«Edward Hopper», Milano, Palazzo Reale, fino al 31 gennaio; Roma, Museo Fondazione Roma, da febbraio a giugno; Losanna, Fondation de l’Hermitage, da giugno a ottobre. Catalogo Skira
Questa mostra è nata infatti con un intento di studio: il curatore Carter Foster, del Whitney Museum di New York, dove si conserva la più ricca raccolta di sue opere, ha voluto porre l’accento sul processo creativo di Hopper, sulla lenta, laboriosa «gestazione della mente» (così la definiva lui), grazie alla quale la prima idea si trasformava nel l’opera compiuta. E ha voluto al contempo correggere la lettura consueta e un po’ logora di Hopper maestro del realismo, per condurre la sua pittura nei territori della metafisica, dimostrando come ogni opera nasca dalla fusione di dettagli tratti da realtà diverse, rielaborati in immagini sospese, cariche di attesa e di inquietudine.

