l’uomo è infelice perché non sa di essere felice, Fëdor Michailovic Dostoevskij, “I demoni”

Nosce Sauton

autumn-leaf-1679828_1280

“«A quanto pare siete molto felice, Kirillov?»
«Sì, molto felice» rispose l’altro, come se dicesse la cosa più comune del mondo.
«Eppure ancora così recentemente eravate afflitto; eravate arrabbiato con Liputin?»
«Uhm… adesso non rimprovero nessuno. Allora non sapevo ancora di essere felice. Non avete mai visto una foglia, una foglia d’albero?»
«Sì.»
«Non molto tempo fa ne ho visto una gialla, con un po’ di verde, marcita sui lati. Il vento la portava. Quando avevo dieci anni, d’inverno chiudevo apposta gli occhi, mi immaginavo una foglia, verde lucente con le nervature e il sole che brillava. Riaprivo gli occhi e non credevo a nulla, perché quello era molto bello e li chiudevo di nuovo.»
«Cos’è, un’allegoria?»
«N-no!… perché mai? Non è un’allegoria, ma una semplice foglia, solo una foglia. La foglia è bella. Tutto è bello.»
«Tutto.»
«Tutto. L’uomo è infelice perché non sa di essere felice; solo per…

View original post 150 altre parole

La lettera in cui John Steinbeck spiegava al figlio che cosa vuol dire innamorarsi – in TPI

Innanzitutto, se sei innamorato, questa è una buona cosa – direi che è la cosa migliore che possa succedere a chiunque. Non lasciare che nessuno la riduca a una cosa piccola e insignificante.In secondo luogo, ci sono diversi tipi d’amore. Ce n’è uno egoista, meschino, avido, interessato, che usa l’amore per il proprio narcisismo. Questo è il tipo d’amore brutto e paralizzante. L’altro è un fuoriuscire di tutto ciò che c’è di buono in te – gentilezza, considerazione, rispetto -, che non sono solo il rispetto sociale delle buone maniere ma una forma di rispetto più grande che consiste nel riconoscere un’altra persona come unica e preziosa. Il primo tipo d’amore può renderti ammalato, piccolo e debole, ma il secondo può liberare in te forza, coraggio, bontà e perfino saggezza che non sapevi di avere.

tutta la lettera qui:

Sorgente: La lettera in cui John Steinbeck spiegava al figlio che cosa vuol dire innamorarsi – TPI

mi ricordo il Cineforum del Cinema Volta. Era alla fine degli anni sessanta, scheda in ICOM_205. ICOMOGRAFIE

mi ricordo il Cineforum del Cinema Volta.

Era alla fine degli anni sessanta.

Nascevano nuove amicizie: quelle che anticipavano la vita adulta

Nel 1956 il Cineforum si sposta al San Filippo, ampliato e ribattezzato Cinema Volta (363 posti) inaugurato il 22 febbraio 1957 alla presenza delle autorità civili, del sindaco Lino Gelpi e del vescovo Felice Bonomini. È il segno di un prestigio indiscusso di un’iniziativa culturale ben organizzata e anche libera da pregiudizi.

L’adesione dei soci è consistente (dai primi 300 si passa a oltre un migliaio) e ciò richiede, quasi subito, altre proiezioni giornaliere. Nel 1968 il Cineforum raddoppia a va anche al Cinema Astra (500 posti), triplicando i giorni di proiezione (martedì, mercoledì e giovedì).

Demolito il Cinema Volta nel 1990 (per lasciar spazio al parcheggio dell’Ospedale Valduce) il Cineforum utilizza il Cinema Plinio (ex Moderno, vecchio cinema popolare) fino alla sua chiusura. Oggi, il Cineforum di Como è presente solo al Cinema Astra

Sorgente: ICOM_205. ICOMOGRAFIE: Cinema. Il Cineforum di Como

Il 4 luglio 1957 debuttava in Italia la Fiat 500

Il 4 luglio 1957 debuttava in Italia la Fiat 500, una delle automobili più amate dagli italiani. Il primo modello di 500 risale al 1936, nata da un progetto dell’ingegnere Dante Giacosa. Si trattava dell’automobile nota come Topolino. Nel dopoguerra lo stesso Giacosa creò la Nuova 500, erede della Topolino ma completamente rinnovata. È ormai […]

Sorgente: La mostra al MoMa per i 60 anni della Fiat 500 – TPI