Capitano, mio capitano, dal film L’ATTIMO FUGGENTE

In un college del New England arriva a insegnare un professore, Kitting, molto diverso dagli altri – siamo negli anni cinquanta -. Le lezioni sono strane e vive, e del tutto anticonformiste: una volta l’insegnante fa strappare dai libri di poesia tutte le critiche iniziali. L’idea è quella di vivere secondo le proprie attitudini e non secondo quelle ereditate.

Uno degli studenti – che adorano l’insegnante -, in conflitto col padre, si uccide. Il preside e il “sistema” cercano di attribuirne la responsabilità all’insegnante, che deve lasciare la scuola. Film fondamentale dell’era moderna del cinema, dove è molto difficile portare qualcosa di nuovo.

 

Sono presenti gli studenti Todd e Knox che si alzano in piedi, il preside Nolan e Kitting. TODD Professor Kitting, mi hanno costretto a firmare.

La prego, deve credermi, è vero!

PRESIDE NOLAN Si sieda, signore.

PROF. KITTING Certo che ci credo Todd.

PRESIDE NOLAN Ho detto: si sieda signor Anderson: un’altra intemperanza sua o di chiunque altro e sarà espulso dalla scuola. Se ne vada professore! Ho detto: se ne vada Kitting!

TODD Capitano, mio capitano.

PRESIDE NOLAN Si sieda immediatamente Anderson. Mi ha sentito vero? Si sieda. Guardi è l’ultima volta che glielo dico: come si permette? Mi ha sentito Anderson?

KNOX Capitano, mio capitano.

PRESIDE NOLAN Signor Anderson l’avverto: si sieda immediatamente. Seduti ho detto. A sedere: dico a tutti, voglio che vi sediate. Tutti a sedere! Capito? Lei se ne vada Kitting. Scendete, avanti! Scendete tutti! Mi avete capito? Seduti!

PROF. KITTING Grazie figlioli, grazie!

 

(tratto da:  Daniela Farinotti, Domani è un altro giorno: sessanta finali di sessanta film leggendari …, La Tartaruga

Edizioni, Milano 1995)

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