Michele Ainis, Italia ferma nell'ingorgo degli "ex" – LASTAMPA.it

La politica italiana trabocca di questi pluridecorati, perennemente a caccia di trofei per rimpolpare il proprio medagliere. E non c’è troppa differenza fra sinistra e destra, fra estremisti e moderati. Pensateci: con chi deve vedersela tutti i santi giorni il segretario del Pd Bersani? Con gli ex segretari D’Alema, Franceschini, Veltroni. Tutti lì, ancora e sempre in prima fila. Ma d’altronde quel partito ha affidato il Dipartimento Riforme all’ex presidente della Camera Violante, nonché ex magistrato, ex docente, ex parlamentare, ex capogruppo, ex presidente dell’Antimafia. Siccome di riforme non ne parla più nessuno, almeno in questo caso la poltrona dell’ex è un’ex poltrona.

E a destra? Solo per citare le figure più eminenti, ci trovi per esempio Fabrizio Cicchitto, già deputato e senatore socialista. O Giulio Tremonti, che fin qui ha girato il Psi, Alleanza democratica, il Patto Segni, la Federazione liberaldemocratica, Forza Italia, il Pdl. Senza dire del centro, dove il riciclo è come l’usato garantito. Tanto per dire, la nuova formazione politica fondata da Rutelli (Alleanza per l’Italia) è la sua quinta creatura.

Infatti, il fondatore è stato via via eletto in Parlamento con i Radicali, i Verdi arcobaleno, la Margherita, il Pd, mentre adesso rappresenta per l’appunto l’Api.

È la tragedia dell’Italia: un Paese immobile, come le sue classi dirigenti.

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