The Necks, Drive By, recensione di Amalteo pubblicata su DeBaser

Nella storia del Jazz spesso si legge che, nei momenti di svolta, gli appassionati ascoltatori dicevano “c’è uno che suona in modo nuovo” e correvano a sentirlo, ovunque fosse […]

Ma oggi la nuova frontiera la stanno percorrendo i Necks, un gruppo australiano che lavora da 15 anni e che persegue con determinata coerenza un progetto musicale unico. I Necks hanno qualche precursore, ma pochi imitatori. Il loro è Jazz minimale, è Post-Jazz, è Post-Tutto, come di loro dice Geoff Dyer in un suo articolo.

[…]

La musica procede per sottrazione ed estensione. Talvolta Tony Buck è lasciato da solo a tenere l’opera (perché di grande opera d’arte si tratta!), ma poi di nuovo riprendono l’interplay. Impossibile non essere ipnotizzati da questa musica. Forse, senza particolari intenzioni terapeutiche, i Necks intercettano le onde cerebrali. Questa esperienza sonora si conclude, infine con una notte stellata in cui cantano i grilli. Le chiusure sono tanto importanti come le entrate. Ma qui siamo al massimo. Sono 10 secondi di vera magia. […]

Potete leggere il mio Album sui Necks, e anche una bella recensione di Alfredo Rastelli.

Trova quest’opera nella ReteNegozi© di DeBaser

Se ti interessa, puoi recuperare quest’opera grazie alla rete dei negozi associati a DeBaser:

vai alla INTERA RECENSION E QUI: http://www.debaser.it/recensionidb/ID_7993/The_Necks_Drive_By.htm#

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