Sergey Kuryokhin (1954-1996)

Francesca Bellino


Sergey Kuryokhin (1954-1996) è stata una delle figure del panorama musicale russo contemporaneo più interessanti e complesse da definire. Fu pianista, compositore, jazzista, “coalizzatore energetico” di amici e colleghi in svariati progetti, provocatore politico e leader di band del panorama underground in periodi ‘blindati’ e ‘sospetti’. Presentiamo uno strano allievo della grande tradizione russa capace di interessarsi alle esplorazioni di Igor Stravinskij, Dmitri Šostakovič, Sergey Prokofiev ma contemporaneamente anche a quelle di Thelonius Monk, Cecil Taylor, di un bizzarro George Antheil, di Carl Ruggles, Henry Dixon Cowell e Edgar Varèse. In appena vent’anni di carriera ha inciso ben 40 lp e ha registrato una decina di colonne sonore per film. Insomma un Pascal Comelade russo, in anticipo, più livido ma non meno denso! Piano lancia toy-piano.
Ma tuffiamoci nella sua musica…

Kuryokhin era originario della Crimea; giovane si trasferì a Leningrado dove si diplomò in pianoforte alla fine degli anni ’70. In una delle poche interviste reperibili in lingua occidentale racconta di essere stato uno studente poco modello, discontinuo -a volte scompariva dalle lezioni per intere settimane senza avvertire nessuno- ma molto appassionato, onnivoro di svariati generi dalla contemporanea classica, al folk, pop, rock. Ben presto questi due aspetti del carattere di Kuryokhin (discontinuità e collagismo) diventano tratti distintivi della sua musica. Attirò presto l’attenzione per le sue bizzarre performance jazz con Valdimir Chakasin e Anatoly Vapirov e già a metà anni ’80 all’estero era una figura di culto, tanto che l’etichetta Leo Records decise di pubblicarne le incisioni.
A dire il vero la sua fama nacque forse involontariamente quando nel 1984 fondò la Pop- Mechanika Orchestra, una sorta di ensemble sperimentale dalla fisionomia – metodicamente- scompigliante. Infatti, mentre Kuryokhin in patria si dilettava in ogni sorta di sperimentalismo, alla Liverpool John Moores University il giovane artista inglese Colin Fallows, nell’ambito delle sue ricerche sugli artisti dadaisti e futuristi, dava alla stampe una curiosa compilation intitolata Dada For Now con l’idea di estendere il progetto al radicalismo del presente.
L’occasione non tardò ad arrivare: nel dicembre del 1985 la BBC 2 trasmise dodici episodi di uno storico documentario sulla vita culturale in Unione Sovietica –Comrades– una puntata delle quali era interamente dedicata a Sergey Kuryokhin e alla sua bizzarra Orchestra. Fallows aveva così trovato l’uomo “giusto” con il quale si mise presto in contatto.

L’ambiziosa, quanto mai corsara, idea era quella di portare a compimento negli anni ottanta progetti che almeno in teoria risultavano già organicamente coerenti negli anni venti. A Kuryokhin e ai suoi amici di Leningrado [citiamo tra gli altri Sergey Bugaev, Timur Novikov e il Mayakovsky Friends Club] l’idea parve ottima tanto che si registrò subito per l’etichetta inglese ARK Introduction in Pop Mechanics. L’album non faceva che rendere noti al pubblico occidentale i collages sonori che da anni il compositore russo faceva insieme a Igor Verichev e Valery Alakhov, due giovani “sperimentatori” del circolo i Nuovi artisti, e alla sua Popular Mechanics Orchestra. é con Verichev, Alakhov che Kuryokhin aveva creato Insect Culture dove venivano inite sotto la sua magistrale regia le improvvisazioni al sax di Igor Butman a sonori di vario tipo, pezzi d’archivio, frammenti di musica popolare, brevi estratti di radio-show, film e produzioni teatrali, materiale noto a chiunque in quegli anni fosse cresciuto in Unione Sovietica.
Da quelle collaborazioni con Fallows nacque la possiblità di girare in Europa e di farsi conoscere. Così negli ’90 Kuryokhin si dedicò anima e corpo per tentare di concretizzare (il sogno di) una comunità musicale “rivoluzionaria”.

La sensazione che si prova ascoltando le due incisioni live France [Nantes, 22 ottobre 1991] e Dovecot [Dovecot Arts Centre, Stockton, Gran Bretagna, 29 maggio 1991] è in qualche modo fedele a questa visione. Si tratta di due performance estremamente diverse tra loro. A Dovecot, un nutritissimo ensemble di musicisti interagisce con Kuryokhin, piano-voce + sovraincisioni. Le influenze di Popular Mechanics sono nettissime. A Nantes la registrazione documenta una lunghissima performance piano solo dove l’improvvisazione, intermezzata anzi tempestata da numerosissime frammentarie citazioni. Il piano è un perno simbolico attorno cui tutto ruota, in modo centripeto e centrifugo insieme. Questo movimento -in realtà assurdo- riesce di volta in volta o a conivolgere gli altri musicisti [come in “Dovecot” presenti in numero decisamente spropositato] o ad allontanarli [come in “France”]. Contemporaneamente però si interseca con un altro movimento -interno alla musica che Kuryokhin suona- che rende le lunghissime performance di carattere narrativo sincopate e frammentarie. Non stento a credere che la sua forza (umana e artistica) fosse talmente prepotente e carismatica da riuscire a coalizzare ogni volta nuove e disparate energie…

“Metafora, simbolismo, ironia e un certo grado di lunatismo tutto si affolla [n.d.r. non c’è parol migliore, davvero] nelle sue perfomance. Ma come e cosa suonerà sarà chiaro solo stanotte. Negli ultimi concerti è riuscito a passare da studi formali del XIX secolo al boogie woogie, dissolvendo riff del rock nell’improvvisazione d’avanguardia, per lasciare del tutto lo sgabello del piano dimostrando che gli effetti della cultura russa non finiscono con la musica”: Ecco cosa dice un cartello affisso a Dovecot.

La vita frenetica del giovane compositore russo fu stroncata dal cancro, e Kuryokhin morì all’età di soli 42 anni. Una volta scomparso sono state ripubblicate dalla Leo Records alcune delle registrazioni, in studio e live, lasciate inedite e fu ristampato molto materiale irreperibile perchè registrato presso (im)probabili etichette russe. Cito, tra gli altri, alcuni lavori che potete facilmente trovare: Some Combination of Fingers and Passion – CD LR 179; Divine Madness – CD LR 813- 816; The Ways of Freedom – CD GY 14; Golden Years Of Soviet New Jazz. Volume I, CD2: Sergey Kuryokhin – CD GY 402.

Io non ho mai visto Kuryokhin dal vivo e non sono mai stata in Russia, non ho mai respirato quell’aria, quel tempo ‘sospetto’ e ‘blindato’, quella necessità di resistere a qualsiasi costo con la propria arte. Ho solo ascoltato, a lungo, le sue incisioni. Sono state un vortice. In fondo, mi hanno colpita perchè lasciano trapelare -in modo del tutto eclettico, vivo e sincero- la sensibilità di un musicista nel senso più totale, bizzarro, enigmatico del termine. La cosa mi ha emozionata come se si trattasse di una rarità.

Valutazione:
France: * * * *
Dovecot: * * *
Popular Mechanics: * * *

Su Segey Kuryokhin potete leggere:
www.avantart.com/music/kuryokhin.html
Utile per inquadrare la vita del musicista è l’articolo di un musicista e suo collaboratore giapponese, Masami Suzuki “Sergey Kuryokhin and avant-garde music of 1980-90s“:
www.wakhok.ac.jp/~masami/Kuryokhin.html
Ogni anno si svolge il “Sergey Kuriokhin International Festival” sul cui sito del potete trovare alcune utili informazioni:
www.skif-berlin.de

Popular Mechanics
Insect Culture

Insect Culture – 45:32
The Blue Blouse (1987 remix) – 5:08

Sergey Kuryokhin (piano, tastiere, voce e rumori, perfomances)
Con: Igor Variechev, Igor Butman e Valery Alachov

Sergey Kuryokhin
France
01. Pop Mekhanika. Live in Nantes, France – 62:22

L’album è stato realizzato nel 1994 per l’etichetta russa Kurizza [KRCD0004] poi ristampato dalla SoLyd Records.

Sergey Kuryokhin (musica, arrangiamenti, oggetti selvaggi, concetti sparsi nell’album, piano, voce e tastiere)
Con la partecipazione di:
Alain Pierre, Dominque Debarros, Jean-Francois Petriot, Francois Ripoche, Yannick Neveu, Marcel-Guy Katsap, Uranius Bryant, Benoit Fauvet, Bertrand Ripoche, Benoit Lepechon, Boniface Dagry, Hiard Rasoanivo, Francois Fampou, Alexandr Lyapin (chitarra), Mikhail Kostyuskin (sax), Alekandr Titov (basso), Sergey Letov (clarinetto basso, sax tenore), Andrey Romanov (chitarra acustica), Sergey Schurakov (accordeon), Boris Shaveynikov (batteria), Alexandr Kondrashkin (percussioni).

Sergey Kuryokhin
Dovecot
01. Live at the Dovectot Arts Centre – 56:43
02. Encore – 1:22
03. I like rap music – 0:43
04. I was a New Orleans Queen – 9:59

Registrazioni inedite

Sergey Kuryokhin (piano, tastiere, voce)

da: http://italia.allaboutjazz.com/italy/reviews/r0603_031_it.htm

0 Comments

  1. Complimenti per l’articolo. Il lavoro di Kuryokhin è eccezionale! Consiglio anche l’ascolto degli “Eserciz mattutini nel manicomio”, si trovano su youtube: sono improvvisazioni liricissime e travolgenti. Un genio dell’avanguardia musicale russa.

  2. Volevo ringraziarti per lo spunto datomi
    apprezzo e stimo il grande lavoro che fortunatamente possiamo ascoltare.Bell’articolo.
    Buona musica.

    Giaime

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