Lo stato di Israele deve ancora una volta difendere il diritto alla propria esistenza.
Quel popolo è unito in questa ennesima congiuntura storica: Amos Oz e Abraham Yehoshua compresi. Scrittori che testimoniano nei loro libri la tremenda contraddizione di tentare di restare ancora vivi, pur nel ricordo della Shoah e che mai potrebbero essere accusati di essere guerrafondai.
La politica di catto-sinistra italiana o inneggia alle azioni di “resistenza” dei terroristi filo-iraniani del partito degli Hezbollah o balbetta di generiche “riprese di dialogo”. Fatte le debite proporzioni sarebbe come convincere Hitler a non invadere la Polonia o parlarea Borghezio di multiculturalismo.
Per tenermi informato mi appunto:
- un articolo di PierLuigi Battista: http://www.informazionecorretta.it/main.php?mediaId=2&sez=120&id=16991
- un articolo di Claudio Risè: http://claudiorise.blogsome.com/2006/07/24/la-vita-nella-guerra/#more-102
e questa sera, con i radicali (unici pensanti nella coalizione di centrosinistra) partecipo virtualmente alla veglia promossa dalla comunità ebraica di Roma, presso la loro Sinagoga

