Sono all’aperto, in un cantiere stradale. Gli operai sono sporchi di sudore.
Nel punto in cui si deve stendere il nastro di asfalto c’è un uomo di carnagione scura, avvolto in un pastrano.
E’ steso su una rete appoggiata sull’asfalto liquido, Fra i piedi tiene una pertica di ferro e la muove a leva su e giù, per fare attrito.
E’ così che si deve fare per stendere l’asfalto. E’ così che deve fare lui. E’ solo lui che lavora. Gli altri lo guardano.
Questa azione è terribilmente faticosa e vedo il suo sguardo carico di dolore.
I suoi occhi (ah che occhi ! …) parlano di una fatica intollerabile e di un carico di dolore che solo lui deve sopportare.
Si ferma. Non ce la fa più. Lo tirano fuori, con il suo pastrano che lo copriva.
Mi guarda e incrocio i suoi occhi che incarnano la sofferenza
Nel punto in cui si deve stendere il nastro di asfalto c’è un uomo di carnagione scura, avvolto in un pastrano.
E’ steso su una rete appoggiata sull’asfalto liquido, Fra i piedi tiene una pertica di ferro e la muove a leva su e giù, per fare attrito.
E’ così che si deve fare per stendere l’asfalto. E’ così che deve fare lui. E’ solo lui che lavora. Gli altri lo guardano.
Questa azione è terribilmente faticosa e vedo il suo sguardo carico di dolore.
I suoi occhi (ah che occhi ! …) parlano di una fatica intollerabile e di un carico di dolore che solo lui deve sopportare.
Si ferma. Non ce la fa più. Lo tirano fuori, con il suo pastrano che lo copriva.
Mi guarda e incrocio i suoi occhi che incarnano la sofferenza
