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“I crocus”, da Federico Roncoroni, “Amici Mici”, Edizioni Ulivo, Balerna 2005

Ci sono giorni, lo sapete, in cui si cade preda di brutti pensieri. Io, per esempio, ricordo sempre il lungo periodo di tempo in cui, convalescente, mi sentivosospeso tra la vita e il suo contrario, e temevo che non ce l’avrei fatta a tirarmi del tutto fuori dal baratro in cui ero precipitato. Ho memoria, in particolare, di un giorno, un giorno di primavera, molto simile ai giorni di questa settimana. Decine decine di crocus multicolori erano fioriti come tutte le mattine e Micio Macio vi correva in mezzo evitando accuratamente di calpestarli.
Pensai che non avrei visto un’altra primavera, e in quel momento di malinconica felicità, volli accomiatarmi dal mio micio rivolgendogli l’invito, semmai me ne fossi andato, a venirmi a trovare lì ogni primavera.
Il destino, come spesso fa, ha voluto che a partire fosse proprio lui, e adesso ad andare a trovarlo sono io, lì, presso i crocus che ogni primavera fioriscono nel giardino dove siamo stati felici insieme e dove ora dorme il sonno dei buoni.

“I crocus”, da Federico Roncoroni, “Amici Mici”, Edizioni Ulivo, Balerna 2005.

Nei grappoli già scuri
l’uva si addolcisce contro i muri,
promessa di futura ebrezza,
e la melagrana né verde né bruna
dischiude alla luna
un suo mesto sorriso d’addio.

Un’altra estate è passata
mio tenero amico
e io sono già a me stesso antico.
Domani partirò per un lungo viaggio:
tu sii forte e saggio.
Al momento opportuno verrai anche tu
e allora non ci lasceremo più.

Nell’attesa, per cortesia,
saluta in vece mia
con le tue moine più belle
le tenere sentinelle della primavera,
i crocus del giardino
che si svegliano di buon mattino
e si addormentano presto la sera:
quello biancovestito, quello giallino,
quello lilla che cresce sempre storto
quasi al confine con l’orto
e quello d’incerto colore
che cerca sempre il sole.

Io sarò lì in mezzo a loro
e tu mi sentirai nel sapore di terra bagnata
tra l’erba ancora un po’ gelata
quando certo mi verrai a cercare
nel nostro prato,
mio micio amato.

Paolo Ferrario Mostra tutti

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