Per il quotidiano La Provincia di Como
Egregio Direttore
condivido con trepidazione e dolore la campagna informativa fatta dalla Provincia e ripresa su Facebook.
Il rapporto fra la linea di terra e le onde del lago è un elemento straordinario della bellezza del nostro lago.
E’ il suo valore stilistico.
E’ storia inscritta nelle pietre e nelle onde che vi si rifrangono.
Solo delle persone che non amano questa terra e queste acque potevano essere così superficiali.
Il linguaggio dell’assessore Caradonna riportato oggi (“Il lettore che ha scritto al giornale si preoccupi della sua vita, dei muri di casa sua ..”) è impressionante per cinismo, arroganza e villania, visto che quel cittadino ha alzato il suo grido proprio per amore del paesaggio e di questa irripetibile forma che i comaschi conoscono da generazioni.
Vorrei solo che La Provincia mettesse assieme altre informazioni e in particolare collegasse questo sfregio alla bellezza comasca con i lauti “premi di produzione” contrattuali assegnati ai dirigenti ed alla catena di comando (sindaco, direttore generale, dirigenti, funzionari) che ha approvato, tollerato e (eventualmente) non controllato il progetto.
La ringrazio per l’attenzione
Prof. Paolo Ferrario




Ero (e sono) così viscerlamente arrabbiata… Mi sento defraudata di un bene di famiglia, altro che "i cittadini guardino ai muri di casa loro" … Certo che sono un appendice dei muri di casa mia, quelli! Le mie "radici" si ribellano sin dal profondo dell'anima: ho avuto due genitori e due nonni nati e cresciuti nel quartiere di Sant'Agostino quand'era ancora un Borgo e quando il lago era considerato parte integrante della vita della città di Como, non un nemico da respingere, ma il luogo sulle cui acque e rive si svolgevano molte della attività artigianali, di scambio e di produzione locali. Vissuto, rispettato ed amato, proprio in quanto tale, anche da chi non ne ricavava sostentamento quotidiano (mio nonno paterno nei primi decenni del secolo scorso aveva una ditta di floricoltura, all'epoca la più attiva di Como e provincia, mio nonno materno era tipografo – nessuna delle due professioni aveva quindi alcuna attinenza diretta con le acque del lago – ma entrambi lo amavabo e ne andavano fieri.La magìa del lago mi è entrata nell'anima sin da bambina, insieme a tutti i racconti ascoltati dalla voce di mia mamma e sono una parte profonda ed inscindibile di me… e ora, anche di mia figlia.Ecco, appunto. Cosa raccobnteremo ai nostri figli e nipoti, quando si vergogneranno di questi anni disgraziati, quando un pezzo dopo l'altro abbiamo semidistrutto il verde della città e delle sue sponde?. Ora, hanno toccato l'inimmaginabile: hanno distrutto la riva del lago! Ha ragione Sergio Gaddi, quando definisce un ECO-MOSTRO. E' peggio delle costruzioni abusive del sud Italia: una cosa impensabile, assurda, pazzesca.Altro che abbassare il muro, quel muro va eliminato totalmente.La maggioranza dei cittadini era contraria sin dall'inizio all'installazione delle paratìe, eppure esse sono state ugualmente realizzate. No comment. Ora, devono ripristinare il livello zero, non ci basta abbassare il muro. I comaschi il lago lo vogliono poter vedere: lo vogliono vivere. Ed io con essi, per prima.luciana – http://www.comoinpoesia.com.
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cara lucianasono tre gli agganci a ciascun tratto di vita: il luogo che ci ha accolto, il tempo a disposizione e il destino.questi amministratori del luogo (eletti, purtroppo dagli stessi cittadini che ora protestano) hanno massacrato una forma che pre-esisteva da secoli e millenni.ora i comaschi capiscono cosa vuol dire preservare la forma visiva del contatto terra/lago con cu siamo cresciutima ormai il danno è stato fatto e temo non ci sarà rimediograzie per il passaggio e per questa condivisione d'animo e di biografia
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