è per questo che prima ti dicevo RASSEGNAZIONE.
Mi consola solo ricordare alcuni alberi che sono lassù (ce ne sono decine) e li penso impegnati nel loro ciclo vitale. Attenti solo a fare quello che il loro apprendimento biologico gli ha insegnato nel corso della storia delle terra. E questo mi aiuta a “fare meditazione” e a prendere (nei limiti del possibile) le distanze psichiche dalla quotidianità  concreta delle ore e dei giorni.
scusa per la lunghezza di questa lettera.
Considerala come una lettera di carta che un tempo imbustavamo e mettevamo nella buca postale, dopo aver scelto i francobolli giusti
ti saluto molto caramente sperando (con rassegnazione) di poter fare un giretto a piedi nel centro storico della nostra Como che mantiene sì la sua struttura urbana ma che è alterata da un virus che ha indebolito i legami sociali

Paolo Ferrario

Biografia professionale, vai a: Paolo Ferrario (Como, 1948 – )
Vive a Como
Cura questi  Blog

“Al mondo senza cellulare siamo rimasti solo io e te , credo” … “Per questo siamo amici” … “Abbiamo mantenuto una reperibilità selettiva”.   In Julia, di Giancarlo Berardi, Agosto 2019

la MAPPA E’ QUESTA. La freccia parte dalla base biofisica, va sulla cultura, cambia le nostre personalità, produce effetti nella società. Ma su come funzionano questi percorsi e come si sviluppano nessuno lo sa. Non abbiamo categorie interpretative

la MAPPA E’ QUESTA. La freccia parte dalla base biofisica,

va sulla cultura,

cambia le nostre personalità,

produce effetti nella società.

Ma su come funzionano questi percorsi e come si sviluppano nessuno lo sa.

Non abbiamo categorie interpretative

imappa coro925