4 pensieri riguardo “Nina Simone, Little Girl Blue, 1957

  1. Ciao Amalteo.

    devo dire la verità….

    un po’ t’invidio.

    Invidio questo tuo grande amore viscerale, per un artista.
    Una grande Artista.

    In fin dei conti mi guardo indietro e questo tipo di stima, rispetto, voglia e quant’altro, per un GRANDE io non l’ho mai avuta.
    Deve essere una cosa che viene dalla testa, dallo stomaco…
    dal cuore.

    Bravo.
    Che devo dirti.
    E poi il tuo blog e bello.
    Ben fatto e si presenta graficamente inappuntabile.
    E’ un piacere, passare di qua di tanto in tanto.

    Ti auguro ogni bene,
    perchè credo tu sia anche una bravissima persona.

    Ciao,
    Amalteo.

    Addison.

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  2. ti ringrazio addison
    non arriva quasi mai nessuno su questo blog. e poi una notte leggo le tue parole!
    è un buon fine giornata
    hai colto l’aspetto sostanziale: le interpretazioni di nina simone MI RAPISCONO.
    non so da cosa derivi questo.
    probabilmente il suo tono di voce, le sue sfumature . le sua pause entrano nella mia genetica e nella mia mente musicale.
    sono 40 anni che l’ascolto (ne ho 60). e ogni volta è come la prima volta
    ho così voluto creare questo spazio. una specie di colloquio fra me e lei aperto ad ognuno che vuole unirsi.
    grazie ancora

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  3. Ciao Amalteo.

    Credo non possano esserci spiegazioni.
    Trattasi di dono naturale, di qualcosa che c’è o non c’è.
    E’ una scintilla che accende una fiammella permanente e che diventa un fuoco che dura una vita.
    Qualcosa che molti si augurano, per la famiglia, per l’anima gemmella, par lo sport, per un hobby, per…. qualsiasi cosa.

    E’ una percezione estetica naturale, è quello che ci fa preferire la bruna dalla bionda, l’azzurro dal rosso, il mare dalla montagna, il pesce dalla carne.

    E’ ciò che può/possono diventare le notre (amate)distorsioni.
    E’ quello che può diventare naturale, ma per altri può non esserlo.
    E’ puramente oggettivo, personale, intimo (e per questo più bello e gratificante).

    E’ la propria innata sensibilità.

    Non la si crea.
    C’è e basta.
    Semmai, sta poi a noi coltivarla, con la passione.

    Semplicemente Nina era già in te.

    60 anni?
    Ti facevo più giovane.

    Io sono un “ragazzo” del ’62 e ti avrei fatto, grosso modo, di quelle (queste) parti.

    Ritieniti fortunato: una parte della pensione te la pagherò io.
    Il guaio è: a me chi la paga?

    😉

    A ritrovarci.

    Un salutone,
    Addison.

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  4. sì hai ragione, addison
    nina simone era già dentro di me.
    forse c’era una affinità fra le molecole che vanno a comporre la mente musicale
    grazie per il “giovane”. in realtà sono del 1948.
    quanto alla pensione: è per me un traguardo ababstanza lontano: 2013 (pensione di vecchiaia: non ho diritti per quella di vecchiaia). inciderò poco sui bilanci previdenziali.
    oggi ho fatto vedere la fotografia dei tuoi figli anche a mia moglie.
    sono splendidi.
    te lo dico con sincerità: non sono una persona “di famiglia” (che per me è una moglie e sesso senza prole)
    eravamo affascinati dalla loro sottile rassomiglianza e dal sorriso dolcissimo
    ora seguo i tuoi gusti musicali e in tanto coincidono con i miei.
    ti segnalerò qualcosa che mi capita all’ascolto
    buoni giorni

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