Ornella Vanoni – Un sorriso dentro al pianto, con Francesco Gabbani. Compositori: Luigi De Crescenzo / Ornella Vanoni / Francesco Gabbani

E adesso che dovrei posare per l’ennesima fotografia
Sai dirmi tu per caso la migliore inquadratura quale sia?
Ormai che con un selfie fai vedere tutto a tutti e così sia
Ce la incorniciamo?
O la butto via?
Parole sulle note sono state la migliore compagnia
Per affrontare la stupidità abbiamo ancora l’allegria
Se il cielo concedesse un po’ di grazia ad ogni anima quaggiù
Io sarei una santa
Anima che canta
Che canta in equilibrio sopra un’emozione
Che capovolge l’esistenza alle persone
Che non si può spiegare fino in fondo
Ma che resta in fondo al cuore
Io sono tutto l’amore che ho dato
Tutto l’amore incondizionato
L’imbarazzo dietro al vanto
Un sorriso dentro al pianto
Io sono tutto l’amore che ho dato
Mare in tempesta e cielo stellato
Poco prima di uno schianto
Un sorriso dentro al pianto
E adesso che mi chiedi di sorridere vorrei dimenticare
Ferite da leccare e grandi amori solo da desiderare
Se l’universo scomparisse in un istante e non ci fosse più
Io sicuramente
Resterei per sempre
Per sempre in equilibrio sopra a un’emozione
Che capovolge l’esistenza alle persone
Che non si può spiegare fino in fondo
Ma che resta in fondo al cuore
Io sono tutto l’amore che ho dato
Tutto l’amore incondizionato
L’imbarazzo dietro al vanto
Un sorriso dentro al pianto
Io sono tutto l’amore che ho dato
Mare in tempesta e cielo stellato
Poco prima di uno schianto
Un sorriso dentro al pianto
E adesso che mi chiedi di sorridere vorrei dimenticare
Fonte: Musixmatch
Compositori: Luigi De Crescenzo / Ornella Vanoni / Francesco Gabbani

Viaggio a Londra in camper in era Brexit/Covid capitolo 2

Carlabazar

Mercoledì 6 ottobre

Giornata campale che inizia molto presto per noi  : ci dirigiamo verso lo studio dentistico dove la Jessica deve togliere 2 denti e posizionare i due provvisori .   Anche i dentisti a Londra vanno di corsa : a noi sembra un po’ troppo, e non solo perché oramai la velocità è sparita dalla nostra vita per lasciare finalmente spazio al gustare le esperienze anche banali della vita  .   Arriviamo con largo anticipo e facciamo colazione in un bel bar gestito da due fratelli albanesi, minimal ma molto accoglienti : tempo la colazione abbiamo già socializzato e ci siamo comunicati i fondamentali di questo momento della nostra esistenza, favoriti anche dal fatto che uno dei due parla italiano per un periodo trascorso a Prato in Toscana  .     Anche dopo la colazione manteniamo il nostro anticipo : cerchiamo una panchina al sole , per scaldarci un po’ dal vento…

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Viaggio a Londra in camper in era Brexit/Covid capitolo 3

Carlabazar

Sabato 9 ottobre

Facciamo colazione e paghiamo la sosta notturna . Decidiamo di dirigerci verso l’Isola di Wight : quindi, mentre la Jessica riposa ancora un po’, ci dirigiamo a Portsmouth. Incontriamo però una deviazione che ci fa uscire dall’autostrada e dopo alcuni errori e alcune code, decidiamo di trovare una tappa intermedia per godere della bella giornata di sole ed anche per il pranzo, preferibilmente al mare . Guardo la mappa e vedo alcune isole/promontori sulla costa : decidiamo di dirigerci a Hayling Island , piccola isola collegata alla terraferma da un ponte che corre in mezzo al mare tra aree salmastre (bellissime le foto dal satellite) dove ci sono fiorenti allevamenti di ostriche e dove la guida ci segnala uno dei ristoranti dove si mangia “il migliore fish and chips del Regno Unito”.

Mappa del percorso delle nostre vacanze : da Londra a Pevensey a Beachy Head a…

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Viaggio a Londra (non solo) in camper in era Brexit/Covid . Parte 4

Carlabazar

Scendiamo dal traghetto e prendiamo prima l’autostrada poi stradine sempre più strette che ci conducono a Beaulieu, al centro della New Forest, incantevole riserva naturale con boschi secolari, cervi e cavalli che pascolano liberi ai bordi delle strade, dove c’è il limite dei 40 miglia (64 Km), proprio per l’elevata possibilità che gli animali si trovino sul percorso stradale.  

Dalla guida Routard : “Immensa distesa di lande, eriche e ginestre che si alternano a tratti di sottobosco ricoperti da giacinti selvatici .  Anche nei villaggi si incontrano animali di ogni tipo che vivono allo stato brado. Istituita da Guglielmo il Conquistatore quasi 1000 anni fa  la New Forest era originariamente destinata ai piaceri del sovrano e ancora oggi appartiene alla Corona. Gli abitanti dei villaggi conservano usi e costumi medioevali . Così Lord Montagu, dell’aristocrazia locale, percepisce ancora benefici feudali dai sudditi che vivono sulle sue terre, dall’alto…

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i compleanni ed eventi connessi al 26 novembre

TRACCE e SENTIERI

Compleanni(nati il 26 novembre)
Il vescovo emerito di Ivrea Luigi Bettazzi (97), il premio Nobel per la pace Adolfo Pérez Esquivel (89), l’ex direttore della Cia Porter Goss (82), la cantante Tina Turner (81), la medaglia Fields Enrico Bombieri (80), l’arcivescovo Carmelo Vigna (80), il politico e giornalista Manuele Palermi (78), la pornoattrice Karin Schubert (76), il matematico Enrico Arbarello (75), il membro dei Fleetwood John McVie (75), il premio Nobel per la medicina Elizabeth Blackburn (72), il politico Antonello Soro (72), l’ex presidente della Rai, ex ministro ed ex sindaco di Milano Letizia Moratti (71), la pornoattrice Ilona Staller detta «Cicciolina» (69), il vescovo di Forlì-Bertinoro Livio Corazza (63), il matematico e maestro di origami Toshikazu Kawasaki (65), il giornalista Paolo Trombin (63), la giornalista Laura Berti (61), il figlio dell’ex presidente egiziano Mubarak Ala Mubarak (60), il sindaco di Brescia Emilio Del Bono (55), il capo della…

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… mi chiamo Paolo … Paolo Ferrario

“Noi tutti siamo un informe assemblaggio di diversi stracci e rattoppi,

tanto che ogni cencio sembra vivere di vita propria.

E troviamo altrettante differenze in noi stessi quante ne troviamo tra noi e gli altri”, 

(“Il y a autant de différence de nous à nous-même que de nous à autrui“),  

Michel de Montaigne,  Saggi (Libro II, cap. I)

VAI A

Il 26 novembre 1857, nasce a Canzo (Como) Filippo Turati

Il 26 novembre 1857, nasce a Canzo (Como) Filippo Turati, tra i fondatori del Partito socialista italiano e appartenente alla prima generazione di antifascisti.
Avvicinatosi al marxismo, matura la sua teoria per un socialismo riformista orientato al cambiamento pacifico e graduale della società. Nel 1891 fonda la rivista “Critica sociale” e, nel 1892, insieme a Bissolati ed altri, il Partito socialista dei lavoratori italiani, che dal 1895 si chiamerà Partito socialista italiano. È eletto deputato nel 1896 e sarà poi rieletto nelle successive otto legislature del Regno.
Nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale, si dichiara neutralista, ma, con la disfatta di Caporetto del 1917, sostiene le ragioni del conflitto divenuto “difensivo”. Nel dopoguerra, di fronte alle dimostrazioni dei nazionalisti e del nascente movimento fascista, con la sua carica violenta ed eversiva, si adopera per la tutela delle istituzioni liberaldemocratiche. Dichiara il suo appoggio al governo Bonomi ed è per questo espulso dal partito nel 1922. Fonda, quindi, con Matteotti, il Partito socialista unitario.
Durante la presentazione del nuovo governo Mussolini alla Camera, il 17 novembre 1922, Turati sottolinea i rischi della rottura istituzionale che si era verificata: «Oggi, da che la “nuova istoria” è cominciata, non è più il Governo che si presenta alla Camera, è la Camera che è chiamata a presentarsi al Governo e a dare essa l’esame, per vedere se meriti o no di essere bocciata…Con quel metodo rivoluzionario, che oggi si dice « fascistico » – e sebbene esso non dica nulla, adottiamo pure, per intenderci, questo aggettivo – la Camera non è chiamata a discutere e a deliberare la fiducia; è chiamata a darla; e, se non la dà, il Governo se la prende».
Nel giugno 1924 partecipa alla protesta detta dell’“Aventino”, abbandonando i lavori parlamentari in seguito al rapimento e all’uccisione di Matteotti. Con il consolidarsi della dittatura fascista i deputati aventiniani saranno espulsi dal Parlamento nel novembre 1926. Con l’aiuto di Pertini, Rosselli e Parri, nel dicembre 1926 compie un’avventurosa fuga in Francia. In esilio anima la protesta antifascista, con esponenti di altri partiti italiani. Muore a Parigi il 29 marzo 1932, dopo aver promosso la riunificazione del partito socialista, avvenuta nel 1930.

BOHEMIAN RHAPSODY – QUEEN, 1975

Is this the real life?
Is this just fantasy?
Caught in a landside,
No escape from reality
Open your eyes,
Look up to the skies and see,
I’m just a poor boy, I need no sympathy,
Because I’m easy come, easy go,
Little high, little low,
Any way the wind blows doesn’t really matter to
Me, to me
Mamaaa,
Just killed a man,
Put a gun against his head, pulled my trigger,
Now he’s dead
Mamaaa, life had just begun,
But now I’ve gone and thrown it all away
Mama, oooh,
Didn’t mean to make you cry,
If I’m not back again this time tomorrow,
Carry on, carry on as if nothing really matters
Too late, my time has come,
Sends shivers down my spine, body’s aching all
The time
Goodbye, everybody, I’ve got to go,
Gotta leave you all behind and face the truth
Mama, oooh
I don’t want to die,
I sometimes wish I’d never been born at all.
I see a little silhouetto of a man,
Scaramouch, Scaramouch, will you do the Fandango!
Thunderbolts and lightning, very, very frightening me
Galileo, Galileo
Galileo, Galileo
Galileo, Figaro – magnificoo
I’m just a poor boy nobody loves me
He’s just a poor boy from a poor family,
Spare him his life from this monstrosity
Easy come, easy go, will you let me go
Bismillah! No, we will not let you go
(Let him go!) Bismillah! We will not let you go
(Let him go!) Bismillah! We will not let you go
(Let me go) Will not let you go
(Let me go)(Never) Never let you go
(Let me go) (Never) let you go (Let me go) Ah
No, no, no, no, no, no, no
Oh mama mia, mama mia, mama mia, let me go
Beelzebub has a devil put aside for me, for me,
For meee
So you think you can stop me and spit in my eye
So you think you can love me and leave me to die
Oh, baby, can’t do this to me, baby,
Just gotta get out, just gotta get right outta here
Nothing really matters, Anyone can see,
Nothing really matters,
Nothing really matters to me
Any way the wind blows…

DA:

Fenomenologia della canzonetta. Usi e abusi della parola, di Gianni De Iuliis, Palomar editrice, 2021

LIBERO ARBITRIO, 14 artisti in mostra al Teatro Sociale di Como: Doriam Battaglia, Fabrizio Bellanca, Roberto Bondi, Elena Borghi, Patrizia Cassina, Adriano Caverzasio, Giuliano Collina, Alberto Colombo, Valerio Gaeti, Marzia Mauri, Fabrizio Musa, Carlo Pozzoni, Walter Trecchi, Marco Vido, dal 17 al 28 Novembre 2021

Buon compleanno Fred Buscaglione! alla Officina della Musica, Como 27 nov 21

SABATO 27 NOVEMBRE  ALLE 21:00
Buon compleanno Fred Buscaglione!
L’Officina della Musica – L’Officina della Musica

A 100 anni dalla nascita e 60 anni (+1) dalla scomparsa di Buscaglione, una serata per ricordare il grande Fred.
A parlarne sarà Adriano Giudici, presidente uscente di Famiglia Comasca, e grande appassionato ed esperto di questo artista che ha letteralmente rivoluzionato il panorama musicale italiano.
Dialogando con Il critico de La Provincia Alessio Brunialti, ne ripercorrerà la splendida e purtroppo breve carriera proponendo anche dei rari filmati d’epoca che mostrano Buscaglione nel pieno del suo successo.

… e questa siepe, che da tanta parte dell’ultimo orizzonte il guardo esclude …

Coatesa sul Lario e dintorni

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare.

GIACOMO LEOPARDI

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TartaRugosa ha letto e scritto di: Massimo Mantellini (2020), Dieci splendidi oggetti morti, Einaudi, Torino – TARTARUGOSA

…. le vacanze estive prevedevano l’acquisto di due pellicole da 36 e che delusione quell’anno in Yugoslavia, quando scoprii, all’apertura dell’apparecchio, che la pellicola non si era agganciata ai dentini, restando quindi intonsa e priva delle immagini che volevo immortalare. Oggi, nella nostra mutazione da homo sapiens a homo videns, la macchina fotografica non esiste più, essendo stata incorporata nel cellulare – presidio di massa – fatto salvo qualche amatore o professionista, convertito però al digitale. …

DA:

TartaRugosa ha letto e scritto di: Massimo Mantellini (2020), Dieci splendidi oggetti morti, Einaudi, Torino – TARTARUGOSA

NOOTEBOOM Cees, Venezia. Il leone, la città e l’acqua, Iperborea editore, 2021

vai alla scheda dell’editore

https://iperborea.com/titolo/584/

Un vagabondaggio letterario, storico e filosofico dedicato a Venezia. Un sogno di palazzi e chiese, di potere e denaro, dominio e declino, un paradiso di bellezza.

«Questa è sempre stata una città per forestieri. Il gioco consiste nel far durare un secondo di più l’incertezza, nell’essere veneziano per un microsecondo, prima che abbia luogo l’inevitabile smascheramento. Loro da un lato vivono di noi, dall’altro si sentono minacciati dalla nostra massa e la sera abbandonano la città come una nave che affonda. Ma come fai a spiegargli che non fai parte della massa?» Dopo oltre cinquant’anni di periodici soggiorni a Venezia, Cees Nooteboom offre alla sua città del cuore il proprio tributo di narratore che ha fatto del viaggio una forma di vita. Animato dalla sua inestinguibile curiosità, lo vediamo aprirsi all’imprevisto ogni volta che imbocca una calle, smarrirsi tra gli strati di passato in un luogo che nell’anacronismo ha la sua essenza e in cui i morti non sono mai completamente morti. Prendendo parte a «una conversazione che si protrae nei secoli», quella di Proust, Ruskin, Rilke, Byron, Pound, Goethe, McCarthy, Morand, Brodskij, Montaigne, Casanova, Goldoni, Da Ponte, James, Montale, si addentra nei paesaggi reali della città anfibia, tra mobilità dell’acqua e immobilità della pietra, e si insinua dentro scenari soltanto dipinti o immaginati, per vivere almeno qualcuna delle tante Venezie sognate dai grandi del passato. E quando è sopraffatto dalla sovrabbondanza di storia e di bellezza, cerca angoli più quotidiani, si fa invisibile in un bar, si mimetizza in un campiello e osserva come a teatro la vita veneziana che scorre, aggiungendo altre immagini, altre riflessioni, altre trasfigurazioni al suo particolarissimo ritratto della «città in cui i racconti non si esauriscono mai».

“Il PCI aveva dentro di tutto e se non avesse offerto una formazione a tanta gente chissà cosa sarebbe successo nel nostro paese. Era una scuola e le scuole sono importanti”, in Il mondo incorniciato in un Altan | Il Foglio

Il PCI aveva dentro di tutto e se non avesse offerto una formazione a tanta gente chissà cosa sarebbe successo nel nostro paese. Era una scuola e le scuole sono importanti.

in https://www.ilfoglio.it/cultura/2020/07/26/news/il-mondo-incorniciato-in-un-altan-322768/

ARNALDI Valeria, Volevo solo una cosa: la luna. I mille volti di Gigi Proietti, Lit edizioni, 2020

vai alla scheda dell’editore:

https://litedizioni.cantookboutique.com/it/products/volevo-solo-una-cosa-la-luna

«Ringraziamo Iddio, noi attori, che abbiamo il privilegio di poter continuare i nostri giochi d’infanzia fino alla morte, che nel teatro si replica tutte le sere». Così, in una battuta dal sorriso aperto ma con un velo di malinconia negli occhi, Gigi Proietti raccontava il suo amore per il teatro, la passione per la scena, il suo approccio alla vita. L’attore, nato il 2 novembre 1940 e scomparso il giorno del suo ottantesimo compleanno, il 2 novembre 2020 – stesso giorno di nascita e morte, come William Shakespeare – ha conquistato il pubblico sul palcoscenico, al cinema, in televisione, tra prosa, comicità, poesia, musica. D’altronde, le “scene” le ha sperimentate, conquistate, rivoluzionate tutte. Si è esibito da giovane nei locali notturni. Ha fatto il teatro sperimentale. Ha lavorato con Carmelo Bene. È stato “voce” di Casanova per Federico Fellini – molti i grandi ruoli anche nel doppiaggio – ha lasciato il segno nel mondo del teatro con A me gli occhi, please e tanti altri spettacoli, e nel mondo del cinema con Febbre da cavallo, ma anche La Tosca e Meo Patacca. Senza dimenticare la televisione, tra programmi e serie tv, come Il maresciallo Rocca. Nel mezzo, i sonetti che amava scrivere e, ovviamente, il racconto della romanità, anche con tanti progetti per la sua città, tra scuole e teatri. A ottant’anni dalla nascita e a pochi giorni dalla sua scomparsa, un percorso sulle orme dell’attore, dall’infanzia all’addio. Un omaggio a Proietti e un viaggio alla scoperta dei suoi pressoché infiniti talenti.

Valeria Arnaldi

Giornalista e scrittrice. Tra i suoi libri più recenti, Nico, o dell’infelicità, Gli amori di Frida Kahlo, Tina Modotti hermana, Chi è Banksy? E perché ha tanto successo?, Chi è Obey? E perché fa tanto discutere?. Cura mostre di arte contemporanea in Italia e all’estero: ha collaborato con Commissione Europea, Unar-Presidenza del Consiglio, Regione Lazio, Provincia di Roma, Roma Capitale. Ha ideato e curato C’era una volta…, primo festival di Family Artentainment di Roma Capitale. Per Ultra, ha pubblicato, tra gli altri, Manga Art – Viaggio nell’iper-pop contemporaneo, Metropolitan Eros – Nudo ed erotismo nella street art, Lego e altri giocattoli – Le idee che l’arte ha «rubato» ai bambini.

Barbara Bonomi Romagnoli, Marina Turi, Laura non c’è. Dialoghi possibili con LAURA CONTI, Fandango libri, 2021.Recensione di Giuliano Battiston in L’Espresso 25 aprile 2021

La grande rivoluzione di Chopin quando suona BEATRICE RANA, intervista di Alberto Riva in Domani 10 nov 21

  • Ventotto anni, nata a Lecce, Beatrice Rana si è imposta per il virtuosismo e la forza delle sue interpretazioni. Ha suonato con nomi come Valery Gergiev, Trevor Pinnok, Antonio Pappano, Zubin Metha.
  • Appena uscito, il suo nuovo cd dedicato a Chopin si è aggiudicato il Diapason d’Or e il Trophée Radio Classique in Francia ed è entrato nella Top Five di classica del New York Times.
  • Dice la pianista: «Chopin non passa da rivoluzionario perché era una figura così gentile, eppure lo era: ha cambiato la scrittura del pianoforte».

vai all’articolo:

https://www.editorialedomani.it/idee/cultura/intervista-beatrice-rana-warner-classics-musica-classica-chopin-erozwmz6

da: Il mantello, Marcela Serrano

lescritteriate

II mantello di Clara Sandoval. O era un plaid. O una coperta. Mantello, plaid o coperta, non importa, servono tutti a coprire, nascondere, scaldare, proteggere. Un involucro di pietà. Tanti quadrati o rettangoli uniti tra di loro, alcuni ormai sfilacciati, scintille di colore, petardi di un giorno di festa, verdi, rossi, bianchi stampati, marrone, viola, uno nero qui, uno rosa là, stretti gli uni agli altri in un diligente lavoro di patchwork … Quando Niconor Parr morì, la bara venne avvolta nel mantello che la madre aveva cucito per lui, un secolo addietro.

Foto: Opera realizzata da Luigi Brusaferri

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HAIGH Matt, Parole di conforto, Edizioni E/O, 2021

VIA ALLA SCHEDA DELL’EDITORE: https://www.edizionieo.it/book/9788833573878/parole-di-conforto

Con questo libro Matt Haig prosegue la riflessione cominciata con Ragioni per continuare a vivere nel 2015 e portata avanti in questi anni sui social media. Come ha detto spesso, il consenso che ha trovato la sua «battaglia» per sensibilizzare sul tema della malattia mentale gli ha confermato quanto sia necessario parlarne di più e far capire che, in quanto malattia, non è diversa da altre e non va stigmatizzata. Come confida nell’introduzione, scrivere lo aiuta a mettere le cose in prospettiva, a vederle da un’angolazione diversa o semplicemente a «sfogarsi». È il primo dei molti consigli che dà ai suoi lettori – cercare sempre la bellezza, anche quando certi stati d’animo non permettono di apprezzarla fino in fondo, perché tiene per mano la speranza; concedersi di non puntare sempre alla perfezione, perché non è di questo mondo; guardare avanti, sempre e comunque, per arrivare a vedere la luce in fondo al tunnel, per citarne altri – e sono consigli sinceri e spassionati, maturati con l’esperienza personale. Il lettore non deve aspettarsi la panacea, inesistenti soluzioni universalmente applicabili. Il conforto maggiore gli verrà dal sapere di non essere solo. Di avere in Matt un interlocutore aperto e disponibile, che ha affrontato certe difficoltà, tanto comuni e diffuse nel nostro mondo occidentale, e ne è uscito più forte.

L’autore

Matt Haig
Di Matt Haig (Sheffield, 1975) le Edizioni E/O hanno pubblicato Come fermare il tempoVita su un pianeta nervosoIl Patto dei LabradorLa Folletta SinceraEvie e gli animaliRagioni per continuare a vivere e La Biblioteca di Mezzanotte. Autore prolifico e versatile, è apprezzato in tutto il mondo per la narrativa per adulti e per l’infanzia nonché per le sue opere di saggistica.

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