La sinistra e il cuneo del relativismo

La vita breve: agenda del terrorismo

8 luglio 2005. Un nuovo calendario per le fragili democrazie. Dopo l’ 11 settembre 2001, con l´attacco alle Torri gemelle, l´11 marzo del 2004, con l´attentato di Madrid, ieri attentato alla metropolitana di Londra.

Noi pieni delle nostre diversissime opinioni, quale prodotto della nostra storia e della libertà di pensiero, possiamo essere tanto sfortunati da rimanere morti o invalidi perchè stiamo andando a lavorare usando treni e autobus.

Da una parte la nostra cultura, talmente libera da arrivare ad essere ipercritica verso se stessa fino a negare i fondamenti dei nostri stessi valori, dall’altra un odio militante fortemente valoriale, che prende di mira i luoghi della nostra economia e mobilità per provocare il massimo del male.

Il ciclo politico che si è aperto nel 2001 sembra essere di lunga durata. Anzi: da una cronologia vedo che il ciclo è più lungo e deve partire dal 1981.

La risposta neo-conservatrice è chiara: difenderci, rispondere, prevenire. Anche usando la forza, perchè il nemico esiste ed è animato da odio ideologico.

La risposta della sinistra è semplicemente inesistente e del tutto incapace di garantire la più elementare sicurezza. Il cuneo del relativismo è entrato in profondità nel loro impianto politico.

Leggo in un aureo libretto di Giovanni Jervis (psichiatra che ha partecipato alla lotta anti-manicomiale):

Giovanni Jervis, Contro il relativismo, Laterza 2005, pagg. 35-36

In questo ciclo storico intravvedo che i fondamenti morali dei nostri sistemi sociali (libertà; divisione dei poteri, democrazia parlamentare, separazione fra Stato e Chiesa, promozione della scienza, sviluppo tecnico; …) vengono messi in discussione dalle ideologie fondamentaliste aggressive. Sovraccarichi delle nostre soggettività, siamo deboli di fronte alle ideologie collettive compatte alimentate dalle religioni.

Il quadro mi appare abbastanza chiaro ed è quello di una terra desolata. In questo panorama perfino il berlusconismo mi sembra, oltre che probabilmente provvisorio, anche infinitamente meno pericoloso.


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