Salgo sui treni con un malsano senso di insicurezza tutta socio-culturale

Ieri mattina rifacevo il mio percorso di pendolare che effettuo dal 1972: casa-stazione-treno-viaggio-stazione-metropolitana e ritorno.

Alla stazione delle FF SS la situazione è questa:

Dal Viminale una nota per sorvegliare tutti gli obiettivi sensibili
Il comunicato della Prefettura è stringato, una decina di righe scritte in linguaggio diplomatico. Ma il messaggio passa, forte e chiaro: le forze dell’ordine serrano i ranghi. E da oggi controlleranno, palmo a palmo, i luoghi di aggregazione sociale. Supermercati, centri commerciali, stazioni. Tutti i luoghi in cui si muovono le folle. Perché ieri, il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, è stato fin troppo chiaro: «Il pericolo vero non è costituito dai missili di Gheddafi, ma dagli attentati terroristici libici sul nostro territorio».
Già nelle ore precedenti il ministero dell’Interno aveva allertato tutte le Prefetture italiane. Como non fa eccezione, soprattutto perché si trova sul confine italo-svizzero

Negli anni ’70 la paura era il terrorismo degli opposti estremismi delle destre e sinistre totalitarie

Oggi è il nazi-islamismo.

Salgo sui treni  con questo malsano senso di insicurezza tutta socio-culturale

da: Allerta terrorismo sul Lario controlli alla stazione delle Fs.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.