Gli aspetti fondamentali della terapia con la poesia si basano sul rispecchiamento dell’Io nel componimento poetico e la riformulazione dell’esperienza vissuta tramite la liberazione catartica della parola simbolica.
Essa viene generalmente condotta in attività di gruppo o individuale con l’impiego di particolari tecniche psico-poetiche, finalizzate a raggiungere determinati obiettivi psicologici e comportamentali.
Nella terapia di gruppo, il prodotto del partecipante permette sia un discorso con se stesso, sia un discorso interpersonale con chi ascolta. È attraverso l’incontro-scontro con gli altri, infatti, che il prodotto individuale si arricchisce di nuovi significati, si vengono a creare le condizioni per cui interiore-esteriore, realtà e fantasia s’incontrano, si sovrappongono e diventano materiale partecipato con momenti comunicabili e confrontabili.
La tecnica della poesia biografica si avvale di una narrazione di parti di sé in versi o con la lettura di poesie ritenute adatte a rappresentare aspetti della propria personalità.
Da: Intime erranze – Capitolo 5
Quel mondo che resta per la maggior parte inesplorato diventa improvvisamente visibile: malinconia, smarrimento, paura, nostalgia, ma analogamente passione, illusione, amore, desiderio, mescolanze infinite di pensieri ed emozioni, di presente e passato, di interiore ed esteriore diventano nuovi spazi per entrare in contatto con se stessi e gli altri.
Ecco perché la poesia.
Nel laboratorio autobiografico è il gruppo stesso a diventare autore di un componimento a più voci. Il risultato è una creazione collettiva, un prodotto polifonico dove i diversi contributi si mescolano, perdendo il senso originario, ma acquistando una forza catartica potenziata dai singoli apporti e, soprattutto, espressiva di ciò che ognuno porta dentro di sé.
[…]
La vita è fatica, ma anche poesia.
La poesia può diventare una “forma” in cui l’emozione trova un suo spazio, una sua immagine, un nuovo modo di andare oltre le parole convenzionali del discorso cosciente.

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Scheda: Luciana Quaia Luciana, INTIME ERRANZE, il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica, editore NodoLibri, Como 2012
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