la STRADA REGIA: il tratto da BRUNATE a NESSO (passando per Blevio, Torno, Pognana). Il post va letto dal basso verso l’alto, come se fosse una cartina topografica

Coatesa sul Lario e dintorni

TUTTO L’ITINERARIO:

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DA POGNANA A NESSO:

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DA TORNO A POGNANA:

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DA BRUNATE A TORNO,

PASSANDO PER BLEVIO:

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PARADEISOS: giardino e paradiso hanno la stessa radice linguistica, in Darko Pandakovic, ARCHITETTURA DEL PAESAGGIO VEGETALE, edizioni Unicopli – Dipartimento di Progettazione dell’Architettura, 2004 (prima edizione 2000)

Paolo Ferrario, intervento sui MODI DI VIVERE I LUOGHI, in occasione della presentazione del libro: Ettore Maria Peron, Davide Dell’Acqua, Patrizia Azimonti, NESSO E DINTORNI, ItineLario editore. Nesso, 26 Febbraio 2016. Video

 

i miei appunti:

appunti nesso3028

vai al post dedicato alla intera serata di presentazione del libro:

Ettore Maria Peron, Davide Dell’Acqua, Patrizia Azimonti, NESSO E DINTORNI, ItineLario editore. VIDEO della presentazione del libro, Nesso, 26 Febbraio 2016. #lagodicomo

Giornata di visita del PARCO NATURA VIVA di Bussolengo (VR) con l’associazione studentesca Environmental (Università dell’Insubria. Il racconto fotografico di Paolo, Luciana e degli organizzatori, domenica 11 maggio 2019

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Il racconto fotografico di Paolo

(clicca sulla prima immagine per vederle in sequenza)

Il racconto fotografico di Luciana

(clicca sulla prima immagine per vederle in sequenza)

Video nel percorso SAFARI PARK

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Meraviglie: la penisola dei tesori, a cura di ALBERTO ANGELA – RaiPlay, 2018, 2019

Alberto Angela ci accompagna in un viaggio alla scoperta delle “Meraviglie” italiane, quelle che ci rendono una vera e propria “penisola dei tesori”. Un itinerario fra arte e bellezze naturali nei siti riconosciuti dall’Unesco come patrimonio dell’umanità.

ANTEPRIMA 2019:

https://www.raiplay.it/video/2019/03/Aspettando-Meraviglie-la-penisola-dei-tesori-41de6d20-6378-4cc5-9fa8-bd288232c69b.html

PER LE PUNTATE PUBBLICATE DA RAYPLAY

Meraviglie – RaiPlay

FIRENZE secondo me: video di MATTEO RENZI, su la 9 TV, 15, 22, 29 dicembre 2018

episodio 1, 15 dicembre 2018

vai a:  https://it.dplay.com/nove/firenze-secondo-me-matteo-renzi/stagione-1-episodio-1/

episodio 2: 22 dicembre 2018

vai a: https://it.dplay.com/nove/firenze-secondo-me-matteo-renzi/stagione-1-episodio-2/

episodio 3, 29 dicembre 2018

vai a: https://it.dplay.com/nove/firenze-secondo-me-matteo-renzi/stagione-1-episodio-3/

 

Paolo Ferrario, ATTIMI DI LUOGO, Amaltea di Coatesa, 1992-1995

qui Paolo Ferrario, ATTIMI DI LUOGO, Amaltea di Coatesa, 1992-1995 in formato pdf:

ATTIMI LUOGO MIEI HAIKU

 

 

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0 copertina1 foto posto2 Questo posto3 foto Legno abete bianco4 Legno abete bianco5 luce sera acqua6 guscio acqua7 foto ronzio api8 ronzio d'api9 esistenze svelano10 tuffano acqua11 cipresso12 cipresso freccia cieloOLYMPUS DIGITAL CAMERA14 cancello verde15 foto tchou16 tchou gatto selvaggio17 campane lontane18 triangolo case tempo sera19 foto acqua quasi fiume20 acqua di lago quasi fiume21 A Louis22 Haiku barthes23 foto gatti insegnano24 Grisu25 ampelopsis26 Filo che cede27 aria mai usata28 azzurro indugia29 chiamala estate30 Gatti insegnano31 Merla32 quietamante respiro33 ticchettio agosto34 vita lieve

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rassomiglianze di luogo: RASIGLIA ( frazione montana del comune di Foligno, PG)

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Rasiglia da sempre è sinonimo di acqua. Acqua intesa come risorsa utilizzata dall’uomo, attraverso tecniche e tecnologie sostenibili in piena armonia con gli ecosistemi ed i cicli naturali, per la propria sopravvivenza, per creare benessere e sviluppo.

Per Arpa Umbria Rasiglia rappresenta un laboratorio di diversità e complessità, un paradigma della “comunità sostenibile”, dove gli elementi dell’ecosistema e dell’ambiente fisico contribuiscono in maniera sincretica alle funzioni sociali e ai processi naturali.

Video su YouTube

Curiosando sul web si possono trovare diverse notizie, immagini, video e racconti  su Rasiglia; in questa pagina abbiamo raccolto alcuni video per i più curiosi.

Racconti in video ed immagini del nostro piccolo e suggestivo paese.

vai a

http://www.rasigliaelesuesorgenti.com/index.php?option=com_content&view=article&id=27&Itemid=34

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DEMETRIO DUCCIO, Foliage. Vagabondare in autunno, Raffaello Cortina editore, 2018. Indice del libro

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caro Duccio
ieri ci è arrivato il tuo ultimo libro:

Foliage. Vagabondare in autunno, Raffaello Cortina editore

 
ti ringrazio (e con me anche Luciana) per il tuo gentilissimo pensiero e ricordo
 
lo sto leggendo con passione e attivando tutte le mie parti di personalità
 
devi sapere che vado tutti i giorni (in battello) fra como e coatesa e – ti assicuro – che questa lettura intensifica il paesaggio che guardo da ormai quasi 70 anni (pensa che mi ricordo di me  quando attorno forse ai 3 anni guardavo il lago dal giardino che i miei genitori abitavano a Torno, sempre sul lago di Como)
 
mi colpisce sempre la tua scrittura densa, il linguaggio ricco e le connessioni letterarie e culturali che utilizzi per far percorrere con te il lettore. il tuo “ciliegio di via Giotto” è commovente. Dovrò fare una conversazione anch’io con il fico di 60 anni che “sta” nel giardino orto di Coatesa
 
non siamo ancora riusciti a farti vagabondare in quel luogo  e allora ieri ho fatto “foliage” proprio lassù
te le dedico 
 
il tuo libro è talmente bello che illuminerà la “quinta stagione” su tutti i blog che costruisco (uno anche per Luciana)  nel tempo (traccesent.comtartarugosa.comantemp.com)
 
GRAZIE ancora
sempre con la speranza di passeggiare con te lungo le 10 terrazze di Coatesa

mi ricordo di quella volta in cui ho camminato per una parte del sentiero della Strada Regia, da Torno a Faggeto, e poi lungo lo stradone per arrivare a Pognana, autunno 2017, 25 ottobre

 

  1. Da Como a Torno in battello (14 e 45 – 15 e 09).

2. Poi camminata dal bar Pianta dell’infanzia fino ai cancelli della Pliniana:

3. Ora il pezzo del sentiero della Via Regia

4. All’incrocio con lo stradone che porta Molina e discesa verso Faggeto:

5. In cammino sullo stradone verso Pognana:

qui è dove è sepolto il cane della mia infanzia Pantò

6. L’imbarcadero di Pognana visto da terra:

7. Pognana vista dal lago

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Rapido video che fa vedere, dal lago, il percorso a piedi da Torno a Pognana

 

Ivan Battista, PSICOARCHITETTURA. Riflessioni di uno psicologo sull’arte di costruire, Gangemi editore, 2015

PSICOARCHITETTURA

vai alla schede dell’editore Gangemi:

http://www.gangemieditore.com/scheda_articolo.php?id_prodotto=6237&isbn=9788849230970

L’architettura è la maggiore espressione dell’immaginazione quale fondamento della creatività e manifestazione peculiare della psiche. L’arte del costruire, più di ogni altra competenza, si nutre del rapporto tra lo psichismo e il territorio e proprio per questo motivo assume varie modalità di realizzazione. È facilmente comprensibile, perciò, quanto l’architettura possa influenzare la psiche di chi la abita o di chi ne viene a contatto. Chi progetta costruzioni o si occupa di urbanistica deve necessariamente essere capace di comprendere lo psichismo e le esigenze dell’utenza. Soltanto a queste condizioni l’architettura può promuovere salute e spargere benessere. In questo abbraccio difficile, ma avvincente, se l’architettura e l’urbanistica disciplinano i volumi e gli spazi, la psicologia ne offre una chiave di lettura fondamentale attraverso lo studio dei processi psicoemotivi dell’essere umano. Il legame tra le due branche della scienza è indiscutibile e i luoghi, i volumi, le aree, le forme, gli arredi sono vitali tanto quanto l’affettività e le relazioni famigliari.

Ivan Battista, psicoterapeuta, saggista, scrittore ha pubblicato: Cara Mille ti scrivo: analisi psicologica delle scritte sulle banconote da mille lire (1993); Kentauros: istinto e ragione nella psicologia del motociclista (1994); Orfani di genitori viventi: individuazione e relazione nella cultura del narcisismo (1998); Depressione: tutti i colori del buio (2002); Moto d’amore: quattro storie di corsa (2005); Amori d’ufficio: come orientarsi nel labirinto delle relazioni illecite nate nel posto di lavoro (2007); Specchio delle mie brame: psicologia della chirurgia estetica (2008); Assalto all’amore: contro le banalità del più antico e nobile dei sentimenti (2012). Ha collaborato alla stesura del Dizionario di Psicologia (1995). Ha collaborato alla stesura del Grande Dizionario Enciclopedico di Omeopatia e Bioterapia.

 

Un buon architetto deve essere un bravo psicologo

L’autore di ‘Psicoarchitettura’: I costruttori rispettino il Genius loci

(DIRE-Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 1 mar. –

‘Un buon architetto non puo’ non essere anche un bravo psicologo. Quando si costruisce e’ necessario tener presente il principio del Genius loci che favorisce l’individuazione di chi abita i posti dove viene rispettato perche’ trasmette alle menti il profondo significato simbolico e storico dei luoghi. Purtroppo, non tutti i costruttori, gli urbanisti e gli architetti lo considerano’. Ne parla alla DIRE Ivan Battista, psicoterapeuta e autore del libro ‘Psicoarchitettura. Riflessioni di uno psicologo sull’arte di costruire’ (Gangemi Editore).

‘Ho deciso di scrivere ‘Psicoarchitettura’ per ovviare a un senso di malessere e d’ingorgo dell’anima che mi ha preso tempo fa- prosegue l’autore- tutto e’ nato in un tardo pomeriggio, mentre andavo a visitare un amico che vive in un palazzo di Viale Marconi a Roma. Ero nella mia vettura, assalito da un caos di traffico di persone e macchine da incubo. Girando lo sguardo per vedere i palazzi e le strade, non ho potuto far a meno di chiedermi ripetutamente: ‘Cosa ti hanno fatto Roma?’. Molte costruzioni nel nostro Paese sono state realizzate senza seguire alcun criterio diretto al soddisfacimento delle molteplici necessita’ umane. L’unico obiettivo perseguito e’ stato, ed e’ ancora purtroppo, lo sfruttamento economico massivo del metro quadro’. Piu’ che una denuncia politica, il libro di Battista cerca di cogliere il risvolto psicologico sulla salute dei cittadini che l’abitare spazi omologanti, anonimi e degradati produce.

Per ‘Psicoarchitettura’ s’intende ‘una modalita’ di progettare e costruire strutture che passi anche sotto la lente della necessita’ psicologica umana’. Volumetrie, superfici d’area, verticalita’, orizzontalita’, colori, captazione della luce, angustie e vastita’, sono tutte condizioni che influenzano la psiche umana? ‘Certamente. Oltre agli elementi funzionali- continua lo psicologo- esiste un’estetica nella costruzione che incide anch’essa sullo stato d’animo. Pensiamo a come ci fanno sentire una chiesa gotica o un palazzo ministeriale (edificio massiccio che sviluppa quasi sempre in orizzontale). Nel primo caso, l’ambiente col suo slancio verso l’alto e il divino invita al raccoglimento, alla riflessione, al movimento piu’ lento e al parlare a bassa voce- spiega Battista- nella seconda ipotesi, la nostra risposta psichica ai palazzi del potere ci porta ad essere invece cauti, attenti, perche’ l’imponenza dell’edificio ci fa sentire piccoli e poco incisivi rispetto a cio’ che l’immobile rappresenta’.

‘Psicoarchitettura’ parla anche di arredamento, design (ambiente interno) e decoro (ambiente esterno). ‘Il decoro esterno ha una sua importanza, anche al di fuori della funzionalita’. Ad Amsterdam esiste un blocco di edilizia popolare denominato Het Schip (La nave), progettato dagli architetti Michael De Klerk, Peter Kramer, J.M. Van der Mey – fa sapere lo scrittore- che e’ un housing sociale realizzato nel 1919. Gli architetti aggiunsero degli ornamenti sulle varie facciate dell’edificio che di funzionale non avevano nulla: una guglia, dei fregi sotto le finestre, delle cabine sospese negli angoli, giusto per differenziare la costruzione e facilitare, rafforzandolo, il senso di identificazione dei suoi abitanti con quel luogo. Questo perche’ i progettisti erano coscienti che costruzioni realizzate in copia conforme, come la modularita’ immobiliare tutta uguale, favoriscono l’alienazione, la spersonalizzazione e l’estraniamento dalla partecipazione alla manutenzione, al decoro e al luogo in generale. Da qui al comportamento distruttivo e illegale il passo e’ breve’. Invero, la comunita’ della citta’ di Amsterdam ‘oggi ha trasformato il blocco urbanistico di Het Schip in un museo e pone gran cura alla sua manutenzione, ben comprendendo la sua validissima importanza espressionista’.

– Cosa e’ accaduto alla citta’ eterna, dunque? ‘La Capitale e’ andata soggetta a un secondo ‘sacco di Roma’- afferma Battista- Un attacco indiscriminato e distruttivo della sua urbanistica e del suo piano regolatore, che non e’ mai stato mantenuto per intero e tanto meno realizzato nel rispetto delle esigenze psicofisiche umane. Da Tor Bella Monaca a Viale Marconi, dalla Magliana a Corviale, dalla Bufalotta a Val Melaina, troviamo luoghi carichi di ‘conglomerati ad alveare’ dove si aggrava la possibilita’ delle persone d’incontrarsi e di vivere insieme serenamente, a causa di spazi progettati in modo scellerato, senza alcun rispetto intelligente per le reali esigenze del corpo e della mente. Inoltre, la concentrazione di persone provenienti da un tessuto sociale estremamente disagiato, come nelle Vele di Secondigliano ad esempio, e’ un madornale errore politico piu’ volte ripetuto in molte citta’ italiane’.

Edward Twitchell Hall parla di ‘arousal’, ovvero ‘della risposta dell’essere umano al tipo di distanza dal suo prossimo. Egli distingue quattro tipologie di distanza: la distanza intima, tra 0 e 60 cm; la distanza personale, tra 60 e 120 cm; la distanza sociale, tra 120 e 300 cm (il conferenziere); la distanza pubblica, oltre i 300 cm (il politico). Man mano che si passa da una tipologia all’altra- ricorda lo psicologo- la lontananza aumenta. Il senso di questa distinzione e’ che, se la vicinanza non e’ desiderata, s’innesca un aumento di aggressivita”.

– Qual e’ il messaggio del suo libro? ‘Dobbiamo costruire strutture che abbiano anche un forte senso simbolico e storico rivolto alle persone che devono viverci. Non a caso Vitruvio, nel suo De architettura, sostiene che l’architetto deve avere una cultura molto ampia che comprenda pure la preparazione in filosofia (oggi diciamo psicologia) e scandisce le tre componenti basilari dell’architettura: La solidita’ (firmitas); La funzione o destinazione d’uso (utilitas); La bellezza (venustas). Non si puo’ considerare l’essere umano alla stregua di una formica o di un’ape- continua Battista- uno spazio fisico, simbolico e psicologico e’ necessario per evitare pericolose risposte aggressive e depressive che si accentuano nei luoghi spersonalizzanti’.

Un esempio recente di ripristino di una struttura simbolica a Roma e’ la fontana delle anfore, ‘realizzata nel 1926 da Pietro Lombardi e, purtroppo, spostata nel 1936 in piazza dell’Emporio. La bella fontana (che appartiene a una serie di nove diverse fontane di rione tutte realizzate dal ‘geniale’ Lombardi per ‘abbellire’ Roma) e’ stata rimessa l’anno scorso nella sua sede originaria di piazza Testaccio, con una serie di abbellimenti estetici e funzionali a contorno, molto rispettosi dello stile e dell’urbanistica originale della piazza. Un’opera che restituisce al ‘popolo’ testaccino una grande opportunita’ di individuazione e differenziazione, e che agisce positivamente sulla loro psicologia. Infatti, entusiastica e’ stata la risposta di apprezzamento degli abitanti del quartiere’.

– Perche’? ‘Questa fontana ha sia un valore storico sia un valore, ripeto, profondamente simbolico- conclude Battista-. In quella zona c’era il Porto Fluviale di Ripa grande, dove gli antichi Romani scaricavano dalle galere (sorta di enormi chiatte adatte alla navigazione fluviale) le derrate alimentari (olio, vino e granaglie) contenute, per l’appunto, nelle anfore e destinate ad ‘alimentare’ il popolo romano. Tutti sanno che i pezzi delle anfore rotte o non riutilizzabili (cocci in dialetto romano, testae in latino), gettati in un luogo poco distante dal porto, hanno creato negli anni il famoso ‘Monte dei cocci’ o delle testae, per l’appunto, da dove deriva il nome del quartiere di Testaccio. Oggi, le anfore della fontana del Lombardi (insieme con le altre otto bellissime fontane distribuite nei quartieri della citta’ eterna, tutte progettate dallo straordinario architetto con l’oggetto/simbolo del genius loci in cui si trovano: i Monti all’Esquilino, la Pigna nel rione omonimo, i Libri in via degli Staderari, gia’ sede della Sapienza, le Tiare a San Pietro, il Timone davanti all’antico porto di Ripa, la Botte a Trastevere, le Palle di cannone a Castel Sant’Angelo) continuano a ‘nutrire’ il popolo romano fornendo ad esso individuazione, differenziazione, fierezza e benessere psicosociale attraverso i loro rispettivi Geni loci’.

Appunti Video su: Gli AFFRESCHI DI SANT'ABBONDIO a Como: – Cronaca illustrata del dramma (Gerardo Monizza); – Storia della basilica e degli affreschi (Fabio Cani), dal sito della Nodolibri, ore 17,30-19,30 del 11 dicembre 2014

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ImmagineNews Nodo”Gli affreschi di Sant’Abbondio a Como”
Resoconto filmato
Resoconto video, a cura del professor Paolo Ferrario, del pomeriggio di giovedì 11 dicembre presso l’Università dell’Insubria e la Basilica di Sant’Abbondio (via Regina):

– Cronaca illustrata del dramma (Gerardo Monizza);

– Storia della basilica e degli affreschi (Fabio Cani).

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PAOLO FERRARIO, Il Genius loci come angelo del luogo, in ANGELICAMENTE, il senso dell’angelo nel nostro tempo, a cura di Baldo Lami, Zephyro edizioni, 2010, p. 45-57

PAOLO FERRARIO, Il Genius loci come angelo del luogo

pubblicato in Angelicamente, a cura di Baldo Lami, Zephyro edizioni, 2011

INDICE DEL SAGGIO:
1. L’evento
2. Relazioni fra gli angeli e gli uomini
3. Il Genius loci
4. I luoghi concreti
5. Gli elementi dei luoghi
6. Ritorno a casa

Presentazione, 28 novembre 2010:

Bibliografia:

BIBLIOGRAFIA

Amman R., Il giardino come spazio interiore, Bollati Boringhieri, Torino 2008

Bachelard G., La terra e il riposo, le immagini della intimità (1948), Red Edizioni, Como 1994

Benjamin W., Il viaggiatore solitario e il flâneur, Il Nuovo Melangolo, Genova 1988

Berger P. L., Il brusio degli angeli, Il Mulino, Bologna 1969

Bevilacqua F., Genius Loci. Il dio dei luoghi perduti, Rubbettino, Catanzaro 2010

Calvino I., Lezioni americane, Mondadori, Milano 2000

Demetrio D., Filosofia del camminare. Esercizi di meditazione mediterranea, Raffaello Cortina, Milano 2005

Demetrio D., Ascetismo metropolitano. L’inquieta religiosità dei non credenti, Ponte alle Grazie, Firenze 2009

Galli M., Edgar Reitz, Il Castoro Cinema, Milano 2006

Guardini R., Rainer Maria Rilke: le Elegie duinesi come interpretazione dell’esistenza (1953), Morcelliana, Brescia 1974

Hillman J., Il piacere di pensare, conversazione con Silvia Ronchey, Rizzoli, Milano 2001

Hillman J., L’anima dei luoghi, conversazioni con Carlo Truppi, Rizzoli, Milano 2004

Jonas H, Memorie. Conversazioni con Rachel Salamander, Il Melangolo, Genova 2009

Michael J., Il giardino allo specchio. Percorsi tra pittura, cinema e fotografia, Bollati Boringhieri, Torino 2009

Moore T., L’incanto quotidiano, Sonzogno, Milano 1997

Peregalli R., I luoghi e la polvere. Sulla bellezza dell’imperfezione, Bompiani, Milano 2010

Rilke R.M., Elegie Duinesi, (1922), Le Lettere, Scandicci 1992

Stevens W., L’angelo necessario, SE/ES, Milano 2000

Wenders W., Stanotte vorrei parlare con l’angelo. Scritti 1968-1988, Ubulibri, Milano 1988

Paolo Ferrario è sociologo ed è stato docente universitario a contratto alla Università Ca’ Foscari di Venezia e alla Università di Milano Bicocca.

Attraversa il suo Destino nell’ultimo tratto di vita tra partecipazione alla Polis e  alla necessità esistenziale di ancorarsi in un Luogo, che si è concretizzato a Coatesa sul Lario.

Ha scritto solo libri di saggistica nel campo delle politiche sociali applicate ai servizi e questa è la sua prima escursione nella ricerca simbolica.

Nel diario reticolare  Tracce e sentieri. Luogo Tempo Eros Polis Destino si trovano altri segni del suo percorso individuativo.

 


VEDI ANCHE

28 pensieri su: PAOLO FERRARIO, Il Genius loci come angelo del luogo, in Angelicamente, a cura di Baldo Lami, Zephyro edizioni, p. 45-57

 

“GENIUS LOCI”, per rappresentare l’essenza, l’anima, la forza di un luogo, in Paolo Ferrario, Il Genius Loci come angelo del luogo, in Angelicamente, il senso dell’angelo nel nostro tempo, a cura di Baldo Lami, Zephyro Edizioni, 2010, p. 45-57

 

Baldo Lami, Elena Briante, Paolo Ferrario, Francesco Pazienza, Claudia Reghenzi parlano di ANGELICAMENTE, Zephyro edizioni 28 novembre 2010

 

 

FLANERIE METROPOLITANE – Un’esperienza di lettura e interpretazione del territorio urbano, a cura del modulo: “Città e organizzazione dello spazio” e con studenti del CdS Magistrale, modulo:”Progettazione dei sistemi territoriali” , tenuti dal Prof. Giampaolo Nuvolati A.A .20013-2014

Un’esperienza di lettura e interpretazione del territorio urbano svolta con gli studenti del CdS triennale di sociologia,

modulo: “Città e organizzazione dello spazio” e con studenti del CdS Magistrale, modulo:”Progettazione dei sistemi territoriali” , tenuti dal Prof. Giampaolo Nuvolati A.A .20013-2014

DALLA MIA FINESTRA GUARDO E VEDO MILANO, 5-19 giugno 2014, Autore del progetto è il fotografo Mino Di Vita e la curatela è affidata a Roberto Mutti.

 

a cura di FondoMalerba: http://www.fondomalerba.org/pagina.php?url=Dalla_mia_finestra

© Mino Di Vita courtesy dell’artista
PROGETTO
Milano, nell’immaginario collettivo, è rappresentata da numerosi simboli che ormai la identificano universalmente: il Duomo, la Scala, il Castello Sforzesco sono solo alcune delle mete che ogni giorno migliaia di turisti visitano. Esiste, però, una Milano molto particolare, anzi unica: quella che ogni Milanese può vedere dalla finestra della propria abitazione. Paesaggi che condizionano gli umori, sprigionano fantasie, ricordano eventi o semplicemente catturano l’attenzione per un qualcosa che si sta svolgendo, ma soprattutto rappresentano la Milano che si dovrebbe conoscere nei minimi dettagli perché ogni giorno inconsciamente viene monitorata. Non a caso nel titolo del progetto sono state usate le parole, in apparenza simili, guardo e vedo. Guardare, infatti, non presuppone che si riesca anche a vedere e con ogni probabilità è esattamente quello che ogni giorno accade ad ognuno di noi quando si indirizza lo sguardo oltre la finestra: semplicemente guardiamo. L’obbiettivo, quindi, è quello di indicare allo spettatore un percorso ideale che dal guardare iniziale, lo porti fino al traguardo del vedere tutto quello che è visibile davanti alla propria finestra attraverso l’invito a soffermare lo sguardo e trascrivere le proprie sensazioni in un breve pensiero. Un work in progress ambizioso volto a conoscere ciò che gli abitanti percepiscono della propria città, condiviso con quanti hanno aderito e quanti vorranno aderire. L’evento, ospitato per quindici giorni all’interno dell’Urban Center,entrerà a far parte del nutrito calendario di appuntamenti che annualmente il Photofestival organizza a Milano e sarà uno spaccato reale del tessuto urbano milanese. Autore del progetto è il fotografo Mino Di Vita e la curatela è affidata a Roberto Mutti.
INAUGURAZIONE: 5 giugno ore 18
DURATA MOSTRA: dal 5 al 19 giugno 2014
LOCATION
Urban Center Milano, primo centro multimediale italiano per l’informazione e la partecipazione sui progetti di sviluppo del territorio, è uno spazio di relazioni rivolto alla città e al mondo per accogliere e raccontare le grandi trasformazioni urbane che ci attendono nel prossimo futuro. Ubicato nella prestigiosa Galleria Vittorio Emanuele, Urban Center organizza esposizioni, conferenze, workshop in collaborazione con soggetti pubblici e privati, con operatori del settore immobiliare,  con professionisti ed esponenti del mondo della cultura. Urban Center è il luogo privilegiato per  vedere come cambia il volto di Milano: un osservatorio sulle trasformazioni della città di domani che inizia oggi.
CON IL PATROCINIO

Paolo Ferrario, riflessione notturna dopo: IL LAGO MAESTRO, monologo di Giuseppe Guin, orchestra ensemble Marco Fusi, al Teatro Sociale, giovedì 16 gennaio 2014 fra le 20 e 30 e le 22 e 30

Coatesa sul Lario e dintorni

Sono di ritorno da:
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E’ bello vedere e trovare qualcuno che ha ben compreso la “potenza” di luogo del Lago di Como.

Le due torrette della ex cava di Faggeto assomigliano tanto al meditabondo ponte della Civera:

In questi angoli di mondo, dove si arriva solo a piedi o in barca, si può essere presi dallo “spleen”, quella specie di malinconia che assomiglia ad un tango. Occorre lasciarsi andare però. Occorre provare a perdere il controllo sulla situazione di vita.

In  questi anfratti, dove conta lo sciabordio delle onde, o le notti di stelle, o gli occhi degli uccelli notturni, si trova, se lo si vuole trovare,  quello che gli antichi chiamavano Genius Loci.

Lo spazio ed il tempo sono le categorie essenziali per la stessa nozione di esistenza: ogni percezione di sé e del mondo si realizza nello spazio ed anche le rappresentazione mentali e culturali si realizzano in…

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