Una grande vulnerabilità della cultura politica della sinistra è di non avere capito per tempo (almeno fin dagli anni ’80) come mutava il mercato del lavoro.
Questa incapacità culturale, derivante dalla coltivazione in serra del mito novecentesco del “lavoro dipendente” e finalizzato a dare la spallata rivoluzionaria, nonostante i fallimenti del comunismo storico, è stata pagata con una caduta verticale della rappresantanza di vasti ceti sociali, fra cui io stesso.
Ciò che è grave è che continuano su questa strada
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