
Dopo il pranzo e la scelta dell’albergo, cartina alla mano ci addentriamo nel cuore della città.



Visitare il centro storico di Berna è semplice.
Il riferimento è il fiume Aare che lambisce la città vecchia su tre lati.


Dalla stazione ferroviaria è sufficiente imboccare la Spitalgasse e subito si è già nello spirito della città.
Quasi tutte le case sono a portici sotto i quali si trovano numerosi negozi, boutiques, gallerie d’arte e cantine adibite ad ospitare spettacoli di cabaret e di musica jazz.

Che Berna sia città d’acqua è visibile anche dal considerevole numero di fontane. Vi sono quelle celebri con le loro antiche statue e quelle meno famose, ma non per questo meno interessanti per posizione, foggia e dimensioni.

Sempre dritto si arriva alla Marktgasse, dove troneggia laTorre dell’Orologio con articolati meccanismi e carillon che segnano le ore che passano.


Al termine la Kramgasse con tre fra le più rinomate fontane e la casa che ospitò per un breve periodo Albert Einstein.
Raggiunta la Nydegghasse (possibile oltre che a piedi anche utilizzando una ripida scalinata) ci si trova a cospetto del ponte più moderno, essendo quello antico di pietra collocato più in basso.




Una moltitudine di gente segnala che siamo vicini al fossato degli orsi, una delle maggiori attrattive di Berna, presenti sia fisicamente sia con immagini, statue e bandiera, essendo l’orso l’animale simbolo del capoluogo elvetico.


L’unico neo: temperatura molto bassa, anche se fortunatamente senz’acqua.
Per essere alla vigilia dell’estate nove gradi non sono male per girare la città a buon ritmo.

