caro ***
grazie per avermi fatto partecipe dei tuoi pensieri, che mi induce a costruire un testo di cui farò memoria
pure a me capita ed è capitato di fare quei pensieri: il “chi sono”; il senso della vita; gli altri (quelli vicini e quelli lontani) …. è l’effetto specchio, di quando (bambino) imparavo a chiedermi “chi sono io”
credo che sia la riflessione originaria dal momento che prendiamo coscienza. e il prendere coscienza è dentro la storia. voglio dire che crescere e diventare adulti e poi vecchi è sempre diverso nel corso della storia. ma il processo strutturale originario è sempre quello; includere dentro di sè elementi presi dalla cultura (famiglia, scuola, lavoro, arte …) e farlo proprio nella psiche.
riassumo tutto questo processo in uno dei modi in cui mi presento sul mio blog autobiografico
lo “stare in situazione”: http://paolodel1948.com/essere-in-situazione/
ecco: “stare”
ed è per questo che tendo a non rispondere (nei limiti della buona educazione) alla domanda “come stai? (soprattutto se in relazione al mio infarto del 10 maggio) :
mi basta “stare” dentro le precise coordinate sia della mia specifica vita che in quella che è assegnata a chiunque altro
per esempio: in questi mesi lo “stare” a como è una esperienza equivalente al concentrare dentro di me 2000 anni di storia della civiltà occidentale, quella che parte dalla grecia, qui rappresentata dai romani che ne sono i successori (ed è anche il motivo per cui non mi piacciono gli islamici che cominciano ad occupare dal loro miliardo e mezzo, anche questo luogo)
ricordando l’hic et nunc mi induci a ritornare sulla celebre ode di Quinto Orazio Flacco, detta “carpe diem”:
“non chiedere, è nefasto saperlo, quale termine ultimo gli dei abbiano concesso a me, o a te, […] cogli il presente [carpe diem]“
che, modernamente, traduco così: adottare uno stile di vita frugale, non ascetico nè privazionista, ma basato sul piacere dominato dalla ragione. E non rimuginare sul passato, non attendere con ansia il futuro, che sia un futuro piacevole o spiacevole
questi ultimi sono le indicazioni di Epicuro
Insomma: a me aiuta tornare molto indietro (filosofia greca e romana) per stare nel presente
E ho imparato tutto questo da Emanuele Severino. Vero ed autentico “maestro” del tempo che resta
saluti cari, con la speranza di fare qualche passo con te nel centro storico di como
testo costruito a partire da questa email:
ciao Paolo.
poiché ti ho appena nominato per iscritto,desidero condividere con te una mia riflessione.
*** è in copia in quanto “principio scatenante” del fatto che io abbia messo per iscritto questa mia riflessione,anzi persino del fatto che me ne sia ricordato.
Nulla di trascendentale.
Ma poichè ti ho citato e ti leggo quasi tutte le sere nelle mail di cui mi fai partecipe, per una volta ti aggancio io.
Ma poichè ti ho citato e ti leggo quasi tutte le sere nelle mail di cui mi fai partecipe, per una volta ti aggancio io.
buone cose
PS:NON ti chiedo come stai,visto che questa estate ho letto che la domanda ti disturba……e abbiamo capito anche perché.
ciao
eh sì.
sono d’accordo anch’io.
ma quanta incoscienza abbiamo di questo?
this is the problem…..
quanta parte della nostra vita passiamo con i paraocchi fisici,quotidiani,mentali,spirituali, dell’anima, della psiche, dell’intelligenza?
In un momento imprecisato di questa sera, era già calata l’oscurità quindi dopo le 19 circa,ancora al lavoro ma all’esterno dell’ufficio mentre riflettevo camminando sul da farsi nel lavoro,mi ha attraversato la mente un pensiero.
“mentre io in questo preciso momento e in questo preciso luogo stò pensando a come risolvere il tale problema-e mi sembra che tutto il mondo e tutta la vita sia contenuta e si risolva in ciò,quante persone da pochi metri da me all’altro capo del mondo in questo preciso momento stanno facendo,pensando altro?e cosa stanno facendo,cosa stanno provando,cosa stanno pensando?”
Mi ha colto lo smarrimento di quanto “limitata” fosse la mia percezione del cosmo e della vita…..in quell’istante e in tutti gli istanti che seguono e precedono=la mia vita.
Riflessione successiva=ma finora e d’ora in poi,per caso,stò buttando via la vita e non me ne accorgo neppure?
Quando mi trovo davanti a tali situazioni così sovrumane la soluzione istintiva ma anche perchè ricordo cosa mi possa essere stato suggerito da altri che stimo,è ritornare “hic et nunc” come ci ricordava Paolo Ferrario “qui ed ora”,perché è l’unica dimensione che
possiamo vivere.
Scusate,probabilmente ho “deragliato” dai binari che proponeva questo pensiero del giorno,ma mi ha richiamato alla memoria questo pensiero e queste sensazioni e mi è sembrato utile fissarle immediatamente e condividerle.
Buonanotte.
