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FLANERIE METROPOLITANE – Un’esperienza di lettura e interpretazione del territorio urbano, a cura del modulo: “Città e organizzazione dello spazio” e con studenti del CdS Magistrale, modulo:”Progettazione dei sistemi territoriali” , tenuti dal Prof. Giampaolo Nuvolati A.A .20013-2014

Un’esperienza di lettura e interpretazione del territorio urbano svolta con gli studenti del CdS triennale di sociologia,

modulo: “Città e organizzazione dello spazio” e con studenti del CdS Magistrale, modulo:”Progettazione dei sistemi territoriali” , tenuti dal Prof. Giampaolo Nuvolati A.A .20013-2014

Paolo Ferrario Mostra tutti

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One thought on “FLANERIE METROPOLITANE – Un’esperienza di lettura e interpretazione del territorio urbano, a cura del modulo: “Città e organizzazione dello spazio” e con studenti del CdS Magistrale, modulo:”Progettazione dei sistemi territoriali” , tenuti dal Prof. Giampaolo Nuvolati A.A .20013-2014 Lascia un commento

  1. mi scrive PC
    Caro Paolo,
    non stancarti di lanciare stimoli culturalinformatici: davvero grazie, perché oltre ad avere sempre valenze culturali e conoscitive di eccellenza contribuiscono a tener viva l’amicizia.
    Nel curiosare su un volume scolastico di filosofia che usa la Chiara ho visto un prospetto terminologico, ho pensato a te e te lo mando in allegato.
    Lasciami esprimere, infine, alcune perplessità linguistiche a proposito delle ‘Flanerie metropolitane’: il termine flanerie è francese (con tanto di accento circonflesso sulla ‘a’) ed è singolare (al plurale dovrebbe aggiungere una ‘s’); l’aggettivo che l’accompagna è sicuramente italiano ed è plurale; evidentemente il termine ‘flanerie’ è un neologismo italiano, inesistente sul vocabolario, e usato come plurale.
    Certo l’uso della lingua francese in un panorama sempre più tirannicamente dominato dall’inglese è bello e originale. Non so se la forzatura linguistica sia stata scelta consapevolmente oppure sia una semplice leggerezza.
    “A zonzo per città” mi pare il senso dell’operazione, considerando ‘città’ come termine plurale, perché letterariamente sono numerosi i punti di vista e i contributi.
    Questo non toglie nulla al valore dell’esperienza scolastica e umana proposta dal prof.
    Buona giornata, caro Paolo, e positiva.

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