24 febbraio 2002
Caro Mas.
ti ringrazio molto della tua antologia
Mi è piaciuta per molti motivi
Innanzitutto mi ha colpito che anche tu abbia sentito il bisogno di “segnare” con un ricordo l’evento dell 11 settembre.
Quel fatto ha molto cambiato l’orizzonte della mia visione politica e la mia idea del ruolo delle religioni (ed in particolare di quella islamica). Ho rivisto molti schemi di analisi e mi sono di nuovo accostato alle radici della nostra cultura europea, ed in particolare all’illuminismo francese del settecento, valorizzandone gli aspetti di libertà soggettiva che altre culture non hanno nel loro impianto storico e filosofico. Dopo la lettura di Oriana Fallaci (una donna dal coraggio eccezionale) sono anche andato a studiare il periodo della Rivoluzione americana (1763-1791). Beh: davvero è da lì che si capisce perchè anche la nostra cultura europea è quotidianamente intrisa di parte di quei principi. E perchè da lì è partita la musica jazz e poi il Soul e poi il Rock. E perchè gli adulti che vivevano sotto il fascismo leggevano (di nascosto, perchè era proibito) Steinbeck; Hemingway; Faulkner … E perchè laggiù un Berlusconi presidente del consiglio sarebbe semplicemente impossibile …
Quanto alle musiche (di attento cultore, quale tu sei) mi sembra appropriatissimo “We are the stars” di Jan Garbarek (davvero 5 punti): probabilmente, se me ne fossi ricordato, lo avrei volentieri inserito nella mia raccolta.
Ma la cosa più bella della tua antologia è il viaggio che mi hai fatto fare fra autori che non conoscevo o che , comunque, ho poco frequentato: Robert Wyatt; Jimi Hendix (capisco la tua meraviglia: ma Hendrix per me è un quasi sconosciuto !); John Zorn (perfetto per la sua ricercata caoticità). Ancora: bellissimo l’adagio di Barber. Belle le rielaborazioni country di Bill Frisell. Brava la Ani di Franco (che fortunatamente avevo già conosciuto ed apprezzato)
Infine quello che conta è l’atmosfera d’insieme che fai cogliere: giustamente drammatica, ma carica di quella eccezionale capacità rielaborativa che il popolo americano ha ancora dimostrato in questa occasione
Insomma: ancora grazie
e cari saluti da me e da Luciana
Paolo Ferrario
