la STRADA REGIA: il tratto da BRUNATE a NESSO (passando per Blevio, Torno, Pognana). Il post va letto dal basso verso l’alto, come se fosse una cartina topografica

Coatesa sul Lario e dintorni

TUTTO L’ITINERARIO:

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DA POGNANA A NESSO:

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DA TORNO A POGNANA:

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DA BRUNATE A TORNO,

PASSANDO PER BLEVIO:

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CAMMINARE: i luoghi possibili nel TEMPO che resta

ogni vivente dotato della capacità di pensare e pensarsi
sta sulla Terra errando fra
TEMPO, LUOGO, EROS, POLIS e DESTINO
  • TARTARUGOSI
  • MUSEO DELLA SETA, COMO
  • PINACOTECA
  • VILLA GENO
  • VILLA OLMO
  • BRUNATE IN FUNICOLARE (SAN MAURIZIO E PRIMA PARTE DEI SENTIERI PER BLEVIO)
  • TORNO, PIAZZAGA, MONTEPIATTO
  • FRAZIONI DI BLEVIO (DA TORNO)
  • I VARI PERCORSI DELLA “VIA VERDE” DA CERNOBBIO A BRIENNO
  • COLICO (CORRIERA)
  • PALANZO (CORRIERA)
  • BELLAGIO (ALISCAFO O CORRIERA)
  • BISBINO (PER VEDERE MONTE GENEROSO E MAGARI I CAVALLI)
  • VARI LUOGHI DI MILANO (SULLA BASE DELLE GUIDE SUL “CAMMINARE A MILANO”)
  • TRENTO
  • VENEZIA
  • TRIESTE

ancora una volta (pomeriggio del 24 dicembre 2017): Percorso fra MOLTRASIO, CARATE, URIO e LAGLIO, lungo la “VIA VERDE”. Tempo complessivo di percorrenza: 4 ore, comprese le corse dei BATTELLI. Video fotografico, a cura di Paolo Ferrario, della durata di 30 minuti.

Coatesa sul Lario e dintorni

clicca sulla prima immagine per vedere le fotografie in sequenza

  • Battello COMO/MOLTRASIO: 13,45-14,09
  • risalita a piedi fino al Municipio di MOLTRASIO
  • Scalinata di Via G. Bianchi fino alla frazione di Tosnacco
  • Sentiero panoramico detto la “VIA VERDE” (tutto segnalato con cerchi verdi dipinti sulle pietre)
  • Frazione Cavadino, via Corridoni, cimitero e chiesa di santa Marta
  • discesa lungo la via santa Marta, passando sotto lo stradone della Nuova Regia
  • frazione Olzavino del Comune di CARATE
  • Via San Rocco e Via Vittorio Veneto
  • Frazione Soldino e discesa a lago
  • porticciolo e centro di LAGLIO (piazza Salterio)
  • ritorno lungo la strada Vecchia Regia
  • passaggio allo scalo dei battelli di URIO
  • Battello da MOLTRASIO/COMO: 17,14-17,38

La descrizione analitica di questo percorso è in:

Alberto Marcarini, Il sentiero della Regina. Dieci passeggiate da Como a Chiavenna, Lyasis edizioni, 2000

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Visto da Luciana: il Percorso fra MOLTRASIO, CARATE, URIO e LAGLIO, lungo la “VIA VERDE”. Tempo complessivo di percorrenza: 4 ore, comprese le corse dei BATTELLI. Video fotografico, a cura di Paolo Ferrario. Pomeriggio del 24 dicembre 2017

Coatesa sul Lario e dintorni

clicca sulla prima immagine per vedere le fotografie in sequenza

  • Battello COMO/MOLTRASIO: 13,45-14,09
  • risalita a piedi fino al Municipio di MOLTRASIO
  • Scalinata di Via G. Bianchi fino alla frazione di Tosnacco
  • Sentiero panoramico detto la “VIA VERDE” (tutto segnalato con cerchi verdi dipinti sulle pietre)
  • Frazione Cavadino, via Corridoni, cimitero e chiesa di santa Marta
  • discesa lungo la via santa Marta, passando sotto lo stradone della Nuova Regia
  • frazione Olzavino del Comune di CARATE
  • Via San Rocco e Via Vittorio Veneto
  • Frazione Soldino e discesa a lago
  • porticciolo e centro di LAGLIO (piazza Salterio)
  • ritorno lungo la strada Vecchia Regia
  • passaggio allo scalo dei battelli di URIO
  • Battello da MOLTRASIO/COMO: 17,14-17,38

La descrizione analitica di questo percorso è in:

Alberto Marcarini, Il sentiero della Regina. Dieci passeggiate da Como a Chiavenna, Lyasis edizioni, 2000


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Percorso fra MOLTRASIO, CARATE, URIO e LAGLIO, lungo la “VIA VERDE”. Tempo complessivo di percorrenza: 4 ore, comprese le corse dei BATTELLI. Video fotografico, a cura di Paolo Ferrario, della durata di 30 minuti. 21 dicembre 2017

  • Battello COMO/MOLTRASIO: 13,45-14,09
  • risalita a piedi fino al Municipio di MOLTRASIO
  • Scalinata di Via G. Bianchi fino alla frazione di Tosnacco
  • Sentiero panoramico detto la “VIA VERDE” (tutto segnalato con cerchi verdi dipinti sulle pietre)
  • Frazione Cavadino, via Corridoni, cimitero e chiesa di santa Marta
  • discesa lungo la via santa Marta, passando sotto lo stradone della Nuova Regia
  • frazione Olzavino del Comune di CARATE
  • Via San Rocco e Via Vittorio Veneto
  • Frazione Soldino e discesa a lago
  • porticciolo e centro di LAGLIO (piazza Salterio)
  • ritorno lungo la strada Vecchia Regia
  • passaggio allo scalo dei battelli di URIO
  • Battello da MOLTRASIO/COMO: 17,14-17,38

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La descrizione analitica di questo percorso è nelle pagine 27-47 di:

Alberto Marcarini, Il sentiero della Regina. Dieci passeggiate da Como a Chiavenna, Lyasis edizioni, 2000

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VEDI ANCHE:

Visto da Luciana: il Percorso fra MOLTRASIO, CARATE, URIO e LAGLIO, lungo la “VIA VERDE”. Tempo complessivo di percorrenza: 4 ore, comprese le corse dei BATTELLI. Video fotografico, a cura di Paolo Ferrario. Pomeriggio del 24 dicembre 2017

ancora una volta (pomeriggio del 24 dicembre 2017): Percorso fra MOLTRASIO, CARATE, URIO e LAGLIO, lungo la “VIA VERDE”. Tempo complessivo di percorrenza: 4 ore, comprese le corse dei BATTELLI. Video fotografico, a cura di Paolo Ferrario, della durata di 30 minuti.

I giorni del BATTELLO. Partenza da Como ore 13,45; camminata a TORNO, su per la Via Someana verso Montepiatto; ritorno con il battello delle 15 e 09 arrivo a Como alle 15,38. 30 novembre 2017

Coatesa sul Lario e dintorni

Salita per Via Someana, fino ad incontrare la mulattiera per Montepiatto.

Poi discesa verso Torno, fino ad incrociare il sentiero verso Piazzaga.

Infine ritorno a ripresa del battello.

Tutto in tempi decisamente buoni: partenza da Como alle 13 e 45 e ritorno in città a un quarto alle quattro

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Slideshow

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mi ricordo di quella volta in cui ho camminato per una parte del sentiero della Strada Regia, da Torno a Faggeto, e poi lungo lo stradone per arrivare a Pognana, autunno 2017, 25 ottobre

 

  1. Da Como a Torno in battello (14 e 45 – 15 e 09).

2. Poi camminata dal bar Pianta dell’infanzia fino ai cancelli della Pliniana:

3. Ora il pezzo del sentiero della Via Regia

4. All’incrocio con lo stradone che porta Molina e discesa verso Faggeto:

5. In cammino sullo stradone verso Pognana:

qui è dove è sepolto il cane della mia infanzia Pantò

6. L’imbarcadero di Pognana visto da terra:

7. Pognana vista dal lago

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Rapido video che fa vedere, dal lago, il percorso a piedi da Torno a Pognana

 

Paolo Ferrario dialoga con Ettore Maria Peron sul libro: STORIA DI COMO dalle origini ai giorni nostri, Edizioni Biblioteca dell’immagine, 2017, pag. 300, alla Fiera del Libro di Como in Piazza Cavour, sabato 2 settembre 2017. Video Youtube

Ettore Maria Peron, Davide Dell’Acqua, Patrizia Azimonti, LE VILLE VISTE DAL LAGO. Mappa del Ramo di Como, ItineLario editore, Nesso (Como), 2016. Presentazione della guida a cura di Paolo Ferrario

Ettore Maria Peron, Davide Dell’Acqua, Patrizia Azimonti, LE VILLE VISTE DAL LAGO. Mappa del Ramo di Como, ItineLario editore, Nesso (Como), 2016. Presentazione della guida a cura di Paolo Ferrario.
Itinelario è una piccola realtà editoriale che, partendo dalla passione per il Lago di Como, si propone di farne conoscere il territorio e la cultura: http://www.itinelario.it/prodotto/le-ville-viste-dal-lago/

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il mio (difficile e forse impossibile) sogno estivo: una conversazione (non prevaricante e unilaterale) tra amici, lungo i corridoi di un giardino che si affaccia sul lago. Audio Lettura da: Pietro Citati, L’ARTE DELLA CONVERSAZIONE, in L’ARMONIA DEL MONDO, RCS libri, 1998, 12 agosto 2012

Questo è il mio sogno estivo: una conversazione tra amici lungo i corridoi di un giardino che si affaccia sul lago.

Ne ho tratto ispirazione da alcune pagine del saggio

L’ARTE DELLA CONVERSAZIONE, scritto da Pietro Citati

in: L’ARMONIA DEL MONDO, RCS libri, 1998, pagg. 44-46, 50


Audio Lettura


DUE CAVALLI tengono assieme Mark Strand, Jan Garbarek, Giorgio De Chirico e Domenico Pelini

Mark Strand, uno sguardo poetico sulla “quotinianità crepuscolare”. Ma anche un potente evocatore di immagini potenti, nitide, fortissime, come qui:

Due cavalli

Una calda sera di giugno

scesi al lago, mi misi carponi

e mi abbeverai come un animale. Due cavalli

mi si affiancarono, per abbeverarsi anch’essi.

È stupefacente, pensai, ma chi lo crederà?

I cavalli mi scrutavano di tanto in tanto, sbuffando

e scrollando la testa. Sentii il bisogno di rispondere, così anch’io

sbuffai, ma esitando, come se in realtà non volessi essere udito.

I cavalli dovevano avere percepito che mi reprimevo.

Si scostarono un poco. Poi pensai che forse mi avevano conosciuto

in un’altra vita – quella in cui ero stato poeta.

Forse avevano persino letto le mie poesie, perché a quell’epoca,

in quel tempo vago in cui il nostro ardore non aveva limiti,

cambiavamo stile quasi con la stessa frequenza con cui cadevano giorni nell’anno.

Two Horses

On a warm night in June

I went to thè lake, got on ali fours,

and drank like an animai. Two horses

carne up beside me to drink as well.

This is amazing, I thought, but who will believe it?

The horses eyed me from time to time, snorting

and nodding. I felt thè need to respond, so I snorted, too,

but haltingly, as though not really wanting to be heard.

The horses must have sensed that I was holding back.

They moved slightly away. Then I thought they might have known me

in another life – thè one in which I was a poet.

They might have even read my poems, for back then,

in that shadowy time when our eagerness knew no bounds,

we changed styles almost as often as there were days in thè year.

In Mark Strand, Uomo e cammello, Mondadori, 2007, p. 14-15, traduzione di Damiano Abeni

Sottofondo di Knot Of Place And Time di Jan Garbarek in “In Praise of Dreams”:

http://mp3shake.com/en/jan_garbarek/398241-knot_of_place_and_time_mp3_download_song.html

Lettura di Domenico Pelini:


Il mio incontro con con Mark Strand è arrivato per strati, per momenti successivi. Non proprio di colpo.
Nato nel 1934 a Summerside, nella Prince Edward Island in Canada, cresciuto negli Stati Uniti, vive a New York. 73 anni. A vederlo sembra un attore. Altissimo, bello, «in tutto e per tutto simile a Clint Eastwood», diceva Enzo Siciliano. Anche mia moglie, vedendo la fotografia, ha esclamato: “ … che bello!”.
Quella che racconto, dichiara Strand, è sempre la stessa «vecchia storia»: quella «sui minuti che muoiono e le ore, e gli anni». E anche se tu che mi ascolti sai già di cosa sto parlando (e come potresti non saperlo?), questa è la storia «di me stesso, di te, di tutti».
Dicono di lui:

“Ci sono poeti che hanno il dono raro della semplicità uno di questi è Mark Strand, classe 1934, americano. La semplicità unita alla profondità di sguardo crea una miscela unica. Questa miscela unica costituisce il suo mondo poetico. Un mondo poetico che si nutre della quotidianità, una quotidianità quasi crepuscolare, decadente, anzi in decadenza: il suo universo, a tratti kafkiano come spiega la seconda di copertina di questo pregevole raccolta pubblicata da Minimum Fax, Il futuro non è più quello di una volta, è un universo nel quale la tristezza dei giorni è metodicamente disegnata con una precisione di sguardo e di dettato davvero unici. E nei giorni che scorrono implacabili si delinea una metafisica dell’assenza tutta terrena, immanente” (Mauro Fabi)

“Scenari struggenti di sconsolata felicità, densità ed evanescenza, presenze perdute e morte in vita. Atmosfere romantiche, l’assenza della vita, “fissare il nulla è imparare a memoria / quello in cui noi tutti verremo spazzati”: dinanzi a un simile scenario non possiamo che limitarci a contemplare la sua attività poetica. La capacità dell’autore di sfruttare un immaginario al margine del conscio appare unica,” (Marco Milone)

“Dovessi sintetizzare in un unico aggettivo cosa penso del corpus poetico di Mark Strand, non avrei dubbi: userei il superlativo interessantissimo. Mai, per esempio, mi verrebbe in mente di catalogare una sua poesia nella categoria del bello, con quanto di edonistico – di esteticamente godereccio – a questo termine si fa corrispondere. Piuttosto nella categoria dell’etico: infatti, quelle di Strand sono incursioni coraggiose sul terreno minato dell’esistere, eseguite con lo scandaglio dell’ironia.” (Ciro Bestini)

“la poesia di Strand è una poesia di domande più che di risposte, che non ha il compito di cambiare il mondo né di comunicare nessuna verità teologica, ideologica o etica. Non è una poesia confessionale né sentimentale: l’io lirico sembra addirittura abdicare a se stesso, annullandosi continuamente anche e soprattutto nell’uso prevedibile e canonico di certa lingua poetica: ogni luogo comune della dizione poetica viene sempre accuratamente evitato e la lingua, sorvegliatissima, ne esce essiccata, rastremata. Eppure la situazione umana balza evidente in tutte le sue implicazioni. È una poetica quella di Strand che vuole guardare in faccia la vita e la morte con la “discretion” disillusa e l’acre ironia della tradizione scettica. La poesia di Strand ferma la vita su un palcoscenico silenzioso e ci costringe ad osservarla nella sua nullità, con occhi asciutti.” (Franco Nasi)

DUE CAVALLI1200

Acting Out per Noelle: dal buio alla luce passando attraverso tutti i gradi del chiarore

I SACRIMONTI e il SACROMONTE DI OSSUCCIO