questa mattina (ore 6 e 30, 29.1.2020), su Radio 1, scopro questa cantante: BILLIE EILISH

BIOGRAFIA

https://it.wikipedia.org/wiki/Billie_Eilish

Articolo di Bruno Santini in: https://www.r3m.it/come-billie-eilish-e-diventata-la-cantante-piu-ascoltata-della-musica-contemporanea/


All the Good Girls go to Hell

Tutte Le Brave Ragazze Vanno All’Inferno

Il mio Lucifero è solo

Lì in piedi, che ammazza il tempo
Non può impegnarsi in niente se non un crimine
Peter è in vacanza, un invito aperto
Animali, prova
Cancelli perlati sembrano più una staccionata
Una volta che ci entri
Ho amici ma non li posso invitare

Bruciano le colline in California
È il mio turno per ignorarti
Non dire che non ti avevo avvertitoTutte le brave ragazze vanno all’inferno
Perché anche Dio stessa ha dei nemici
E quando l’acqua inizia ad alzarsi
E il paradiso è fuori dalla vista
Lei vorrà il diavolo nella sua squadraIl mio Lucifero è soloTi guardo che hai bisogno di me
Sai che non sono tua amica senza dei verdoni
Cammino indossando catene
Peter dovrebbe saperlo meglio
La tua copertura sta cadendo
L’ uomo è un tale folle
Perché lo stiamo salvando
Ora si stanno avvelenando da soli

mplorando il nostro aiuto, wow!

Bruciano le colline in California
È il mio turno per ignorarti
Non dire che non ti avevo avvertito

Tutte le brave ragazze vanno all’inferno
Perché anche Dio stessa ha dei nemici
E quando l’acqua inizia ad alzarsi
E il paradiso è fuori dalla vista
Lei vorrà il diavolo nella sua squadra

Il mio Lucifero è solo
Non è rimasto niente da salvare adesso
Il mio Dio è in debito
Non è rimasto niente da salvare adesso


Dont Smile at Me


 

ANTOLOGIE MUSICALI

mi scrive Vasco Ursini, 25.1.2020

Vasco Ursini:

Paolo Ferrario, sei un raccoglitore e conservatore di sapienza così come si è realizzata nel corso di millenni.

E lo fai con grande sensibilità e lungimiranza.

Sei, e non solo in questo, inimitabile. Sei unico!

Ti abbraccio con affetto fraterno e profonda gratitudine

Katia Trinca Colonel RICORDA i passaggi a COMO del pensatore EMANUELE SEVERINO (1929-2020), in Corriere di Como, allegato locale del Corriere della Sera, 25 gennaio 2020

Antologia del TEMPO che resta

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Katia Trinca Colonel

si è laureata in Filosofia all’Università Statale di Milano e si è specializzata in counseling filosofico presso l’Istituto superiore di ricerca e formazione in filosofia, psicologia e psichiatria – ISFiPP – di Torino.

È giornalista culturale per il quotidiano Corriere di Como, allegato locale del Corriere della Sera.

Da sei anni tiene laboratori di filosofia nel Carcere del Bassone di Como e si adopera per la divulgazione della giustizia riparativa.

via Il pensiero di Emanuele Severino nella sua “regale solitudine” rispetto all’intero pensiero contemporaneo – a cura di Vasco Ursini, autore di: Il dilemma verità dell’essere o nichilismo?

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Meraviglie. Un VIAGGIO in ITALIA, con Alberto Angela, Rai 1/Rai Com, La Repubblica/L’Espresso, 2020

1 dalla reggia di Caserta a Matera. Le meraviglie del Meridione d’Italia

2 Il Sud Italia e lo spirito della Magna Grecia. Lì dove le civiltà si incontrano

3 Da Siena ai grandi di Firenze. La Toscana e il suo ideale

4 Da Assisi a Pisa.  Il grande Medioevo italiano

5 Dalle Langhe alle Ville Palladiane, attraverso le Alpi

6 L’Etruria e l’Italia delle antiche culture

7 Dalle Grotte di Frasassi al Monte Bianco. Quando la natura è arte

8 Campania. La cultura che viene dal mare

9 Il Meridione barocco. Lo scrigno delle perle rare

10 Da Roma a Urbino a Ravenna. Dove c’era una volta lo Stato della Chiesa

11 Mantova, la perla della Lombardia

12 La Sardegna. l’isola arcana

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Meraviglie

LIBRI e LIBRERIE, testi raccolti da Anteprima, la spremuta di giornali di Giorgio Dell’Arti, 16 gennaio 2020

Librerie
Il Foglio
Questa è una difesa impossibile: chiudere una libreria è uno di quegli atti intollerabili come picchiare dei bambini o bere latte di vera mucca. E il lamento della libreria è un genere ben definito – e scoppia non appena una qualche libreria chiude, come in questi giorni due Feltrinelli a Roma: vengono subito tirati in ballo valori come libertà, cultura, antifascismo. Nessuno è contento se chiude una libreria. Eppure, certe librerie fanno veramente schifo.

Basta entrare in una qualunque Libreria Di Catena. La Libreria di Catena è una versione estesa dell’edicola romana, dove trovi la quintessenza del kitsch (calendari di sacerdoti, gladiatori, angeli; portachiavi col Papa, con “carpe diem”, bicchieri e bicchierini micidiali con altri detti latini). In Libreria però la maggior superficie commerciale consente anche variazioni sul tema cartoleria: agende (Moleskine e derivati), “l’Agenda del Mare”, “l’agenda del Cielo”, “l’agenda della Luna”; calendari (di cavalli, “Horses 2020”; di Parigi, “Paris 2020”, di Marta Losito youtuber e instagrammer (come te sbagli); “Mamma mia cucina italiana”. Poi penne, matite, carte e biglietti da regalo; i micidiali Smartbox – quelli tipo “un weekend romantico sulle strade del vino delle Marche a 99 euro e 99”. La regina Elisabetta che saluta, a pila. Le bolle di sapone. Tazze e mug con frasi motivazionali (“I love you”, “Have a great day!”). Salvadanaio a forma di panda. Abat jour a forma di banana. Astucci a forma di banana.
Sulla parete delle casse, poi, un’intera esposizione di cavi, cavetti e batterie per cellulare, manca solo il caricabatteria da auto e il giubbotto catarifrangente. Poi, ma solo in alcune librerie sceltissime, ecco gli animaletti di plastica. Quasi tutte le specie viventi, anche le più rare, di animaletti di plastica: giraffe, coccodrilli, alci, orsi (koala e grizzly e panda), di gomma durissima, avvolti in un codice a barre. Non si è mai visto acquistarne uno, certo ognuno regalerà nella vita un orso a qualcuno di speciale che chiamerà “orsetto mio”, ma quante volte nella vita? Nessuno cambia partner così frequentemente, e comunque dopo un po’ cambierà nomignolo (forse in realtà il business model funziona per questo).

Superata la barriera di plastica, affascinati da tutto questo ben di Dio, uno normalmente si è scordato quale libro voleva comprare, e, frastornato dalle possibilità del commercio, si scontra con i totem delle carte regalo. E lì, altre domande esistenziali. Chi acquisterà una carta regalo Amazon dal valore di dieci euro? Cioè, uno viene in libreria, compiendo un atto antifascista per non comprare su Amazon, e poi compra una carta Amazon? Curioso. Oppure una carta Netflix, dal valore di 9,90 euro. Cioè la metà dell’abbonamento mensile. «Tieni amore, ecco il mio regalo, gli altri 9,90 ce li metti tu». Romantico. Una volta le librerie erano il luogo del romanticismo – immortalate in tanti Woody Allen, o in C’è posta per te, il film, non lo show della De Filippi; adesso sono il luogo del regalo di merda.

Se si persevera nel voler ancora penetrare nelle retrovie del grande magazzino, dove si mormora che siano custoditi veri libri, ecco ulteriori barriere: ci sono dei veri libri. Ma sono: Federico Moccia, La ragazza di Roma nord; Walter Veltroni, Assassinio a Villa Borghese, sbattuti lì, in faccia. Poi dice che non si legge.

Se infine uno è dotato di grande carattere, e persevera, supererà la barriera psicologica delle pile di Moccia, e chiederà a un commesso se ha un determinato libro, assisterà a tragici momenti di smarrimento. Esclusa l’aristocrazia libraria, tra cui le mitologiche creature Feltrinelli, che hanno frequentato la “scuola librai”, la Harvard dei librai, si capisce subito che l’algoritmo di Amazon è più intelligente del libraio medio. Quest’ultimo infatti non ti dirà, come fa Amazon, «se ti è piaciuto questo, ti piacerà quest’altro». Qualcuno di noi, i più anziani, si ricorda ancora il libraio che ti diceva così svolgendo la complessa operazione: ti è piaciuto Philip Roth? Perché non leggi anche Bellow? Oggi sembrerebbe fantascienza.

Il giovane libraio, probabilmente precario e infelice, è invece oggi incerto e facile da mettere in crisi. Se volete tormentarlo, basterà chiedergli qualcosa che non sia in classifica nelle ultime tre settimane. Se vi sentite particolarmente sadici, ci sono alcune sottocategorie come il romanzo-saggio in grado di gettarlo nello sconforto. Provate a chiedere Musil, o Mann. Se la libreria ha adottato un criterio “per argomento”, vi spedirà probabilmente al piano di sotto, cioè nel limbo in cui tutto ciò che non è tazze e calendari e romanzi di instagrammer è collocato, e dopo aver compulsato un impolverato computer anni Ottanta, esalerà la famosa frase: «Nel reparto critica letteraria», che di solito è vicina alle più turpi categorie, astrologia, kundalini yoga, mormoni, sottoli. Ma è un romanzo, direte voi! Il commesso sarà già lontano.

Per le librerie che adottano invece il criterio alfabetico, altri cortocircuiti. Con l’ordine alfabetico, non solo crolla l’estetica libraria, perché il libro colorato Sperling va con quello esangue Einaudi, il tortora Adelphi va col blu Sellerio. Si creano anche molte confusioni nel lettore, con Baricco che va a trovarsi proprio accanto a Barthes, e Benjamin. Benjamin, a partire dalla pronuncia, è un altro autore che mette in crisi i librai. «Bengiamin Bengiamin», comincia a dire a sé stesso il libraio, ‘ndo sta, digitando sul computer impolverato con scritto “non toccare!”. “Critica letteraria”, e ti spedisce giù nello sprofondo. Dove presto verrà forse istituito un reparto apposito per il lamento della libreria, genere in grande fermento; in questi giorni, appunto, molti canti al cielo per la chiusura di due Feltrinelli romane, e soprattutto della International, quella con i libri “in lingua”, che affascinava molto le prime volte nella Capitale – era prerogativa solo di Roma e Milano, e ci si sentiva subito al posto giusto. Era ovviamente prima dell’avvento di internet, quando ordinare i libri online era impossibile. Si corre allora a via Vittorio Emanuele Orlando, di fronte al glorioso Grand Hotel, ed effettivamente la serranda è a mezz’asta, e però un cartello avverte «ci stiamo trasferendo nell’altra Feltrinelli, a dieci metri di distanza»; e si va, allora, e lì tutta un’aria di fervidi lavori, stanno infatti mettendo “gli stranieri” al piano terra, e montano scaffali, e «non chiude proprio niente», dice una libraia gajarda (sarà della Scuola Librai). Avranno pensato di risparmiare un affitto, non è male come idea: del resto gli unici acquirenti che si vedevano ultimamente alla International erano turisti analogici in cerca di guide turistiche, oppure cinefili nel vasto reparto dvd.

Però tutti a lamentarsi: se ne va un pezzo di Roma (certo, è vero); muore la cultura! (vabbè, non esageriamo); tutta colpa di Amazon. Ma poi si capisce che è soprattutto il rimpianto di un luogo. Ognuno ha la sua preferita, di libreria, qui si rimpiange ancora la Arion di via Veneto aperta la notte, ognuno ha la libreria dove ha scoperto lo scrittore preferito: di solito è legata a momenti di giovinezza, è il rimpianto di un tempo perduto (oggi sarà difficile avere un ricordo, mentre si pigia “acquista”, da soli, magari in un tragico black friday, per acquisti compulsivi). Ognuno di noi ha ricordi lancinanti di librerie: una presentazione di Seminario sulla Gioventù, con Busi negli anni Ottanta a Brescia, libreria Rinascita; presentazione di un Arbasino nella Feltrinelli di via del Tritone, anni Novanta, a Roma, e lì, col Maestro attorniato dalle solite principesse, si venne presi da un raptus autolesionista giovanile, lo si avvicinò: «Ho letto tutti i suoi libri»! E lui; «bravo caro, continui così!» (poi si divenne amici).

La libreria è luogo di sogni ma anche di incubi, come quello della libreria del Male Oscuro di Giuseppe Berto dove il protagonista, molto simile al vero Berto, scrittore schifato dal mondo letterario, faceva un sogno ossessivo di entrare in una libreria di via Veneto e lì essere maltrattato da Moravia e i suoi accoliti, che non lo salutano. Il sogno della libreria di via Veneto ricorre nelle sedute psicanalitiche che compongono il romanzo; e dev’essere poi la stessa libreria che negli anni Novanta teneva aperta la notte – e lì, scoperte, amori, tremori, John Fante, i Fazi, che momenti (adesso al suo posto c’è una profumeria e “nail institute”). Certo quando le librerie chiudono non è buon segno; a Roma i Novanta furono anni rombanti, anche per le librerie, le Arion con i fratelli Ciccaglioni ganzissimi, con quella notturna e quella architettonica di palazzo delle Esposizioni, oggi un po’ spettrale. Il Mel Bookstore a via Nazionale, non lontano, ha cambiato nome e oggi si chiama Ibs-Libraccio.

Ma non perdiamoci d’animo. La Feltrinelli International intanto non trasloca; dentro, grandi manovre, e fiducia nell’avvenire. «Vedrà che ci saranno altre aperture!», dice la libraia. Entra un signore e la libraia alza gli occhi al cielo: «Oh, no, ancora!», e il signore inizia a fare geniali discorsi sconnessi, tra sé e sé, ma anche a me: «A occhio e croce lei è stressato!»; beh, un po’ sì. «Ma si vede benissimo che lei non metterà giudizio mai, né ora né nei prossimi cinque anni!». Annamo bene. «Stia lontano dalle donne!», continua lui. «Le donne prima ti cercano, poi ti fregano i gratta e vinci, e poi si guardano Sanremo!». E se ne va. «Minaccia di bruciarci il locale, ma poi non fa niente di male», dice la libraia umana. «Ogni giorno fa così!, però porello, non fa nessun danno». È un lettore che effettivamente su Amazon non troverebbe usbergo.

Fuori dalla Feltrinelli, anche il consueto assalto del libraio freelance africano, che ti vuol vendere libretti ruvidi di narrativa subsahariana. Approfitta del senso di colpa di noi lettori forti di sinistra (hey mai friend!), si apposta infatti esclusivamente fuori dalle Feltrinelli, mai, che so, davanti a una Mondadori. Scaltramente alligna anche in occasione di fiere di piccola e media editoria, come “Più libri più liberi”, dove miete le sue vittime soprattutto sui visitatori di fuori, eccitati dal viaggio all’ombra della Nuvola di Fuksas. Se sei venuto fino a Roma, non puoi non leggere Brevi carezze d’Africa (è anche questo un algoritmo, mai friend).

Tutti del resto sono alla ricerca di un business model per vendere questi libri che si pubblicano a milioni e poi qualcuno deve pure comprare. È chiaro che bisogna inventarsi qualcosa. Piacciono moltissimo per esempio le librerie delle stazioni, perché offrono un servizio utile, entri al piano meno tre e sbuchi fuori al piano terra, in bocca al binario. Ti vedi tre piani di libri, eviti le vetrine di Liu Jo e i trolley che ti stritolano i piedi, passi per reparti dove mai ti saresti avventurato (il jazz, il kundalini joga, la critica letteraria), superi le casse e il muro di mucche di plastica e prendi il treno. A Termini c’è la libreria ferroviaria migliore d’Italia, la Borri, anche questa su diversi piani, al piano terra un assortimento enorme di narrativa italiana esposta – pazzesco – per casa editrice. Non ci sono né animali di gomma né gli smartbox – insomma una scelta radicale, una vera provocazione. Un libraio mi sussurra che è «un vezzo del vecchio commendator Borri», una specie di filantropo del libro ferroviario, che ha librerie solo nelle stazioni romane, a Termini e a Tiburtina. I commessi-librai sono gentili, e sanno perfino dove sono i libri.

Alla Feltrinelli di Napoli Centrale invece c’è la più grande concentrazione di scrittori local del mondo; manco in Irlanda ci sono tanti autori per metroquadro. Tra i Parrella e i De Crescenzo e gli Erri De Luca e i Saviano e i De Giovanni e i Piccolo principe tradotti in napoletano e le Smorfie e le storie dei Borboni in tutte le lingue, una densità mai vista. Questa pure è un’attrazione: e si capisce che bisogna andare avanti, trovare nuove formule, del resto in America le librerie di catena sono defunte da tempo, le enormi Barnes & Noble immortalate nelle scene romantiche dei film sono ormai deserte, mentre spopolano le indipendenti, che fanno reading, e caffè. A Milano c’è Verso Libri, epicentro di qualità “in” Porta Ticinese. Altre sorgono e si moltiplicano, talvolta radicalizzandosi. Si fa a gara a chi ospita le collane più misteriche. Naturalmente la tentazione del manicheismo è dietro l’angolo: un amico ha chiesto un Adelphi in una di queste librerie milanesi molto estreme e si è sentito rispondere sprezzante: «Non teniamo queste case editrici mainstream». «Io non litigo mai, però quella volta non ho potuto fare a meno: io qui non metterò mai più piede», ha detto. In questi casi la tentazione è fortissima: chiudersi a casa, soli con l’algoritmo, in un momento che forse un giorno ricorderemo perfino con nostalgia.

Michele Masneri
Da ultimo a Torino Paravia, la seconda libreria più antica d’Italia, ha abbassato la saracinesca il 28 dicembre 2019 per le ferie senza più però riaprirla. I titolari puntano i dito contro Amazon e contro la mancata entrata in vigore della norma – ancora sospesa alla Camera – che prevede il ridimensionamento dal 15 al 5 per cento dello sconto massimo che si può praticare sui libri nuovi venduti attraverso piattaforme online. Una norma contestata però dall’Associazione italiana editori. Secondo un documento «fra il 2018 e il 2019, pur senza considerare l’impatto delle ultime vendite natalizie, con la riduzione per legge dello sconto “i lettori italiani avrebbero dovuto spendere 137 milioni di euro in più per comprare la stessa quantità di libri”» [Rizzo, Rep].

Anselm Kiefer. Visita a I Sette Palazzi Celesti in presenza dell’artista, Mercoledì 29 gennaio 2020, ore 18.30

Anselm Kiefer
Visita a I Sette Palazzi Celesti in presenza dell’artista
Mercoledì 29 gennaio 2020, ore 18.30

Anselm Kiefer incontra il pubblico per una speciale visita all’installazione permanente I Sette Palazzi Celesti 2004-2015, una delle sue opere più importanti, realizzata per Pirelli HangarBicocca poco più di quindici anni fa e divenuta opera iconica della città di Milano. La visita, che avviene a seguito del conferimento ad Anselm Kiefer del Diploma Accademico Honoris Causa dall’Accademia di Brera, è l’occasione per il pubblico di incontrare uno dei più importanti protagonisti dell’arte di oggi e di accostarsi alla sua poetica e alla sua visione in un dialogo diretto con l’opera.

L’installazione site-specific I Sette Palazzi Celesti 2004-2015 – realizzata per Pirelli HangarBicocca in occasione della sua prima apertura nel 2004, proprio con la collaborazione degli studenti dell’Accademia di Brera – deve il suo nome ai Palazzi descritti nell’antico trattato ebraico Sefer Hechalot, il “Libro dei Palazzi/Santuari” risalente al IV-V sec. d.C. A partire dal 2015 cinque grandi tele, ancora inedite e realizzate tra il 2009 e il 2013, arricchiscono e ampliano l’installazione permanente.

Al termine dell’incontro l’artista firmerà alcune copie del catalogo, pubblicato da Mousse nel 2019, dedicato a I Sette Palazzi Celesti 2004-2015.

Ingresso libero fino a esaurimento posti. Registrazione ingressi aperta dalle ore 17.30 Prenotazioni riservate ai possessori della Membership card, cliccando quiDiventa Member
La conversazione si svolge in lingua inglese.
Scopri di più

Pirelli HangarBicocca
Via Chiese 2
20126 Milano

T (+39) 02 66 11 15 73
info@hangarbicocca.org
pirellihangarbicocca.org

Emanuele Severino (1929-2020)

è vero che, come argomentano i filosofi , esiste l’ETERNO.
Ma in questi momenti quello che viene meno è la SOGGETTIVITA’ di cui ci parla la psicanalisi.
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ma di certo il PENSIERO continua INTATTO.
E che PENSIERO  !!!!   …
capace di interpretare ogni anfratto della esistenza individuale, sociale, culturale
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tipi di PARTECIPAZIONE POLITICA per intensità di impegno

tipi di PARTECIPAZIONE POLITICA per intensità di impegno:
– il SIMPATIZZANTE
– l’ELETTORE
– l’ISCRITTO al partito
– il MILITANTE di partito
– il DIRIGENTE
– l’ELETTO nelle istituzioni

Per favorire il rapporto con i primi due (simpatizzanti ed elettori) occorrerebbe un impegno attivo e intelligente degli ultimi tre (militanti; dirigenti; eletti)
Come?
Ad esempio con la buona comunicazione e la decrescita felice dei conflitti interni.
Suggerisco il metodo di Rudyard Kipling
Il metodo dei “sei amici che mi hanno sempre spiegato tutto” di Rudyard Kipling: CHI? CHE COSA? DOVE? QUANDO? COME? PERCHE’?, Slides di Paolo Ferrario. #chichecosadovequandocomeperche

Gaston BACHELARD, LA POESIA DELLA MATERIA: il sogno, l’immaginazione e gli elementi materiali , traduzione di Chiara Ruffinengo, da: Causeries: la poésie e les éleménts. Dormeurs éveillés (1952, 1954), Red edizioni, 1997, Como, pag. 62. Indice del libro

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AUDIO

1 La poesia e gli elementi naturali, 13 minuti:

https://drive.google.com/file/d/1F4vFefZFrpezsuqOo2dSWhnOqDthWeqa/view?usp=sharing

2 La poesia dell’acqua, 14 minuti:

https://drive.google.com/file/d/1EJpkKQhhau7xO0lIJxLMDVh14vXMy8Wu/view?usp=sharing

3. La poesia del fuoco, 14 minuti

https://drive.google.com/file/d/1d92KEo961BR91mxabzlx3GPCkMCgQK9L/view?usp=sharing

4. La poesia dell’aria, 14 minuti

https://drive.google.com/file/d/1WxsEVv5eI6x7HUCmQ1mq3TBVpmIcfWpZ/view?usp=sharing

5. La poesia della terra, 11 minuti

https://drive.google.com/file/d/19HYQ7tA0HMA_aMzWBhEzgYMUMfVXlwXl/view?usp=sharing

6. La poesia della mano, 13 minuti

https://drive.google.com/file/d/1LDZ06SRAwKVPERCgyLmGwfMTiOf1WPnH/view?usp=sharing

7. Il lirismo della forgia, 12 minuti

https://drive.google.com/file/d/1OFjOAaf-RBz9hovgv_zKx8OvGr-rvQSy/view?usp=sharing

8. Dormienti a occhi aperti: la rèverie lucida, 17 minuti

https://drive.google.com/file/d/1en1OKgz9wydmCKsXlcJpAPtwf0nq9iSk/view?usp=sharing


la collana della Red edizioni dedicata a Gaston Bachelard era curata da Claudio Risè

ris221

libri sui SOGNI, bibliografia in ordine cronologico decrescente, a cura di Paolo Ferrario, 12 gen 2020

* HOBSON John Allan, (2018), SOGNI, Gedi editoriale

* CASTROVIEJO DARIO ACUNA, (2018), Sonno e veglia. Il cervello in

movimento, Hachette

* VAN DE SFROOS DAVIDE, (2018), LE PAROLE SOGNATE DAI PESCI, La

Nave di Teseo (già pubblicato da Bompiani nel 2003)

* AA. VV., (2018), Il diario dei sogni, Magazzini Salani

* WISEMAN RICHARD, (2017), Il potere del sonno., Vallardi

* ROMANO AUGUSTO, (2013), Il sogno del prigioniero. Archetipi e clinica,

Bollati Boringhieri

* GUIDORIZZI GIULIO, (2013), IL COMPAGNO DELL’ANIMA. I greci e il

sogno, RAFFAELLO CORTINA

* SZYMBORSKA WISLAWA, (2012), Basta così, Adelphi

* SZYMBORSKA WISLAWA, a cura di Pietro Marchesani265, (2011),

ELOGIO DEI SOGNI, CORRIERE DELLA SERA

* PEREC GEORGES, (2011), LA BOTTEGA OSCURA. 124 sogni, QUODLIBET

* APISA GLORIA GRAZIA, (2011), UNA NUOVA LEGGEREZZA. Poesie,

riflessioni, dialoghi sulla vita del sogno e della veglia, GOLDEN PRESS

* SINESIO DI CIRENE, (2010), IL LIBRO DEI SOGNI, ARCHINTO

* COZZAGLIO PAOLO (cur.), (2007), DIALOGHI CON IL SOGNO. Incontri

diurni e notturni con l’inconscio, ZEPHYRO EDIZIONI

* ADORNO THEODOR W., acura di Michele Ranchetti, (2007), I MIEI

SOGNI, BOLLATI BORINGHIERI

* RESNIK SALOMON, introduzione di Mauro Mancia, (2007), IL TEATRO DEL

SOGNO, BOLLATI BORINGHIERI

* FONTANA ANDREA (cur.), (2006), SOGNI, GUERINI E ASSOCIATI,

ADULTITA’ N. 23

* FREUD SIGMUND, a cura di Michele Ranchetti, (2006), L’

INTERPRETAZIONE DEI SOGNI, in OPERE. VOLUME 2, GRUPPO

EDITORIALE L’ESPRESSO

* FREUD SIGMUND, a cura di Michele Ranchetti, (2006), IL SOGNO, in

OPERE. VOLUME 2, GRUPPO EDITORIALE L’ESPRESSO

* DE CAMILLIS STEFANO, (2004), IL LINGUAGGIO DEI SOGNI.

COMPRENDERE I SOGNI PER INCONTRARE SE STESSI, EDIZIO I MAGI

* VAN DE SFROOS DAVIDE, (2003), LE PAROLE SOGNATE DAI PESCI,

BOMPIANI

* BARICO ALESSANDRO, TASASCO ROBERTO, VACIS GABRIELE, (2003),

BALENE E SOGNI. LEGGERE E ASCOLTARE. L’ESPERIENZA DI TOTEM,

EINAUDI

* GASSMANN CHRISTOPH, (2002), RICORDARE I SOGNI. ISTRUZIONI PER

L’USO, EDIZIONI MAGI

* AA. VV., (2001), dal cassetto dei sogni, SINDACATO PENSIONATI

DELLA LOMBARDIA

* ALBERONI FRANCESCO, (2000), LE SORGENTI DEL SOGNO, RIZZOLI

* DALAI LAMA, (2000), IL SONNO, IL SOGNO, LA MORTE, NERI POZZA

* GARZONIO MARCO, (1999), UN SOGNO LUNGO CENT’ANNI. Freud, Jung

gli altri dopo L’interpretazione dei sogni,

* BLOOM HAROLD, (1999), VISIONI PROFETICHE. Angeli, sogni,

risurrezioni, IL SAGGIATORE

* ENGLARO G. (cur.), (1998), IL TEMPO DEL SOGNO MITI AUSTRALIANI,

MONDADORI

* LORENZINI ALBERTO, (1997), LO ZEN E L’ARTE DI INTERPRETARE I

SOGNI, EDIZIONI MEDITERRANEE

* BACHELARD GASTON, (1997), LA POESIA DELLA MATERIA: il sogno,

l’immaginazione e gli elementi materiali (La poésie et les élements.

Dormeurs éveillés), RED EDIZIONI

* PRATT HUGO, (1997), LA LAGUNA DEI BEI SOGNI, LIZARD

* VON FRANZ M.L., (1997), LA MORTE E I SOGNI, BOLLATI BORINGHIERI

* DRAGHI GIANFRANCO, (1996), PICCOLO MANUALE DI

DRAMMATIZZAZIONE DI SOGNI, MEB

* ALVAREZ ALFRED, (1996), NOTTE Un’ esplorazione della via notturna, i

linguaggi, il sonno, i sogni, IL SAGGIATORE

* SOHO TAKUAN, (1995), SOGNI, LUNI EDITRICE

* SCHNITZLER ARTHUR, (1995), DOPPIO SOGNO in OPERE, MONDADORI

* JACCOTTET PHILIPPE, (1994), ELEMENTI DI UN SOGNO, HESTIA

EDIZIONI

* DE LA METTRIE JULIEN OFFROY, (1994), IL SOGNO DI EPICURO, IL

MINOTAURO

* ZOLA EMILE, (1994), IL SOGNO, DEMETRA

* McEWAN IAN, (1994), L’ INVENTORE DEI SOGNI,

* MICHELAZZO MARIA, (1994), Come ricordare i sogni, De Vecchi editore

* KAPLAN – WILLIAMS S., (1993), IL POTERE DEI SOGNI, XENIA

* JOUVET M., (1993), SONNO E IL SOGNO, GUANDA

* KAPLAN -WILLIAMS STREPHON,, (1993), Il potere dei sogni, Xenia

* BOSINELLI M., CICOGNA P.C., (1992), SOGNI: FIGLI D’UN CERVELLO

OZIOSO, BOLLATI BORINGHIERI

* DE LA ROCHETERIE J., (1992), CORPO NEI SOGNI, RED

* HOBSON John Allan, (1992), MACCHINA DEI SOGNI, GIUNTI

* SCATASTA MARCO, (1992), MORIRE … DORMIRE … SOGNARE FORSE

…, GRANATA

* GRINSTEIN ALEXANDER, (1990), REGOLE DI FREUD PER

L’INTERPRETAZIONE DEI SOGNI, BOLLATI BORINGHIERI

* ELIADE M., (1990), MITI, SOGNI, MISTERI, RUSCONI

* VON FRANZ M.L., (1990), MONDO DEI SOGNI IL il simbolismo onirico

nella psicologia junghiana, RED

* TANIZAKI JUN’ICHIRO, (1990), IL PONTE DEI SOGNI, BOMPIANI

* BOSNAK, (1990), BREVE CORSO SUI SOGNI, ASTROLABIO

* VALERY PAUL, (1990), QUADERNI – volume quarto: tempo, sogno,

coscienza, attenzione, l’Io e la personalità, ADELPHI

* VON FRANZ M.-L., (1989), SGUARDO DAL SOGNO, RAFFAELLO CORTINA

* BACZKO B., (1987), SOGNI PEDAGOGICI, PROMETEO

* NAGERA H. (cur.), (1987), CONCETTI FONDAMENTALI DELLA

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* DE BECKER RAYMOND, (), SOGNO E SESSUALITA’. Viaggio alla ricerca

delle radici sessuali della mente, ZEPHYRO EDIZIONI

* CALDERON DE LA BARCA PEDRO, (), LA VITA E’ SOGNO, GRANDI

CLASSICI DELLA LETTERATURA STRANIERA,CD ROM ESPRESSO –

GARZANTI

* CICERONE MARCO TULLIO, (), IL SOGNO DI SCIPIONE, GRANDI CLASSICI

DELLA LETTERATURA STRANIERA,CD ROM ESPRESSO – GARZANTI

* SHAKESPEARE WILLIAM, (), SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE,

GRANDI CLASSICI DELLA LETTERATURA STRANIERA,CD ROM ESPRESSO –

GARZANTI

* JUNG CARL GUSTAV, (), ANALISI DEI SOGNI. Seminario tenuto nel

1928-30, BOLLATI BORINGHIERI

* QUEVEDO FRANCISCO DE, (), SOGNI E DISCORSI, GRANDI CLASSICI

DELLA LETTERATURA STRANIERA,CD ROM ESPRESSO – GARZANTI

* PRATT H., (), CORTO MALTESE LAGUNA DEI BEI SOGNI E ALTRI,

BOMPIANI N. 5

#GENERAZIONE BELLEZZA, Conduce: Emilio Casalini- RaiPlay, 2019/2020

L’immenso patrimonio artistico e culturale italiano è ammirato e desiderato in tutto il mondo. Il suo potenziale, però, spesso non è valorizzato come si potrebbe e dovrebbe fare. #Generazione Bellezza vuole raccontare il valore della bellezza che impregna ogni centimetro quadrato del nostro Paese, ma anche evidenziare le azioni di quelle persone che hanno trasformato questo immenso potenziale in realtà. Emilio Casalini è andato in giro per l’Italia a cercare le storie di coloro che hanno preso nelle loro mani la bellezza che li circondava e l’hanno resa fruibile, accessibile a tutti.

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  #GENERAZIONE BELLEZZA – RaiPlay

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Dall'abbandono alla rinascita - RaiPlay

24 min

Dall’abbandono alla rinascita

In questa puntata di #GENERAZIONE BELLEZZA, Emilio Casalini affronta il tema della rinascita ambientale e culturale e tocca la frazione di Pentedattilo, nel comune calabrese di Melito Porto Salvo, per ascoltare il racconto di Tonino Nunnari dell’Associazione Comitato Pro Pentedattilo e dei commercianti Ines Mangiola e Giorgio Ielo. Quindi, lungo la Via della Lana e della Seta – un lungo trekking di 130 chilometri suddivisi in sei tappe, da Bologna a Prato, con pernottamenti in piccoli borghi di montagna – il giornalista e conduttore incontra Vito Paticchia, fondatore di questa iniziativa, Salvatore Di Stefano, guida ambientale escursionistica, Federica Da Campo, allevatrice e produttrice di formaggi, Arianna Fabbri e Paolo Tomislav Moro, chimici e agricoltori. Infine, a Borgo di Solomeo in provincia di Perugia, Casalini raccoglie le esperienze dell’imprenditore Brunello Cucinelli e dell’artigiana Maria Mammolenti.

Archeotelling a Roma, Napoli e Manfredonia - RaiPlay

23 min

Archeotelling a Roma, Napoli e Manfredonia

L’immenso patrimonio italiano di arte, cultura, tradizioni, paesaggio, architettura, archeologia, agricoltura, enogastronomia, artigianato è ammirato e desiderato in tutto il mondo. Il suo potenziale, però, spesso non è valorizzato come si potrebbe e dovrebbe fare. #Generazione Bellezza vuole raccontare il valore della bellezza che impregna ogni centimetro quadrato del nostro Paese. In questa puntata Emilio Casalini ci racconta l’Archeotelling attraverso i racconti dalla Centrale Montermartini di Roma con l’architetto Francesco Stefanori, dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli con in suo direttore Paolo Giulierini e con il game designer Fabio Viola e dalla Basilica Santa Maria Maggiore di Siponto a Manfredonia (FG) con il direttore del parco archeologico di Siponto Alfredo De Biase e con l’artista Edoardo Tresoldi.

La rinascita del Rione Sanità a Napoli - RaiPlay

24 min

La rinascita del Rione Sanità a Napoli

L’immenso patrimonio italiano di arte, cultura, tradizioni, paesaggio, architettura, archeologia, agricoltura, enogastronomia, artigianato è ammirato e desiderato in tutto il mondo. Il suo potenziale, però, spesso non è valorizzato come si potrebbe e dovrebbe fare. #Generazione Bellezza vuole raccontare il valore della bellezza che impregna ogni centimetro quadrato del nostro Paese. In questa puntata Emilio Casalini va a Napoli, dove racconta la storia di don Antonio Loffredo e i ragazzi del Rione Sanità a Napoli, che conducono un intero quartiere fuori da un isolamento secolare riaprendo le catacombe di S. Gennaro e il cimitero delle Fontanelle. E aprendo una palestra di boxing per i più giovani direttamente in sagrestia.

Acireale, Verona, Vicoforte: il racconto della bellezza - RaiPlay

23 min

Acireale, Verona, Vicoforte: il racconto della bellezza

L’immenso patrimonio italiano di arte, cultura, tradizioni, paesaggio, architettura, archeologia, agricoltura,

i viaggi di Nina’s blog: Harrogate, North Yorkshire , Inghilterra

NINA'S BLOG

DATI GENERALI:

  • Harrogate, North Yorkshire , Inghilterra
  • PERIODO: settembre
  • MEZZO DI TRASPORTO: aereo
  • SISTEMAZIONE: in famiglia

LA CITTA’

Harrogate è una cittadina davvero bella: è tranquilla, molto pulita, piena di fiori e poco affollata. I cani addirittura seguono i loro padroni senza guinzaglio! Non ci sono supermercati, solo piccoli negozietti in cui però si trova di tutto. Questo luogo, in passato, era un importante centro termale dove giungevano le famiglie benestanti per rifornirsi di acqua.

Molto bello è il giardino immenso che i cittadini di Harrogate sfruttano per praticare sport, leggere un libro all’aria aperta o fare una semplice passeggiata. Sto parlando di “The Valley Gardens“.

Questo giardino curato in ogni più piccolo particolare trasmette un senso di pace e serenità, non c’è stato giorno in cui non ci sono passata!

I NEGOZI

Uno dei negozi più significativi è, senza ombra di dubbio, “Bettys Cafè Tea…

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FERRARI, FERRARIO, FERRARIS, (segnalato da Bellezze Culturali Mariano, in Facebook, 7 gennaio 2020)

FERRARI,
FERRARIO,
FERRARIS.

Cognome a diffusione nazionale: nel Comasco predomina la forma al singolare, ma in altre zone lombarde è molto più frequente la forma Ferrari, come a Milano e a Brescia, ma anche in Valtellina e in area lecchese bergamasca.
Dal Piemonte viene la forma Ferraris (forse de Ferraris).
Molti i rami nobilitati, ciascuno con stemma diverso.
In ogni modo questo cognome, diffusissimo nelle sue varietà, risale con evidenza al nome di mestiere del fabbro ferraio, faber ferrarius, ed è di origine assai antica, documentato nel Comasco verso la fine del Duecento.
Come è naturale per un gentilizio così diffuso, sul territorio sono presenti vari rami; uno di Appiano, che ha per stemma un grifone rampante nero, con martello e catena, in campo bianco-avorio; uno di Olgiate, con un leone rampante e reggente incudine e martello, traversato da una banda discendente obliqua azzurra, in campo bianco-avorio; uno di Como, avente come stemma un campo azzurro traversato da una banda discendente obliqua verde; uno di Agrate, trasferitosi ad Olgiate nel Cinquecento, recante sull’arma un grifone rampante segnato da una graticola e traversato da una banda obliqua rossa.
Altri stemmi si riferiscono (nel periodo tra Quattro e Settecento) ai Ferrario di Gera, Sorico e Gravedona (sempre con incudine e bande oblique) e a quelli di Montagna sopra Sondrio.


da

https://www.facebook.com/mariano.mense?__tn__=%2CdC-R-R&eid=ARCOJJoueUaTUdH8AZsImKhHs57OTO0zymvlYa88Bhhk1lRNYqh_6AUoahvIguVx9QuaIg3k_KVFkoE5&hc_ref=ARQM5v5TaphRR1XUCLrQbS0U78ATutN40TIH_HyqqBmir210Hp_RSzoCHxJexUTcmu0&fref=nf

1 gennaio: biografie e cronologie

Compleanni (nati il 1° gennaio)
Il premio «Nobel» per l’economia Vernon Smith (93), il poeta e saggista Adonis (90), il giornalista, scrittore e politico Furio Colombo (89), il baritono Franco Bordoni (88), l’architetto e progettista Tobia Scarpa (85), lo scrittore, drammaturgo e sceneggiatore Petros Markaris (83), l’attore Frank Langella (82), la scrittrice Jole Zanetti (82), l’attrice Michèle Mercier (81), il pilota motociclistico Phil Read (81), l’avvocato e attivista Giuliano Spazzali (81), il premio Nobel per la medicina Martin Evans (79), il fotografo Guido Guidi (79), il pugile Bruno Arcari (78), il sociologo, critico letterario e scrittore Richard Sennett (77), il pallonista Felice Bertola (76), l’ex presidente di Poste italiane Giovanni Ialongo (76), lo scrittore e poeta Renzo Paris (76), il presidente sudanese Omar Al Bashir (76), il magistrato ed ex presidente del Senato Pietro Grasso (75), il pilota automobilistico Jacky Ickx (75), l’architetto e urbanista Joan Busquets (74), la costumista Milena Canonero (74), il calciatore Rivelino (74), il giornalista e scrittore Lanfranco Pace (73), lo storico Angelo d’Orsi (73), il narcotrafficante Ismael Zambada García (72), il giornalista e politico Corradino Mineo (70), l’attore e regista Mauro Avogadro (69), l’ex emiro del Qatar Hamad Bin Khalifa Al Thani (68), l’attore e cofondatore dei Sonic Youth Richard Edson (66), il cosmonauta Sergej Vasil’evič Avdeev (64), il dirigente Angelo Teodoli (64), il doppiatore Fabrizio Pucci (63), l’attrice Pamela Villoresi (63), lo stilista e imprenditore Cesare Paciotti (62), il regista Nigel Cole (61), il mafioso Giovanni Motisi (61), il filosofo Michel Onfray (61), il regista e attore Shinya Tsukamoto (60), l’allenatore ex ciclista Davide Cassani (59), l’arcivescovo di Acerenza Francesco Sirufo (59), la pornoattrice Eva Orlowsky (58), il calciatore Alberico Evani (57), l’effettista Tim Burke (57), il dirigente Marco Fassone (56), il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini (53), il cestista Ferdinando Gentile (53), il fotografo Spencer Tunick (53), la cantante Francesca Alotta (52), il fantino Guido «Bonito da Silva» Tomassucci (52), il comico e autore televisivo Federico Basso (45), il fumettista Eiichiro Oda (45), la regista Erika Lust (43), l’attrice Anna Ammirati (41), il chitarrista dei Judas Priest Richie Faulkner (40), il tennista David Nalbandian (38), il politico Khalid Chaouki (37), il calciatore Gianluca Scamacca (21).

Nel 2019 abbiamo dedicato il profilo biografico a Valentina Cortese, morta il 10 luglio 2019.

Altro compleanno
Christine Lagarde, nata a Parigi il 1° gennaio 1956 (64 anni). Avvocato e politico. Presidente della Banca centrale europea dal 1° novembre 2019 • «Non sarò falco né colomba, preferisco un gufo, che è simbolo di saggezza» • Già direttrice operativa del Fondo Monetario Internazionale (dal 2011 al 2019). Già ministro in Francia: prima con Chirac, al Commercio (dal 2005 al 2007); poi con Sarkozy, all’Agricoltura (per appena un mese nel 2007) e all’Economia (dal 2007 al 2011) • «Una rock star dell’economia» (l’ex capo economista del Fmi Kenneth Rogoff) • «La Chanel della finanza» (i suoi ex colleghi avvocati) • «Lo charme non le manca, non sono solo per gli snobbissimi capelli bianchi e le borse d’alta moda, ma soprattutto perché è una ‘vincente’, una tipa tosta: prima donna, nel 1999, a capo di Baker & McKenzie, uno studio legale internazionale tra i più prestigiosi al mondo, prima donna a guidare il ministero dell’Economia in Francia, prima donna, nel 2011, a dirigere il Fondo monetario internazionale e ora […] prima donna alla testa della Bce» (Alessandro Galiani, Il Post, 25/10/2019) • Ama ripetere una battuta di Eleanor Roosvelt: «Una donna è come una bustina di tè: non sai quanto sia forte finché non la metti nell’acqua bollente»
Allodola Lagarde era il cognome del suo primo marito, da cui ha divorziato nel 1992. Il suo nome da nubile era Christine Lallouette.
Titoli di testa «Indossa un abito beige chiaro, una camicetta bianca e un paio di orecchini pendenti. Porta una grande borsa Kelly di Hermès» (Diane Johnson, Vogue, 22/8/2011)
Vita «Ragazza modello» (Marco Moussanet, Il Sole 24 Ore, 20/5/2011) • «Figlia di un docente di letteratura inglese e di un’insegnante di scuola elementare» (Jacopo Barigazzi, Linkiesta, 2011) • Christine è la maggiore di quattro fratelli • Brava a scuola, frequenta il liceo François I a Le Havre, in Normandia • Chef de sizaine, ossia capo-reparto, nei boy-scout • Promessa del nuoto sincronizzato, a 15 anni vince un bronzo nei campionati nazionali e entra nella nazionale del suo Paese: «Mi ha insegnato a digrignare i denti e sorridere» • Quando ha 16 anni, suo padre muore. A 17 anni partecipa a un programma di scambio, si trasferisce per un anno nel Maryland. È iscritta alla Holton-Arms School di Bethesda, prestigiosa scuola femminile • «Ha perso suo padre da ragazzina, poi è partita per gli Stati Uniti. La sua sete di successo è forse legata a quella tragedia? “La morte di un padre scava un solco profondo, dal quale è necessario uscire per potersi ricostruire. Già prima della sua morte ero una ragazza molto indipendente, ma la sua perdita ha rafforzato questo mio sentimento di autonomia, tanto più che avevo tre fratelli più piccoli. Dal punto di vista psicanalitico, tanti avrebbero da ridire sulla mia decisione di andarmene. Mio padre era un professore di Letteratura inglese, ma io l’inglese lo parlavo malissimo. Ho dovuto effettuare una sorta di percorso verso di lui. In ogni caso, questa esperienza oltreoceano ha rivoluzionato completamente la mia vita”» (Erin Doherty, Elle, 23/4/2019) • «Gli anni passati negli Stati Uniti, quand’ero ancora una studentessa, mi hanno fatto crescere naturalmente all’interno di una rete: ero in un Paese straniero, con una lingua diversa dalla mia, in una famiglia che non conoscevo, in un’università lontana da casa, con compagni che arrivavano da ogni parte del mondo» • «Quando ci si ritrova soli in una cultura, in una lingua e in una modalità di funzionamento che ci sono estranei, ci si rinforza» • Christine torna in Francia e si iscrive all’Università Paris X. Nel 1980 si laurea in Legge, poi prende due master: uno in Diritto del lavoro, uno in Filologia inglese • «Perciò parla un inglese perfetto, è riuscita perfino a liberarsi di quell’accento da “ispettore Clouseau” che affligge tanti suoi connazionali e spesso fa sorridere gli americani» (Federico Rampini, D, 28/4/2014) • «Le è capitato di fallire in qualcosa, nella sua vita? “Sognavo di entrare all’Ena [la Scuola nazionale d’amministrazione, fucina della classe dirigente francese, ndr], ma mi hanno bocciato due volte» (Doherty) • «La prima, dirà, era distratta per amore» (Maria Serena Natale, iO Donna, 12/10/2016) • «Agli inizi della carriera, dopo l’Università […], la giovane Lagarde inizia uno stage nello staff del deputato americano William Cohen che in seguito diventerà segretario della Difesa durante la presidenza di Bill Clinton. Nel 1981, a Parigi, entra nello studio legale Baker&McKenzie» (Fiorina Capozzi, Il Fatto Quotidiano, 6/7/2019) • Baker&McKenzie è uno degli studi legali più importanti del mondo, ha 4.400 collaboratori e sedi in 35 paesi diversi. Christine si specializza in Diritto commerciale, diventa avvocato d’affari • «Il sessismo non è mai stato un problema per lei? “Ma certo. Quand’ero avvocato, anche associato, i clienti giapponesi erano convinti che fossi lì solo per servire il caffè”. Nella sua carriera, le sono mai passati davanti uomini meno qualificati di lei? “Certamente, ma non sono durati molto”» (Doherty) • «Mi è capitato di lavorare con uomini che mi hanno dato un sostegno prezioso. Formare alleanze è di fondamentale importanza nel mondo del lavoro. In questo senso le americane sono all’avanguardia. Io l’ho capito poco alla volta» • «La prima volta di Christine […], fu nel 1999 quando venne nominata a capo dello studio legale […]. Anche in questo caso ci fu lo zampino del testosterone. Cinque anni prima una corte di San Francisco ordinò allo studio legale di pagare 7 milioni di dollari per un caso di abuso sessuale. L’accusa era di aver saputo dei problemi ormonali del partner Martin Greenstein ma non aver fatto nulla. L’impiegata della sede di Palo Alto Rena Weeks lo accusò di diverse molestie fra cui di averle toccato il seno mentre le versava M&Ms nel taschino della camicia. Altre sei dipendenti denunciarono fatti simili. L’anno successivo alla sconfitta in tribunale dello studio Backer & McKenzie, Christine Lagarde fu eletta nel comitato esecutivo, anche in questo caso, unica donna. Quattro anni dopo ne divenne il capo (il 91% dei partner erano uomini)» (Barigazzi) • Non vuole essere da meno di un uomo. «Quando ho assunto la presidenza della Baker & McKenzie, ho precisato subito: voglio esattamente tutto quello che ha avuto il mio predecessore. È giusto avere consapevolezza del proprio valore. E non cedere» • Il suo slogan è «prima il cliente», pensa occorra anticipare i bisogni dei clienti, anziché limitarsi a esaudire le loro richieste. Riesce a duplicare il fatturato dello studio, che nel 2014 supera i 1200 miliardi di dollari. Nello stesso anno Chirac le conferisce la legione d’onore e Forbes la mette al 30º posto nella lista delle 100 donne più influenti del mondo • «Deve a Dominique de Villepin il suo battesimo politico. Fu lui, infatti, che l’andò a cercare a Chicago» (Il Foglio, 29/6/2007) • «Quando li lascia, i collaboratori di Baker & McKenzie le regalano una Barbie-Lagarde, capelli grigi, collier di perle e abito Chanel» (Natale) • «Madame Lagarde ha dato prova di forte equilibrio. Ha evitato di schierarsi pro Villepin o pro Sarko, assistendo impassibile alle polemiche che hanno animato il tramonto della chiracchia. E si è conquistata la fiducia di Nicolas Sarkozy, che l’ha voluta all’Agricoltura, contando sulle sue capacità negoziali e il suo perfetto inglese per trattare a Bruxelles e con l’Organizzazione mondiale per il commercio […]» (Il Foglio, 29/6/2007) • «Colleziona gaffe. Abituata alla competizione americana, definisce il diritto sociale francese “complicato, pesante, pieno di freni alle assunzioni”. Di fronte all’aumento dei prezzi del carburante consiglia ai parigini la bicicletta, come Maria Antonietta con le brioches – altra amante del grigio, s’incipriava le parrucche» (Natale) • «Uscire dalla comfort zone è un passaggio obbligato per crescere a livello professionale? “Sì. Bisogna rischiare, altrimenti si rimane in una fase di stagnazione”. Per lei questo passaggio è stato fonte di angoscia? “Sì, il giorno che Nicolas Sarkozy mi ha telefonato per dirmi: ‘Sei andata bene come ministro dell’Agricoltura, ora voglio nominarti ministro dell’Economia e delle finanze. È un grosso rischio ma sono sicuro che sarai all’altezza’. Non era il solo a rischiare ma era necessario”» (Doherty) • «Formazione internazionale, cultura liberal-liberista, approccio pragmatico all’americana, libertà di spirito (nel 1981 ha votato Mitterrand, e se ne vanta). Per di più donna, in un esecutivo che il presidente vuole molto femminile» (Moussanet) • «Quando arrivò a Bercy [sede del ministero] modificò radicalmente il modo di lavorare. Al ministero dell’economia francese puntualità ed efficienza divennero le due parole d’ordine. Non tutti apprezzarono e i nemici si moltiplicarono. Ma questo non le impedì di far carriera» (Capozzi) • Impara a controllare la propria franchezza e a schivare le gaffe. Nel suo ufficio fa mettere della moquette zebrata • «È apprezzata per aver promosso una politica fiscale in grado di salvaguardare la Francia dalla crisi economica mondiale» (Treccani) • «Alle conferenze stampa appare sempre disponibile e gentile, a differenza del suo boss, mentre a Bruxelles tratta il presidente Barroso come il suo cagnolino, ma lo fa con grande garbo ed eleganza. Grazie alla sua svettante altezza, i vertici del G8 erano soprannominati “Bianca Neve e i sette nani”. Fra i suoi trionfi, una classifica dei migliori ministri delle Finanze fatta dal Financial Times nel 2009 che la vedeva saldamente in testa» (Barigazzi) • «Basti dire che il piano pubblico di sostegno all’economia ha fruttato alle casse dello Stato interessi per 2,7 miliardi, un primato europeo» (Moussanet).
Fmi «Alla prima linea della Grande Crisi Christine è arrivata per un’imprevedibile congiunzione astrale. Ricordate DSK, alias Dominique Strauss-Kahn, ex ministro delle Finanze di Francia, ex direttore dell’Fmi, ex quasi-candidato socialista all’Eliseo? Il 15 maggio 2011 il volo che doveva portarlo da New York a Parigi fu fermato dalla polizia sulla pista. Lui fu invitato a scendere e trasferito nella prigione di Rikers Island con l’accusa di aver aggredito e tentato di stuprare una cameriera del Sofitel. Tre mesi dopo, il processo fu archiviato per insufficienza di prove ma DSK perse comunque gloria, moglie e il posto in Pennsylvania Avenue, sede del Fondo a due passi dalla Casa Bianca dove – si seppe poi – aveva più volte condotto le sue accompagnatrici. In quelle stanze, appena arrivata per sostituirlo, Lagarde gli avrebbe permesso un commosso saluto allo staff. Chiudere senza rimuovere il trauma, primo empatico gesto da capo. Non se l’aspettavano, subito dopo il ciclone DSK, un’altra francese, per di più senza una formazione da economista» (Natale) • «In una delle prime riunioni al Fondo, entrando nella stanza prevedibilmente piena di uomini in giacca e cravatta, esclama: “Come siete belli stamattina, signori”» (ibidem) • La criticano, dicono che di economia ne mastica poca, che si fa notare più per il proprio attivismo che per la riuscita delle sue proposte • Nei suoi otto anni di direzione cambia profondamente il Fmi • Partecipa alle riunioni sul debito della Grecia. «È ad Atene che Lagarde si guadagna la reputazione di abile negoziatrice, capace di portare al dialogo posizioni lontanissime tra loro. Persino Yanis Varoufakis, il barricadero ministro delle finanze del primo governo di Alexis Tsipras, sempre molto critico verso la “troika” e l’establishment europeo, ha parole di apprezzamento per lei che definisce “intelligente, cordiale e rispettosa” […] Lagarde si esprime per la prima volta in modo critico verso le politiche di austerità, che il FMI stesso aveva raccomandato negli anni precedenti ai governi ai quali forniva aiuti economici […] A pochi mesi dalla fine del suo mandato di direttrice, altre due decisioni storiche rivoluzionano il FMI: a novembre 2015, l’istituto inserisce il renminbi cinese tra le sue cinque valute di riferimento, insieme a dollaro, euro, sterlina e yen; il mese successivo, il Congresso americano recepisce la riforma del sistema di votazione del FMI, che dà alle economie emergenti maggiore rappresentazione nei meccanismi decisionali del Fondo. È anche sull’onda di questo cambio di passo che Lagarde viene rieletta alla guida del FMI nel febbraio 2016, per un nuovo mandato di cinque anni fino al 2021» (Parola) • «Oltre all’attività classica del Fondo, quel che forse verrà ricordato di più della legacy Lagarde è quello che ha fatto oltre lo steccato dell’istituzione: combattere la disuguaglianza, per esempio assicurandosi che nei prestiti del Fondo venga dato supporto alle classi più deboli; contrastare il cambiamento climatico (è noto il suo sostegno alla carbon tax); promuovere la parità di genere (è sua la battaglia per provare, dati e statistiche alla mano, che una maggiore partecipazione delle donne nel mercato del lavoro aumenta la produttività e la crescita); contrastare la corruzione; promuovere la spesa sociale» (Isabella Bufacchi, Il Sole 24 Ore, 5/7/2019) • «Agli amici manda regali. Una candela profumata per Angela Merkel, miele di Normandia per addolcire il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble. Agli altri non le manda a dire. Nella campagna presidenziale americana ha condannato “i politici che promettono di essere duri con i partner commerciali attraverso tariffe punitive o altre restrizioni”, riferimento al neoprotezionismo invocato dal candidato repubblicano Donald Trump. Raccontano che negli estenuanti vertici internazionali, al tavolo delle trattative, il suo “angolo” sia sempre il più allegro. Christine offre lo scialle-coperta a chi dà segni di stanchezza, scatta foto con l’iPhone, distribuisce cioccolatini» (Natale).
Tapie Unica ombra nella sua ascesa: «Nel 2013 la sua abitazione di Parigi venne perquisita dalla polizia nel corso di un’indagine sull’imprenditore francese Bernard Tapie, che aveva ottenuto 400 milioni di euro grazie a un arbitraggio autorizzato da Lagarde quando era ministra dell’Economia. Il tribunale impose a Tapie di restituire il denaro ottenuto e condannò Lagarde per negligenza, anche se preferì non imporle alcuna punizione. Durante la perquisizione la polizia trovò anche delle lettere senza data, ma risalenti probabilmente al 2007, che arrivarono poi al giornale Le Monde che le pubblicò» • Sono appunti di una lettera mai mandata, dal tono così servile che su internet la ribattezzano «Zerbino» • «Caro Nicolas, molto brevemente e rispettosamente: Sono al tuo fianco per servire te e i tuoi progetti per la Francia. 1) Ho fatto del mio meglio e posso aver fallito, qualche volta. Te ne chiedo perdono. 2) Non ho ambizioni politiche personali e non desidero diventare un’ambiziosa servile come molti di coloro che ti circondano: la loro lealtà è recente e talvolta poco durevole. 3) Usami per il tempo che serve a te, alla tua azione e alla tua distribuzione dei ruoli. 4) Se mi usi, ho bisogno di te come guida e come sostegno: senza guida, rischio di essere inefficace; senza sostegno, rischio di essere poco credibile. Con la mia immensa ammirazione, Christine L.»
No A settembre 2018 il Financial Times le chiede se sia interessata a sostituire Mario Draghi come presidente della Bce. Risposta: «No, no, no, no, no».
Bce Il 2 luglio 2019 i capi di Stato e di governo dell’Unione la scelgono per succedere a Mario Draghi. Entra in carica il 1º novembre • «Ho il mio stile. Non interpretate troppo, non fate paragoni. Sarò me stessa e, dunque, probabilmente diversa».
Uomini Due mariti e un compagno. Prima Wilfried Lagarde, da cui ha preso il cognome; poi l’uomo d’affari britannico Eachran Gilmour. Dopo il secondo divorzio sta con l’uomo d’affari marsigliese Xavier Giocanti, che aveva conosciuto già da studente, nei primi anni Ottanta • «Mio marito ha dichiarato: “Mia moglie ha più di 60 anni, mi sa rendere assolutamente felice e io la trovo sublime”. A 50 anni, e anche oltre, si può essere straordinariamente felici, e sotto tutti i punti di vista… mentale, fisico e sessuale» (Doherty).
Figli Pierre-Henri Lagarde (n. 1986), imprenditore nella ristorazione; Thomas Lagarde (n. 1988), architetto. Entrambi avuti dal primo marito • «Sanno stirare e preparare una cena» • «Il mio secondogenito è rimasto negli Stati Uniti fino all’anno scorso, ma ora vive in Francia con la moglie americana. L’altro mio figlio invece è a Parigi. In qualche modo ci organizziamo, e per Natale ci ritroviamo sempre tutti insieme» (Doherty) • «Ha raccontato di essere stata colpevolizzata nel suo ruolo di madre. “Sì, il classico professore che mi convoca per parlarmi dei risultati mediocri di mio figlio, concludendo il colloquio con la solita frase: ‘Del resto è comprensibile, visto che lei lavora’”» (ibidem).
Soldi Lo stipendio da direttore del Fmi è di 467.940 dollari annui più altri 83.760 di benefit (Il Foglio) • Lo stipendio da presidente della Bce è 32.500 euro al mese (Money.it).
Greta «Sono cinque anni che lo ripeto: se non faremo niente, ci ritroveremo roasted, toasted, fried and grilled , fritti in padella. A Davos, ho incontrato la giovane attivista Greta Thunberg. È una ragazza incredibilmente determinata, e molto motivata. Incarna la necessità di agire in fretta».
Eliseo? «In molti la considerano “presidenziabile”. Cosa dice? “Come avrebbe elegantemente risposto Chirac: ‘non me ne può importare di meno’”» (Doherty).
Curiosità È alta 1 metro e 80 • «È una fanatica del fitness, si sveglia prestissimo, intorno alle 5 di mattina, pratica regolarmente nuoto, jogging e yoga» (Galiani) • «Metto una fascia e nuoto a rana. In palestra, faccio gli addominali e utilizzo qualche macchina per le braccia, perché dopo i 60 anni, la “tendina” è in agguato, e bisogna impegnarsi a fondo. E mentre pedalo sulla cyclette leggo i dossier» • «È vero che approfitta dei tragitti in ascensore per far lavorare i glutei? “Certo, in ascensore ma anche durante le riunioni. Soprattutto quando sono interminabili. Appoggio la schiena contro la sedia e contraggo i muscoli. Se mi dicono qualcosa, spiego che mi sto preparando per andare a sciare”» (Doherty) • «È anche vegetariana, non fuma e non beve alcol. Si definisce cattolica praticante» (Galiani) • Ha un debole per i cioccolatini, dicevano li nascondesse sotto la scrivania. «Sembrerebbe un tipo da fondente, invece è al latte» (Natale) • Pare anche che abbia dato una stretta al dress code della Bce • Famosa per i suoi «sguardi eloquenti» • Nella borsa tiene sempre uno scialle, fa immersioni e va all’opera (uno dei suoi fratelli è un famoso baritono) • «Dare maggiore spazio alle donne nelle organizzazioni comporta un miglioramento dei meccanismi di governo e una migliore capacità decisionale. Sono convinta che le donne abbiano un approccio al rischio diverso rispetto agli uomini, ed è una cosa che ho constatato un po’ dappertutto: nel settore privato e in quello pubblico, anche a livello internazionale. Su scala mondiale, le cifre sono catastrofiche: solo il 20 per cento di donne nei consigli d’amministrazione del mondo finanziario, e un risicato 2 per cento tra i dirigenti».
Titoli di coda «Se Lehman Brothers fosse stata Lehman Sisters forse sarebbe andata diversamente».

Dieci anni fa
Venerdì 1° gennaio 2010. «Non è una rivoluzione, semmai una consolazione: niente vittime per i botti di Capodanno. Il 2010 non inizia in modo stupido e luttuoso: è già qualcosa. Nel 2009 i botti avevano provocato un morto e 382 feriti; nel 2008 un morto e 473 feriti. I feriti sono stati 509, 17 con prognosi oltre 40 giorni (nel 2009 furono 28). In calo anche i feriti da arma da fuoco (otto). Perché – è il caso di ricordarlo – a Capodanno c’è gente che non si sente realizzata se non spara dalla finestra. Una contabilità surreale? Vero. Ma in quest’alba degli anni Dieci siamo in cerca d’illusioni; e le prendiamo dove le troviamo. Come si spiega l’assenza di morti e il calo di feriti gravi? Alcune ipotesi: rispettiamo le leggi (che impediscono di trasformare un balcone in un poligono di tiro); siamo più sensibili; siamo meno ispirati; siamo più poveri e più mesti. Siamo diventati artificieri migliori» [Beppe Severgnini, Corriere della Sera, 2/1/2010].

Venti anni fa
Sabato 1° gennaio 2000. Storici e matematici si affannano a spiegare, ma invano, che il terzo millennio non comincia oggi, ma l’anno prossimo.
Per i computer è comunque un cambio di millennio: la data 1-1-00 significava finora 1° gennaio 1900. Per scongiurare gli effetti del cosiddetto «baco del millennio» (millennium bug), che sbagliando la data avrebbe fatto saltare, per esempio, archivi amministrativi di banche, anagrafi, compagnie d’assicurazione, sistemi d’allarme, si sono spesi due milioni di miliardi di lire. È stato in pratica corretto tutto il software mondiale esistente.

Venticinque anni fa
Domenica 1° gennaio 1995. L’Austria entra nell’Unione europea.

Trenta anni fa
Lunedì 1° gennaio 1990. Intorno alla Porta di Brandeburgo, a Berlino, per la prima volta in oltre quarant’anni, berlinesi dell’Est e berlinesi dell’Ovest stanno festeggiando assieme l’anno nuovo. È una festa grandissima, 50 mila persone sono scese in piazza. Verso l’una e trenta, però, un grave incidente turba l’atmosfera: un’impalcatura televisiva, su cui si erano arrampicati un centinaio di giovani, cede e rovina al suolo. Ci sono un morto e 165 feriti.

È concesso al contribuente di destinare l’otto per mille delle sue tasse alla Chiesa cattolica.

Quaranta anni fa
Martedì 1° gennaio 1980. «Pietro Nenni è morto la notte di Capodanno nella sua casa a ridosso di Castel Sant’Angelo affollata di ricordi di una lunga vita, spesso dolorosa e difficile, trascorsa, dice la figlia Giuliana, “senza che mai conoscesse la gioia di vivere”. Il suo cuore si è fermato dopo una crisi durata 24 ore, alle tre e dodici minuti del primo giorno del 1980. Aveva 88 anni» [Sandra Bonsanti, La Stampa, 2/1/1980].
La sua camera da letto viene riempita di fiori rossi. Il presidente Pertini arriva poco dopo le quattro del pomeriggio e caccia i giornalisti: «Un po’ di rispetto, sempre questa televisione maledetta!». Poi rimane solo due o tre minuti nella camera ardente. Quando ne esce ha gli occhiali in una mano e il fazzoletto nell’altra.

Cinquanta anni fa
Giovedì 1° gennaio 1970. Verso le undici il fotografo belga Rik de Sonay, noto a Roma come «Mister Ok», si tuffa nel Tevere da ponte Cavour per festeggiare il nuovo anno.
De Sonay, classe 1889, ha cominciato a tuffarsi nel fiume il 1° gennaio 1946.

Sessanta anni fa
Venerdì 1° gennaio 1960. Fausto Coppi viene ricoverato all’ospedale civile di Tortona. Ha un virus sconosciuto, non si riesce a capire cosa sia.
Gino Bartali ha inviato a Coppi i suoi auguri di buona guarigione. Ma il cappellano dell’ospedale di Tortona, monsignor Lorenzo Ferrazzo, gli ha già impartito l’Estrema Unzione.

Un Mario Riccio, di anni 30, con moglie e tre figli a carico, venuto a Roma per trovare lavoro, campa vendendo senza permesso petardi e castagnole. Visti gli agenti che s’avvicinano, fugge con la scatola della merce sotto il braccio, viene investito da un taxi e resta ucciso dai fuochi d’artificio esplosi in conseguenza del colpo.

«Mi pare che il mondo, nel 1959, sia andato bene: chi ce l’ha in mano se l’è tenuto stretto, e auguriamoci che non se lo faccia cascà» [Aldo Fabrizi].

Settanta anni fa
Domenica 1° gennaio 1950. Nella casa romana di Giovanni Rubino e Alda Grimaldi, lo scrittore Cesare Pavese conosce Constance Dowling, un’americana che spera di far strada nel cinema. In America Constance s’è vista in qualche filmetto, in parti di secondo piano (di sfuggita in Così vinsi la guerra di Danny Kaye). È sposata con un ex partigiano, adesso medico del lavoro. Ha avuto una lunga storia con Elia Kazan.
Nel Diario, alla data di oggi, Pavese non ne parla: «Roma è un crocchio di giovanotti che attendono per farsi lustrare le scarpe…».

Ottanta anni fa
Lunedì 1° gennaio 1940. «Il viaggio da Helsinki a Viipuri, quando lo feci prima della guerra, mi ci vollero tre ore e mezzo. Stavolta mi ce ne sono volute diciotto. Diciotto ore di panca, di atmosfera sovraccarica di fiati, di fumo e di odore di umanità. I piccoli vagoni a scartamento russo, imbacuccati coscienziosamente per impedire infiltrazioni di luce, erano zeppi di militari che dapprima mi guardavano col diffidente disprezzo di tutti i militari per tutti i borghesi; ma poi diventammo amiconi, e al termine del viaggio condividevamo fraternamente sigarette e birra, scambiandoci confidenze autobiografiche e manatone sulle spalle. Il viaggio cominciò con un allarme aereo a una quarantina di chilometri da Helsinki e ci obbligò a scendere a precipizio e a internarci nel bosco. Eravamo a Kerava, una stazione che con le bombe russe aveva già una certa dimestichezza. E faceva un freddo ladro, 20 o 25 gradi sotto zero. Pensammo dapprima che quell’allarme aereo fosse un eccesso di prudenza. No; i bimotori sovietici ronzavano effettivamente nel cielo velato da una sottile incipriatura di nuvole e schiarito dalla luna. Li udimmo disegnare un cerchio sulle nostre teste: dovevano essere tre o quattro. Se fossero scesi sotto le nuvole non basse avrebbero avvistato stazione e convoglio. Ma non scesero. Fra gli abeti spiavamo il disco sfatto della luna per scorgere il passaggio degli apparecchi. Era proibito accendere sigarette. Quando il ronzio cominciò ad allontanarsi era trascorsa circa un’ora e mezzo e ci avvedemmo che i piedi ci facevano male per il freddo. Allora cominciammo tutti a saltare come un branco di scimmie e a picchiarci pugni sul viso e sul petto. Uno che s’era sdraiato sulla neve, in un fossatello, s’era addormentato beatamente e russava. Una vecchia signora cadde svenuta: occorse somministrarle cognac e schiaffi per farla riavere. Dopo due ore potemmo ripartire» [Indro Montanelli, Corriere della Sera, 2/1/1940].

«Mussolini rimprovera alle democrazie di parlare troppo di pace: ciò deprime l’opinione pubblica e crea correnti ostili al conflitto. Quindi, nel Duce, netto risveglio germanofilo: a questo si deve il telegramma inviato oggi a Hitler, telegramma che ci verrà un giorno rimproverato» [G. Ciano, Diari 1937 – 1941].

Novanta anni fa
Mercoledì 1° gennaio 1930. Da oggi Eugenio Montale, 34 anni, è direttore del Gabinetto Viesseux.
Gianfranco Contini ne ricorda la presenza in un piccolo ufficio semibuio «allogato al sottosuolo». Da quando Montale è al Viessieux, Contini lo accompagna, «con frequenza bigiornaliera», al caffè delle Giubbe Rosse.

Cento anni fa
Giovedì 1° gennaio 1920. A Ziano, borgata dei colli piacentini, una comitiva di giovani agricoltori del paese sta festeggiando l’anno nuovo. C’è però un imbucato, un altro contadino come loro. Nessuno lo ha invitato, è un disturbatore. I ragazzi chiamano i carabinieri. Arrivano un maresciallo, certo Domenico Bruni, e un milite semplice, che si chiama Alessandro Clementoni. Sembra un compito di ordinaria amministrazione. Invece, per la strada, i due sono circondati da un gruppo di giovani socialisti. Li insultano. Qualcuno spara. Il maresciallo Bruni è colpito alla nuca e cade a terra morto. Clementoni, vedendosi solo, risponde al fuoco e la compagnia di socialisti scappa. Una pattuglia di militari arriva a soccorrerlo, ma fanno appena in tempo a scappare e a barricarsi nella caserma. Nel paese scoppia una rivolta, i socialisti tentano di sfondare il portone della caserma, fracassano le imposte a colpi di pistola. Devono intervenire soldati da Piacenza, che arrivano sul posto con delle automitragliatrici. Alla fine, sette rivoltosi rimangono feriti.

Centodieci anni fa
Sabato 1° gennaio 1910. Alcuni ladri approfittano dei festeggiamenti di Capodanno per svaligiare un’oreficeria di via Torino 26, a Milano. Sembra che il danno ammonti a 80 mila lire.

Centoventi anni fa
Lunedì 1° gennaio 1900. L’imperatore di Germania decide di festeggiare oggi l’inizio del nuovo secolo, benché in realtà il nuovo secolo cominci l’anno prossimo. Idem la regina d’Italia.

Centotrenta anni fa
Mercoledì 1° gennaio 1890. Per regio decreto i possedimenti in Africa sono costituiti in una «Colonia Eritrea». Saranno amministrati da un governatore civile e militare dipendente dai ministeri della Guerra e degli Interni.
Gli avversari di Crispi lo criticano: «Eritreo» è un altro nome per il Mar Rosso, e del Mar Rosso la nostra colonia comprende solo un brevissimo tratto di costa. I crispiani ribattono che a loro il nome piace: è benaugurale, dicono.

Centoquaranta anni fa
Giovedì 1° gennaio 1880. Cena di gala al Quirinale. Il re riceve i suoi cugini, cavalieri della Santissima Annunziata, i presidenti di Camera e Senato e gli ambasciatori stranieri.

Si iniziano i lavori per il Canale di Panama.

Centocinquanta anni fa
Sabato 1° gennaio 1870. «Nel ricevimento di questa mattina a Palazzo Pitti viene notato che il Re sta bene ma è alquanto invecchiato dopo l’ultima malattia. È pure notato che la deputazione della Camera dei Deputati, capitanata da Francesco De Sanctis, è composta in gran parte di uomini della Sinistra. L’argomento della conversazione è tutto finanziario. Questa sera ha luogo a Palazzo Pitti un gran pranzo al quale assistono i ministri, le deputazioni della Camera e del Senato; dopo di che il Re recasi allo spettacolo di gala alla Pergola» [Comandini].
Al ricevimento di Capodanno al Quirinale Pio IX parla molto male di Vittorio Emanuele: «Vi dirò una cosa. Un personaggio ha implorato un gran perdono, dando per iscusa delle sue colpe di aver obbedito alla violenza del suo Governo che l’ha voluto porre alla testa delle bande che ci hanno assalito e spogliato. È da molto tempo che noi ciò sappiamo; ma siamo stati contenti di ricevere da questo personaggio stesso la prova irrefragabile».

«Secondo l’Opinione il Consiglio dei Ministri ha discusso la questione della candidatura del principe Tommaso, duca di Genova, al trono di Spagna, dichiarandovisi contrario» [Comandini].

Centosettanta anni fa
Domenica 1° gennaio 1860. Giuseppina Raimondi, figlia naturale del marchese Giorgio Raimondi Mantica Odescalchi, 18 anni, scrive a Garibaldi per dirgli che aspetta un figlio da lui.
I due si sono conosciuti mentre lui combatteva attorno a Varese. Lei era riuscita a portargli un messaggio da sola, passando con un calesse attraverso le pattuglie austriache. Garibaldi se ne è innamorato subito.

Duecento anni fa
Sabato 1° gennaio 1820. Gli spagnoli vogliono mandare dei soldati in Sudamerica per stroncare le rivolte indipendentiste di Simon Bolivar. Nel porto di Cadice, però, alcuni reparti militari si rifiutano di partire. Chiedono al re Ferdinando VII di ripristinare la costituzione del 1812.
È il Pronunciamento di Cadice.

La sezione Domani è curata da Jacopo Strapparava


ACCADDE OGGI: 1 Gennaio, gli eventi nella storia

4713 a.C. – L’astronomo Joseph Justus Scaliger considera questo giorno come il giorno giuliano zero.

153 a.C. – I consoli romani iniziano l’anno in carica.

45 a.C. – Entra in vigore il calendario giuliano.

42 a.C. – Il Senato romano deifica Giulio Cesare

39 – Caligola inaugura il secondo consolato: lo eserciterà per 30 giorni.

69 – Le legioni romane nella Germania Superiore rifiutano di giurare fedeltà a Galba, si ribellano e proclamano Vitellio come imperatore.

193 – Il Senato sceglie Pertinace, contro la sua volontà, per succedere a Commodo come Imperatore Romano.

404 – Ultima competizione di gladiatori a Roma e martirio di San Telemaco.

417 – L’imperatore Onorio costringe Galla Placidia a sposare Costanzo, un suo famoso generale (magister militum).

438 – Entra in vigore il Codice Teodosiano.

1001 – Stefano viene incoronato primo re d’Ungheria da Papa Silvestro II.

1068 – Romano IV Diogene sposa Eudocia Macrembolitissa ed è incoronato Imperatore Bizantino.

1259 – Michele VIII Paleologo è proclamato co-imperatore dell’Impero di Nicea insieme alla sua guardia Giovanni IV Lascaris.

1438 – Alberto II d’Asburgo diventa re d’Ungheria.

1502 – Viene raggiunta da Amerigo Vespucci la zona dove oggi sorge Rio de Janeiro.

1515 – Il re di Francia Luigi XII d’Orleans muore e il trono passa a Francesco I.

1527 – I nobili croati eleggono Ferdinando I d’Austria come Re della Croazia nel Parlamento di Cetingrad.

1583 – Secondo alcuni documenti viene adottato in Belgio il calendario gregoriano.

1600 – La Scozia sposta l’inizio dell’anno dal 25 marzo al 1º gennaio.

1651 – Carlo II viene incoronato re di Scozia.

1668 – Ceuta viene ceduta dal Portogallo alla Spagna.

1700 – La Russia adotta la numerazione occidentale del Calendario giuliano.

1707 – Giovanni V diventa re del Portogallo.

1738 – Il francese Jean Baptiste Charles Bouvet de Lozier avvista quella che in seguito verrà chiamata Isola Bouvet.

1751 – Papa Benedetto XIV pubblica la Lettera Enciclica Celebrationem Magni, sull’estensione del Giubileo all’intero mondo cattolico.

1785 – I fratelli Montgolfier attraversano la Manica.

 

1788 – Viene pubblicata la prima edizione del The Times.

1800 – Viene ufficialmente disciolta la Compagnia Olandese delle Indie Orientali.

1801

Giuseppe Piazzi scopre il primo pianeta nano, Cerere (all’epoca considerato asteroide).

Con l’applicazione dell’Atto di Unione (1800), viene completata l’unione legislativa del Regno di Gran Bretagna e del Regno d’Irlanda, dando vita al Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda.

1804 – Fine del dominio francese su Haiti.

1806 – In Francia viene abolito il Calendario rivoluzionario francese.

1808 – Negli Stati Uniti viene bandita l’importazione di schiavi.

1816 – Nel Regno Lombardo-Veneto entrarono in vigore il codice civile e penale austriaci.

1820 – Inizio dei moti di Spagna a Cadice.

1822 – Entra in vigore la Costituzione greca del 1822 approvata dalla Prima assemblea nazionale di Epidauro.

1851 – Viene emesso il primo francobollo in Italia.

1858 – Le provincie del Canada dichiarano che tutti i conti si sarebbero dovuti tenere in dollari, cosa che porterà all’emissione nello stesso anno dei primi dollari canadesi ufficiali.

1861 – Porfirio Díaz conquista Città del Messico durante l’intervento francese in Messico.

1863 – Abraham Lincoln dichiara il Proclama di emancipazione (abolizione della schiavitù).

 

1876 – A Berlino apre la Reichsbank.

1877 – La Regina Vittoria viene proclamata Imperatrice d’India a Delhi.

1880 – Inizia la costruzione del Canale di Panama.

1882 – Apertura della galleria ferroviaria del San Gottardo.

1890 – Nasce la colonia italiana dell’Eritrea.

1892 – Ellis Island inizia ad accettare gli immigranti negli Stati Uniti.

1893 – Il Giappone adotta il Calendario gregoriano.

1894 – Nasce la Banca d’Italia.

1898 – New York si annette territori delle contee circostanti, creando la Città della Grande New York. La città è geograficamente divisa in cinque borought: Manhattan, Brooklyn, Queens, The Bronx, e Staten Island

1899 – Fine del dominio spagnolo su Cuba

1900 – Entra in vigore il Bürgerliches Gesetzbuch (BGB), il codice civile della Germania

1901

La Nigeria diventa un protettorato britannico

Fondazione del Commonwealth d’Australia

1912 – Fondazione della Repubblica di Cina

1913 – Giovanni Papini e Ardengo Soffici fondano a Firenze la rivista letteraria Lacerba

1934 – Alcatraz diventa una prigione federale

 

1937 – Anastasio Somoza García diventa Presidente del Nicaragua

1939 – Prima edizione del Concerto di Capodanno di Vienna

1942 – Ventiquattro nazioni firmano la Dichiarazione delle Nazioni Unite

1946

L’Imperatore Hirohito del Giappone nega il carattere sacro della sua persona

Viene nazionalizzata la compagnia che diventerà Air France con il nome Societe Nationale Air France

Indipendenza della Siria

1948

Entra in vigore la Costituzione della Repubblica Italiana. Enrico De Nicola diventa il primo Presidente della Repubblica Italiana

Nazionalizzazione delle ferrovie britanniche, nasce la British Railway

1950 – Viene Fondata l’Associazione Internazionale di Polizia (IPA)

1956 – Fine del condominio Anglo-Egiziano in Sudan

1958 – Fondazione della Comunità economica europea (CEE)

1959 – Cuba: Fulgencio Batista viene rovesciato da Fidel Castro

1960 – Il Camerun ottiene l’indipendenza

1962 – Le Samoa Occidentali ottengono l’indipendenza dalla Nuova Zelanda

1969 – Marien Ngouabi diventa presidente della Repubblica del Congo

1970 – La Unix epoch inizia alle 00:00:00 UTC.

1971

La pubblicità delle sigarette viene bandita dalle televisioni statunitensi

Entra in vigore il Trattato di Lussemburgo

1973 – Irlanda, Regno Unito e Danimarca entrano nella CEE, che passa da 6 a 9 paesi membri

1977 – Italia: terminano ufficialmente le trasmissioni di Carosello e la Rai passa a spot pubblicitari attuali

1979 – Stati Uniti e Repubblica Popolare Cinese stabiliscono formali relazioni diplomatiche

1981 – La Grecia entra nella CEE, che passa da 9 a 10 paesi membri

1983 – ARPANET passa ufficialmente all’uso dell’Internet Protocol, creando Internet

1984

Il Brunei diventa uno Stato pienamente indipendente

La AT&T viene divisa in 22 compagnie indipendenti

1986

La Spagna e il Portogallo entrano nella CEE, che passa da 10 a 12 paesi membri

Aruba diventa indipendente da Curaçao

1987 – La capitale di Nunavut cambia il suo nome da Frobisher Bay a Iqaluit

1993

La Cecoslovacchia si divide e nascono Slovacchia e Repubblica Ceca

Viene introdotto il mercato unico della Comunità Europea

1994

Entra il vigore l’accordo di libero scambio NAFTA tra USA, Canada e Messico

L’EZLN rende nota la sua presenza nello Stato del Chiapas (Messico), iniziando 12 giorni di conflitto armato

Messico: rivolta contadina nel Chiapas

1995

Prende vita la World Trade Organization (WTO), l’Organizzazione mondiale del commercio

Austria, Finlandia e Svezia entrano nell’Unione europea, che passa da 12 a 15 paesi membri

1996 – Curaçao ottiene l’autogoverno limitato

1999 – Viene introdotto l’euro solo per le transazioni finanziarie

2000 – La Grecia aderisce agli accordi di Schengen

2001 – La Grecia adotta l’euro come moneta ufficiale

2002

L’Euro diventa la moneta ufficiale di 12 paesi dell’Unione europea, tra cui l’Italia

Il Trattato Open Skies di mutua sorveglianza, inizialmente firmato nel 1992, entra ufficialmente in vigore

2003 – Luiz Inácio da Silva detto Lula diventa presidente del Brasile

2004

Cipro, Malta, Ungheria, Polonia, Slovacchia, Lettonia, Estonia, Lituania, Repubblica Ceca e Slovenia entrano nell’Unione europea, che passa da 15 a 25 paesi membri

Pervez Musharraf ottiene la fiducia dal Parlamento e dalle assemblee provinciali del Pakistan, per continuare come Presidente del Pakistan

2005 – Italia: dopo 143 anni finisce il servizio militare obbligatorio

 

2007

Romania e Bulgaria entrano nell’Unione europea, che passa da 25 a 27 paesi membri

L’Euro diventa la moneta ufficiale della Slovenia

Ban Ki-Moon sostituisce Kofi Annan come Segretario Generale delle Nazioni Unite

2008 – L’Euro diventa la moneta ufficiale di Malta e Cipro

2009

L’Euro diventa la moneta ufficiale della Slovacchia

La Repubblica Ceca assume la Presidenza di turno dell’Unione europea

A Bangkok una tragedia avviene durante il veglione provocando 58 morti tra le fiamme

2010 – Diventa obbligatorio l’uso del lezionario approvato dalla CEI il 12 novembre 2007 nelle Sante Messe della Chiesa cattolica

2011

L’Euro diventa la moneta ufficiale dell’Estonia

Viene vietata l’importazione, la distribuzione e la vendita di tutte le lampadine a incandescenza

Alessandria d’Egitto, dopo la funzione in chiesa da parte della comunità copta d’Egitto viene fatta esplodere all’uscita un’autobomba che causa 21 morti e otto feriti, un ennesimo attacco ai Cristiani nella regione da parte di kamikaze

2012 – La Danimarca assume la presidenza di turno dell’Unione europea

2014 – L’Euro diventa la moneta ufficiale della Lettonia

2015 – L’Euro diventa la moneta ufficiale della Lituania

2017

Malta assume la presidenza di turno dell’Unione Europea

Assalto armato in un night club di Istanbul con 39 vittime

2018 – L’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti sono i primi paesi del Golfo Persico ad impostare l’IVA su alcuni prodotti

Anno nuovo di Gianni Rodari: “Indovinami, Indovino, tu che leggi nel destino: l’anno nuovo come sarà? Bello, brutto o metà e metà?”

“Indovinami, Indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?”.
“Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un Carnevale e un Ferragosto
e il giorno dopo del lunedì
sarà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno!”.

Filastrocca di Capodanno: “Voglio un gennaio col sole d’aprile, un luglio fresco, un marzo gentile”, di Gianni Rodari

Gianni Rodari

Filastrocca di Capodanno

Voglio un gennaio col sole d’aprile,
un luglio fresco, un marzo gentile,

Voglio un giorno senza sera,
voglio un mare senza bufera,

voglio un pane sempre fresco,
sul cipresso il fiore del pesco,

che siano amici il gatto e il cane,
che diano latte le fontane.

Se voglio troppo, non darmi niente,
dammi una faccia allegra solamente.

ROBERTO BOLLE, incontro con Chiara Maffioletti, in Corriere della Sera 7, 27.12.2019

«Sono più forte di prima, non ho paura di sbagliare.
Se mi fanno un torto però subisco»

Il ballerino più famoso del mondo racconta la sua crescita, il rapporto con il corpo e l’esperienza in tv con Danza con me, di nuovo su Rai 1 il 1°gennaio 2020

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https://www.corriere.it/sette/incontri/19_dicembre_26/su-7-roberto-bolle-sono-piu-forte-prima-non-ho-paura-sbagliare-se-mi-fanno-torto-pero-subisco-793eda38-24ca-11ea-9531-c9ac2e82635a.shtml

100 ANNI DELLA TRANSIBERIANA, a cura di PIFFERI Enzo (archivio fotografico). Con i contributi di: Enzo Pifferi, Kamolgion Babaev, Guido Gerosa, Vittorio Lojacono, Enzo Pifferi editore, 2018. Indice del libro

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Su: RACCONTARSI di Duccio Demetrio, Raffaello Cortina edizioni, in Ai confini dello sguardo di Gabriele De Ritis

Raccontarsi,

Il sottotitolo è L’autobiografia come cura di sé. Il volume Raccontarsi di Duccio Demetrio è stato pubblicato dall’editore Raffaello Cortina nel 1996; la Libera Università dell’Autobiografia è stata fondata da lui ad Anghiari assieme a Saverio Tutino nel 1999.

«Arriva un momento nell’età adulta in cui si avverte il desiderio di raccontare la propria storia di vita. Per fare un po’ d’ordine dentro di sé e capire il presente, per ritrovare emozioni perdute e sapere come si è diventati, chi dobbiamo ringraziare o dimenticare. Quando questo bisogno ci sorprende, il racconto di quello che abbiamo fatto, amato sofferto, inizia a prendere forma. Diventa scrittura di sé e alimenta l’esaltante passione di voler lasciare traccia di noi a chi verrà dopo o ci sarà accanto. Sperimentiamo così il “pensiero autobiografico”, che richiede metodo, coraggio, ma procura, al contempo, non poco benessere».

SEGUE

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Raccontarsi : Ai confini dello sguardo

mi ricordo … LAURA CONTI, “occuparsi” e non “preoccuparsi” , un foglio di diario del 12 novembre 2007

lunedì, 12 novembre 2007

Salute e malattia: “occuparsi” e non “preoccuparsi”

Siamo psicologicamente fragili davanti alle malattie. Ma forse è meglio parlare solo per me e dire: sono psicologicamente fragile davanti alle malattie.
Il vissuto della “salute” è quello della perfetta aderenza fra l’immagine con cui mi si presenta realmente il mio corpo e l’immagine ideale che ho interiormente del mio corpo. Se leggo o sto al computer è la vista e l’uso delle dita che mi mettono tranquillo. Se vado alla casa sul lago ho bisogno di gambe per camminare e un po’ di muscolatura per vangare.
Sto bene quando non sento alcun conflitto fra il corpo ideale (quello che mi consente la mie presenza nel mondo) e quello reale.

Ma cosa succede quando qualcosa si incrina?
Cosa succede dal punto soggettivo, intendo dire.

Accade di percepire una frattura fra il mio stato corporeo e quello standard di comportamento e di capacità di azione che prima mi sembravano ovvi.
Lo stare bene coincide quasi con la situazione di non percepire il mio corpo, perché – per l’appunto –  funziona.
L’incrinatura comincia quando il corpo parla.
Mi ha parlato l’estate del 2006 per un giorno intero, dopo i 270 scalini (bassi) che vanno dalla casa alla strada. E poi ancora nei mesi successivi. Con segni evidenti o di semplice allentamento della normale funzionalità o di alterata funzione.
In particolare mi ha parlato il cuore. Questo organo fisico ha lanciato qualche segnale che ho – in una alternanza fra ipocondria e fatalismo diagnostico – ascoltato ed accolto. Grazie anche al Servizio sanitario nazionale che con grave irresponsabilità viene criticato e che – invece – è un grande valore del welfare italiano.

Mi viene spontaneo confrontare la dimensione simbolica con quella medico-scientifica.
Il cuore, è innanzitutto un simbolo di “centro”, come insegna il linguaggio: “il cuore del problema”, il “cuore della città”.

Ma è anche considerato la sede di quella conoscenza che passa attraverso le emozioni:

“ il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce[…]. Io dico che il cuore ama l’Essere universale naturalmente, e ama sé stesso naturalmente, […] e s’indurisce contro l’uno o l’altro, a sua scelta. […]”, Blaise Pascal

Tuttavia, quando si percepisce una incrinatura, il cuore simbolico assume l’altro suo significato, diventando un potente e perennemente in azione muscolo chiamato “miocardio”.

Alla soggettività conviene  prudentemente affiancare l’oggettività.
Alla forza del simbolo occorre aggiungere quella complementare della indagine obiettiva.
Fra oggi e domani il mio miocardio è sotto esame di un servizio pubblico di medicina nucleare.

Sarò anche blandamente radioattivo per 48 ore.
La mia grande amica ed insegnante Laura Conti mi diceva con la sua garrula voce:

Non bisogna preoccuparsi, ma occuparsi della propria salute”.
Saggia Laura che aveva – in poche ed efficaci parole – indicato la strada.

La regola 69 (H. Marshall McLuhan) e 99 (Ford Madox Ford) per scegliere un libro

Secondo Herbert Marshall McLuhan, sociologo, filosofo, critico letterario e professore canadese, un metodo infallibile è la pagina 69 di un libro,

mentre, invece, lo scrittore inglese Ford Madox Ford soleva affermare:  “Apri il libro a pagina 99 e leggi: ti verrà svelata la qualità di tutto il testo”.

Mentre il primo autore non aveva molta pazienza nella lettura e andava subito alla pagina 69 del libro per poi decidere di continuare a leggerlo o lasciarlo sullo scaffale,

Ford riteneva che alla pagina 99, un terzo o giù di lì di un libro, tutto il testo era già formato, la qualità della scrittura già assestata e non si rischiava mai di incappare in una scena basilare o un importante cliffhanger.

segue

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La regola 69 e 99 per scegliere libri

… a luglio  abbiamo finito di scansionare tutti gli articoli del tuo archivio di LAURA CONTI …, 21 dicembre 2019

RICEVO

Caro Paolo48, da luglio penso di scriverti e a dicembre finalmente lo faccio.
Che pazienza ci vuole con la pigrizia…..

Dunque: a luglio  abbiamo finito di scansionare tutti gli articoli del tuo archivio di Laura Conti,  che sono su una chiavetta per te. ( possiamo accordarci per consegna a Cadorna, quando ti fa comodo, nel 2020).
Sempre a luglio abbiamo dedicato, nel Parco di Villa Dho a Seveso, un concerto tellurico alla nostra Antenata generosa,  ispirandoci al suo sapere che: “ è più facile vivere se vivere piace…” .

Ti segnalo l’articolo di Laura Centemeri – L’ambientalismo operaio visto da Seveso- , che trovi in rete sulla rivista “Le parole e le cose”, che mi sembra un ben riuscito riconoscimento.

Auguri a te e al sistema vivente
angela46


RISPONDO
CHE DONO !!!
che grande dono mi stai facendo.
Sono commosso fino alle lacrime
faccio subito memoria del tuo messaggio sul mio blog biografico (dove Laura Conti compare tantissime volte!)
lasciamo passare l’intensità delle feste di fine anno
e poi ci accordiamo per un tempo comodo ad entrambi per vederci a Milano
avete fatto un lavoro straordinario di MEMORIA
sono felice : è come se Laura fosse ancora con noi a studiare, a interpretare, a comunicare, a diffondere sapere
saluti molto cari
e ARRIVEDERCI
Paolo Ferrario
Biografia professionale, vai a: Paolo Ferrario (Como, 1948 – )
Vive a Como
Cura questi  Blog

“Al mondo senza cellulare siamo rimasti solo io e te , credo” … “Per questo siamo amici” … “Abbiamo mantenuto una reperibilità selettiva”.   In Julia, di Giancarlo Berardi, Agosto 2019


vai ai post dedicati a LAURA CONTI

https://traccesent.com/category/persone-conosciute-nel-tempo/laura-c/

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BACKMAN Fredrik, L’uomo che metteva in ordine il mondo (2012), Mondadori, 2018. Incipit e prima pagina. Da questo romanzo è stato tratto il film: MR. OVE, di Hannes Holm, con Rolf Lassgard, Bahar Pars, I. Engvoli, 2015

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Da questo romanzo è stato tratto il film:

MR. OVE, di Hannes Holm, con Rolf Lassgard, Bahar Pars, I. Engvoli, 2015

Io sono Nessuno – e tu chi sei?, Emily Dickinson

Io sono Nessuno – e tu chi sei?

Sei Nessuno anche tu?

Allora siamo in due

non dirlo, potrebbe spargersi la voce!

Com’è pesante essere Qualcuno!

Così volgare –

come una rana che gracida il tuo nome tutto Giugno

ad un Pantano in estasi di lei!

 

Emily Dickinson (ricordata da SILVIO RAFFO, in IO SONO NESSUNO. Vita e Poesia di Emily Dickinson, Le Lettere, 2011)

Maroon 5 – Memories


Memories
Here’s to the ones that we got
Cheers to the wish you were here, but you’re not
‘Cause the drinks bring back all the memories
Of everything we’ve been through
Toast to the ones here today
Toast to the ones that we lost on the way
‘Cause the drinks bring back all the memories
And the memories bring back, memories bring back you
There’s a time that I remember, when I did not know no pain
When I believed in forever, and everything would stay the same
Now my heart feel like December when somebody say your name
‘Cause I can’t reach out to call you, but I know I will one day, yeah
Everybody hurts sometimes
Everybody hurts someday, aye aye
But everything gon’ be alright
Go and raise a glass and say, aye
Here’s to the ones that we got
Cheers to the wish you were

And the memories bring back, memories bring back you

E i ricordi fanno riaffiorare, i ricordi fanno riaffiorare te

http://testicanzoni.mtv.it/testi-Maroon-5_27840/traduzione-Memories-100364992


biografia del gruppo

https://it.wikipedia.org/wiki/Maroon_5