Alla scoperta di Tel Aviv: primo giorno, di Cadavexquis

mi sono lanciato alla scoperta di Tel Aviv. Arrivato più o meno al crepuscolo, volevo luce e quindi mi sono subito fatto una passeggiata sul lungomare, in direzione nord. Io non sono un appassionato di acqua e di mare, questo si sa, ma la vista e l’odore del mare mi mettono di buon umore. Prima di partire mi ero letto il saggio che Elena Loewenthal ha scritto sulla città, poi l’ho saggiamente “dimenticato” a casa: malgrado i preziosi suggerimenti per le visite, non volevo farmene troppo influenzare. Però, mentre passeggiavo lungo il mare, mi sono ricordato che a un certo punto scrive che i padri fondatori di Tel Aviv l’hanno edificata voltando, per così dire, le spalle al mare, da ebrei continentali diffidenti verso questo elemento. E in effetti è un po’ così: tra i grandi alberghi che costeggiano tutta la strada e il lungomare vero e proprio c’è la HaYarkon Street e le abitazioni cominciano solo all’interno, al di là degli alberghi.

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