Un disco veramente fantastico della metà anni ’50 è: Erroll Garner, Concert by the Sea (1955). Un live suonato in una serata unica ed irripetibile a Carmel, sulla costa della California

Mi accorgo che se devo andare alle origini del jazz moderno sono gli anni ’50 a venirmi incontro.
In quel decennio c’è la rielaborazione di una musica che ormai ha circa mezzo secolo e che si avvia alla sua seconda fase storica.
Gli album di valore sono davvero tanti.
Ma ci sono alcuni che ascolto sempre volentieri, sapendo che ogni volta hanno da comunicarmi ancora qualcosa di più.
Da dove viene fuori tanta creatività?
Credo da tre fattori.
In primo luogo è il decennio successivo a quello della seconda guerra mondiale: tutti i paesi stanno ricostruendosi.
In secondo luogo stanno nascendo nuovi generi: il Rock, il Soul, il Rhythm and Blues.
In terzo luogo il jazz è attraversato da una tensione fra due poli: una “classicista”, alla ricerca delle radici e rappresentata dal Cool Jazz, e una “modernista”, alla ricerca di ancora nuovi modi di suonare, dopo il nervosismo e la velocità del Bebop (l’Hard Bop).
Queste due correnti creavano un attrito portatore di continue innovazioni: il Cool Jazz compensava l’iperattivismo del Bebop e l’Hard bop diventava la risposta alla presunta fragilità e leggerezza del Cool.
E, come succede, in mezzo a questi due fiumi dalle sorgenti divise, nascevano spiriti musicali originali e non riconducibili rigidamente all’uno o all’altro.

Un disco veramente fantastico di questo periodo è Erroll Garner, Concert by the Sea (1955)Un live suonato in una serata unica ed irripetibile a Carmel, sulla costa della California.
Solo l’improvvisazione ha reso possibile questo concerto straordinario, con un prodigioso pianista “orchestrale” che rende spumeggiante il suono dello strumento.
Errol Garner aveva un immenso talento, tanto da non poterlo ricondurre a generi o a mode, e uno straordinario intuito musicale che gli consentiva di passare, sfumando la fine dei pezzi, da vecchi brani dixieland, alle canzoni popolari, agli standard jazz fino a sue originali composizioni come Misty.
Michel Petrucciani, nelle sue esecuzioni al piano solo, adotterà personalizzandolo questo stile. Mentre scrivo sto ascoltando I’ll Remember April, in ritmo swing pieno di idee e di variazioni, Where or When, che smonta e ricompone a velocità siderale le linee armoniche originali, Mambo Carmel, in cui sembra di vedere le mani che sul piano suonano due canzoni indipendenti l’una dall’altra, April in Paris, dove la lunga introduzione tiene nascosto fino all’ultimo il tema, per poi procedere in modo irresistibile.
Applauso !!!

Non cè un video di questo concerto eccezionale.
Ripiego su questo, che riprende anche alcune copertine dei suoi Lp:

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