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PERICOLI CLIMATICI AL RISVEGLIO DELLA TARTARUGA | TartaRugosa

Le recenti brusche variazioni climatiche cui sono sottoposte le nostre aree settentrionali sono un danno anche per le tartarughe.

Negli ultimi anni, infatti, si sono avute temperature molto miti nei mesi di febbraio e marzo. E’ poi successo che nei mesi di aprile e maggio il termometro abbia drasticamente virato verso il basso (quest’anno la neve è arrivata in aprile e ai primi di maggio le notti non hanno superato gli 8 gradi).

Le tartarughe uscite dal loro rifugio potrebbero non riuscire ad interrarsi nuovamente e questo potrebbe loro causare malattie da raffreddamento anche talmente gravi da causarne la morte.

Occorre pertanto sorvegliarle e aiutarle a ripararsi, fornendo loro la possibilità di un ambiente esterno protetto, oppure ricoverandole in casa fino al nuovo rialzo della temperatura (se la casa è riscaldata, si potrà riportare in giardino la tartaruga quando il termometro segnerà i 18 gradi).

Il raffreddore causato da un risveglio prematuro dal letargo lo si riscontra da un’anomala umidità nella zona delle narici dovuta a scoli nasali più o meno continui. In caso di peggioramento si verificheranno starnuti e consistenza mucosa dello scolo, accompagnati da inappetenza , evidente indebolimento e lentezza di movimento. In questo caso occorre l’intervento del veterinario per le cure adatte e per scongiurare il pericolo di polmonite.

Categorie

Etologia

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